29.10.09

X-Factor 3 - Ottava Puntata


Simona Ventura al suo Quelli che il calcio, ha voluto al fianco l'ex marito Stefano Bettarini, così tanto per creare un po' di gossip spicciolo e avvicinare anche quelle quattro sciure che non sanno neanche di che forma è fatto un pallone, ma che però leggono Di Più, sottolineando e prendendo appunti e così, oggi ad X-Factor, l'ospite d'onore è l'ex compagna storica di Morgan, Asia Argento. Con il risultato però, che a nessuno frega nulla se hanno fatto pace o se si tirano ancora i piatti e adesso lo dico sinceramente, Simona Ventura era il vero pilastro della trasmissione che lei è la televisione in persona e lei portava quella ventata di simpatia e leggerezza che gli altri giurati non riescono a dare e se in Inghilterra dove questo programma va alla grande, il tutto ha un carattere molto più serio e formale, da noi pare la versione a tarallucci e vino enon mi stupisco che gli ascolti vadano a picco come il sasso in uno stagno. Primo ospite canoro della serata, è la giovane ed esordiente Pixie Lott che in tutta Europa ha già fatto uscire il suo secondo singolo, mentre qui da noi ancora canta Mama Do (Uh Oh, Uh Oh) che va in giro da giugno... fate voi (che poi sul sito di X-Factor, sbagliano pure a scirverle il nome che la chiamano Pixie Lot con una sola T e io sono seriamente preoccupato per questa trasmissione ormai lasciata alla deriva).

Prima Manches 

Sofia: If It Makes You Happy (Claudia Mori)
Ma ancora è in gara questa? E comunque ho finalmente capito che è lei la donna diventata uomo. O forse quello era il Grande Fratello... faccio un po' di confusione con tutti questi reality. La canzone è interpretata in maniera orrenda che pare ancora alla prima puntata senza aver fatto il benché minimo miglioramento.

Marco: Insieme a te sto bene (Morgan)
Canta Lucio Battisti con un arrangiamento e uno stile decisamente rock e il risultato è buono, ma non credo sia una delle sua esibizioni migliore e mi pare anche che il brano in italiano lo penalizzi e ora capisco perché in otto puntate lo avevano sempre fatto cantare in inglese. Morgan ci tiene a precisa che gli ha prestato la giacca e aggiunge anche che ha donato qualcosa di suo a tutti i suoi concorrenti e anche Silver avrà in dosso una sua giacca e mi chiedo cosa avrà prestato mai a Chiara che forse con le lenzuola del letto matrimoniale, una maglietta aderente le viene fuori...

Damiano: Il volo (Claudia Mori)
Si, è vero, rispetto a Zucchero ha un estensione vocale pari a nulla, però a me piace e in fin dei conti riesce a rendere la canzone sua senza cercare di imitare Zucchero Sugar Fornacciari.

Yavanna: E’ tutto un attimo (Mara Maionchi)
La canzone è bella, ma Anna Oxa è tutta un'altra cosa e finalmente la improvvisata giudice Asia Argento, esprime il giudizio che tutti gli italiani stanno pensando dall'inizio di questa terza edizione di X-Factor e ovvero che queste tre quando cantano sembrano Chipmunks. Al momento del giudizio, Claudia che è una rosicona, ma proprio di altri tempi, restituisce pan per focaccia a mara che aveva commentato in modo non entusiasta Damiano e dice che non le sono piaciute e si trasforma in una bambina dell'asilo che mancava solo facesse lo specchio riflesso.

Chiara: E non finisce mica il cielo (Morgan)
Durante la settimana la portano da Paola e Chiara, che in quanto cantanti le dovrebbero consigliare... non so, l'uso della voce? Ma nooo, come tagliare i capelli! E così la vediamo con un nuovo look più giovanile, ma le sue esibizioni (sempre eccellenti) la incatenano ancora nella canzone classica popolare che la rende antica come un film dei fratelli Lumière.

Giuliano: Back To Black (Claudia Mori)
Tutti lo esaltano per le sue doti vocali e Morgan addirittura lo paragona a Louis Armstrong e io non voglio dire il contrario che effettivamente di voce è ottimo, ma visivamente pare uno preso per strada e buttato sul palco e forse dovrebbe inventarsi qualcosa o più semplicemente tirare fuori il suo carattere. Se ne ha uno.

Silver: Le cose che abbiamo in comune (Morgan)
Lui è sul mio libro nero insieme a Sofia e quando saranno eliminati, offrirò da bere a tutti quelli nel raggio di un chilometro e poi, dico io, se vuoi fare il cantante e hai difficoltà a ricordare le parole ma dove cavolo credi di andare?

Il secondo ospite musicale è Francesco De Gregori che sinceramente trovo simpatico come un chewingum tra i capelli però grazie al cielo fa il cantante e non il cabarettista. Al ballottaggio vanno le Yavanna e Damiano e dopo una scenetta degna dei migliori Actor Studios da parte di Claudia Mori che si sfrega due cipolle sotto il tavolo pur di simulare una forte commozione e portare acqua al suo mulino, è Morgan a decidere il verdetto e decide che Damiano è troppo sofferente a cantare canzoni degli altri (io lo avevo già detto la settimana scorsa... questo significa che ci capisco qualcosa di musica o che Morgan spara cazzate come me?) e dunque lo elimina nella speranza di sentire presto un suo disco che poi se vogliamo, è una motivazione del cavolo perché lui di sicuro, avrebbe avuto più piacere di vincere e arrivare al palco dell'Ariston senza passare dal Via.

27.10.09

Grande Fratello 10 - Prima puntata


E così, inizia anche questo Grande Fratello numero 10 che si preannuncia essere un'edizione ricca di sorprese (si... immagino) e la prima novità è che eccezionalmente quest'anno durerà cinque mesi che questo più che un reality pare un sequestro di persona. Altra sorpresa di quest'anno, è la presenza di un transessuale F to M (che significa da femmina a maschio) e per rendere il tutto più chiacchierato e losco e quanto più possibile fenomeno da baraccone, decidono di non rivelare subito la sua identità in modo che da domani gli italiani oltre al Superenalotto, potranno recarsi nelle ricevitorie per giocare al tototrans (...e counque io scommetto trenta euro su Tullio). E ecco gli ingressi di questa puntata che con ogni probabilità sarà la prima e l'ultima che vedrò, perché sinceramente il lunedì preferisco abrutirmi davanti a Flashforwards che per chi non lo conoscesse, è un telefilm che scopiazza Lost, ma che è sempre meglio che vedere questi 20 esaltati che urlano all'interno di una casa arredata da un cieco.

Tullio
23 anni. Catania.
Rappresentante di abbigliamento che si presenta con la riga dei capelli che gli parte dai peli del sedere. Se ne va in giro con una cintura di quelle con le scritte scorrevoli sulla fibbia tipo tabellone delle partenze dell'aeroporto e io da uno con una cinta simile, non comprerei neanche un bottone.

Camila
24 anni. San Paolo (Brasile), ma trapiantata a Napoli.
Professione modella e si capisce immediatamente il motivo della usa partecipazione al Grande Fratello, diventare il clone di Beln Rodriguez, ma più mignotta.

Marco
18 anni. Torino.
Parrucchiere dalla faccia pulita e il sorriso sornione. Ha alle spalle una storia familiare degna di C'è Posta per Te con un padre costretto sulla sedia a rotelle che fa anche una telefonata in diretta e tra pianti e fazzoletti bagnati, fa guadagare direttamente la finale al figlio.

Carmen
20 anni. Palermo.
La mamma si ammala e diventa psicopatica, il papà non regge e si toglie la vita, il fratello è in una comune e non lo vede da quando lei è stata affidata ai servizi sociali. Qui altro che C'è Posta per Te, qui c'è da girarci una miniserie peggio che Elisa Di Rivombrosa. E comunque viva Signorini che continua a sottolineare come questo sia il Grande Fratello della gente comune.

George
27 anni. Foligno (Perugia).
Un figlio di 5 anni (evviva l'educazione sessuale) e tanta passione per gli sport estremi tra i quali inserisce anche lo squash. Si e il calciobalilla dove lo mettiamo? Inspiegabilmente, si presenta vestito a metà strada tra Zorro e il sultano del Brunei.

Sabrina
22 anni. Brindisi.
La classica belloccia bionda che dice di non essere stupida come tutte le bionde..

Maicol (scritto proprio così)
22 anni. Frazione di Ferrara.
Gay dichiarato, ma hanno fatto bene a specificarlo perché altrimenti uno che cammina più sensuale di Giselle, lo avremmo scambiato per sventra passere. Si presenta con un gilet di paillette nero che al suo fianco Signorini pare maschio come Califano. E è bello notare come la comunità omosessuale sia sempre rappresentata da personaggi semplici e sobri e lui ci tiene subito a sottolineare che di cultura generale non sa nulla, ma in compenso conosce la storia di Beautiful meglio di Stephany. Dio ce ne scampi.

Massimo
34 anni. Bari
Professione body builder e bodyguard e quoziente intellettivo di una capra, così tanto per sfatare il mito del palestrato senza cervello.

Davide
29 anni. Ferrara.
Che professione faccia non lo ho capito, ma da domani troverà lavoro come sosia di Sergio Muniz.

Cristina
26 anni. Milano
Maestra di asilo che non si trucca perché le fa fatica e io aggiungerei anche che tanto non sarà un po' di rimmel a renderla più presentabile, è la prima ragazza brutta ad entrare nella casa che fino ad adesso pareva stessero facendo i casting di Miss Universo.

Alberto
26 anni. Vasto (Chieti)
Albergatore di bella presenza, che dopo la mortre della madre, ha deciso di intraprendere un cammino di fede intenso e di andare tutte le domeniche a messa e di fare sesso solo se innamorato. La sua lettura preferita è, ovviamente, la Bibbia. Ci mancava solo il Papa Boys.

Mara
22 anni. Roma.
Impiegata presso una società finanziaria, ha un fratellastro che non conosce di persona ma che è riuscita a contattare attraverso Facebook, lui vive a Londra e lei muore dalla voglia di incontrarlo e qualcuno le dica che con 27 euro, può salire un un volo Ryanair e smettere di rompere le palle a noi.

Daniela
32 anni. Alghero.
Imprenditrice che sostiene di fare l'amore con il proprio marito tutti i giorni e almeno tre/quattro volte al giorno. Io anziché chiuderla per cinque mesi al Grande Fratello, l'avrei mandata a curarsi insieme a David Duchovny.

Diletta
29 anni. Roma.
Studentessa alternativa con un serio bisogno di andare da un parrucchiere.

Carmen (che però chiameremo Carmela)
32 anni. Catania.
Segni particolari nessuno e questo la dice lunga su quanto lascerà il segno.

Giorgio
26 anni. Venezia.
Rappresentante di telefonia è l'unico che si possa definire realmente carino che fino ad adesso abbiamo scherzato. Che io non capisco come mai ogni anno buttino dentro la casa settanta sgallettate future veline e invece i maschi siano tutti attrezzi da circo.

24.10.09

Brüno

 
E anche in Italia, è arrivato Brüno, l'irriverente film di Sacha Baron Cohen che segue il successo di Borat e che ha fatto tanto parlare di se per i suoi eccessi e la sua performance agli Mtv Awards, quando aveva piazzato le chiappe in faccia a Eminem. E se prima ero molto incuriosito da questo personaggio e ansioso di vederlo al cinema, adesso ho vergogna di quel film completamente insensato e imbarazzante.
Lo stile di Sasha è ormai noto e dopo aver visto Ali G e Borat, sapevo benissimo in che direzione vertesse questa pellicola, ma mai mi sarei aspettato 8o minuti che scorrono incredibilmente lenti e che sinceramente faccio fatica a chiamare cinema. Perché questa volta ci presenta una serie di scene slegate tra loro e senza una trama precisa e l'unico filo conduttore è quello di scandalizzare e mettere in imbarazzo. Scene che potrebbero funzionare all'interno di una trasmissione come Scherzi a Parte o in una qualunque Candid Camera Show, ma che riportate sul grande schermo sono assurde, soprattutto se hanno la presunzione di smascherare il falso perbenismo della gente, ma che nella realtà farebbero perdere la pazienza a chiunque e non bisogna essere dei bigotti eterosessuali omofobi per sentirsi a disagio davanti a situazioni spinte al limite, con un gay vestito in modo imbarazzante e politicamente scorretto e la mia paura e che passi il messaggio che tutti gli omosessuali sono così, eccentrici e sopra le righe. Certe volte si ride e questo è innegabile, ma il grosso della comicità è assegnata a semplici scene di una volgarità imbarazzante ed è veramente triste notare come la platea, si stesse scompisciando dalle risate durante delle assurde scene di rapporti sessuali omo, e non si sia poi minimamente scomposta di fronte a battute sarcastiche intelligenti come ad esempio quella su Karl Lagerfeld dove la mia risata ha risuonato solitaria per tutta la sala e il problema principale forse, è che la maggior parte dei presenti in sala, neanche sa chi sia questo Karl Lagerfeld, però credono realmente che un gay serva lo champagne infilandosi la bottiglia nel culo e scusate la volgarità, ma è questa la comicità che si scopre in questo film. 
Mi domando come possa piacere una pellicola del genere e capisco che possa essere stata esaltato da giornalisti italiani che hanno paura di fare la figura dei bacchettoni e poco moderni, ma francamente trovo che questo film sia completamente insensato e se lo avessi saputo, avrei di sicuro trovato altri cento modi per impiegare questi sette euro e cinquanta.

23.10.09

Mariah Carey - Memoirs Of An Imperfect Angel




Memoirs Of An Imperfect Angel è uscito nei negozi già da qualche settimana, ma prima di parlarne, volevo ascoltarlo per bene, in modo da essere sicuro del mio giudizio e non cambiare idea nel giro di un mese. E dunque, dopo aver imparato a memoria quasi tutte le canzoni, posso dire che è un album in perfetto stile Mariah e ovvero, piacerà a chi è già un affezionato, ma sarà più che snobbato da chi non l'ha mai sopportata. E il problema è che la Carey ha bisogno di canzoni più audaci, che la aiutino a imprimere il suo classico stile all'interno di un panorama musicale che tende ormai tutto in un'unica direzione e in questo lavoro, manca la forte personalità di cui era dotato The Emancipation of Mimi che come sappiamo ha segnato il grande ritorno di Mariah e negli USA, è stato l'album più venduto del 2005. Questo Memoirs Of An Imperfect Angel invece, per certi versi pare voler guardare con nostalgia al passato, ma purtroppo senza eguagliarne i fasti e non si discosta poi tanto dal precedente E=MC² se non forse, per l'aver scelto una strada più intima e personale. Eppure, nonostante tutto, il disco è da ben tre settimane nella Billboard 200 e attualmente occupa la decima posizione (ma ha raggiunto anche il terzo posto).
Che poi, diciamoci la verità, vedere che la sua rivale storica Whitney Houston, abbia scelto come cover per il pluri premiato singolo Million Dollar Bill, una foto che ricalca alla perfezione la copertina dell'album di Mariah, fa veramente ridere e non so se è una semplice casualità o se vuole essere una presa in giro che la vecchia crackomane sta scalando tutte le classifiche del mondo, mentre invece la giunonica strillona pare essersi arenata. Immagino sia una mera coincidenza, ma mi piace pensare che sia una sottile presa peri fondelli (...e così, tanto per la cronaca, Whitney con il suo I Look To You, si trova alla posizione numero 15 della Billboard 200 ed è in classifica da 7 settimane raggiungendo il primo posto come miglior posizione).
Passiamo alla mia analisi:

Betcha Gon’ Know
Apre il disco questa canzone molto soft e molto intima che sinceramente non è male, una ballata r&b malinconica che parla dei sentimenti che scaturiscono dopo un tradimento e il brano è ben costruito e con un arrangiamento anche... non voglio dire sofisticato, ma insomma, non dozzinale. Ha però ha il difetto (o pregio) di essere orecchiabile come uno scioglilingua e benché mi piaccia, non la canterei mai sotto la doccia e con questo brano si introducono le memorie di questo angelo imperfetto che poi cosa vorrà dire ancora me lo sto chiedendo.
Voto: 

Obsessed
E dopo il primo brano intimo e sofisticato, esplode questa tamarrata di Obsessed che pare stare qui per sbaglio e il brano che è stato scelto come primo singolo, probabilmente voleva scopiazzare il tormentone Touch My Body, senza però avere lo stesso potenziale, non che l'altro fosse questo gran capolavoro, ma quantomeno era divertente mentre questa Obsessed più l'alscolto e più la trovo insopportabile e sono stupidi i presunti riferimenti ad Eminem che se Mariah aveva un problema con il rapper, avrebbe potuto scrivere a Forum e non riempire il suoi album di canzoni scadenti. Il brano tra l'altro, non rispecchia affatto il disco che verte su sonorità molto differenti, ma piuttosto cerca, a mio avviso con scarsi risultato di seguire quel soud urban che va tanto in questo momento e comunque, dopo molte settimane, ancora oggi continua ad essere passato in radio e da quindici settima, è in classifica nella hot 100 di Billboard, attualmente alla posizione numero 16 e direi che non è affatto un cattivo risultato.
Voto: 

H.A.T.E.U.
H.A.T.E.U. è l’acronimo di Having A Typical Emotional Upset e questa cosa la scopro leggendo i forum che figuriamoci se da solo potevo capire una cosa del genere io che non ho mai azzeccato neanche una frase de La Ruota della Fortuna. Il brano parla del bisogno di staccarsi da un’amore ormai finito, e della necessità di trasformare quel sentimento in odio per riuscire ad andare avanti e è veramente di uno smielato da diabete al primo ascolto, uno di quei testi che le ragazzine potrebbero scrivere sul diario segreto mentre bagnano le pagine con le lacrime e sigillano il tutto con un bacio di addio. Ma comunque rimane un brano molto interessante anche se in perfetto stile Mariah e quindi con acuti ad ultrasuoni e sospiri da cagnetta in calore e per tutti questi motivi probabilmente piacerà a chi ha fatto di Mariah il suo stile di vita e farà accapponare la pelle a chi non l'ha mai sopportata. Tra parentesi è stata anche scelta come suo terzo singolo, ma non mi pare di averla mai sentita alla radio.
Voto: 

Candy Bling
Tempo scandito dallo schiocco delle dita per questa tranquilla ballad che parla ancora una volta di un amore finito e sinceramente è un brano abbastanza trascurabile che si risveglia giusto un pizzico verso il finale. Che poi... ma queste canzoni parlano tutte di amori finiti o sono io che non ci capisco più un cavolo di inglese?!?
Voto: 

Ribbon
Altro brano trascurabile che imita i ritmi r&b di The Emancipation Of Mimì e in particolare non so perché mi ricorda una Shake It Off, ma molto meno interessante e poi la voce del maschio è insopportabile, non so chi sia, ma già lo odio.
Voto: 

Inseparable
Ennesima ballad del disco e enennesima canzone che (correggetemi se sbaglio) parla di due che si sono lasciati e per giorni son stato a chiedermi a quale canzone facesse riferimento quel passaggio al minuto 1.30 dall'inizio e finalmente oggi mi viene in mente; è Time After Time di Cindy Lauper cacchiarola... se sapeste quanto ci ho pensato!
Voto: 

Standing O
Se ancora non ne avete abbastanza degli “Oh oh oh, eh eh eh” che fino ad adesso hanno caratterizzato questo album e che ricordano tanto la Umbrella “ella ella eh eh eh” di Riahnna (lo zampino di The Dream ormai si riconosce ad occhi chiusi) e se ancora avete pazienza di ascoltare l'ennesima canzone che parla di tradimenti e abbandoni, allora eccovi serviti questa Standing O che sta per Standing Ovation (e questa volta ci sono arrivato senza l'aiuto di nessuno) e è decisamente uno dei miei pezzi preferiti, un brano che spacca e entra in testa peggio di un martello e io lo avrei fatto uscire come singolo al posto della strappalacrime H.A.T.E.U., ma vai a capire in base a cosa vengono prese certe decisioni. Una canzone che farà muovere i fianchi e sarà impossibile non cantare muovendo la testa a destra e sinistra tipo Beyoncé e il finale con il crescendo è da brividi. E poi mi fa morire quando nel ritornello dice “So cheeeeers, toast, bravooò to youuu...”.
Voto: 

It’s A Wrap
Brano dallo stile vintage, con tanto di effetto puntina che scorre sul disco quasi a voler rimarcare che si vuole tornare a un ambientazione del passato genere Fantasy. Ma il piglio non è più quello di una volta.
Voto: 

Up Out My Face
Brano r&b piuttosto monocorde che si sviluppa su di non un ritornello che viene ripetuto in maniera piuttosto insistente, ma il risultato finale non è dei peggiori.
Voto: 

Up Out My Face (The Reprise)
A qualcuno doveva essere piaciuto talmente tanto il ritornello, da arrivare a ripeterlo per cinquanta secondi in questo reprise che sembra suonato da una banda di cheerleader e majorette, con tanto di fischietti e tamburelli. Completamente senza senso.
Voto: 

More Than Just Friend
Brano tutto sospirato in tipico stile Mariah che cita più o meno seicento nomi di marche prestigiosi nel giro di due strofe. Il ritornello e la strofa sono un po' difficili, ma poi entrano in testa e si finisce per amarli.
Voto: 

The Impossible
Altro pezzo rallentatissimo con effetto moviola e sospirato da dar fastidio fino a premere il tasto next.
Voto: 

The Impossible (The Reprise)
Anche un reprise? No, vabbé, quando è troppo è troppo!
Voto: 

Angel (Prelude)
Un intro di 64 secondi, fastidioso e con una Mariah che fischia di gola peggio di una sirena.
Voto: 

Angels Cry
E dopo tanta noia, finalmente ecco arrivare un'altra ballatona melensa al pari di H.A.T.E.U., con lo zucchero che si spreca e il miele che sgorga da ogni dove e verso il finale, con il crescendo della voce diventa veramente una bomba ed è un'altro dei pezzi che preferisco.
Voto: 

Languishing (The Interlude)
Una piccola composizione di due minuti e mezzo, gradevole e senza dubbio più interessante di molte tracce presenti in questo album, ma che qui messa, ha il solo scopo di presentare la cover che chiude il disco.
Voto: 

I Want To Know What Love Is
Arrivati in chiusura ecco il secondo singolo del disco che stride fortemente se paragonato ad Obsessed, ma che probabilmente meglio esprime il concept dell'album dedicato all'amore. Peccato che non abbia trovato troppo spazio tra i passaggi radiofonici e sia arrivato solamente al sessantesimo posto della Hot 100 di Billboard e dopo cinque settimane, si appresta a sparire dalla classifica (attualmente occupa la novantunesima posizione). Il brano è una cover del 1984 firmata Foreigners e impreziosita dalla voce di Mariah che da prova ancora una volta di essere una grandissima interprete e io non smetterei mai di cantarla, con tanto di acuti e ululati.
Voto: 

22.10.09

X-Factor 3 - Settima Puntata


Cesare Cremonini è l'ospite italiano di questa puntata, e con tutto rispetto aggiungerei anche un ricco chi se ne frega che oggi c'è ospite Whitney Houston e nessuno può tenerle testa. Comunque la nuova canzone di Cremonini non è malvagia, ma lungi da me di comprare un suo album. C'è un limite a tutto nella vita.

Prima Manches 

Silver: Drive My Car (Morgan)
Canta i Beatles e questa sera tutti i concorrenti di Morgan canteranno i Beatles e Silver dice che sono il suo gruppo preferito tanto che nel portafogli ha anche la tessera del Club dei Beatles, mentre io nel portafogli ho solo la tessera del supermercato, quella di Feltrinelli e quella del parrucchiere. Il pezzo secondo me non è male e per la prima volta non l'ho trovo anziano e ho avuto per giunta l'impressione che si fosse divertito, cosa insolita dato che ci ha abituato ad essere una lagna totale.

Damiano: Non è per Sempre (Claudia Mori)
Quello che mi piace di Damiano, è che fino ad oggi ha fatto sempre esibizioni più simili a un concerto live che a un videoclip partorito dalla mente neanche troppo geniale di Tommassini e non è facile cantare avendo gli occhi puntati a dosso senza ballerini, scenografie e fuochi d'artificio. Eppure se la cava sempre e son sicuro che a cantare le canzoni degli altri, Damiano perda in spontaneità. Io spero arrivi alla fase inedito. Anche se poi non comprerei mai un suo cd neanche in allegato con Top Girl.

Marco: Helter Skelter (Morgan)
In verità per tutta l'esibizione son stato a chiedermi quanto fosse brutto quel completo arancione fosforescente da operatore dell'AMA che gli hanno messo addosso che gli mancavano solo le fasce catarifrangenti e la scopa di sagina e poi poteva andare a pulire Piazza del Popolo e poi quanto gli stavano male quei pantaloni e quanto cavolo ha le gambe secche questo ragazzo? Madonna che gambe secche! Marco canta i Beatles come fosse... bho, The Ark. Eppure il risultato non è male e anzi, lui sembra pure molto convincente e mi sa che è il mio preferito della serata, ma solo perché gli altri non hanno fatto grandi cose.

Yavanna: Dancing (Mara Maionchi)
Mara gli assegna I Migliori Anni Della Nostra Vita, ma loro non vogliono cantare una canzone di Renato Zero e le capisco perfettamente che anche io mi sarei messo a piangere sbattendo i piedi in terra e allora la Maionchi, forse un po' scocciata, le cambia il pezzo dicendo di cantare un po' quello che cazzo vogliono e loro scelgono Dancing di Elisa e a me pare un passo in dietro e sembrano essere tornate ai tempi delle orecchie e punta e gli abiti in tulle. Le preferivo da strappone, quando non emettevano ultrasuoni e facevano vedere la figa.

Cristiana: And I Love Her (Morgan)
Un po' Manuela Arcuri questa sera Cristiana, che canta una canzone dei Beatles, ma con il testo riscritto da Mogol, poi tradotto da lei e poi riscritto ancora da Morgan che questa cosa mi fa molto telefono senza fili e infatti alla fine non arriva più nulla di quello che era originariamente e a me non è piaciuta per niente.

Sofia: You Get What You Give (Claudia Mori)
La canzone era un tormentone degli anni novanta, ma lei è brutta, vestita male e l'esibizione è inutile e riesce anche di trovare il tempo per grattugiarsi le gengive contro il microfono, che a fine canzone ha i denti sporchi di sangue neanche avesse fatto un incontro di boxe e ditemi voi se non è un'idiota questa.

Chiara: Eleanor Rigby (Morgan)
Mi domando se si sia inventata le parole sul momento o se veramente qualcuno ha scritto un testo così insensato e per un istante ho anche l'impressione debba partire il ritornello di Ballo Ballo della Carrà, ma poi non inizia mai. Lei fa un po' un casino e non sembra la stessa che incantava con la sua voce alle prime esibizioni. Poi ci mettono in mezzo anche delle fotografie del disastro dell'Abruzzo che sinceramente non trovo molto pertinente e questo momento solidarietà se lo potevano evitare oltretutto che le foto non sono questi grandi capolavori. Chiara comunque, scarsa anche in questa puntata.

Whitney Houston:
Per tutta la settimana ho aspettato questo momento che io alla Whitney le voglio proprio bene come fosse mia nonna. La scorsa settimana era andata ospite all'X-Factor inglese (...ma perché le cose fatte fuori dall'Italia sembrano sempre più credibili mentre da noi fanno tanto sagra della porchetta?) e adesso se li sta facendo tutte le trasmissioni come un pellegrino con i santuari e effettivamente c'è da baciare la Madonna che sia ancora tra noi e non a fare compagnia a Michael che per un periodo se l'è vista proprio brutta, ma questo è il suo momento e fa bene a farsi vedere pure durante le previsioni del tempo.
Il momento Whitney comincia con i ragazzi di X-Factor che cantano un medley con le sue canzoni più belli e a Marco e Chiara (gli unici due con un po' di voce in quest'edizione), tocca ovviamente cantare un frammento di I Will Always Love You e Marco con il falsetto arriva più alto pure di Chiara e la cosa è abbastanza imbarazzante. Whitney è carinissima e dopo due passi già suda come in una lezione di step e la frase di Facchinetti "Ammazza che sudata ragazzi!" non si capisce se si riferisca all'emozione di averla sul palco o più semplicemente a lei che gronda come le avessero fatto un gavettone e poi fa quattro strilli e al resto ci pensano le coriste, ma io sono di parte e quindi dico che è stata bravissima e mentre dico che nonostante tutto è proprio una bella donna, il mio ragazzo infrange i miei sogni dicendo: "Rispetto al video però, pare la nonna e che cavolo!" Effettivamente, forse, in Million Dollar Bill hnno un cicinnino esagerato con il photoshop e non riesco neanche a finire di pensare questa frase che su msn mi arriva un messaggio del mio amico Matt: "Ma quanto cavolo è decrepita in viso? Pare la Loren...!" e effettivamente quando le danno il premio per il disco di plationo, lei si guarda bene dal mettere quella copertina dell'album vicino al suo viso che sembrano due persone differenti per quanto photoshop hanno usato.

Al ballottaggio vanno Damiano e Cristiana e Claudia Mori scapoccia peggio di Whitney sotto effetto crack. Spara un paio di bestemmie e insulta il pubblico e chiunque gli capiti a tiro e secondo me il prossimo anno non la vedremo neanche a fare le televendite della Eminflex. Io mi sento di darle ragione che anche io quando ho sentito che Sofia passava il turno avrei lanciato il telecomando contro il televisore peggio di un tifoso durante il derby, però non si fa così in diretta eddaisù.
Morgan elimina Damiano. Claudia elimina Ornella (chi???), Mara afferma che Tiziana (eheee???) è stata meno convincente e a questo punto eleggo questa puntata come la più esilarante della storia di X-Factor che non è possibile che nessuno si ricordi il nome di questa povera ragazza. Alla fine è Cristiana ad andare a casa. Si chiamava Cristiana.

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Giuliano: Warwick Avenue (Claudia Mori)
Io lo eliminerei per due motivi, il primo è quell'abbigliamento con lo smanicato di jeans sopra la camicia bianca che neanche i paninari degli anni novanta e il secondo è per il timbro roco alla Antonino di Amici. Eppure è proprio lui ad entrare e si mostra subito sveglio quando per chiudere la puntata Facchinetti gli chiede di finire la frase "La musica batte sul...?" e Giuliano risponde: "X-Factooor!". No, vabbé.

Fading Memories: To Lose my Life (Mara Maionchi)
Quest'anno a X-Factor ci deve essere una clausola, per la quale debba entrare almeno una coppia di gemelli finocchi, perché altrimenti non si spiega come alla versione inglese si siano presentati John and Edward e da noi invece Davide e Matteo. Loro sono bravini e poi li vedo bene a reinterpretare il video di Beautiful Liar con uno che fa Shakira e l'altro Beyoncé. A me convincono ma devono tornare a casa.


Gabriella: Happiness is a Warm Gun (Morgan)
Gabriella, che poi sembra Cinzia Leone che imita Fiorella Mannoia, con il suo racconto introduttivo da caso umano già mi sta sulle palle che queste storie le voglio sentire a C'è Posta per Te e non a X-Factor e che lei sia stata abbandonata e abbia dovuto mantenersi con lavori umili come il muratore o il pagliaccio per le feste a me non interessa proprio nulla che poteva aver fatto anche la battona, ma sinceramente la voglio solo sentir cantare e quando canta non capisco un cavolo di quello che dice e fossi io a decidere, la manderei a casa ad aspettare il postino di C'è Posta Per Te.

20.10.09

Up

 
Che la Pixar Animation Studios, in co-produzione con la Walt Disney Pictures, sia un sinonimo di garanzia, questo non è una novità e già in passato ci aveva deliziato con lungometraggi divertenti come Toy Story, Alla Ricerca di Nemo e Gli Incredibili. Con WALL-E poi, aveva anche scaldato i nostri cuori, aggiungendo alla trama quel pizzico di sentimentalismo in più che mancava alle altre pellicole. Ma arrivati al loro decimo lungometraggio, si sono veramente superati creando un vero capolavoro e forse definire un capolavoro un film d'animazione per bambini, farà sorridere qualche benpensante spocchioso, ma questo solo perché ancora non è andato al cinema a vedere questo Up. Protagonista del film è Carl, un vecchio burbero che pare Walter Matthau e già questo può risultare una scelta alquanto azzardata, se aggiungiamo poi che a dieci minuti dall'inizio, bisogna fare i conti con un triste lutto, allora penso che possiamo definire questo film come unico perché l'unica morte triste che mi viene in mente in un film Disney, è quella della mamma di Bambi per la quale sto ancora pagando la terapia. E così, dopo il racconto dell'amore fra Carl e la sua Ellie narrato in modo straordinariamente romantico, solo tramite una tenera sequenza di immagini e musica, ritroviamo il nostro burbero vecchietto a fare i conti con la solitudine e i ricordi e la paura di invecchiare da solo e quando due infermieri vengono a prenderlo per portarlo in una casa di riposo, l'unica soluzione possibile pare essere la fuga. Certo, raccontato in questo modo sembra veramente un mattone strappalacrime che neanche Girl, Interrupted, ma invece questo Up è come prima cosa un film dall'irresistibile comicità, con dei personaggi surreali e esilaranti come il cane parlante e per sottolineare l'aspetto comico e fiabesco, questa fuga di Carl dal mondo reale, non poteva che essere straordinaria e fantasiosa e allora ecco arrivare una moltitudine di palloncini colorati a sollevare la casa e a portarla via in cielo dove il nostro vecchio, scoprirà con grande sorpresa che non sarà da solo ad affrontare questo viaggio e la cosa straordinaria è come la Pixar si sia sempre distinta nel suo modo di rappresentare la realtà in maniera fumettistica e non abbia mai cercato il realismo dei corpi e come piuttosto in questa pellicola si impegni a trovare un realismo di sentimenti, capaci di suscitare tante risate, quante lacrime e non credo ci sia bisogno di specificare che io ho pianto come un fontanile e che gli occhiali 3D non mi hanno minimamente aiutato che ogni sei minuti, dovevo toglierli per asciugare gli occhi e poi, diciamola tutta, a me queste fantastiche innovazioni del 3D non mi coinvolgono per niente che ancora devo vedere quelle immagini così spettacolari che possano giustificare degli occhiali da ragionier Filini, pesanti e realizzati con un plastica talmente scadente da risultare quasi taglienti come scaglie di vetro, che tutte le volte che li ho provati, poi mi è rimasto il segno sul naso per due ore e Up sarebbe stato un film talmente bello e imperdibile, con o senza l'effetto tridimensionale.

16.10.09

Quello che non sopporto al cinema


E con l'arrivo dell'inverno, andare al cinema è proprio una goduria che fuori magari piove e fa freddo, ma entrando nel dolce tepore di quella sala buia, è come lasciarsi alle spalle tutto il mondo e crearsi un microcosmo su misura. Si, questo nella teoria, perché poi nella realtà si becca sempre qualche coglione che rovina tutto l'idillio svelando ad alta voce che in realtà, la Mamma di Psycho è lui con la parrucca. E dunque, ecco la mia classifica delle cose che più odio al cinema. Ah, e comunque sabato scorso che sono andato al cinema, mi hanno chiesto otto euro per un biglietto. No dico... otto euros per un biglietto! Cioè, è praticamente una rapina che la settimana prima era sette e cinquanta e ora otto e non era neanche un film di quelli in 3D dove ti danno quegli occhialetti terribili che per fortuna che nella sala poi è tutto buio perché io con quei cosi in faccia non mi faccio vedere proprio da nessuno.

E ecco la classifica delle cose che odio, in ordine decrescente:

12. Le luci delle uscite di emergenza che certe volte capiti in delle posizioni proprio sfigate che ce le hai tipo a un metro e non notarle è impossibile e poi quando ci inizi a fare caso allora è la fine che almeno io, poi posso stare a guardare il film più bello del mondo, ma l'occhio mi continuerà a cadere sempre sull'immagine dell'omino bianco che scappa.

11. Chi arriva in ritardo e attraversa tutta la fila per raggiungere i posti e intanto sul grande schermo scorrono le prime immagini del film e loro, mica si siedono rapidi e zitti no, stanno lì cinque minuti in piedi a sistemare la giacca e piegare il cappotto.

10. Quelli che mentre ti scendono le lacrime a fiotti e stringi tra le mani nervosamente un fazzoletto di carta, loro son lì che sbadigliano rumorosamente e dicono sottovoce che questo film è una palla micidiale.

09. Quelli che ancora non sono partiti i titoli di coda, ma loro già si sono alzati con il pacchetto di sigarette in mano e stanno frugando in tasca per cercare l'accendino che io dico, se non riesci a stare due ore senza fumare allora affittati un film da Blockbuster e non rompere le palle a chi si vuole leggere i nomi dei truccatori e dell'aiuto parrucchiere.

08. Quando il tizio seduto al tuo fianco inizia a far traballare la gamba e dato che i posti sono tutti uniti, è la fila intera a vibrare senza sosta effetto tagadà.

07. I cinema con i posti così stretti che sembra di stare sugli aerei della Ryanair e non dico che debbano avere tutti gli schienali reclinabili o il bracciolo removibile come i cinema della WB, però il posto per mettere le gambe che cavolo, almeno quello è compreso nel prezzo!

06. Quelli che quando la luce in sala si spegne e iniziano a scorrere i titoli di testa con la musica in sottofondo, loro continuano a parlare perché si devono finire di raccontare un sacco di cose.

05. Quelli che si siedono con un cesto di popcorn in una mano e una botte di CocaCola nell'altra e per tutto il film non fanno che sgranocchiare come scoiattolo.

04. Quelli che hanno già visto il film e due secondo prima di una scena interessante dicono all'amico di fianco "Zitto, zitto, mo' guarda che succede...!"

E sul podio abbiamo:

03. Chi durante la scena più interessante del film, apre il cellulare per vedere che ore sono proiettando nei tuoi occhi un fascio di luce azzurrina.

02. Quelli che quando arrivi li trovi seduti al tuo posto e quando glie lo fai notare ti guardano scocciati e rispondono cadendo dalle nuvole "A ma perché so' numerati 'sti sposti?!". Si, sono tipo dieci anni che i cinema hanno messo i posti numerati.

01. Quelli che passano tutto il film a chiacchierare che io dico, se è tanto che non vi sentite, fatevi una telefonata che almeno risparmiate pure questi sette euro e cinquanta e soprattutto non rompete il cazzo a chi come me, sta cercando di seguire la trama. E poi quando gli dici di stare zitti, fanno pure gli scocciati e ti fanno passare per il rompipalle bacchettone che li hai interrotti.

Update:

untifosodiverso: Quelli che occupano uno o due posti con i loro cappotti e se gli chiedi, scusa, posso sedermi lì, ti rispondono NO. la faccia come il culo. 

Gentucco Grovacca: Quando davanti a te capita una con la cofana (stile afro o Tata Francesca) che tu ti puoi spostare quanto vuoi fino a fratturarti il collo che tanto la cofana ti raggiunge ovunque e alla fine riesci a vedere sempre e solo mezzo film.

Trillo: Quelli che mettono i piedi sopra i sedili o sopra gli schienali delle file davanti... a me e' capitato durante il film di girarmi e veder a 20 cm dalla mi testa la scarpa di quello dietro... fate vobis.

Luca: Quelli che alla fine del film fanno partire l'applauso... ma mica stamo al teatro!

15.10.09

X-Factor 3 - Sesta Puntata


E per la prima volta da quando è iniziata questa terza edizione, mi ricordo di guardare X-Factor dall'inizio. Morgan si presenta con l'ennesimo nuovo taglio di capelli e questa volta si è tinto di nero liquirizia abbandonando il suo look sale e pepe (più sale che pepe) e con la carnagione pallida e i vestiti di broccato, pare uscito dalla saga di Twilight, Claudia invece indossa un abito tempestato di vetri e cristalli che pare un lampadario settecentesco e Mara per fortuna non ha bisogno di orpelli esterni per rendersi televisiva. Tra parentesi, lo sketch con Morgan che in quest'edizione appare annoiato poiché non ci sono al suo fianco le bocce della Ventura, è quanto di più stupido potessero pensare gli autori e sinceramente lo trovo anche un po' offensivo e fossi stato in Claudia avrei deciso di lasciare il programma asserendo che è stata una sgarberia inutile e una cosa anche un po' schifosa e inaccettabile. 
Primo ospite della serata sono gli Skunk Anansie che tornano insieme dopo dieci anni. Cioè, non è che sono tornati insieme per venire a cantare sul palco italiano di X-Factor, ci mancherebbe altro, loro già erano tornati insieme per cavoli loro e adesso stanno solo promuovendo il loro nuovo album e sinceramente la loro canzone è piuttosto gradevole, ma io non direi mai che son passati dieci anni che mi pare uguale a tutte le altre senza un minimo d'innovazione... ma del resto io non capisco molto di musica.

Prima Manches 

Marco: Ashes to Ashes (Morgan)
Nelle ultime due puntate lo ho tanto elogiato, ma questa volta mi sento di dire che non mi ha convinto al 100% e nonostante lui sia stato sempre bravo, ci ho visto dentro un po' troppo David Bowie e poco Marco. E poi le trovate di Tommassini iniziano veramente a stancarmi e per quest'esibizione lo concia come fosse il pinocchio di Comencini, ma con il trucco di Pierrot e poi lo appende su di un'altalena e lo fa salire fino a 100 metri da terra che poveretto, quello si stava cacando sotto e ti credo che non è riuscito ad essere completamente convincete che tremava come una foglia e era tutto preso a non guardare giù. Comunque Skin dice che è stato molto bravo.

Luana Biz: Due Destini (Mara Maionchi) 
Con loro ho sempre sostenuto che hanno le potenzialità, ma gli mancano le canzoni adatte e anche oggi sono dello stesso avviso che quasi inizio a pensare che allora il problema siano proprio questi quattro ragazzetti e non più le canzoni assegnate, comunque come se non bastasse gli affidano la canzone dei Tiromancino che Gesù mio se è lenta e noiosa. Skin dice che sono stati molto bravi, ma è evidente che in cuffia le stavano passando uan replica di Will & Grace e ne segue una sterile polemica tra Morgan, Mara e il nano del gruppo dei Luana, che sinceramente non si capisce cosa voglia dire e tra le altre cose, Claudia Mori chiede scocciata se a qualcuno interessa la sua opinione (ovviamente no) e da quel momento in poi farò caso al fatto che DJ Francesco (si, lo so che non si fa più chiamare così da una vita, ma certe cose rimangono indelebili tatuate sulla pelle), si dimenticherò più di una volta di chiedere il parere alla Mori che io fossi in lei mi alzerei dicendo che questa è una sgarberia inutile e un po' schifosa. Il televoto li manda allo scontro finale, dove si difendono con una versione a cappella molto ben riuscita di Billie Jean, ma Morgan preferisce Damiano e li manda a casa e il tutto sa di complotto perché l'eliminata di questa settimana doveva essere l'inutile Sofia che io non mi capacito di come sia ancora in gara.

Damiano: Baby Can I Hold You (Claudia Mori)
Finalmente non più canzoni d'autore italiane, ma un pezzo di Tracy Chapman che esegue come sempre bene, anche se forse con poco trasporto e infatti si becca pure una bacchettata da Skin che forse ha capito che non può dire a tutti che “sono stati molto bravi”. Damiano per la prima volta rischia l'eliminazione, ma viene salvato da Morgan.

Cristiana: La Musica è Finita (Morgan)
Certo che se questa ha 19 anni, allora io sembro un ragazzino delle elementari. Non lo so, sarà stato il pezzo datato o sarà stata tutta la coreografia molto anni sessanta o forse l'abito da signora taglia 52, non lo so. Però a me questa Cristina è sembrata di un antico che neanche l'arazzo appeso in casa di mia zia. Come voce ci stiamo pure, potente e squillante, ma pare più vecchia di Nilla Pizzi e io spero la svecchino presto con un bel brano da zozza. Skin dice che è bellissima ed è stata bravissima.

Sofia: Mezzogiorno (Claudia Mori)
Lorenzo Jovanotti ha uno stile talmente personale che è complicato da ricantare senza rifargli il verso e Sofia ci casca con tutte le scarpe tirando fuori una versione da Karaoke. Al suo fianco ci sono due ballerini d'eccezione e sono Damiano e Francesca e sinceramente ora che ci penso, la ricciolona balla molto meglio di come canta e forse dovrebbero chiederle di cambaire categoria dal canto al ballo. Ah, ma non siamo ad amici... la sua è l'esibizione più fiacca di questa prima manches (quella di Sofia intendo e non il balletto di Francesca). E comunque Skin dice che è stata molto brava e sorridente.

Seconda Manches

Chiara: Medley Pink Floyd (Morgan)
L'esibizione di Chiara (con orride labbra spennellate di giallo che facevano pensare alle peggio malattie) è stata emozionante, anche se la voce ha avuto per la prima volta un paio di piccoli cedimenti. Però, come ha detto anche il sciur Castoldi, sono state incertezze trascurabili vista la difficoltà da triplo carpiato a occhi bendati che rappresentava il medley dei Pink Floyd. (written by AtenaGlaukopis)

Francesca: …...................... (Claudia Mori)
Non pervenuta, ero impegnato in altre faccende e neanche funzionano i video di internet per riguardare le esibizioni e anzi, se qualcuno vuole ragguagliarmi sarò lieto di pubblicare la sua critica e se mi dite anche com'è la canzone nuova di Bersani ve ne sono grato. Da quel poco che son riuscito a vedere, confermo la teoria che balla meglio di come canta. Al televoto insieme alle Yavanna, Morgan la elimina dopo un discorso lungo due ore.

Yavanna: La Vie en Rose (Mara Maionchi)
Confermo il mio giudizio della settimana precedente e cioè che stanno facendo un bel percorso di cresciate e grazie al cielo le orecchie a punta e gli abiti da elfo sono ormai solo un (brutto) ricordo. Questa volta devo dire che son state brave e è stato bella anche tutta l'esibizione. Certo, la loro trasformazione sta sconfinando pericolosamente nell'industria del porno con tanto di una conciata con un abito di latex nero da dominatrice, però qui lo dico e qui lo nego, iniziano a piacermi.

Silver: Non Abbiam Bisogno di Parole (Morgan)
Ventitré anni e dimostrarne quaranta portati male. Il repertorio di canzoni che gli assegnano è cosa da secolo scorso e lui ha una faccia così da schiaffi che se mi capita sotto tiro non rispondo di me. Dopo queste premesse, ogni giudizio sulla sua canzone è completamente superfluo.

13.10.09

This Is It - La "nuova" canzone di Michael



Il nuovo singolo inedito di Michael Jackson è in circolo da meno di 24 ore e già insorgono le polemiche e non poteva essere altrimenti dato che si sta parlando del Re del Pop MJ. Si scopre infatti, che questo brano che doveva essere inedito, alla fine inedito non lo è per niente, perché è stato scritto nel periodo di Off The Wall e stiamo parlando quindi di quasi trent'anni fa. Ma le notizie non finiscono qui perché la canzone non è nemmeno sua. O non del tutto almeno. È stata scritta infatti a quattro mani con Paul Anka e doveva essere inserita in un album dello stesso Anka, ma poi pare che Michael abbia rubato i provini e vai a capire quello che è vero e quanto invece leggenda metropolitana che io ormai non so più a chi credere, fatto sta che nel 1991 il brano fu rifilato a uno sconosciuto cantante latino, un certo Sa Fire che detta sinceramente non mi pare abbia svoltato grazie a questa canzone.
Il signor Anka, appena sentito alla radio il brano, ha subit alzato la cornetta e minacciato di ricorrere ai giudici e l'amministrazione degli eredi di Jackson non ha potuto fare altro che ammettere parte della paternità al cantante canadese che incasserà niente meno che il 50% dei diritti e stiamo parlando quindi di una montagna di soldi quanti secondo me il signor Anka non ha mai visto in 68 anni di vita. La Sony afferma che esistono almeno altre 100 canzoni non finite scritte da Michael Jackson, ma a questo punto viene da chiedersi se siano tutte inedite, tanto quanto questa.
Il master originale di This is it includeva una partitura di solo piano e voce, ma la Sony ha pensato bene di costruirvi attorno tutti gli arrangiamenti orchestrali e addirittura un coro con le voci dei fratelli Jackson che ormai sono veramente ovunque e mai si era sentito parlare così tanto di loro come in quest'ultimo periodo. Il brano che già passa in radio e si annuncia come un sicuro successo, sarà disponibile a partire dal 28 ottobre prossimo, data in cui verrà lanciato il film Michael Jackson This is it, e sarà in vendita una compilation postuma della pop star che sarebbe l'accompagnamento musicale dello stesso film.
E dunque, al di là di tutte le polemiche, rimane questa nuova canzone che a sentirla bene non dice veramente nulla di nuovo e se Michael l'aveva tenuta per tutto questo tempo chiusa in un cassetto tanto da non includerla in nessun disco, forse un motivo ci sarà pure stato e allora non rimane che l’emozione di sentire ancora per una volta, Michael cantare...

Stephen Gately è morto.



Continuano i decessi delle celebrità e questa volta è il momento di dire addio al cantante dei Boyzone, Stephen Gately. La band irlandese era nata negli anni Novanta e se probabilmente è stata portata al successo grazie alla voce e al volto di Ronan Keating che volente o nolente era diventato il leader del gruppo, a Stephen un merito va comunque ed è quello di non essersi nascosto e di aver condiviso con tutti la sua omosessualità e così, dopo un lungo periodo durante il quale fu costretto a celare il suo essere gay per paura di deludere le moltissime fan che facevano la fortuna dei Boyzone, nel 1999 fece il suo coming out, alla faccia di tutti quelli che continuano a nascondersi e non hanno il coraggio di prendere in mano la situazione.
La sua dipartita però, è quantomeno curiosa perché pare (ma le dinamiche sono ancora da accertare), che il giovane Stephen fosse a spassarsela in un nightclub gay di Maiorca con suo marito Andrew Cowles e pare che i due avessero bevuto veramente troppo che siano tornati a casa pesti come due alpini e anzi tre, perché nel frattempo pare avessero conosciuto un ragazzetto bulgaro tale Giorgi Duchev e che insieme fossero tornato a casa e insomma io spero proprio se la siano spassata per l'ultima sera. Il corpo di Stephen è stato trovato l'indomani mattina, forse soffocato dal suo stesso vomito, inginocchiato sul pavimento e con la faccia sopra la poltrona e non venitemi a chiedere cosa ci stesse a fare in quella posizione.
Sebbene i cd dei Boyzone non siano mai entrati nella mia classifica personale, la sua morte è sicuramente un fatto molto triste (anche se scusatemi il cinismo, anche leggermente comica per le dinamice). Appresa la notizia, i suoi ex compagni sono subito giunti a Maiorca per salutare definitivamente l'amico.
E mi piace ricordarlo con il video di No Matter What, la loro canzone che ho sicramente cantato più spesso e con il video di Better, dove Stephen appare teneramente tra le braccia di un ragazzo, senza maschere o menzogne.

 

12.10.09

Motel Woodstock

 

Io che il festival di Woodstock non si fosse svolto a Woodstock, non lo sapevo mica. E non so se l'essere nato con dieci anni di ritardo rispetto al mega concerto, mi giustifichi più di tanto, ma fortuna che è c'è Ang Lee ad aprirmi gli occhi e a farmi scoprire che è stata la cittadina di Bethel ad ospitare il raduno di hippy più famoso al mondo, anche se probabilmente continuerò a chiamarlo più semplicemente concerto di Woodstock, come tutti hanno sempre fatto che concerto di Bethel non suon a un gran che bene.
Il trailer di questa pellicola mi aveva subito conquistato, ma con il passare dei giorni le critiche negative si stavano moltiplicando e chi diceva che il film ha la presunzione di raccontare il il concerto di Woodstock, senza però riutilizzarne la giusta colonna sonora rock o chi affermava che Lee abbia realizzato un film pieno zeppo di luoghi comuni su figli dei fiori e hippy. Eppure io il film lo ho visto e a me è piaciuto e intendiamoci, non sono di certo uno di quelli che con un cesto di pop corn tra le mani riesce a sorbirsi qualunque cosa.
Il fatto è, che questo Motel Woodstock a mio avviso, non ha nessuna presunzione di raccontare il concerto del '69, ma piuttosto utilizza questa cornice per narrare un simpatica storia e se è vero che la sceneggiatura è tratta dal memoriale Taking Woodstock: A True Story of a Riot, a Concert, and a Life di Elliot Tiber, è anche vero che Ang Lee ne tira fuori una simpatica commedia formato famiglia con una serie di variopinti personaggi tra cui una splendida e Imelda Staunton (la Dolores Umbridge del quinto film della saga di Harry Potter) o un divertente Liev Schreiber in abiti femminili che che interpreta il travestito Vilma e che tanto stride con il suo ultimo ruolo di rude cattivo in X-Men le origini: Wolverine.
Ang Lee parla di Woodstock dunque, ma racconta quel momento di passaggio che attraversa ogni ragazzo, quel passaggio dall'adolescenza alla maturità, quella fine dell'innocenza che ci porta a dover affrontare scelte difficili e decisioni importanti e mentre si racconta la storia di una trasformazione umana in un contemporanea si parla di quella che forse è stata la più grande trasformazione culturale. Ma soprattutto ci si diverte e si ride con intelligenza, il che non guasta mai.

8.10.09

X-Factor 3 - Quinta Puntata


Questo mercoledì sono a casa. Eppure per un soffio non dimenticavo anche questa volta di vedere X-Factor. Fortuna che ho un fidanzato che si ricorda le cose meglio di me e che arrivati alle nove e dieci, mi guarda e mi fa: “Ma stasera non te lo guardi X-Factor?” Uh Signore! È vero! E allora cominciamo questa puntata con Federico Zampaglione, annunciato da Facchinetti come un regista di horror conosciuto in tutto il mondo. Ah si? E da quando? Non si smette mai di imparare, io sapevo avesse girato solo Nero Bifamiliare, ma del resto non sono il Mereghetti (...e lui non è un regista di horror). Intanto Morgan, dopo aver ricevuto i complimenti di tutti per essersi tagliato i capelli, ha deciso di applicarsi un ciuffo posticcio tanto per non farci rimpiangere i look delle scorse edizioni. Valli a capire questi artisti.

Prima Manches 

Sofia: This is the Life (Claudia Mori)
Tommassini ruba l'idea ad Amici e decide di far cantare Sofia mentre fa jogging su un tapis-roulant e a giudicare dal vento che le sparano in faccia ho l'impressione che l'effetto doveva essere molto Love Profusion, ma invece ne esce fuori un'esibizione scialba e senza carattere. Il pubblico votante se ne accorge e la manda allo scontro finale pena l'eliminazione.

Silver: Non è nel Cuore (Morgan)
Mi domando per quale motivo un ragazzetto di vent'anni, debba essere conciato e cantare come ne avesse sessantacinque.

Yavanna: Smells Like Teen Spirit (Mara Maionchi)
Da quando le hanno stravolto il look facendole uscire dal personaggio fata del bosco e imponendole un approccio più battona dell'Appia Antica, son sicuramente migliorate, ma le loro esibizioni continuano a non piacermi trasformando qualunque canzone in una serie compulsiva di gridolini e urla ad ultrasuoni. Forse ha ragione Mara nel dire che Tommassini esagera con il look (ne segue polemica e litigata tra Mara e Tommassini), ma del resto da qualche parte bisogna pure cominciare. Questa volta approvo il lavoro di trasformazione del Tommassini, ma vi prego, non fatele più cantare in questo modo.

Marco: My Baby Just Cares for Me (Morgan)
Polemica tra Morgan e Marco che preferisco sorvolare (Gesù mio, ma questa sera è la serata delle polemiche?!). Marco, che tanto avevo criticato alle prime puntate, invece sta uscendo sempre più fuori e mi sta piacendo e tra questa e l'esibizione della puntata scorsa, lo metto in lizza per la finale insieme a Chiara, fino ad ora gli unici due degni di calcare questo palco.

Seconda Manches

Mario: Hello, I Love You (Morgan)
Io non riesco a discernere il giudizio della simpatia da quello artistico e sarà per via di quel caschetto da paggio di fine 800 o sarà perché stona come un mangianatsri dalle pile scariche e poi canta come stesse in un centro sociale e io questo Mario non lo sopporto e probabilmente qualcuno da casa la pensa come me perché andrà prima allo scontro finale e poi verrà eliminato da Mara Maionchi mandando su tutte le furie Morgan (e facendo scaturire l'ennesima polemica). In definitiva però, tra lui e Sofia c'era l'imbarazzo della scelta.

Luana Biz: Futura (Mara Maionchi) 
Con loro ho sempre la stessa impressione, che siano meglio di come si presentano e che potrebbero fare di più. 

Francesca: Città Vuota (Claudia Mori)
Vestita come Janet Jackson al funerale del fratello (e tra parentesi, la Jackson ha annunciato che per un anno, vestirà solo di nero per rispettare il lutto... e chi se ne frega aggiungerei io), Francesca ha l'ansia di non essere apprezzata da Morgan e quindi si inventa una pseudo esibizione sexy con finale cantato in braccio al leader dei Bluvertigo e tutto ha così poco senso da rovinare anche quel minimo di esibizione decente che si poteva trovare. Che poi io dico, a questo punto poteva provare a succhiarglielo, magari Morgan iniziava ad apprezzarla per qualche altro motivo. Io la trovo semplicemente inutile.

Chiara: Indaco dagli Occhi del Cielo (Morgan)
(Mi sa che sul sito, si sono sbagliati a caricare il video perché c'è solo il giudizio senza esibizione). Chiara è brava e sa controllare bene la sua voce e ha anche interpretato in modo interessante questo brano. La cosa che mi spaventa però, è che mi ricorda veramente troppo Laura Pausini. E poi io la smetterei di vestirla con tendoni da circo che sarà pure obesa, ma questo non significa che non si possa vestire come una ragazzina della sua età. Ecco, brava si, ma da svecchiare.

Damiano: Che cos’è l’Amor (Claudia Mori)
Mara e Claudia sono concordi nel dire che lui sia molto sexy e Mara e Claudia probabilmente sono in menopausa e hanno gli ormoni che delirano. Musicalmente parlando, Damiano lo trovo sempre molto bravo, ma concordo con il giudizio di Morgan che questi brani da cantautore impegnato che ogni volta gli affibbiano, hanno un po' stufato.

Mika:
Mi domando per quale motivo Francesco debba ripetere sempre la stessa pantomima del Push The Button! con ogni ospite che sale sul palco che fin quando lo fai con Zampaglione, va pure bene, ma si potrebbe evitare di farci prendere per i fondelle dagli ospiti stranieri magari.

Nuovi Ingressi

The Menlove (Mara Maionchi): ennesimo gruppo senza né capo né coda che cantano insieme da una vita, ma sembrano confezionati dici minuti prima dello show. A casa.

Cristiana (Morgan): Un po' Giusi Ferrery con un pizzico di Mietta e ennesima ragazzina che ancora non può votare al Senato, ma che è conciata come fosse una signorona e questa canzone non l'aiuta. Eppure convince (anche Mika dice che si è emozionato) e dalla prossima puntata sarà la nuova concorrente.

Tatiana: (Claudia Mori): canta “Release me”, quella canzone dance che trasmettono alla radio più o meno ogni sette minuti e lei si presenta come dovesse andare a un congresso di avvocati e rimane impalata ferma inchiodata a terra in un modo veramente imbarazzante che stai cantando una canzone da discoteca e ti proponi come la nuova Haiducii e poi fai la figura del lampione. A casa meritatamente.

7.10.09

Il Buco al Naso


- Allora al tre, mi raccomando...
- Va bene. Fai un bel respiro... uno... due...
Bang!
- Aiaaahh! - Una lacrima mi scende giù per la guancia. - Avevo detto al tre cazzarola!!

Sono in strada e sto mangiando velocemente un panino. Condivido la panchina con una vecchia che sta tornano a casa con le buste della spesa e si è seduta per fare una breve sosta e io sto per strozzarmi perché ho dimenticato di comprare una bottiglietta d'acqua e mentre penso che soffocherò, un signore mi passa davanti gridando al telefono:
- Ti ho detto di no! Guarda che se troni a casa con l'orecchino al naso mi arrabbio e non ti faccio più uscire fin quando le tue amiche non si saranno dimenticate come sei fatta! Ho detto di nooo!
Sento solo un lato della conversazione, ma posso immaginare benissimo cosa stia rispondendo la ragazza dall'altro capo del telefono.
- Senti, guarda, non dobbiamo neanche stare qui a parlarne perché tanto la risposta è no! E allora tu torna con l'orecchino al naso e poi vedi quello che succede!! Te lo faccio togliere immediatamente. E a me cosa importa se le tue amiche ce lo hanno? Hai quindici anni e vivi con me e fin quando starai a casa mia farai quello che ti dico io e la mia risposta è no! E adesso basta che ho da fare!

Santi quindici anni, quando la trasgressione è ancora tornare a casa a mezzanotte e mezza o farsi il buco al naso. Cioè, veramente le ragazzine di adesso, hanno già provato la pillola del giorno dopo, fumano come inceneritori e guidando le macchinette ti mandano affanculo col dito medio tagliandoti la strada, ma sapere che c'è ancora qualcuno che chiede il permesso al papà per farsi il buco al naso, mi rincuora e mi fa sorridere. Dai, non puoi chiedere il permesso per una cosa simile. Queste sono infrazioni che si fanno presi dall'euforia e dall'adrenalina del momento sapendo perfettamente che poi se ne pagheranno le conseguenze. Per certe cose, bisogna solo chiudere gli occhi, fare un gran respiro e contare fino a tre senza pensarci troppo e fossero questi i veri problemi della vita. Io quando decisi di farmi il buco al naso ero a lezione all'università. Una noiosissima lezione di teoria e storia del restauro e la professoressa che non smetteva di parlare di chiese e vai a sapere di che altro e con la mia amica stavamo facendo di tutto tranne che ascoltare. Tanto avremmo poi chiesto gli appunti a qualcuno. Sinceramente non so bene neanche io come ci venne in mente, so solo che ad un certo punto ci guardammo negli occhi e recuperammo gli zaini uscimmo dall'aula. Destinazione, la gioielleria più vicina alla facoltà. Lei fu la prima e mi disse che aveva sentito solo come un pizzicotto e poi fu il mio turno e il commesso caricò l'orecchino nella pistola e mi fece un puntino sul naso con un pennarello nero e avvicinò la pistola.
- Allora al tre, mi raccomando...
- Va bene. Fai un bel respiro... uno... due...
Bang!
Sapevo di aver fatto una cosa che i miei genitori non avrebbero approvato e oltretutto l'orecchino provvisorio era una cosa enorme che di uscire e tornare a casa con quel coso non se ne parlava proprio. Così, anche se mi era stato espressamente vietato, comprai un orecchino più piccolo, una pallina d'argento e mi misi allo specchietto del motorino e tolsi rapidamente quell'orecchino enorme e infilai di corsa la piccola pallina d'argento e non appena il gambo del nuovo orecchino sfiorò la carne viva del buco al naso, subito una fitta di dolore mi fece pentire di quel mio gesto e lacrimare gli occhi.
Tornato a casa in principio i miei genitori non si accorsero di niente, fu solo durante la cena che mia madre mi domandò cosa fosse quella macchiolina sul naso. Ingenua, lo aveva scambiato per un neo e già stava prenotando un appuntamento dal dermatologo che un neo che spunta così all'improvviso non è normale! Quando si accorse che era un orecchino, scosse la testa e andò in cucina senza dire un parola e i silenzi di mia madre erano anche peggiori di uno schiaffo in pieno viso. Mio padre invece, mi domandò che cosa rappresentasse quel gesto, se andava inteso come simbolo di ribellione o qualcosa del genere e quando gli risposi che mi piaceva, non mi parlò per tutta la sera e anche il giorno successivo. Arrivato a trent'anni, ormai è una cosa alla quale mi son talmente abituato che non vederlo mi farebbe strano. Anche se ultimamente ho iniziato a interrogarmi se non sia il caso di riporre nel cassetto le mattate giovanili e iniziare una nuova vita da adulto; insomma, ormai ho una certa età e mi domando se l'orecchino al naso sia una cosa che posso portare fino ai novant'anni oppure se arrivati a un certo punto va tolto. E comunque son passati dieci anni da quando lo ho fatto, ma mia zia ancora mi domanda se sia entrato a far parte di una tribù di Indios dell'Amazzonia aggiungendo tutte le volte in modo sarcastico: - A quando il piattino nel labbro inferiore?

2.10.09

District 9

 

A guardare distrattamente il trailer, si potrebbe pensare all'ennesima pellicola fanta-catastrofica tipo Independence Day, con gli invasori spaziali che approdano sulla terra minacciando la popolazione. Le locandine con il segno di divieto e anche i grandi adesivi che decorano gli autobus con la scritta "L'accesso a questo autobus è vietato ai non umani" e addirittura la forte somiglianza di questi alieni con il Dottor Zoidberg di Futurama, fanno un pò sorridere e perdere di credibilità a questo District 9 che invece grazie al cielo, non è la solita americanata dove gli alieni sono visti come pericolose creature assetate di sangue, quanto piuttosto sono rappresentati come scomodi profughi dei quali non si sa cosa fare e i riferimenti allo storico District Six di Città del Capo sono più che evidenti. Del resto, che questo non fosse la solita vaccata americana, lo si capisce fin da subito quando ci dicono che la navicella aliena non si ferma sopra Washington né tantomeno su New York, ma bensì a Johannesburg in Sudafrica cosa impensabile per una qualunque pellicola simil-spilberghiana e tra interviste, riprese che sembrano provenire da telecamere nascoste e finti servizi giornalistici, il film si sviluppa come fosse un documentario, conferendo realismo a un'assurda vicenda fantascientifica avente come protagoniste degli alieni dalle sembianze di crostacei giganti. Eppure, sebbene tremendamente surreale nella forma, i contenuti risultano essere molto più realistici di quanto si possa immaginare tra rifugiati in una baraccopoli e sciacalli costretti a rubare per vivere e sebbene le tematiche siano più che profonde, la trama non si aggroviglia attorno ad un polpettone sentimentalistico degno della miglior scena strappalacrime di ET che alzi la mano chi non ha pianto quando i militarli lo strappano dalle mani del bambino in una sequenza slow-motion con il crescendo della musica che accompagna il phatos, no questo District 9 è confezionato con massicce scene d'azione, adrenalina e risvolti che sfiorano lo splatter; una pellicola di puro entertainment dove alcune sequenze ricordano i game sparatutto alla Halo, ma dove tuttavia non si dimentica mai un intelligente messaggio antirazzista. E considerato che lui, Neill Blomkamp, ha la mia stessa età e che questo è in assoluto il suo primo lungometraggio di cui ha curato sceneggiuatura e regia, bhé, io direi che non gli è andata male per niente, soprattutto perché c'è già chi guarda agli incassi milionari e valuta la possibilità di un seguito...