24.2.09

Martedì Grasso


Una cosa che ho sempre odiato, era indossare i vestiti di carnevale messi da mio fratello l'anno prima.
Già era frustrante indossare i jeans consumati che a lui non andavano più o le sue giacche che quando arrivavano a me e erano sempre passate di moda. Ma indossare le sue maschere di carnevale era veramente troppo.
- Non voglio vestirmi da meccanico! Non è neanche una maschera quella da meccanico! - 
Gridavo a mia mamma.
- Voglio una maschera tutta mia! - 
Quella santa donna, ci ha sempre cucito le maschere con le sue mani. Non era di certo Coco Chanel, ma sapere meglio che entrata dentro per comprare una maschera dozzinale e sputtanata. Mia madre le maschera le cuciva con la macchina da cucire. Comprava la stoffa e passava le serate a cucire e finiva le maschere sempre il giorno prima alla festa e questo ovviamente provocava in me un'ansia indescrivibile che avevo sempre paura di dover ripiegare nella maschera da punk perché lei non aveva fatto in tempo. Fortunatamente però non mi sono mai dovuto presentare a scuola con dei jeans strappati e il ciuffo di capelli colorato di rosso. Certo le cuciture delle maschere cedevano non appena mi mettevo seduto e i tessuti erano 100% acrilico che dopo tre minuti sudavo come fossi dentro a una tuta spaziale, ma era la maschera che avevo scelto io e questo la rendeva speciale e poi in questo modo non c'era il pericolo di trovare qualcuno vestito come me alle feste il che, non era cosa da poco. Figuriamoci se mi metto una maschera inflazionata io.

11.2.09

Revolutionary Road

 

La dovuta premessa è che io l'ho trovato incantevole. Ma non chiedetelo alle altre persone che erano con me. Uno non ha fatto altro che sbadigliare che a un certo punto ho temuto gli si slogasse la mandibola. Un altro si è addormentato russando con la bolla al naso. E l'ultimo si è messo a mandare sms con il cellulare pur di tenersi sveglio. Ecco. Adesso le cose sono due, o frequento un gruppo di buzzurri che se non ci sono sparatorie ed effetti speciali non riescono a tenere gli occhi aperti, oppure sono io che continuo a dire che era un capolavoro solamente per non ammettere che il film era due palle micidiali che in confronto La Corazzata Potemkin è una commedia sentimentale. 
La storia è quella di April e Frank, che sono una giovane coppia che si conosce e scatta subito la scintilla e lui fa lo scaricatore di porto e lei studia per diventare attrice. Nella scena seguente sono passati alcuni anni e loro sono sposati e vivono in un quartiere borghese, in una via signorile che da il nome al film (e al libro che ho deciso comprerò al più presto) e le cose non vanno più troppo bene come sembrava all'inizio e si, detta così può sembrare due coglioni tanti di film che praticamente per 110 minuti non succede nulla, ma invece c'è una poesia e una veridicità nelle scene che a me è venuto il magone e adesso non starò qui a raccontare la storia che tanto non frega niente a nessuno, però a me è piaciuto veramete molto.
A undici anni di distanza da "Titanic" (1997) Kate Winslet e Leonardo Di Caprio tornano insieme e Dio solo sa quanto si è sformato Di Caprio. A vederlo adesso pare impossibile possa essere stato il mito delle ragazzine che si strappavano i capelli per lui. Ha la faccia che pare un vecchio, il doppiomento che io la locandina di profilo non l'avrei fatta neanche per un milione di dollari e il fisico di una candela sciolta che questo non entra dentro una palestra neanche per andare a trovare un amico. La Winslet invece è in ottima forma ha tolto tutti i chili di troppo e fosse stata così magra in Titanic, magari su quella porta di legno ci sarebbero entrati in due e Jack non sarebbe morto surgelato. Anzi, direi proprio che la Winslet in questo film è una gran gnocca e io le darei anche l'Oscar che oltre ad essere stata veramente brava, è anche arrivata a qualcosa come sedici nomination senza mai vincere nulla e io credo che se anche questa volta si compra un vestito firmato, si mette tutta in ghingheri e fa la simpatica sul tappeto rosso e poi torna a casa con un pugno di mosche morte in mano… bhè, è la volta buona che si rasa a zero come Britney e la troviamo in giro a spaccare vetri.

4.2.09

Alla Fine Di Questo Libro la Mia Vita Si Autodistruggerà


Ok, parto con il messaggio pubblicitario. 
Esce oggi in libreria Alla Fine Di Questo Libro La Mia Vita Si Autodistruggerà e l'autore è il caro vecchio Insy Lohan già conosciuto ai più per il suo brillante blog, nonché mio amico e quando dico amico intendo uno di quelli di cui ho anche il numero di cell. memorizzato e quando lo incontro lo saluto, figuriamoci quindi quanto siamo amici dato che di solito non riconosco mai nessuno e lo so perfettamente che lui continua a parlarmi solo perché sono un fico e così nei locali tutti possono chiedergli "Ma conosci quello??", del resto anche io continuo a cercarlo solo perché… perché… bhè, ora non mi viene in mente, ma un motivo ci sarà di sicuro. E insomma, vado da Feltrinelli e mi aspetto di trovare il libro con la sua bella copertina glitterata esposto in bella mostra nello scaffale delle nuove uscite, ma invece è ancora imballato negli scatoloni e prendo un tipo del negozio e gli dico che io lo devo avere ora e non posso ripassare tra venti minuti quindi muovesse quel culo flaccido e mi portasse la mia copia di Alla Fine Di Questo Libro La Mia Vita Si Autodistruggerà e ora che pronuncio tutto il titolo è uscita già la seconda ristampa. Comunque Insy è acuto e sagace, è "giovane" e promettente e ha scritto un libro veramente bello che farà divertire e soprattutto... divertire e poi... insomma, ancora non l'ho letto quindi non so che altro aggiungere, ma mi ci gioco la mia copia di Vanity con Hugh Jackman in copertina che non deluderà. E poi se dovesse essere brutto, posso sempre andare sotto casa sua a spaccargli i vetri e chiedergli i sedici euro e cinquanta indietro. Dunque, correte in libreria e chiedete di Insy Loan Alla Fine Di Questo Libro La Mia Vita Si Autodistruggerà e se il commesso nel tempo che pronunciate tutto il titolo non se ne sarà andato, porterete a casa un romanzo che non vi deluderà e poi voglio vedere la vostra foto con la copia del libro in mano come ho fatto io che altrimenti non ci credo che lo avete comprato e non fatevi la foto dentro al negozio e poi lo riposate sullo scaffale, perché lo capisco che mi avete fregato, mica sono così scemo!
Tra parentesi, torno a lavoro con il libro in mano e il capo mi ferma e mi domanda cos'è e gli dico che è un libro scritto da un ragazzo che conosco e ...bla bla bla e insomma, finisce che mi da venti euro e mi dice di andarglielo a comprare. Ora, Insy, sicuro che sia adatto a lui o devo iniziare a cercare un lavoro nuovo? 

P.S. Ma che cacchio di foto hai messo alla terza di copertina? (E tra parentesi, si dice terza di copertina?).