15.9.08

National Park

Yosemite & Death Valley National Park

Nel parco delle sequoie giganti ogni cento metri c'è un cartello che dice di stare attenti agli orsi.
Attenti ai cervi.
Attenti agli stambecchi.
Ai puma, ai liocorni a qualunque cosa abbia quattro zampe.
A sentire loro ci dovrebbero essere più animali qui, che nell'arca di Noè. Io in verità ho visto solo scoiattoli. Di quelli ce ne sono proprio tanti e scoiattoli a destra e scoiattoli a sinistra e praticamente te li tirano dietro e dopo averne fotografati dieci, alla fine non c'è neanche più gusto e non ci fai più caso e poi questi scoiattoli sembrano così abituati a vedere gente in giro, che sono più ammaestrati di Lessie e quasi ti vengono a mangiare dalla mano.
La vera attrazione del parco però, sono le sequoie giganti. Alberi talmente alti e con un tronco così grande che non basterebbero cinque persone per abbracciarlo tutto.
Che poi questi americani hanno tutto gigante. Le strade sono giganti e le macchine sono giganti, i supermercati sono giganti, i grattacieli sono giganti, soro stessi sono così ciccioni da avere pance giganti e anche gli alberi sono proprio mastodontici e è impossibile non camminare a testa in su per vedere dove finiscono e è impossibile non avere la voglia di abbracciare uno di quei tronchi giganti. 
Da un bosco gigante a un deserto gigante.
Nella Death Valley non c'è neanche un albero, ma che dico albero, non c'è neanche un filo d'erba e fanno cinquanta gradi all'ombra e fa così caldo che anche respirare diventa faticoso e non c'è nulla per chilometri e c'è solo roccia e deserto che si estende fino a perdita d'occhio e se qualche motivo ci si dovesse fermare la macchina, probabilmente nel giro di pochi minuti diventeremmo cibo per avvoltoi e fa talmente caldo che sudiamo anche con l'aria condizionata accesa.
Che poi nella Death Valley ci hanno girato quel film di Michelangelo Antonioni Zabriskie Point, che io non ho mai visto, ma so che ad un certo punto c'era un gruppo di gente che trombava tra le rocce del deserto e mi domando come abbiano fatto a girare quelle scene con questo caldo che a me si stanno squagliando le suole delle scarpe e quelli invece a fare gli zozzi tutti nudi.
Nella Death Valley si respira solo la sera tardi e la mattina prestissimo e nel nostro resort che è l'unica oasi vivibile all'interno di questo deserto, c'è una piscina con l'acqua bollente e vi assicuro che non è piacevole fare il bagno in un acqua così calda e non mi stupisce affatto che per trovare un po' di riparo dal caldo assurdo di questo deserto, gli americani abbiano costruito dal nulla la città del peccato per eccellenza: Las Vegas. 
E dopo aver ammirato lo spettacolo della natura, e il sole che sorge colorando la roccia di oro,  ci dirigiamo proprio nel regno dei casinò.