26.6.09

Man In The Mirror

Sarò uno stupido adolescente nel corpo di un trentenne, ma ieri quando ho sentito che Michael Jackson era in coma, mi è preso un colpo al cuore.
All'inizio non ci volevo credere e ho pensato che era l'ennesima trovata per vendere un paio di biglietti in più, ma poi quando ho capito che era tutto vero, mi son sentito così impotente che sono andato in camera a svegliare il mio ragazzo per dirglielo. Roba che non l'ho svegliato neanche quando c'è stato il terremoto.
Michael Jackson non può morire cavolo, è come Topolino! ...come Cenerentola!
Faccio fatica a credere a quello che sto sentendo e per un istante mi dico che se poi se ne escono con la storia dello scherzo, vado lì e lo faccio secco io con le mie mani, ché uno non può mica dire che è morto e poi invece smentire tutto con una risata.
Però non era uno scherzo.
Ha tirato le cuoia veramente. Probabilmente per molti è stato solo un uomo strano con un sacco di soldi e un sacco di problemi che ha raggiunto il limite con le accuse di pedofilia. Ma se come me avete trent'anni (o poco più), e da ragazzino avete passato ore davanti allo specchio per provare il moonwalk, bhé allora le cose cambiano. Forse lo conoscevo solo tramite i suoi dischi e i giornali, ma è da quando sono piccolo che lo seguo, con i suoi successi planetari e i suoi insuccessi imbarazzanti e io l'ho difeso sempre e comunque come una madre farebbe con il proprio figlio, cercando di capire il perché di così tante stranezze. Mio fratello dice che il mio è un lutto di interazione parasociale e io ovviamente non ho capito nulla di quello che mi ha detto, però ho capito benissimo che mi stava prendendo per il culo e questo solo perché gli ho detto che da questa mattina ho impostato lo shuffle dell'iPod tra gli album di Jacko e non voglio sentire altro.
Non mi aspetto capisca. Che poi, facendo del sano sarcasmo, secondo me a Michael già era venuto un coccolone quando aveva scoperto che i concerti a Londra erano quintuplicati che io me lo immagino mentre parla alla sorella con flebile voce:
- …ciao Janet, sto facendo le prove per questi dieci concerti che mi hanno organizzato a Londra -
- Dieci? Jako tesoro mio, ma non lo sai che sono diventati cinquanta...!? - 
Sbarabam! Infarto. In fin dei conti nessuno aveva mai creduto realmente alla storia dei cinquanta concerti e anche io, avessi scoperto di essere in fin di vita, di concerti ne avrei organizzati cento, mica solo cinquanta e me lo immagino mentre fa con la mano il gesto dell'OK rivolgendosi ai giornalisti:
- Si, si, ci vediamo sul palco uh! uh! Contateci che faccio cinquanta concerti... - 
Il fatto è, che il povero Michael era diventato un personaggio troppo popolare e quando le cose vanno in questo modo, la linea che separa la realtà dalla fantasia è veramente troppo flebile e probabilmente non sapremo mai come sono andate realmente le cose, come non sapremo mai molto della sua vita privata tormentata dallo spettro della pedofilia al quale sinceramente io non ho mai creduto.
Adesso che la sua morte lo ha reso immortale come fu per Elvis o Marilyn prima di lui, mi aspetto che esca nei negozi un cd super ultimate essential collection songs after death e magari anche un film sulla sua vita travagliata dove il protagonista vince l'Oscar e tutta la platea si alza in piedi e applaude per un minuto con qualche lacrima che scende sul volto dei più coinvolti e... e ora che ci penso, di attori che interpretano Michale ne servono almeno tre e uno dovrebbe essere nero, uno mulatto e uno bianco, ma questi son dettagli che lascio alla casa di produzione. E poi, se fossi in Janet, scriverei in fretta e in furia un paio di canzoni sul fratello e me ne uscirei con un nuovo album che di questi tempi bisogna cavalcare qalunque onda si presenti.
E adesso lasciatemi ricordare a modo mio, l'unico uomo al mondo al quale si poteva perdonare l'accoppiata mocassino/calzino bianco, guardando quell'uomo che arrivato a trent'anni, ancora si allena davanti allo specchio a fare il moonwalk.

Michael Jackson è morto.

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20.6.09

Roma Pride 2009 - The Movie

Incontro il gay pride su via Cavour, mentre si dirige verso piazza Venezia e si, lo ammetto, sono arrivato tardi, ma tanto si sa che queste manifestazioni non iniziano mai in orario e quindi ho preferito arrivare tardi e andargli incontro e vedermi la manifestazione già viva, piuttosto che stare un'ora fermo in piedi ad aspettare non si sa cosa. Il primo carro che vedo è quello ufficiale del Pride con lo slogan e la statua della libertà in carne e ossa, mascotte di questo pride che personalmente mi fa un po' tenerezza che puzza lontano un miglio di idea riciclata e effettivamente non è che il concetto di statua della libertà lo abbiamo inventato noi, ma questo passa il convento. Il secondo carro è quello del Muccassassina, e personalmente è quello che preferisoco e si capisce dalla musica sparata a tutto volume che è il carro della serata finocchia più famosa di Roma e poi ci sono i go go boys che nonostante siano sempre le stesse facce c'è ancora chi fa la sua figura. Credo che il gay pride, sia l'unica manifestazione di protesta che però sembra una festa e la gente si diverte e la musica pompa come in disco e i colori e i coriandoli glitter sparati nel cielo e come ogni anno, non so decidermi se tutto questo carrozzone è una grande dimostrazione di civiltà, consapevoli che le battaglie non si fanno con le armi o alzando la voce, oppure se è solo l'ennesima occasione per fare festa e casino che ormai sono svariati anni che c'è questo gay pride a Roma e se possibile le cose non sono cambiate neanche di una virgola. Quello che colpisce stando in mezzo al corteo, è che ci si confonde tra ragazzi allegri e genitori che spingono carrozzine gente che balla e giovani e meno giovani e gli eccessi che si potrebbero immaginare ci sono, ma non sono poi così numerosi. Un transessuale vestito da Wonder Woman attira la mia attenzione e a dire il vero, non solo il mio sguardo dato che si ferma a ogni passo per farsi scattare foto e mi domando se non siano veramente loro i veri supereroi di queste manifestazioni, con i loro travestimenti originali ci mettono la faccia nel vero senso della parola perché sempre più spesso sono mira di giornalisti e fotografi e in fin dei conti sono stati loro a dare il via alle rivolte in una New York del 1969 dove allo Stonewall Inn lanciarono una bottiglia contro la polizia e ancora non ne sono consapevole, ma sentirò questo discorso e il nome si Sylvia Rivera per molte volte nel corso di questa manifestazione, alcune volte nominata in modo semplicemente retorico e stucchevole e altre in maniera più intelligente. C'è tanta gente a questo pride e gli organizzatori parleranno di trecentomila persone e forse come numeri sono un po' gonfiati, anche perché il corteo è molto sfilacciato e ci sono un sacco di buchi vuoti, però l'impressione è che ci sia veramente tanta gente e le Famiglie Arcobaleno, ArciGay, ArciLesbica, Mariomieli, ad elencare tutte le associazioni impiegherei dieci minuti e io cammino spensierato con i miei amici dimenticando per un istante tutti i problemi e sembra un paradosso, perché in realtà sono qui proprio per il motivo opposto. Piazza Navona è il punto di arrivo di questo Pride e molte persone svaniscono e di tutti quelli presenti durante la camminata, ne rimangono forse la metà. Ornella Muti è sul palco non si capisce bene in quali vesti e dice le solite banalità sul fatto che ha molti amici gay e che siamo tutti uguali e mi domando perché non si sia fatta scrivere un discorso da qualcuno più coinvolto o se per caso non l'abbiano incontrata per caso davanti alle vetrine di Sermoneta e la cosa che le riesce meglio, è tagliare il nastro rosso di inaugurazione della festa ufficiale del Pride. Dopo Ornella si succedono altri oratori più o meno interessanti, ma la folla non ha occhi che per Vladimir Luxuria accolto come fosse una vera star Hollywoodiana e c'è da dire che la Vlady sa come parlare al un pubblico e sa come arrivare ai cuori finocchi e per questo canta una versione tutta sua di Over The Rainbow, ma il momento migliore fortunatamente è durante il suo discorso dove riesce sempre a toccare tasti intelligenti e non scadere nelle banalità. Si sono fatte le otto e decido di tornare a casa, ma prima di uscire dalla piazza la mia attenzione è attirata da un gruppo di gente che circonda una Madonna e un Cristo vestiti da recita di natale. Vedo la gente che si ferma a fare delle foto al loro fianco. Una signora mi chiede forse un po' indignata, cosa significhi quello spettacolo. Ci penso un attimo e le dico che forse non è un gesto di scherno, ma una dimostrazione del fatto che Gesù e Maria sono di tutti e non solo di chi si professa a gran voce cristiano, che Gesù e la Madonna si circonderebbero di chiunque senza fare distinzioni come stanno facendo questi ragazzi e mentre cerco di convincere me stesso, la signora si allontana stupita dicendomi che ho ragione e che non ci aveva pensato. Ecco, ho fatto la mia buona azione giornaliera, ora posso veramente allontanarmi da questo grande e spettacolare corteo, per tornare alla mia vita di tutti i giorni. Tempo due giorni e nessuno più si ricorderà di quanto è successo oggi.

19.6.09

Mariah Carey - Obsessed



Ora, lo so che i più, chiuderanno questa notizia un bel "Chi se ne frega", ma io invece ho le mani che sudano come una scolaretta al primo appuntamento perché è uscito il nuovo singolo della più photoshoppata cantante statunitense e i blog più informati mi assicurano che la canzone è dedicata al rapper bianco Eminem che poco tempo prima le aveva dato della puttana. Mariah non ha aspettato molto per dare la sua risposta in rima e la sua versione dei fatti e tutto questo è veramente adorabile e fa tanto Emon e Frankee. In attesa di un video che trascinerà come sempre la canzone alle prime posizioni della classifica di Billboard... e soprattutto in attesa di un nuovo singolo meno vaccata. Mariah, come sempre I Love You.

So Oh Oh So Ohhh
Will the real MC please step to the mic?
MC- You need an MC, place to be
MC the MC

Il Figlio di Mezzo


C’è questa mamma con la carrozzina che si è fermata di traverso sul marciapiede che la gente non riesce più a passare e mi domando come cavolo ti viene in mente di fermarti in quel modo se vai in giro con un rimorchio di quelle dimensioni che quella più che una carrozzina, pare una roulotte.
Ogni persona che passa fa un complimento a quel fagottino indifeso e la mamma si mette a parlare con tutti e in meno di dieci minuti conosco vita morte e miracoli del piccolo Tommaso e poi arriva questa signora con il figlio per mano che fa i soliti complimenti di rito al neonato e poi rivolgendosi al figlio dice:
- ...tu ormai sei grande, hai sette anni, guarda che bellino che è questo bambino, non vorresti un fratellino così piccolo? -
Vedo il terrore negli occhi del bambino e in quel momento vorrei alzarmi e andare da quella mamma per darle un ceffone. No che non lo vuole un fratello più piccolo! Uno che gli ruberà tutte le attenzioni e giocherà con i suoi giocattoli rompendoli senza cura! Ma sono domande da fare dico io?
Se mia madre mi avesse chiesto se volevo un altro fratellino, le avrei detto di cucirsi quel buco tra le gambe  e che io un fratello già lo avevo e non mi serviva proprio di stravolgere tutta la mia vita, per un ultimo arrivato. Ecco cosa le avrei risposto e invece a me non ha chiesto nulla nessuno e nel giro di pochi mesi è arrivato il guastafeste.
Io, che per sette anni ero stato il più spupazzato, improvvisamente venivo messo da parte per un bambino con troppi capelli per essere così nuovo. E non datemi del geloso che se proprio vogliamo dirla tutta, è stato mio fratello grande che quando sono nato io si è fatto venire gli attacchi di asma, mentre io mi sono limitato ad odiarlo in silenzio.
Mio fratello maggiore ha solo due anni più di me e il primo dentino caduto fu il suo, i primi passi, il primo giorno di scuola, la prima fidanzatina, lui arrivava sempre prima di me e io potevo fare anche un salto mortale carpiato, ma se lo aveva già fatto lui, non avrebbe mai avuto lo stesso effetto.
Essere il secondo però, aveva anche i suoi vantaggi dato che ancora potevo godere di un certo prestigio agli occhi dei parenti che telefonavano per sapere come stava il piccolo di casa, ma quando mia madre rimase incinta, vidi la mia coroncina da reginetta della culla, passare dal mio capo a quello del mio nuovo fratello indesiderato. Il fratello grande rimase quello delle prime volte e il piccolo divenne presto il nuovo catalizzatore di attenzioni perché in definitiva i cuccioli fanno sempre tenerezza.
Quando nacque, io avevo sette anni e io avrei voluto spingere la carrozzina giù per una rampa di scale, come in quella scena de La Corazzata Potëmkin, ma sapete che vi dico, che allo stesso tempo mi scattò una sorta di istinto materno che mi portava ad essere apprensivo con quel ruba attenzioni e se mia madre era ormai arrivata al terzo figlio e era stufa di ripetere sempre le stesse cose e non aveva più quell'ansia e apprensione del neo-genitore, c'ero io che invece ero in un continuo stato di panico e così, nonostante lo odiassi, la notte non dormivo con il terrore che quel batuffolo di carne, soffocasse nel sonno e vi assicuro che non è facile organizzare un piano per sbarazzarsi di un fratello, quando hai anche l'ansia che si faccia del male da solo. Così, negli anni che dovevano essere i più spensierati della mia vita, mi ritrovavo a crescere un fratello in un mondo fatto di spigoli acuminati e pericoli impervi e continuavo a vivevo all'ombra di un fratello maggiore che continuava a stupire con le sue prime volte e io cercavo di non ripercorrere neanche una delle sua scelta per attirare almeno un minimo di attenzione su di me e se lui giocava a calcio e sceglievo la pallavolo, se lui era amico dei ripetenti, io mi sedevo al banco con i secchioni e se lui usciva con la ragazza, io con il ragazzo. Vabbè, questo in verità è successo molto tempo dopo... ma ci stava bene nella lista delle differenze.
Ormai sono cresciuto e questi vecchi rancori fanciullesci sono passati, anche se non perdonerò mai mio fratello piccolo per avermi sotterrato e perso i miei pupazzi quelli che avevano l'insetto gigante come alleato oddio, come si chiamavano? Io ne avevo tre, di cui il capo era quello con la mosca gigante che ci si metteva la mano dentro come fosse un guanto e poi altri due con degli insetti strani tipo scorpioni e ditemi come minchia si chiamavano che è da oggi che ci sto pensando e non mi viene in mente.
Adesso ho trent'anni e mio fratello piccolo è decisamente adorabile, anche se è cresciuto prendendo il peggio da me e il peggio da mio fratello e anche se ancora non capisco il perché quando è nato, i miei genitori non lo hanno piazzato in un collegio Svizzero fino ai diciotto anni. La mia infanzia ne avrebbe beneficiato non poco e magari lui avrebbe imparato bene una lingua straniera, che si può volere di più?!

16.6.09

Terminator Salvation

   
Il primo Terminator era veramente fico che negli anni ottanta tutti quegli effetti speciali parevano veramente una cosa avveniristica. Con il secondo capitolo la trama iniziava a scricchiolare, ma l'omino fatto di metallo fuso era qualcosa che al cinema non si era mai visto. Del terzo episodio neanche voglio parlare tanto era brutto e inutile. Questo quarto Terminator mescola un po' le carte in tavola e con un sapore un po' vintage resuscita i vecchi robot del primo capitolo affiancandoli però ad altri robot motocicletta abbastanza ridicoli. Cambiano i protagonisti anche se i personaggi gira che ti rigira sono sempre gli stessi anche se io degli episodi precedenti non ricordavo veramente una minchia. Del resto, l'unica cosa che mi basta sapere e il vero motivo per cui sono andato a vedere questo film, è che il nuovo protagonista è il mio già più volte osannato Christian Bale che detta tra noi non ne ha mai sbagliata una sin dai suoi esordi e si, dicono abbia un caratteraccio e che faccia scintille con tutti sul set, ma a uno con quel fisico, io potrei perdonare qualunque cosa. Alla fine della fiera, questo Terminator Salvation non è brutto, ma veramente inutile, una serie continua di esplosioni come non si vedrebbero neanche in un videogioco, per non parlare poi del Governatore della California completamente digitalizzato che compare per una manciata di minuti e lascia tutti con il punto di domanda del perché mai? E se uscendo dal cinema avete pensato anche solo per un istante di aver buttato i soldi, ripensate al terzo episodio, quelli si che erano soldi buttati.

11.6.09

Love is...

Trovo sia un dato veramente significativo, il fatto che dopo cinque anni, abbia finalmente imparato a memoria il numero di cellulare del mio ragazzo.

10.6.09

Aspettando il Roma Gay Pride 2009

E così finalmente habemus percorso. Si parte da Piazza Esedra e si arriva a Piazza Navona proprio come lo scorso anno.
Ah, già per chi non lo sapesse faccio una breve premessa. Sabato prossimo ci sarà il Gay Pride a Roma e l'organizzazione ha trovato non pochi ostacoli, perché pare che all'inizio avessero dato l'autorizzazione dicendo che si, assolutamente il gay pride si può fare figuriamoci se vietiamo una manifestazione simile, però poi: vicino San Giovanni non si può passare, perché c'è già una manifestazione religiosa e la settimana dopo non si può fare, perché c'è la festa di San Giovanni e se i finocchi incontrano i religiosi prendono fuoco come i vampire con l'acqua santa e a Piazza Del Popolo no, non si può andare perché così tanta gente non ci entra anche se poi ogni anno ci organizzano mega concerti che l'ultimo sulla lista è stato quello di Ben Harper e allora si potrebbe fare lo stesso percorso dello scorso anno da piazza Esedra a Piazza Navona, ma no, non si può neanche quello perché lì vicino c'è la chiesa della Madonna di Loreto e questa motivazione giuro che non l'ho capita e vi assicuro che no, non me le sto inventando, sono tutte dichiarazioni documentate nero su bianco e allora l'unico percorso possibile pare essere quello che va dalla Bocca Della Verità a Piazza Navona che tradotto per i non romani significa una passeggiata di più o meno quindici minuti che tanto vale incontrarsi tutti con una video chattata su Skype. Rimango perplesso dinnanzi a tutte queste difficoltà che ha alzato la questura di Roma e per un attimo decido di essere indignato con questa società omofoba, ma poi mi fermo a riflettere. 
Il mio primo Gay Pride l'ho fatto nel duemila (o duemilauno... bho) e ricordo la musica e i carri con i go go boys e la gente, tanta gente e coriandoli, bandiere e le trans con gli abiti colorati e le trans che invece gli abiti li avevano lasciati a casa e i finocchi vestiti stravaganti e i finocchi vestiti normali e gli amici che ridono e scherzano e il percorso sotto il sole cocente e la sensazione di far parte di qualcosa di importante e i passanti che guardano curiosi e l'orgoglio di esserci e di perseguire un'ideale. Il mio primo pride fu emozionante e anche il secondo è stato emozionante, ma se dovessi fare una descrizione, probabilmente scriverei le stesse identiche cose che ho dette riguardo al primo pride e stesso discorso anche per il terzo e il quarto e per tutti quelli che mi sono fatto fino ad oggi. Da quando il Gay Pride è diventato un appuntamento fisso come le feste di Natale o Il Grande Fratello? E come tutte le cose che vengono ripetute per troppo tempo senza innovazioni, alla fine diventano un automatismo che perde il suo significato originale, come si stesse recitando una preghiera a memoria o come il tragitto per arrivare a lavoro. Ad oggi ho l'impressione che l'ostinazione di questo Gay Pride, sia solo quella di avere un percorso lungo, perché altrimenti la festa finirebbe troppo presto e un percorso più corto parrebbe una castrazione e a percorrere dalla Bocca Della Verità a Piazza Navona non si farebbe neanche in tempo a sentire tutto il cd dei grandi successi di Raffaella Carrà. Non lo so, ma questo nuovo pride mi sembra solo una presa di posizione. Un enorme involucro vuoto. Un pride è un vero pride solo se si cammina per dieci chilometri e si attraversa il cuore della città? Perché se è così, allora tanto vale darsi tutti appuntamento alla maratona di New York che almeno ci facciamo una bella sfacchinata e quando arriviamo al traguardo oh, cazzarola se abbiamo camminato! Mi domando se lo scopo di un gay pride sia quello di bloccare i cittadini e far deviare il traffico facendo sentire in questo modo la sua presenza ingombrante e a questo punto la video chattata su skype non mi sembra più tanto un'idea stupida che almeno farebbe notizia e wikipedia la segnerebbe come la più grande chattata mai eseguita in rete e magari Barbara D'Urso ne parlerebbe anche nel suo Show Dei Record tra una donna gatto e un uomo più basso del mondo. Ho l'impressione che questo Gay Pride, sarà l'ennesima esibizione di corpi, fotocopia a tutti gli anni passati che presto cadrà nel dimenticatoio dopo il solito servizio al tg. Esistono alternative valide o siamo costretti a rivivere questo deja vu per il resto dei nostri gaygiorni? Non lo so, ma perché per un anno anziché fare la solita marcia, non si può pensare a qualcosa di diverso e dargli ugualmente il nome di gay pride? Per esempio io mi immagino un intera giornata dedicata ai gay, dove tutti i finocchi che fanno i parrucchieri scendono in piazza e fanno i capelli gratis alle signore e tutti i finocchi truccatori fanno un corso di trucco e i finocchi attori preparano uno spettacolo teatrale a cielo aperto e poi altri finocchi che si incontrano con i i finocchi che hanno paura di essere finocchi e magari si incontrano anche con i genitori impauriti dai figli finocchi e poi la musica e la festa e i finocchi cuochi che vendono delle torte e poi bho, non lo so, non è che posso organizzare tutta una giornata qui in cinque minuti e adesso magari sto solo farneticando, ma a pensarci bene è tanto una cattiva idea? A me questo fiume di gente che attraversa la città come fosse un carrarmato non convince più molto. Poteva avere un senso in un America degli anni sessanta dove la comunità omosessuale era arrabbiata e doveva manifestare la propria forza e alzare la voce, ma l'orgoglio omosessuale del nuovo millennio, non dovrebbe essere forse di integrazione scendendo in piazza e mischiandosi con la popolazione etero, piuttosto che solcare le vie delle città chiudendosi in uno spettacolo osservabile solo dall'esterno? Io sabato ci sarò, ma non sono sicuro che questo gay pride mi rappresenti ancora.

8.6.09

Immobile


Ho diciassette anni e la farmacista mi sta guardando da dietro i suoi spessi occhiali mentre poso sul bancone una confezione di preservativi. Ho preso i primi che mi son capitati che non volevo stare troppo tempo lì davanti a scegliere come avrei potuto fare con un flacone di shampoo che allora mi sarei messo a leggere tutte le proprietà, per capelli fini, secchi, con forfora, alle proteine della seta e via discorrendo, no ho preso i primi che ho trovato cercando di avere un'aria sicura di quello che i preservativi li compra sempre sperando che non abbiano capito che invece è la mia prima volta e la farmacista davanti mi sta fissando con i suoi occhi a raggi x e sento che mi sta leggendo dentro e probabilmente sta immaginando la scena di quando aprirò goffamente quella confezione e la vecchietta alle mie spalle quando mi vede tirare fuori quella scatola, ho l'impressione faccia un passo indietro guardandomi in malo modo come si potrebbe guardare un ragazzo che ha smarrito la retta via e la farmacista mi domanda con la sua voce da megafono, se oltre ai preservativi mi occorre qualche altra cosa e mentre pronuncia quella frase, la mamma con la carrozzina che sta scegliendo un nuovo ciuccio per suo figlio si gira a fissarmi e la farmacista ha urlato talmente tanto che credo l'abbiano sentita anche a Latina che Dio la fulmini e se per caso qualcuno non se ne fosse accorto, ora tutti sanno che ho comprato dei preservativi e il cuore inizia a battere forte e improvvisamente mi sento avvampare, come se avessi fatto una cosa proibita e mentre la farmacista mi incarta quella confezione come un pacco regalo i suoi movimenti sono lenti e tutti continuano a fissarmi o almeno mi sembra lo stiano facendo e lei è talmente lenta e meticolosa che mi aspetto tiri fuori da un momento all'altro anche il nastrino dorato per concludere il suo pacchetto opera d'arte e sento salire dentro di me l'ansia e l'emozione allo stesso tempo perché ho l'impressione di aver rivelato ad alta voce uno dei miei segreti più intimi e sono sicuro che tutti si staranno chiedendo dove e con chi aprirò quella scatola e quando la farmacista mi consegna il pacchetto, pago e esco con passo svelto senza alzare la testa per non incrociare lo sguardo della gente che ormai sa che farò sesso e da un certo punto di vista, è come se lo avessi appena fatto lì davanti a loro.
Sono passati tredici anni e mi ritrovo ancora una volta lì, davanti alla cassa a provare quelle stesse emozioni e lo stesso nodo allo stomaco e la sensazione che tutti mi stiano guardando e leggendo dentro e cerco di essere disinvolto, ma le mani mi sudano mentre consegno alla cassa... il cd di Alessandra Amoroso. Pago e mi affretto a farlo sparire all'interno della busta, ma ormai la gente ha visto il mio segreto e si starà immaginando che canto Immobile davanti allo specchio usando una spazzola come microfono. (Ovviamente quest'immagine di me che canto con la spazzola, è frutto di pura fantasia... io non ho una spazzola!).

4.6.09

Uomini che Odiano le Donne

 
Ah, io ve lo dico, il libro è decisamente meglio! No, sto scherzando, non lo ho neanche letto, però mi piaceva dirlo che fa tanto snob con la puzza sotto il naso di quelli che per tutta la durata del film continuano a ripetere a bassa voce cose del tipo: "...ma no, lui non doveva dire questo e poi hanno completamente tagliato il personaggio di Ivanka che era una figura chiave nel libro…!". Io il libro non l'ho letto che a me queste cose dove bisogna scoprire l'assassino mi fanno subito Jessica Flatcher e il vero nodo della questione però, è che mi basta vedere due abeti scossi dal vento e un lago di montagna che subito mi vengono in mente le atmosfere di Twin Peaks che del resto se quel telefilm mi ha turbato psicologicamente forse a questo punto il problema non è neanche più tanto mio, quanto piuttosto di David Lynch al quale dovrei chiedere seriamente un risarcimento per danni morali che la mia generazione si porta dentro questo macigno che se ne siete usciti ditemi voi come avete fatto che io ancora ci sto troppo sotto e poi la cornice con la foto di questa Harriet Vanger che è scomparsa ditemi voi se non è una scopiazzatura della ben più inquietante foto di Laura? Mettiamoci anche che il film è svedese e che per i primi quindici minuti la sensazione è quella di vedere un episodio de L'Ispettore Derrick, anche se a onor del vero, devo ammettere che non è un brutto film e anzi, in alcuni momenti è stato anche interessante, però c'è quest'atmosfera da pellicola svedese che aleggia che mi domando se l'avessero fatto gli americani, cosa ne sarebbe venuto fuori. Una porcata stile Le Verità Nascoste o un capolavoro alla I Soliti Sospetti? Inutile farsi tante domande e secondo me se vi è piaciuto il libro allora anche il film vi coinvolgerà che a quanto pare è stato fatto molto bene, ma se come me dei film gialli non ve ne frega nulla, bé allora andate a vedere Terminator Salvation. Io venerdì sarò in prima fila (vabbè, non proprio in prima fila che poi mi viene mal di testa diciamo a metà...)

1.6.09

Atti vandalici all'Ara Pacis

Ara Pacis imbrattata di colore  Ara Pacis imbrattata di colore
E adesso una notizia di cronaca. Potrebbe sembrare un'enorme opera d'arte alla Pollock o un'istallazione a cielo aperto stile newyorchese, ma invece è solo un atto vandalico o una firma culturale di qualche artista futurista, come ha detto Graziano Cecchini a Repubblica quello delle palline a Piazza di Spagna o dell'acqua rossa a Fontana di Trevi per capirci, però lui prende le distanze e dice di non saperne nulla. E così si risveglia l'attenzione sulla teca bianca di Richard Meier che funge ormai da tre anni da contenitore dell'Ara Pacis di Roma e che torna nuovamente sotto i riflettori dopo aver fatto molto discutere al momento della sua costruzione. Oggi è comparsa quest'enorme "bandiera" tricolore schizzata sul muro e anche un simpatico water con 80 rotoli di carta igienica (nuovi, non usati), magari un'allusione per dire che l'Ara Pacis pare un enorme cesso bianco all'interno della città e io ammetto che alla fine ci ho fatto l'occhio e non la trovo affatto brutta. Che poi, se sia un messaggio di protesta o una semplice bravata di ragazzini annoiati da una notte troppo lunga, forse non lo sapremo mai. Mettiamoci però che il Sindaco Alemanno aveva proposto in campagna elettorale di rimuovere la teca bianca e eccolo lì che la gente si può sentire in dovere di contribuire a loro modo ad esternare il proprio disprezzo - Lo dice pure il Sindaco che fa cagare!! -. E comunque, la vera questione non è capire chi sia il colpevole di questo atto deplorevole, quanto piuttosto farsene una ragione del fatto che molti italiani ancora non hanno imparato che la successione corretta del tricolore italiano, è verde e poi bianco e per ultimo il rosso. Verde, bianco e rosso. Tanto difficile?