Sarò uno stupido adolescente nel corpo di un trentenne, ma ieri quando ho sentito che Michael Jackson era in coma, mi è preso un colpo al cuore.
All'inizio non ci volevo credere e ho pensato che era l'ennesima trovata per vendere un paio di biglietti in più, ma poi quando ho capito che era tutto vero, mi son sentito così impotente che sono andato in camera a svegliare il mio ragazzo per dirglielo. Roba che non l'ho svegliato neanche quando c'è stato il terremoto.
Michael Jackson non può morire cavolo, è come Topolino! ...come Cenerentola!
Faccio fatica a credere a quello che sto sentendo e per un istante mi dico che se poi se ne escono con la storia dello scherzo, vado lì e lo faccio secco io con le mie mani, ché uno non può mica dire che è morto e poi invece smentire tutto con una risata.
Però non era uno scherzo.
Ha tirato le cuoia veramente. Probabilmente per molti è stato solo un uomo strano con un sacco di soldi e un sacco di problemi che ha raggiunto il limite con le accuse di pedofilia. Ma se come me avete trent'anni (o poco più), e da ragazzino avete passato ore davanti allo specchio per provare il moonwalk, bhé allora le cose cambiano. Forse lo conoscevo solo tramite i suoi dischi e i giornali, ma è da quando sono piccolo che lo seguo, con i suoi successi planetari e i suoi insuccessi imbarazzanti e io l'ho difeso sempre e comunque come una madre farebbe con il proprio figlio, cercando di capire il perché di così tante stranezze. Mio fratello dice che il mio è un lutto di interazione parasociale e io ovviamente non ho capito nulla di quello che mi ha detto, però ho capito benissimo che mi stava prendendo per il culo e questo solo perché gli ho detto che da questa mattina ho impostato lo shuffle dell'iPod tra gli album di Jacko e non voglio sentire altro.
Non mi aspetto capisca. Che poi, facendo del sano sarcasmo, secondo me a Michael già era venuto un coccolone quando aveva scoperto che i concerti a Londra erano quintuplicati che io me lo immagino mentre parla alla sorella con flebile voce:
- …ciao Janet, sto facendo le prove per questi dieci concerti che mi hanno organizzato a Londra -
- Dieci? Jako tesoro mio, ma non lo sai che sono diventati cinquanta...!? -
Sbarabam! Infarto. In fin dei conti nessuno aveva mai creduto realmente alla storia dei cinquanta concerti e anche io, avessi scoperto di essere in fin di vita, di concerti ne avrei organizzati cento, mica solo cinquanta e me lo immagino mentre fa con la mano il gesto dell'OK rivolgendosi ai giornalisti:
- Si, si, ci vediamo sul palco uh! uh! Contateci che faccio cinquanta concerti... -
Il fatto è, che il povero Michael era diventato un personaggio troppo popolare e quando le cose vanno in questo modo, la linea che separa la realtà dalla fantasia è veramente troppo flebile e probabilmente non sapremo mai come sono andate realmente le cose, come non sapremo mai molto della sua vita privata tormentata dallo spettro della pedofilia al quale sinceramente io non ho mai creduto.
Adesso che la sua morte lo ha reso immortale come fu per Elvis o Marilyn prima di lui, mi aspetto che esca nei negozi un cd super ultimate essential collection songs after death e magari anche un film sulla sua vita travagliata dove il protagonista vince l'Oscar e tutta la platea si alza in piedi e applaude per un minuto con qualche lacrima che scende sul volto dei più coinvolti e... e ora che ci penso, di attori che interpretano Michale ne servono almeno tre e uno dovrebbe essere nero, uno mulatto e uno bianco, ma questi son dettagli che lascio alla casa di produzione. E poi, se fossi in Janet, scriverei in fretta e in furia un paio di canzoni sul fratello e me ne uscirei con un nuovo album che di questi tempi bisogna cavalcare qalunque onda si presenti.
E adesso lasciatemi ricordare a modo mio, l'unico uomo al mondo al quale si poteva perdonare l'accoppiata mocassino/calzino bianco, guardando quell'uomo che arrivato a trent'anni, ancora si allena davanti allo specchio a fare il moonwalk.










-front.jpg)
.jpg)





