30.9.09

Liceo


La scuola superiore, ha segnato senza alcun dubbio il mio passaggio dalla pubertà, all'età adulta.
Certo a pensarci adesso, mi rendo conto che mi sarei potuto divertire molto di più, ma a 16 anni non lo avevo capito che potevo studiare e contemporaneamente divertirmi..
Scelsi di andare al liceo artistico perché tutti continuavano a dirmi che disegnavo veramente bene e la mia professoressa di arte delle medie mi adorava e effettivamente ero proprio bravo a disegnare e mi convinsi che sì, forse valeva la pena iscriversi ad una scuola dove il voto in disegno era considerato più importante di quello in italiano.
Effettivamente i miei voti furono per la prima volta da quando avevo iniziato a frequentare i banchi di scuola, i più della classe. Se non fosse che il primo anno di liceo fu divertente e interessante con tutte quelle materie nuove e l'entusiasmo di conoscere persone diverse da quelle che avevo frequentato alle medie e poi invece, iniziai ad odiare quella scuola di ignoranti dove si dava importanza solo alle materie artistiche e si snobbava tutto il resto.
Per arrivare a scuola impiegavo 45 minuti, qualche volta anche 60 a seconda del traffico e in definitiva non mi pesava neanche troppo. Di licei artistici non ce ne sono molti a Roma e quindi ecco spiegato il motivo di tutto quel tempo trascorso sull'autobus per arrivare a destinazione e se all'inizio era una vera scocciatura, alla fine cercai di far girare a mio favore quest'inutile perdita di tempo e allora cominciai a smettere di fare i compiti di pomeriggio e presi a studiare direttamente sull'autobus in quel lasso di tempo che mi separava dalla scuola. Spesso uscivo con qualche minuto di anticipo e arrivavo fino in fondo alla strada dove c'era il capolinea degli autobus e mi mettevo direttamente seduto. I posti migliori erano quelli dietro dietro, sulla così detta "pancaccia". Lì nessuno veniva mai a scocciare e non si avvicinava mai nessuna vecchietta che guardava con occhi tristi e stanchi tipo cucciolo bastonato e alla quale bisognava per forza cedere il posta prima che cominciasse ad elencare ad alta voce tutti i suoi dolori e io non ho mai capito perché gli anziani che hanno tutto il giorno libero, devono andare al mercato proprio quando ci sono gli studenti che prendono l'autobus; voglio dire, ma non possono uscire di casa alle dieci?!

I 10 ricordi più vividi delle scuole superiori:

Studiare sull'autobus durante il tragitto da casa a scuola con la gente accanto che guarda incuriosita e l'autobus pieno come un vagone per Auschwitz e gli ombrelli bagnati che gocciolano tra le pagine dei libri.. 

Il diario, sul quale anziché scrivere i compiti, facevo i ritratti e le caricature dei miei compagni di classe e dei professori (ovviamente questi diari li conservo ancora gelosamente sulle mensole della mia camera da letto e guai a chi li tocca).

L'attrezzatura da studente del liceo artistico, con il tubo di plastica a tracolla tipo bazooka e i fogli 50x70 e il carboncino che sporca le mani di nero e la "gomma pane" che appiccica e puzza. 

Il primo sciopero dei professori; le cinque ore passate in una classe senza regole con il delirio che si scatena e le partite di calcio improvvisate con una palla di carta e scotch e una guerra di cancellini imbevuti di gesso. 

La prima occupazione con le classi ridotte a dormitori e le scritte sui muri che aumentano giorno dopo giorno e la sensazione che nessuno sappia realmente perché si sta manifestando. 

Le ore di educazione fisica passate a correre sui campi di atletica e le ragazze sedute sugli spalti che guardano noi maschi sudare e loro che avevano il ciclo sempre nelle ore di educazione fisica e noi maschi sudati che facciamo la doccia negli spogliatoi tra tanta vergogna e curiosità. 

I compagni di banco, quelli con i quali rimarrai amico per tutta la vita e con i quali hai riso come non ti era mai capitato e che un giorno che ancora non puoi immaginare, non rivedrai più. 

Le interrogazioni durante le quali fai scena muta e ti guardi attorno sperando in un suggerimento, ma invece sei lì da solo con la tua umiliazione. 

Il bagno con l'odore di fumo e i disegni osceni alle pareti e le bidelle che fanno irruzione trascinando fuori dai cessi le coppie che si sono appartate per pomiciare. 

Il primo caffè bevuto per rimanere sveglio durante la notte che precede l'esame di maturità e le ore passate a ripetere Montale e Leopardi e il primo sole che filtra tra le fessure della serranda e la sensazione che ormai quel che è fatto è fatto...

    24.9.09

    X-Factor 3 - Terza Puntata


    Uh cazzo, ma c'era X-Factor e me ne sono dimenticato anche questa volta! Niente, quest'appuntamento non riesce proprio ad entrarmi in testa. Fortunatamente ci sono sempre le esibizioni caricate sul sito e allora me le vado a vedere e senza tutti quegli orpelli inutili, senza le discussioni, le litigate e le burattinate, sembra anche un programma serio. Poi in questa terza puntata si sono inventati questa cosa della serata a tema anni ottanta che mi fa tanto ripiego per smuovere un po' la noia di una trasmissione ripetitiva che non interessa quasi più a nessuno. Neffa è il primo ospite di questa serata che vedrà anche la partecipazione di Daria Bignardi e del super ospite Eros Ramazzotti e quando il numero degli ospiti inizia a superare di gran lunga quello dei concorrenti, allora sento puzza di ascolti in picchiata, ma questa è solo una mia supposizione. 

    Marco: Notorious (Morgan)
    Finalmente lo sento interpretare una canzone senza trasformarla necessariamente in un brano R&B e questa volta mi è piaciuto. Giudizio tecnico a parte, il prossimo obiettivo è quello di dare un senso a quelle sopracciglia ad ali di gabbiano.

    A&K: Survivor (Mara Maionchi)
    Uno sembra Mika ai tempi di "Grace Kelly", l'altro canta come Pago. Bella la coreografia con i ballerini stile Daft Punk ai tempi di "Around The World" e la dancefloor tutta colorata fa molto anni '80, ma tra di loro c'è la stessa alchimia che ci sarebbe tra me e Whitney Houston. Il loro duo si regge con lo scotch e se ne sono accorti tutti. Mandati allo scontro finale, i giudici li fanno fuori all'unanimità, ma non erando di certo i peggiori della serata.

    Francesca: Nothing compares to you (Claudia Mori)
    Una delle canzoni più belle di Sinead O’Connor, così intima e così sofferta in quel video con la telecamera fissa sul suo primo piano, contrapposte a una Francesca che forse la recita un po' troppo e non è malaccissimo, ma spiegatemi il senso di quella bomboniera gigante appiccicata sulla sua testa, insomma, qui forse era il caso di evitare il superfluo e concentrarsi sul pezzo. Mandata al ballottaggio dal televoto, i giudici la graziano.

    Silver: Vita (Morgan)
    Ora, ma che senso ha dare a questo ragazzino una canzone di Gianni Morandi e conciarlo come Gianni Morandi...? Inutile. 

    Luana Biz: Club Tropicana (Mara Maionchi) 
    Oltre al fatto che uno si stava per catapultare giù dal palco direttamente di nuca che tanto quella piattaforma girevole, prima o poi qualche vittima la farà, loro sono bravi e corretti, ma senza esagerare. 

    Damiano: Bandiera Bianca (Claudia Mori)
    Non capisco se la sensazione che stia cantando pensando ai panni bagnati lasciati in lavatrice sia voluta, o meno. Lui è bravo, la canzone glie l'hanno praticamente cucita addosso, ma da poche emozioni.

    Ornella: Non Sono Una Signora (Morgan)
    Vestita in modo completamente inadeguato e truccata se possibile anche peggio. Loredana Berté, non è facile da cantare senza rischiare di rifarle il verso e Ornella cerca di dare un'interpretazione sua la brano, ma il pezzo perde di grinta e diventa una canzoncina alla Hilary Duff.

    Yavanna: Babooska (Mara Maionchi)
    Le avevamo lasciate elfi del bosco con orecchie a punta e vestite di tulle e le ritroviamo squillo di periferia con tacchi a spillo e minigonne di pelle. Nella trasformazione ci guadagnano, ma da qui al diventare le nuove Sugababes, ce ne passa. 

    Sofia: Overdose D’Amore (Claudia Mori)
    Canta la canzone di Zucchero, ma la base è quella di "I Love Rock’n'Roll". La scenografia sembra l'interno di una chiesa, ma poi dal soffitto cadono palloncini a forma di cuore e tutta l'esibizione ha poco senso. E poi lei è antipatica e questo credo sia il dato più importante.

    Chiara: I Want to Break Free (Morgan)
    Sullo sfondo un video incommentabile mostra Morgan che fa il verso a Freddy Mercury in versione casalinga, lei dice di voler essere finalmente divertente e forse per questo si presenta sul palco come fosse la sosia dei Tokyio Hotel e a cantare è brava e nessuno lo mette in discussione, però rimane forse troppo impalata e il divertimento non traspare. Morgan invece è solo ridicolo. 

    New Entry

    Patrizio
    Presenza scenica fastidiosa, capelli ridicoli che sembrano il riporto di un vecchio, abbigliamento che meglio non parlarne e quando lo accusano di essere andato fuori tempo, si giustifica dicendo che è un po' sordo come tutti i grandi musicisti. Si, ma tu non sei Beethoven a bello. A casa.

    Charms
    Presenza scenica che sembrano la band alle spalle di Maurizio Costanzo nell'omonimo show, ma gli manca Demo Morselli. E poi sono arroganti. A casa.

    Mario
    Presenza scenica che pare uscito da un gruppo punk-dark e poi vai a leggere e ti accorgi che si chiama Mario. Ma io dico?! Ma trovati un nome vero e che cavolo. Vince il televoto e si spera che nella prossima puntata ci vada più leggero con il trucco che tra fondotinta, matita e rimmel, pareva più truccato di Paris Hilton.

    23.9.09

    Riconoscersi


    Una cosa che non ho mai capito, è come facciano gli animali a non sbagliarsi. Nel senso, come fa un leone a sapere di essere un leone e non corteggiare... che non so, un ghepardo o un rinoceronte!?
    È una questione di odori, o cosa?

    Per mio fratello è semplice, gli basta vedere una biondina sciapa, con una risata da gallina e una borsa Vuitton ed è sicuro di aver trovato la preda giusta: Per me invece, è un po' più complicato. Nel senso, potrei andare dal primo bel maschione che vedo con il pettorale coatto e sfoggiargli il mio sorriso migliore, ma le possibilità di tornare a casa con il naso rotto, sono decisamente alte.
    Cioè, io sono gay, già, e c'è una regola fondamentale dell'essere finocchi  che non si impara in nessuna scuola ed è quella di riconoscersi e capire se anche lui è come te.
    Riconoscersi... pare facile.
    Magari gli etero non ci pensano a questa cosa e per loro è normale vedere una donna e capire che è donna e invece è molto più complicato guardare in faccia un maschio e cercare di capire se è etero o gay. Intendiamoci, se sono in disco e parte un remix di Lady Gaga, allora è tutto molto più semplice perché il finocchio sarà l'unico a ricordare a memoria tutta la coreografia di Poker Face e a cantare il ritornello senza mai sbagliare una parola. Però non tutti i gay subiscono allo stesso modo il fascino di Lady Gaga e alcuni sono decisamente insospettabili e quando si è in un locale gay, ovviamente le cose sono semplici e però la vita si fa più complicata quando si sta al di fuori dei locali e lontani dalle bandiere arcobaleno.
    Le leggende metropolitane vorrebbero che ad ogni gay, sia stato “impiantato” un gay-radar che gli permette di sopravvivere in questa giungla urbana e di riconoscere un finocchio a decine di metri di distanza, meglio di quanto un Tom Tom farebbe con un autovelox. La realtà però è sempre molto diversa dalla teoria e io per esempio, sono uno di quelli che non si accorge mai di nulla e non riuscirei a riconoscere un gay neanche se si avvicinasse e mi mettesse una mano sul pacco, ché io starei lì a pensare: - Probabilmente avrà strusciato per sbaglio. -, si, si, come no...
    Il mio ragazzo invece, lui è un po' più malizioso e secondo me vede gay un po' ovunque e lui è un sostenitore del vecchio proverbio: "La figa piace a molti, ma il cazzo piace a tutti!". Santa saggezza popolare.
    Io per esempio, non sono mai stato un tipo troppo sveglio. Da adolescente avevo altri pensieri per la testa piuttosto che guardare il cavallo dei pantaloni dei miei amici maschi e non mi sono mai innamorato di loro e non mi sono mai posto nessun tipo di problema fino più o meno ai vent'anni.
    Bhé, oddio, qualche domanda in verità me l'ero posta e ad essere proprio sincero ho pure fantasticato su un mio amico e però niente complessi e lotte interiori o drammi alla Romeo e Giulietta, ma semplicemente una sera eravamo ubriachi e stavamo guardando le stelle cadenti e avevamo portato un materasso sul tetto di casa e i nostri corpi erano così vicini che potevano toccarsi e avevamo iniziato a raccontarci delle confidenze intime e io avevo pensato di baciarlo e era tutto così romantico e sarebbe stato tutto perfetto se lui non avesse cominciato a vomitare come Linda Blair ne L'Esorcista. Grandioso.
    E comunque a ripensarci, forse fu un bene, perché ho l'impressione che neanche la scusa dell'alcol mi avrebbe salvato da un due di picche decisamente imbarazzante.
    I miei amici, potevano provarci senza problemi con le ragazze e nella peggiore delle ipotesi si sarebbero beccati un rifiuto e non sarebbe stato né il primo, né l'ultimo e infatti avevo un amico che lui ci provava con tutte le ragazze della classe indistintamente e un giorno mi confidò: - Alla fine una, mi dirà pure di si! -.
    Io invece non potevo provarci con nessuno, perché non conoscevo nessun'altro gay e se avessi sbagliato non avrei avuto una seconda possibilità e probabilmente avrei mandato tutto a puttane e la voce si sarebbe sparsa e mi avrebbero preso tutti in giro e io ero giovane e non avevo esperienze e le cose mi sembravano molto più complicate di quanto non lo siano realmente.
    Sì, è vero, certe volte riconoscere i propri simili è un vero casino. Eppure pian piano si impara ad essere più maliziosi e si inizia a stare più attenti e a cogliere quelle sfumature spesso invisibili alle altre persone e in questo modo una lieve inflessione nella voce, il modo di portare la sigaretta alla bocca o un dettaglio nell'abbigliamento, diventano dei veri segnali rilevatori. E allora uno sguardo leggermente più prolungato e un sorriso della durata di una frazione di secondo, fa si che due persone si trovino e si riconoscano.

    20.9.09

    Drag Me To Hell

     


    Quando mi hanno proposto di andare a vedere questo Drag Me To Hell, ho reagito facendo spallucce e dicendo "Se proprio non c'è nulla di meglio..." e già immaginavo il solito film horror scontato che spaventa per i forti sbalzi sonori e con una trama esile, esile che potrebbe essere scritta meglio da un ragazzino delle elementari e Dio solo sa quanti ne ho visti di questi film inutili (l'ultimo della lista è stato Il Messaggero - The Haunting in Connecticut), ma avevo tralasciato un piccolissimo dettaglio che si chiama Samuel Marshall Raimi. Per i più giovani sicuramente, questo nome ricorderà la trilogia di SpiderMan e si, sono stati tre film molto piacevoli, ma prima che arrivasse l'uomo in calzamaglia rossa e blu, Sam aveva già regalato al pubblico alcuni capolavori horror come La Casa (Evil Dead), La Casa 2 (un vero capolavoro imperdibile), e L'Armata Delle Tenebre. Qualcosa come 16 anni dopo il suo ultimo film di sangue e demoni, ecco che torna al cinema con un nuovo entusiasmante lavoro e per tutti quelli che conoscono il suo stile, questo sarà sicuramente un piacevolissimo ritorno, per gli altri invece e per chi si aspetta un film horror tradizionale che faccia spaventare a morte, bhè, forse è meglio che sappiano fin da subito che questo Drag Me To Hell fortunatamente è tutt'altro e la trama della pellicola è semplice e si racconta in due righe e c'è questa biondina scialba che somiglia non poco a una Mary Jane che anche lei è tutta di sani principi, però quando si vede in competizione con un collega per un posto di direttore in banca, ecco che nega un prestito a una vecchia zingara che umiliata le lancia una maledizione e si capisce benissimo dove si andrà a parare, ma è il tocco di Raimi a rendere grande questo film, fondendo alla perfezione horror e comicità come nessun'altro ha mai saputo fare, talvolta tramite scene talmente demenziali da rasentare la soglia della genialità come la sequenza dell'aggressione in auto che diventerà mi auguro presto una perla della cinematografia horror splatter. Se decidete di andarlo a vedere, preparatevi però più a ridere che a spaventarvi, per un film che segna un atteso ritorno e anticipa, udite udite, l'uscita de La Casa IV che vedremo probabilmente nel 2011.

    19.9.09

    Medie


    La scuola media è probabilmente uno dei momenti più importanti dell'intera vita, e anche se ancora si è dei bambini, la sensazione è quella di sentirsi già grandi e responsabili e proprio per questo spesso si commettono le prime grandi cazzate che poi si ripeteranno alle superiori, ma con più consapevolezza. Io la mia prima sega l'ho fatta alle medie e sto parlando ovviamente del saltare la scuola e non di toccarsi nelle parti intime e quel giorno avevamo già deciso che ci saremmo incontrati davanti il cancello di scuola e saremmo andati tutti insieme a prendere un gelato anziché andare a lezione, cosa che adesso fa un po' sorridere, ma per l'epoca era pura follia trasgressiva. Eravamo tutti daccordo, se non fosse che poi una volta arrivati tutti davanti all'ingresso, alcuni si fecero prendere dalle remore e decisero di fare retromarcia infrangendo il patto e entrando in classe con la coda tra le gambe e i nostri insulti dietro le spalle. Io fui uno di quelli che andò a prendere il gelato "bigiando" la scuola. Ovviamente la preside vedendo un'assenza di gruppo telefonò a tutti i genitori e i miei mi strillarono talmente tanto che quella fu la mia prima e unica assenza scolastica non autorizzata.

    I 10 ricordi più vividi delle scuole medie:

    Le partite di pallavolo nella palestra con il linoleum marrone sul pavimento e la professoressa di educazione fisica di cinquant'anni agile come un ramo secco che si chiuse il dito mignolo nella porta spappolandoselo tanto che glie lo dovettero amputare e da quel giorno fu un continuo di risatine soffocate ogni qual volta si metteva in posizione per farci vedere il palleggio, mostrando quella mano ormai monca. 

    I libri già sottolineati da mio fratello di un anno più grande che aveva la classe al piano di sotto. 

    Gli amici che per tre anni sono stati i più importanti della mia vita e soprattutto Paolo che mi faceva giocare con il suo Game Boy a Tetris e Super Mario Land, durante le ore di religione, ma anche quelle di matematica e geografia e se adesso non distinguo Bergamo da Brindisi, ci sarà pure un motivo. 

    Le prese in giro a quella poveraccia che già non era tanto carina (e quando dico non tanto carina intendo veramente orrenda come un Picasso) e per di più aveva anche quel cognome ridicolo e vorrei veramente chiederle scusa se le abbiamo reso tre anni di scuola un vero inferno che se adesso va dallo psichiatra è colpa anche mia. 

    Il flauto e il saggio di fine anno dove puntualmente facevo finta di suonare muovendo solo le dita. 

    Il tragitto a piedi scuola/casa insieme agli altri compagni e il tempo perso a parlare sotto il portone prima di salutarsi. 

    I compiti scritti male sul diario e le ore passate al telefono con la scusa di farsi ridire le pagine da studiare. 

    Il primo bacio e quella strana sensazione nello stomaco mista di paura e eccitazione. 

    I pomeriggi passati a studiare a casa di Flavia dove impiegavamo mezz'ora per fare i compiti e tre ore per finire i quadri di Super Mario Bros. 

    La professoressa di italiano di settant'anni che quando parlava sembrava una pagina de I Promessi Sposi, ma ora che ci penso, si vestiva anche come un personaggio dei Promessi Sposi.

      17.9.09

      X-Factor 3 - Seconda Puntata


      Io ieri mi son rivisto Dirty Dancing per la sesta volta. Ecco. Ve lo volevo dire anche se non c'entra nulla, perché sono giunto alla conclusione che questa Baby era veramente una scialba che non si capisce perché un fico come lui possa perderci la testa. Comunque, seconda puntata di questo X-Factor Italia e come smepre mi dimentico di vederlo che a me ancora non è entrato in testa che va in onda di mercoledì e quindi mi perdo tutta la prima manches, ma fortuna che c'è internet per rivedersi le esibizioni (eh si, veramente un gran culo!). 

      Prima Manches 

      Sofia (Claudia Mori)
      Canta Il Cielo è Sempre Più Blu e anche se l'effetto Ambra Marie è un po' diminuito (la puntata scorsa sembrava la sua imitatrice), fatica ancora a trovare la sua strada. E poi oggi mi ricordava Sirya quando ancora non si faceva chiamare Ayris.

      Marco (Morgan)
      Canta L'Amore Si Odia che poi sarebbe la canzone che hanno presentato la Mannoia e Noemi settimana scorsa e bha, ditemi voi che razza di scelta è che se non è pubblicità occulta questa... e comunque confermo il mio giudizio della settimana scorsa e ovvero:
      1. Tutto quello che canta si trasforma in Walking Away di Craig David.
      2. Quelle sopracciglia disegnate sono più ridicole di quelle di Anna Tatangelo agli esordi di Sanremo.
      3. Quei capelli... mapperfavore!

      Luana Biz (Mara Maionchi) 
      Human dei The Killers, credo si stato uno dei brani più trasmessi degli ultimi periodi e confrontarsi con una canzone così conosciuta e attuale, non era facile, ma invece a me hanno convinto e di solito non mi sbilancio però oh, a me son piaciuti. Terrificante invece tutto il contesto circostante scelto da Tommassini e c'è pure una ballerina alla quale prende aria un capezzolo e poi l'arrangiamento è abbastanza dozzinale, ma quello non dipende da loro, poveretti. 

      Damiano (Claudia Mori)
      Vasco non è mai stato nella rosa dei miei cantanti preferiti e lui non me lo fa piacere di più con la sua esibizione che sembra stia cantando da solo mentre cammina per la strada con le cuffiette dell'iPod nelle orecchie. Settimana scorsa mi era piaciuto di più

      Silver (Morgan)
      Nel video originale c'era George Michael e un jukebox e quale sarà l'idea geniale di Tommassini per questa versione di Faith? Inutile dirlo, un jukebox sul palco. Chi sa quanto ci avrà pensato... l'esibizione è inutile e lui con quei capleli, mi ricorda tanto Mark Owen dei Take That. 

      Yavanna (Mara Maionchi)
      Cantano Teardrop il capolavoro dei Massive Attack, solo che io non ho capito un cazzo di quello che hanno detto e probabilmente i giudici in cuffia avranno sentito qualche altra cosa perché spendono tutti parole buone per loro, quando invece io ho sentito solo dei sospiri e degli ansimi da film porno. Il televoto non le premia e vengono candidate all'usita e Mara sbotta in un turpiloquio da osteria. "Loro hanno la maturità cazzo di essere un artista nuovo e allora mi rompe i coglioni (lancio della cartellina si alza e si risiede), mai una novità cazzo, mai, mai, mai! Ma vaffanculo (si gira e le diventano gli occhi lucidi e poi si scusa per il linguaggio)". Già so che questo video su youtube spopolerà. Il secondo pezzo che portano è Earth Song del King Of Pop e loro sembrano tre pettirossi spauriti e io sinceramente non riesco a vederci quello che vede Mara. La poltrona di casa per me la meritano tutta, ma fortuna loro, andranno a sfidarsi con gli Horrible Porno Stuntman che son anche peggio. Mara consiglia di renderle più credibili togliendole orecchie a punta e abiti da dama del lago e ci son volute due puntate per arrivare a questa conclusione? Rapatele a zero.

      Seconda Manches

      Chiara (Morgan)
      Ma lo sapete che vestita da geisha non sta neanche male? Bho, saranno i sei quintali di trucco che le trasfigurano il viso o forse quella vestaglia di raso che ci vogliono spacciare per kimono, non lo so. Però mi piace di più rispetto alla puntata scorsa. 

      A&K (Mara Maionchi)
      La scorsa volta hanno cantato un rock tutto urli, oggi The Sound of Silence e un cambio di genere così radicale, fa pensare solamente che stiano provando ogni strada pur di far funzionare questo duo di perfetti sconosciuti che si divideranno mezz'ora dopo la fine della trasmissione.

      Francesca (Claudia Mori)
      Dammi Solo Un Minuto, ma arrangiata versione villaggio turistico, secondo me è uno degli elementi più deboli della trasmissione.

      Ornella (Morgan)
      Le propongono una canzone di Ivano Fossati talmente di nicchia che non sanno neanche loro come riarrangiare e allora a tre giorni dalla diretta, le cambiano il pezzo e le affidano Luce che di più popolare c'è solo l'Inno di Mameli. La sua versione scopiazza quella di Elisa e per questo non mi piace.

      Horrible Porno Stuntman (Mara Maionchi)
      Fortuna che Mara aveva detto che dovevano togliersi l'aria da macchietta. No, perché sembrano usciti da un bar anni cinquanta e questo look ironico non so se serve a mascherare carenze vocali o interpretative e io li classifico con un delle frasi che più odiavo alle medie, quando mi dicevano che potevo fare di più. Il televoto li candida all'eliminazione e il secondo brano che portano è molto Surfin' USA e sinceramente, gli direi di andare a fare le valige perché sono sguaiati, imprecisi, ridicoli e approssimativi. A casa.

      15.9.09

      Patrick Swayze è morto.

      Sono a un passo dal trasformare il blog in un annuncio di necrologi. E così se ne torna a casa un altro pilastro della mia generazione e nonostante Ghost sia stato probabilmente il film che lo ha consacrato al grande pubblico e se avete mai usato la creta e non avete provato a ricreare la scena del tornio siete sicuramente degli extraterrestri e nonostante Dirty Dancing sia un capolavoro che rimarrà nella storia che ha segnato la mia giovinezza e non passa estate senza che provi a fare il volo d'angelo in acqua, Point Break rimane di sicuro uno dei miei film preferiti.

      Miss Italia 2009 è Maria Perrusi

         
      E così, finisce anche questa settantesima edizione di Miss Italia, caratterizzata dalla conduzione di Milly Carlucci che si è portata appresso tutto un carrozzone di amici e parenti, trasformando il format in una sorta di Ballando Con le Stelle de noantri con tanto Guglielmo Mariotto tra i giurati che commenta in questo modo la neo Miss Italia: "La cosa che mi piace di più di te, è che ti chiama Maria" e ancora sto cercando di capire se voleva essere un complimento o un invito ad andare a cercare un lavoro serio. E insomma, tra tante gaff (tra cui la più clamorosa è stata quella di assegnare la fascia di Miss Moda Italia alla ragazza numero 17, per poi riprenderla in dietro dopo una manciata di secondi perché Milly non aveva capito come si leggeva la classifica) e una noia micidiale che quasi ha fatto rimpiangere la conduzione di CarloPerTeMissItaliaContinuaConti, c'è da dire che Milly ha cercato in qualche modo di alleggerire il concorso portandolo a una durata totale di tre sere anziché le cinque canoniche, ma ha dimenticato di differenziarle e caratterizzarle che sono state una la fotocopia dell'altra e se un tempo il concorso prevedeva solamente di sfilare e sorridere come un vero concorso di bellezza richiederebbe, nel corso degli anni, ci hanno convinto che sarebbe stato più giusto vederle anche cantare, ballare e recitare, neanche fossimo ad Amici di Maria e non dobbiamo poi stupirci se alcune, cercando di formulare una frase di senso compiuto, si ritrovino a sbagliare congiuntivi o a parlare per frasi fatte (l'importante è partecipare e poi è stata una bellissima esperienza e voglio la pace nel mondo), perché in fin dei conti loro, se sono davanti a una giuria avvolte in costumi da bagno ridicoli, un motivo ci sarà pure, no? La nuova Miss Italia 2009 è Maria Perrusi, la ragazza del sud con la faccia che sembra un supplì e che è stata iscritta al concorso dal professore della scuola che evidentemente durante le interrogazioni era più impegnato a guardarle le tette piuttosto che ascoltare le risposte. Seconda classificata invece, ironia del destino proprio la numero 17, Mirella Sessa la poveraccia alla quale avevano consegnato la fascia di Miss Moda, per poi dirle che avevano scherzato.

      Elementari


      Il mio primo giorno di scuola, non so neanche io come riuscii a trattenere le lacrime che mia madre mi accompagnò fin sulla porta della classe e io non volevo separarmi da lei e tutti in quella classe erano visi sconosciuti e allora le chiesi di darmi un ultimo saluto dalla finestra prima di andare via e così la vidi nel cortile mandarmi un bacio e poi sparire dietro gli alberi. Da quel giorno, si susseguirono cinque anni segnati dai ritardi di mia madre e io che l'aspettavo con la cartella sulle spalle davanti la porta di casa e le urlavo che era tardi e lei che sfrecciava da una stanza all'altra a tutta velocità alla ricerca di non so cosa. Ma anche le mattine durante le quali mi scaricava davanti al cancello della scuola con un'ora di anticipo e nelle mattine piovose d'autunno, avevo il risvolto dei pantaloni bagnati mentre provavo a ripararmi sotto un piccolo ombrello aspettando che le suore venissero ad aprire il portone.

      I 10 ricordi più vividi delle elementari:

      Il grembiule nero (o grembiale come lo chiamavano le suore) e con l'abbottonatura sulla schiene tipo camicia di forza che allacciarlo da solo era praticamente impossibile.

      La ricreazione maschi e femmine divisi con i maschi al giardino di sotto e le femmine a quello di sopra e io che chiedo il permesso per andare al giardino di sopra perché i maschi non mi vogliono far giocare a calcio con loro dato che non sono capace.

      La suora che vendeva le crostatine durante la ricreazione che si chiamava Suor Costantina ma che tutti avevano ribattezzato Sur Crostatina.

      Takis, il professore di educazione fisica greco che tutte le volte ci faceva inserire nel saggio di fine anno il sirtaki.

      Il sapore della pasta della mensa che è sempre stato lo stesso per cinque lunghi anni nonostante il condimento cambiasse ogni giorno.

      La cartina del mondo attaccata alla parete e ingiallita dal tempo.

      Anna Maria L. che a me piaceva tanto, ma mio fratello diceva che somigliava a una formica.

      Le feste di carnevale con le stelle filanti che ricoprivano il pavimento della classe e si mischiavano alla polvere e poi venivano prese e tirate in aria in un tripudio di colori e zozzeria.

      Le recite di Natale con il messaggio pacifista.

      La tuta gialla e blu con lo stemma della scuola sul petto e i buchi sulle ginocchia

      13.9.09

      G.I.Joe - La Nascita dei Cobra

       
      Partiamo con le notizie alla Wikipedia: è il 1964 e in seguito al grande successo della Barbie, la Hasbro decide di realizzare un bambolotto (anzi, una action figure, perché le bambole sono cose da femmina), avente le sembianze di un soldato dal nome G.I. Joe. Dato il grande successo del giocattolo, la Hasbro decide di produrre numerosi altri personaggi della stessa serie fino a formare un battaglione di "buoni" e uno con i loro antagonisti e io ovviamente avevo una collezione di questi pupazzi da perderci la testa con anche carri armati e veicoli corazzati e erano di gran lunga uno dei miei giochi preferiti che vi confido ho continuato a giocarci fino tipo ai sedici anni. 
      Sviscerate queste notizie utili a capirne lo spirito, torniamo ai giorni nostri e all'uscita nelle sale di G.I. Joe - La nascita dei Cobra e vi dico subito che se siete tipi da film sui Transformers, allora anche questo non vi deluderà, perché hanno praticamente la stessa impostazione e guarda caso anche il film sui robot è targato Hasbro e allora anche qui troviamo le scene con esplosioni a tutto volume e sparatorie mozzafiato e le battute ironiche per accontentare i ragazzi e un pizzico di sentimentalismo e d'amore per accontentare le ragazze e attori di grido per intrattenere un po' tutti e se Sienna Miller mora forse qualche punto lo perde, Channing Tatum incarna in pieno lo stile bambolotto americano da vero sbavv.... ad ogni inquadratura. Insomma, se vi piacciono i film con una trama esile come il vitino di Audrey Hepburne dei dialoghi che sembrano rubati a una conversazione tra cheerleader, ma scene sfrenate che tolgono il respiro e effetti speciali che non si vedevano così belli dai tempi di Matrix, allora questo film fa al caso vostro e io vi avviso che tutta la sequenza girata tra le strade di Parigi è una delle scene più emozionanti e spettacolari che si siano mai viste sul grande schermo e solo quella vale il prezzo del biglietto che pare un misto tra Mission Impossible, X-Men e Matrix e se gli incassi confermeranno le aspettative come pare (in America si piazza diritto dritto alla prima posizione dei film più visti nel wek-end) allora prepariamoci ad un secondo capitolo perché il finale ovviamente, è di quelli cliffhanger.

      11.9.09

      X-Factor 3 - 01

      Ieri è iniziata la terza stagione di X-Factor Italia e… ma voi lo sapevate? No, perché io effettivamente ricordo di averlo letto qualcosa in proposito, ma se non mi bombardano con pubblicità e promemoria, vatti a ricordare e mettiamoci pure che sicuramente c'è gente che il digitale ancora non ce lo ha e quindi X-Factor neanche se lo potrà vedere e insomma, ieri stavo facendo zapping tra un "Ristrutturo e ci guadagno", un video su Mtv e uno SkyTg24, quando ecco che mi imbatto in Francesco Facchinetti con dei capelli arruffati che gli mettono in risalto la stempiatura e mi dico "Ma caspiterina! Oggi inizia X-Factor!!" ma ormai gli impegni presi sono improrogabili e con la morte nel cuore devo spegnere la tv e uscire. Fortuna che tutte le esibizioni sono caricate sul web e posso farmi una full immersion e conoscere tutti i nuovi concorrenti fino ad oggi a me sconosciuti. 

      Categoria Gruppi Vocali 

      A&K 
      Gruppo formato da due ragazzi che cantano I still haven’t found what I’m looking for e la grinta non gli manca, ma l'esibizione è veramente chiassosa e li avessi sentiti alla radio, avrei cambiato e loro secondo me vorrebbero sembrare un po' i Subsonica, ma sono solo due ragazzetti malvestiti e con i capelli sporchi. 

      Yavanna 
      Flora, Fanua e Serenella, le fatine de la bella addormentata nel bosco, ma in versione zoccole. Si presentano vestite come la Dama Galadriel con tanto di orecchie a punta che ora guardiamoci dritti negli occhi, se queste vogliono passare la vita a cantare nei raduni de Il Signori Degli Anelli, popolati da nerd vestiti da Legolas e Sauron, allora ok e la prossima colonna sonora la affidiamo a loro anziché ad Enya. Ma se invece vogliamo fare i seri e cercare una popstar, rispediamole a casa. 

      Horrible Porno Stuntmen 
      Tainted love la loro canzone e son tre ragazzetti a metà strada tra gli Aqua, i Cartoons e dei sosia ridicoli di Elvis. L'esibizione è buona, ma le possibilità di passare come una meteora ancora più rapidamente dei Bastard Son of Dioniso, sono veramente troppo alte. 

      Luana Biz 
      Gruppo formato da quattro maschietti e la loro canzone è Sono solo canzonette e l'effetto Aram Quartet è subito nell'aria e li vedo bene per una canzone tormentone dell'estate alla 50 Special e al massimo anche per una canzone melodica autunnale, ma poi il dimenticatoio non glie lo leva nessuno. 

      categoria 16/24 

      Ornella 
      Canta Malo, quella canzone spagnola tanto grintosa che parla degli abusi sulle donne, ma mi sa che questa Ornella lo spagnolo non lo capisce, perché pare stia interpretando Whenever, Wherever di Shakira. 

      Marco 
      Io non sono uno di quelli che dice che certe canzone sono intoccabili, ci mancherebbe altro, se uno trova il giusto modo di farle, anche la sora Marisa con la voce che pare un latrato può cimentarsi in I Will Always Love You. Però dai, Man in the mirror è praticamente un suicidio, soprattutto se decidi di cantarla come Craig David canterebbe 7 Days e a me questi occhioni dolci tutti spauriti non convincono, io gli avrei dato una bella capata sul setto nasale e lo avrei lasciato lì sanguinante. 

      Chiara 
      Esibizione impeccabile per questa ragazzina della categoria 16/24 (oddio, ma ha meno di 24 anni?) e se chiudo gli occhi mi immagino una fanciulla che saltella tra gli alberi, tipo la bella addormentata quando si mette a cantare con gli uccellini e gli animali del bosco, poi apro gli occhi e mi trovo davanti un orca e non voglio essere una persona spregevole, ma secondo me bisogna dirle chiaramente che di voce ne ha da vendere, ma nessuno comprerà mai i suoi dischi. Di Beth Ditto, purtroppo non ce ne sono molte e se non tira fuori subito il carattere, rischia di rimanere solamente la cicicona di X-Factor. 

      Silver 
      Capelli alla Zac Efron e atteggiamenti da Jonas Brothers per questo ragazzino che forse spera di entrare nel cuore delle ragazzine tutte Amore 14, ma a me non convince e quasi quasi lo detesto già. 

      categoria 25+ 

      Damiano 
      La canzone dell’amor perduto è il brano che gli è stato affidato e a me non dispiace, ma so già che la sua aria spocchiasa da grande cantautore presto mi arriverà sul culo. 

      Sofia 
      Falco a metà per Francesca Xefteris che giustamente preferiscono chiamare Sofia perché di Franceschi e Francesche per quest'edizione ne abbiamo da vendere e chiamarla per cognome sarebbe peggio che imparare il cinese. Canta Grignani e sembra una Ambra Marie che si è fatta la tinta scura, ma per adesso le manca il carattere. 

      Francesca 
      Gli uomini non cambiano è la sua canzone per questa ragazza che si presenta con gli stessi capelli di Beyoncé in Goldmember, però la presenza scenica dell'ex destiny's questa se la sogna e a sentirla bene mi ricorda un po' Anna Tatangelo e ora che ci penso lisciandole tutti i capelli, facendole perdere trenta chili e truccandola come una battona, forse le somiglierebbe pure. 

      Francesco 
      Per essere caruccio è caruccio e si muove sul palco con la disinvoltura di chi lo ha sempre calcato però l'esibizione è noiosa e lui sembra aver raggiunto già l'apice della sua carriera anche se nessuno lo conosce e il pubblico non lo vota e messo davanti ai giudici, Claudia Mori è la prima ad eliminarlo e mi domando se le avranno spiegato bene come funziona il gioco perché eliminare il proprio concorrente alla prima puntata è una mossa troppo assurda. Io già la amo. Francesco ci rimane di un male neanche gli avessero prima messo e poi strappato di dosso la fascia di Miss Italia. 

      Ospiti 

      Fiorella Mannoia e Noemi che duettano sono molto divertenti e la canzone non passerà alla storia, ma quantomeno è carina e poi è un bel traguardo per l'esordiente che fa piacere saperla bella in salute. Ah, ma invece Matteo, l'inutile vincitore della scorsa edizione, che fine ha fatto?

      8.9.09

      Mike Bongiorno è morto.


      Mi sa tanto, che questo Riskytutto con Mike non lo vedremo mai. Fatemi elaborare il lutto e poi ne riparlo.

      6.9.09

      Videocracy - Basta Apparire

      La TV di stato si rifiuta di trasmettere il trailer perché mostra delle immagini che alludono a fatti recenti inerenti la vita privata del Presidente del Consiglio e sono ritenute offensive per la sua reputazione. Ovviamente anche Mediaset, l'azienda di Berlusconi, si rifiuta di mostrare il trailer e il film di Erik Gandini, presentato tra le altre cose al Festival del Cinema di Venezia proprio in questo periodo, diventa immediatamente un martire della televisione, attirando ancora di più l'attenzione su di se. Il docu-film ci mostra un mondo che tutti conoscono già alla perfezione e ecco le aspiranti veline e letterine muoversi sinuose davanti ad una telecamera e le feste al Billionaire e poi i tronisti e la gente comune che farebbe di tutto per una foto con il divo di turno come se la fama si potesse trasferire da una persona all'altra con un click. Un mondo ampiamente conosciuto e ampiamente accettato. Fabrizio Corona, trova il tempo di mostrarsi nudo davanti alla telecamera, tanto per attirare ancora un po' più l'attenzione su di se e rimpolpare la sua fama di dannato della televisione italiana. Lele Mora mostra una faccia particolarmente inquietante che raggiunge l'apice quando fa vedere orgoglioso l'inno di faccetta nera, usata come suoneria del cellulare. Un giovane operaio si rende ridicolo credendo forse che questo film sia la sua grande occasione. Il Premier Silvio Berlusconi è accusato di aver confezionato ad arte, una televisione specchio di se stesso. Nulla che non si sapesse già. Niente di nuovo o in qualche modo sconvolgente. Dietro le tante chiacchiere e le censure, questo Videocracy ha l'ambizione di essere un film di denuncia politica, ma che in realtà diviene semplicemente una vetrina per l'ambizioso Erik Gandini, che confeziona ad arte un film dal montaggio impeccabile, il suo merito è quello di trasmetterlo facendo credere a tutti che stia svelando una scomoda verità, il suo difetto è quello di non dire nulla che non sia già stato detto. Ma intanto il suo nome risuona sui giornali per aver attaccato direttamente il Presidente del Consiglio. Basta apparire.

      4.9.09

      Il Presidio della gay street (come la chiama Fabrizio Marrazzo)

      21 agosto 2009 
      Due giovani ragazzi, vengono aggrediti all'uscita del gay village da un quarantenne romano chiamato Svastichella, si stavano baciando in pubblico.

      25 agosto 2009 
      Il Qube, il locale che il venerdì sera ospita la serata gay Muccassassina, prende fuoco dopo che alcuni ignoti riescono a rompere il vetro della porta principale e a gettarvi dentro del liquido infiammabile.

      1 settembre 2009 
      Poco prima della mezzanotte, due grossi petardi vengono lanciati in mezzo alla folla di via di San Giovanni in Laterano, la "Gay street" della capitale.

      2 settembre 2009 
      Dopo un conclave durato quasi 4 ore e andato avanti per tutto il pomeriggio, i rappresentati delle associazioni glbt romane decidono di reagire organizzando una manifestazione di sensibilizzazione e protesta.

      Ebbene, via di San Giovanni in Laterano è colma di gente, eppure non vedo neanche una volante della polizia a vigilare. Sicuramente ci sarà qualche agente in borghese, mi dico. Sicuramente. O magari Alemanno ha semplicemente pensato che non valeva la pena di mandare un controllo, che tanto la rissa più grande che può scoppiare tra gay, è a colpi di lacca e lucidalabbra. Telegiornali di tutta Italia e fotografi si aggirano intervistando chiunque e tra la folla scorgo anche Franceschini. Un piccolo palco allestito in fondo alla strada e Vladimir Luxuria che sale per raccontare la sua rabbia e dare un segnale di solidarietà e lei sa sempre come parlare senza far sembrare il suo, un noioso sermone o un monologo. Quando finisce, scende dal palco tra gli applausi della gente e mi aspetto di vedere al suo posto qualche altro grande esponente, non so, un Fabrizio Marrazzo, (Presidente di ArciGay Roma) o una Imma Battaglia che quando si tratta di gridare lei non si tira mai indietro. E invece tutto si spegne o peggio, si accende. Si, perché si accendono le luci e si accende la musica e immediatamente parte una discoteca a cielo aperto con il Colosseo come sfondo. Ma come? Quella che doveva essere una grande manifestazione, si è trasformata immediatamente in una festa per la gioia dei bar adiacenti che vedono svuotarsi i frigoriferi come ci fosse un open bar. Vedo attorno a me altre facce perplesse e penso che sono stato tutto il pomeriggio ad organizzare con gli amici questo nostro incontro perché l'unico modo che abbiamo per far sentire la nostra voce è quello di essere presenti... e qui si trasforma tutto nel solito Carnevale di Rio. Possibile che non si riesca mai ad organizzare nulla che non finisca a tarallucci e vino con Madonna e Lady Gaga? Possibile che Vladimir Luxuria e solo lei, in undici minuti di intervento, abbia detto tutto quello che c'era da dire? Francescini va via tra la folla senza aprire bocca e l'unica altra persona che salirà su quel palco, sarà il dj.

        

      2.9.09

      Whitney Houston - I Look To You

      Una seconda opportunità non si nega a nessuno. A qualcuno in verità ne occorre una terza e anche una quarta, ma non voglio parlarvi di Britney Spears, quanto piuttosto di Whitney Houston, la regina indiscussa, nonché una delle più famose e talentuose cantanti di sempre, strapremiata che ha portato a casa più Grammy lei che Telegatti Mike Bongiorno (oddio, questo non so se è possibile) che torna sulla scena musicale dopo quasi sette anni di silenzio e quando dico "silenzio", intendo ovviamente droga, alcol e crack. Ma come dicevo, una seconda occasione non si nega a nessuno, tanto più se si è fatta una pubblica ammissione di colpa e queste sono le storie che piacciono tanto agli americani e Whitney era caduta nella morsa della droga, come una monetina cade in un pozzo dei desideri, ma adesso pare esserne uscita e così, a distanza di quasi due anni dal suo annuncio ufficiale (avvenuto nel marzo del 2007 ndr) ecco arrivare I Look To You, il sui sesto album di studio. Ebbene, i nostalgici della voce potente e capace di ballate come I Will Always Love You e I Have Nothing, farebbero meglio a comprarsi un greatest hits, perché la Whitney non è più quella di una volta, ma questo non significa che non sia più capace di realizzare qualcosa di interessante ed è vero che non ci sono più i picchi ad ultrasuoni che spaccano i bicchieri, ma ne viene fuori ugualmente un buon album, sufficiente, pacato e ponderato che di sicuro non rimarrà nella storia (il suo più bello secondo me è My Love Is Your Love), ma quantomeno è da apprezzare il fatto che per il suo ritorno, non si sia affidata ai soliti nomi noti come Timbaland, Timberlake e Kanye West come hanno fatto in molti prima di lei che addirittura anche Madonna pareva essersi trasformata in Nelly Furtado tanto erano simili alcune canzoni. Un capitolo a parte poi, andrebbe dedicato alla cover scelta per il cd che sinceramente, ditemi tutto, ma quella non è Whitney Houston e non capisco perché abbiano scelto proprio quell'immagine dove sembra un androide senza espressione con dei capelli cotonati peggio di una parrucca delle Charlie's Angel, quando invece quella sul retro dell'album è decisamente più umana e non sembra fatta di cera e botox. Ma parliamo di musica.

      Million Dollar Bill
      Scritto da Alicia Keys che ha fortemente voluto questa partecipazione all'interno dell'album e chiamatela scema dato che sarà uno degli album più sotto i riflettori di questo periodo, questo Million Dollar Bill è un bel bezzo brillante, ballabile, a tratti con sonorità nostalgiche anni settanta, adattissimo a fare da apertura ad un album tanto atteso e ci vedrei bene anche un remix riempipista che lo renda ancora più popolare come è stato per Work di Kelly Rowland che all'inizio non se la cagava nessuno e poi è stata ri-arrangiata remixata da Freemasonsper e è diventata un successo mondiale. Vabbè, mondiale, diciamo solo un successo.
      Voto: ♪♪♪♪

      Nothin' But Love
      Fa un po' Mary J Blige con questo ritmo R&B e questi cori, però Whitney non ha la voce graffiante di Mary J e ahimé, neanche più la voce di Whitney I Will Always Love You Houston. Il risultato è una canzone gradevole, che racconta la sua vita e i suoi momenti difficili. Una canzone ritmata e interessante, che però poco si distingue e si ricorda.
      Voto: ♪♪♪

      Call You Tonight
      Terza traccia e questa volta scadiamo in una canzoncina d'amore con un arrangiamento banalotto tutto unz clap, unz clap e la canzone fila liscia e tutta uguale per tre minuti fin quando finalmente ci si risveglia con un acuto e un cambio di ritmo, ma ormai mancano solo quaranta secondi alla fine ed è troppo tardi per risollevare questa noia. E poi non capisco il motivo di tutti quei gorgheggi finali in dissolvenza, la canzone è finita e basta no!?
      Voto: ♪♪

      I Look To You
      Un grande nome (anche se piuttosto snobbato in Italia, ma che in America ha ricevuto molti consensi), quello di R. Kelly che firma questa canzone forte, che parla principalmente del periodo di difficoltà di Whitney. Questa I Look To You è una ballad melodica e intensa, ma che non ho mai sentito passare in radio, snobbata a favore di una più radiofonica Million Dollar Bill. Il brano è potenzialmente potente e mi piace fingermi grande esperto e intenditore di musica e dire che in questo caso, la voce di Whitney, è stata penalizzata da un arrangiamento per nulla sofisticato, eppure, riesce ugualmente a regalare emozioni.
      Voto: ♪♪♪♪

      Like I Never Left (feat. Akon)
      Quattro minuti di unz clap, unz clap per una canzone semplice e senza colpi di scena, dove Akon non aggiunge nulla di interessante e che alla fine poteva cantare benissimo anche un'esordiente come Kery Hillson che invece sforna una Knock You Down di gran lunga superiore come qualità.
      Voto: ♪♪♪ 

      A Song for You
      Brano cover di una vecchia canzone di Leon Russell, che però è un po' come fosse un inedito, perché alzi la mano chi conosce la canzone originale. L'inizio pare una ballata sofisticata e romantica al pianoforte e poi… e poi succede il patatrack e allo scoccare del minuto e trenta, è come se in una bella sala da teatro si accendessero tutte le luci e scendesse dal soffitto una palla specchiata di quelle da discoteca e poi i ballerini e luci colorate e senza capire bene il perché, quella che era una ballad romantica, diventa un riempipista dozzinale, il remix di se stessa e il ritmo unz clap, unz clap, sovrasta tutto. Bha.
      Voto: ♪♪

      I Didn't Know My Own Strength
      Diane Warren è il nome che si cela dietro questo brano melodico e per chi non la conoscesse vi dico solo che dobbiamo a lei successi come If I Could Turn Back Time della divina Cher. Questa è una nuova ballade melodica accompagnata da pianoforte e la canzone mi piace, però ora, non voglio fare il sofisticato che non si contenta mai, ma a tratti mi sembra che Whitney abbia un malloppo di saliva in bocca che non riesce a mandare giù.
      Voto: ♪♪♪♪

      Worth it
      Il brano non è malaccio, ma lo avrei visto meglio cantato da Mariah Carey e ad essere sincero un po' ricorda anche qualche traccia di The Emancipation of Mimì ed è subito We Belong Together, però qui non ci sono tutti gli acuti e gli ululati tipici di Mariah e la canzone sprofonda nell'anonimato e inspiegabilmente, dura quasi cinque minuti.
      Voto: ♪♪♪

      For the Lovers
      Finalmente un brano con un pò di carattere che a dire il vero fa tanto Justin Timberlake e avevo detto che apprezzavo il fatto di non aver cercato sonorità che sfruttassero il filone del momento però oh, questo pezzo spacca. Nulla che rimarrà nella storia, intendiamoci, ma almeno fa battere i piedi e muovere la testa a ritmo di musica. Che poi, l'avesse cantata Beyoncé, sarebbe diventata di sicuro un singolo con un video dove lei si scatena esageratamente, affiancata da due ballerine che ripetono in loop la coreografia. Invece è solo Whitney svociata Houston.
      Voto: ♪♪♪♪

      I Got You
      Ritmo clap unz, clap unz scontato e dozzinale, per un brano che inizia lento e finisce peggio, scritto (e cantato?) da Akon e arrivati a questo punto, credo che se Akon mi proponesse un duetto, prenderei il primo aereo per Honolulu e cancellerei ogni mia traccia. Il voto è sulla fiducia che prima o poi mi entrerà in testa.
      Voto: ♪♪♪

      Salute
      Torna R. Kelly alla regia ma questa volta la canzone non ha lo stesso mordente di I Look To You e a dire il vero, pare un brano scritto per Jennifer Lopez ed è subito Love Don’t Cost a Thing o peggio Ain't It Funny.
      Voto: ♪♪♪