Avatar

 

Avrò avuto sei anni, quando per la prima volta ho visto Mary Poppins e la stramba governante con un salto, entra in un disegno sul pavimento e per ricreare un mondo immaginario, le figure reali si fondono con il cartone animato. Sono passati 45 anni da quel momento e la tecnologia ha fatto passi da gigante e l'uso della matita è stato sostituito dalla computer grafica e siamo passati attraverso esperimenti più o meno riusciti come l'ormai arcaico Final Fantasy spettacolare si, ma che nonostante lo sforzo rilevava non poche lacune soprattutto nei primi piani e non era di certo possibile paragonare glia attori digitali con quelli in carne e ossa.
Avatar esce forse in un momento storico propizio, dopo anni di studi e sperimentazioni e a quanto pare segnerà uno spartiacque tra quello che è stato prima e quello che verrà dopo di lui e pare che Cameron abbia lavorato per ben 13 anni a questo progetto, inventando di sana pianta la tecnologia necessaria a realizzare questo film.
E così, con tutte queste premesse, inforco gli scomodi occhiali 3D e vengo proiettato in un nuovo mondo, così come questo Avatar ci porta di diritto dritto in un nuovo tipo di cinema. La storia di Avatar è presto raccontata e ci sono gli umani senza scrupoli, che per recuperare un nuovo tipo di pietra, inizieranno a distruggere il pianeta di Pandora dove vivono i Na'-vi un popolo alieno in stretta armonia con la natura e ne scaturirà una terribile battaglia tra il bene e il male e tra dramma, avventura amore e immagini spettacolari, James Cameron forse si dilunga un pizzico di troppo per un film che scopre ben presto tutte le carte non lasciando spazio a colpi di scena tanto che non appena inquadrano Michelle Rodríguez, già so che morirà che lei ha fatto solo film dove muore e vi giuro, non ricordo neanche una pellicola dove arriva sana e salva ai titoli di coda! La capacità straordinaria di Cameron, è quella di inventare di sana pianta un mondo di fantasia fin nei minimi dettagli, tanto da far diventare Pandora quasi palpabile, ma lascia forse più incerti e sfumati i caratteri dei suoi abitanti. Incredibile è l'uso del 3D, decisamente spettacolare e per la prima volta privo di tutti quegli escamotage di oggetti volanti che sembrano andare verso lo spettatore solo per aumentare la sensazione di coinvolgimento e spettacolarità e invece in questo caso la tecnologia tridimensionale, ha il semplice scopo di rendere ancora più realistico un mondo irreale, di donare la terza dimensione a un'immagine proiettata su di un telo. Sorprendente è anche la performance capture (la tecnica che attraverso dei sensori riesce a catturare i movimenti e le espressioni di un attore e le riporta in digitale come è stato fatto per Gollum ne Il Signore degli Anelli), che riesce a dare vita a personaggi di fantasia incredibilmente realistici e raggiunge livelli talmente alti, che forse per la prima volta non fa rimpiangere il "carne e ossa" e il reale si fonde con il digitale senza riuscire a distinguerne i confini. C'è da dire però, che il livello di recitazione degli attori è piuttosto scadente e non so se li hanno presi apposta per non far notare differenze con il digitale che azi, spesso gli omini blu sono molto più espressivi dei loro attori in carne e ossa che questo Sam Worthington sarà pure belloccio, ma è espressivo come una statua di cera e anche la Sigourney Weaver non è che si sprechi in interpretazioni da Oscar anche se son sicuro che gli Oscar cadranno a pioggia. Insomma, dopo 162 minuti di proiezione, tolgo gli occhiali e le luci in sala si accendono e quello che mi rimane nella testa, è la sensazione di aver visto un film spettacolare, bello, affascinante un overdose di colori e immagini incredibili, ma forse un po' fesso nella trama e nel suo messaggio ecologista e contro la guerra. Avatar è bellissimo si, ed è stato un bagno di emozioni per gli occhi, ma nonostante questo non è riuscito a scaldare il mio cuore, insomma, per fortuna i film non sono tutti in 3D.
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20 commenti:

  1. utente anonimo18 gennaio 2010 04:21

    Bello il nuovo template!
    Per riassumere il tuo post: non è il mezzo che fa l'opera.

    Thio

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  2. utente anonimo18 gennaio 2010 12:00

     Ma: il 3D a me non convince!
    Carlo 

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  3. Io sono alla seconda visione. Credo che non sia importante quanto la storia sia simile ad altre, ma il modo in cui è rappresentata. Le nostre vite hanno punti convergenti, ma il mio racconto può essere peggiore del tuo, magari perchè a te è capitato a ney york ed a me sulla salaria :)

    La potenza di questo film è nell'immagine, ma anche nella rappresentazione dei sentimenti puri. Lo trovo, più che altro, un film per sottrazione.

    PINK

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  4. Insomma si può vedere con molta calma e attendere che la calca diminiuca. 'Ste ordate di ragazzatti che ululano durante i 3d non li reggo....

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  5. utente anonimo18 gennaio 2010 13:39

     ha passato la revisione questo template! ^_^

    Padovano.

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  6. daniele:
    Si vede che era predestinata...

    Padovano:
    Dormirò meglio questa notte

    ItalianPsycho:
    Guarda si, direi che si può vedere con molta calma. Comunque non è brutto eh e poi lo immaginavo benissimo che fosse un trionfo di tecnologia ma una fuffa di contenuti.

    PINK:
    Seconda visione?! Uh Gesù! Io non so se ce la farei a guardarlo una seconda volta, è un po' come un giro sulle montagne russe, la prima volta emozionano e fanno venire un buco allo stomaco, alla seconda volta già non mettono più questa grande paura...

    Carlo:

    In questo caso il 3D è ottimo, fidati.

    Thio:
    Si, direi che il tuo riassunto è convincente.

    AtenaGlaukopis:
    Corretto.

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  7. era ciò che sospettavo. esattamente la stessa riflessione che mi venne uscendo dal cinema dopo aver visto titanic, insomma.

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  8. utente anonimo18 gennaio 2010 19:03

     Ma Cameron quello di Leo&Kate? Oh gesù.. no questo non doveva farmelo...

    MPulce

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  9. utente anonimo18 gennaio 2010 22:10

    Andrò a vederlo in settimana.
    Carlo

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  10. utente anonimo19 gennaio 2010 03:04

    Sono appena uscito dalla sala, visione 2d superclassica.
    Il mio di cuore l'ha toccato. Non la trama, non gli attori, non la recitazione. Qualcosa di più sottile, profondo. Di ancestrale, vogliamo dire?
    E lo dico, allora.

    E' un mondo, quello di Pandora, molto più simile a quello in cui viviamo di quanto si pensi. Forse il pregio di Cameron è proprio quello di ricordarci, attraverso la sua visionaria immaginazione, su quale incredibile miracolo poggiamo i piedi ogni giorno.

    Raphael



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  11. Ho letto la tua recensione. Beh non so ancora se la condivido perchè non l'ho visto ancora il film, ma dubito... In ogni caso leggendo anche questo post, oltre al commento su kblog, capisco un po' meglio la tua opinione. Beh, guarda, quando avevo visto il trailer mi sono detto:"ma figurati se vado a spendere 1 euro per questa porcata di storia trita e ritrita!", poi un po' per l'entusiasmo crescente, un po' per essermi informato meglio sulla realizzazione del film, ora sono stracurioso! Probabilmente rimarrò anche io dell'idea che sia una trama banale e che forse il cuore non lo scalderà, ma allo stesso tempo credo che le emozioni me le darà l'aver esperito un traguardo del cinema e della tecnologia! :)

    Claudio

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  12. utente anonimo20 gennaio 2010 03:09

    madonna Boccona che periodi lunghi,,,,ti consiglio di utilizzare qualche punto o punto e virgola in più...anche buttati a caso!!!
    non sei Marvel Proust!!

    concordo...stavo per movitare per il 3D, impazzito per la resa di Pandora ma Scelta d'Amore con Juliona è quasi un triller rispetto ad Avatar!!

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  13. Baracca:
    Scelta d'Amore era un signor film.
    Non sai che pianti!

    Claudio:
    Asetto allora il tuo parere dopo averlo visto.

    Raphael:
    Ti assicuro che la visione in 3d sarebbe stata ancora più spettacolare. Per la prima volta un 3d che non fa venire mal di testa. Però tutta questa profondità di cui parli, a me è sembrata un po' troppo melensa, ma saranno gusti.

    Carlo:
    Bravo.

    daniele:
    Pare quindi che sono stato molto banale a seguire il trend del momento. Ma forse sono uno che non si accontenta della trama di un film di Vanzina, soprattutto s eil contorno è fantasmagorico.

    MPulce:
    Già, Cameron quello di Leo e CicciaKate... e riesce a piazzare una storia d'amore straziante anche in questo film.

    Roccia:
    Si, anche a me ha ricordato molto Titanic come sensazioni. Sono uscito dal cinema con ancora con l'ansia in corpo della nava che affondava, ma poi mi tornavano in mente Jack e Rose e il loro Cuore dell'Ocena, l'unica cose che riuscivo a pensare era un "mafatemiilpiacere!"

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  14. utente anonimo20 gennaio 2010 13:12

    Quasi quasi mi metti la curiosità di andarlo a vedere anche in 3D... ma forse sarebbe troppo.

    Per me la profondità del film è indiretta, sta tutta nel modo in cui fa passare per immaginario un mondo fatto di cose reali. Leggo dappertutto commenti circa le "creature fantastiche", e non posso fare a meno di sorridere, pensando alla foresta fatta di Spirografi comuni nei mari del Mediterraneo, o ai semi dell'albero della vita, diretta rappresentazione delle creature bioluminescenti che abitano normalmente gli abissi marini.

    Lascio stare il messaggio più palese, quello che tu definisci "ecologista" ma che in definitiva lo è in maniera eterodossa (banalmente: il concetto di "morte rispettosa" non esiste nell'idealismo ecologista propriamente detto, né tantomeno nei reflussi più o meno fanatici che ne sono l'esito più inutile), perché secondo me non è così importante. E' un film talmente pieno zeppo di citazioni e riferimenti che ad elencarli tutti non basterebbero due blog, e chiunque potrebbe trovare appigli per questa o quella visione, per cui non ne metto in discussione ne

    La trama è ovvia e vecchia come il mondo, ma lo è dichiaratamente, e forse è anche per questo che regge tutto il contorno; personalmente ho trovato molto più fastidiosa una trama presuntuosa ma di fatto inconsistente come quella dell'ultimo "Sherlock Holmes", che è come un delle più recenti architetture di Gehry: un cartoccio di lamiere e muri storti fatto passare per genialità.

    Raphael

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  15. Raphael:
    bhé, considerato che il 3D è stato praticamente reinventato solo per questo film e che poi nel corso dei 13 anni di produzione glie lo hanno scopiazzato tutti i vari San Valentino di Sangue e compagnia bella, fino all'ultimo Christmas Carol... io direi che si, la visione in tridimensionale merita. Ma tu sicuro che te la senti di sorbirti di nuovo tre ore di film?

    E per quanto riguarda Gehry, non sono un suo grande estimatore, ma c'è da dire che se il cartoccio di lamiere è spazialmente funzionale, allora per me hai fatto il tuo dovere da architetto.

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  16. utente anonimo21 gennaio 2010 12:34

    Credo che troverò di molto meglio da fare per impiegare 3 ore della mia vita :oP e per stavolta mi priverò del bis!

    OT architettonico on:
    Su Gehry ci sarebbe tanto da dire e da puntualizzare, scusami per averlo tirato dentro forse a sproposito, ma è stato il primo esempio utile che mi è saltato in mente. Il riferimento era comunque alle ultime, ridondanti e ripetitive, funzionalmente carenti opere del Maestro. Dopotutto anche Wright ha fatto delle menate mostruose... ;o)
    OT architettonico off

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  17. utente anonimo23 gennaio 2010 02:53

    un commento da Londra!

    ...ti propongo un'analisi molto GENDER - il Master mi sta logorando!
    io visto il film ho pensato:

    ma com'è che gli americani riescono ad immaginare mondi fantastici in termi di animali, piante, fiori, nomi, cose e città e hanno così poca fantasia sulla rappresentazione degli alieni (ovvero umani alternativi)?

    gli omini blu sono la versione "migliorata" degli umani: sono alti una quaresima, hanno il culo scolpito di chi si ammazza di palestra ogni giorno, gli occhi da gatto ma la "tartaruga" di addominali...
    lei ovviamente è una gnocca paura, stacco di coscia, vitino da vespa e tette sode, donna "vera" perché si comporta come un uomo, salvo che poi ha il cuore tenero e ovviamente non aspetta altro che il principe azzuro a cui rendere l'arco e le frecce. era quasi più emancipata cenerentola!

    michelle rodriguez è semplicemente rambo in versione femminile...e l'unico altro personaggio femminile è sigourney, che dà sapore alla storia come un cetriolo nell'insalata....

    i teneri omini blu sono tutti rigorosamente etero, perché nemmeno tra gli alieni riusciamo ad immaginare un mondo meno eteronormativo. figuriamoci!
    e la metafora dello pterodattilo, con jake che diventa capo tribù e si riabilita agli occhi di tutti perché doma l'uccello più grande? un chiaro ed evidente simbolo fallico...

    delirio a parte, troppi troppi stereotipi! possibile che nemmeno il 3D ci regali un mondo con canoni un po' meno soffocanti?
    inventiamoci nuovi modelli, nuovi eroi e nuovi mondi davvero!

    scusa se ho approfittato del tuo blog per questo sfogo...
    a presto
    V.

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  18. Gender V.:
    Questa è senza ombra di dubbio, l'analisi di Avatar migliore che abbia mai letto. Hai troppo ragione su tutto.

    Claudio:
    Se ti addormenti dipende sempre dal film. Io sono di questo parere.

    Raphael:
    Si, si, ma infatti rimaniamo a parlare di Gehry come fossimo due massaie dal parrucchiere...

    Ballestrero:
    Lo ho visto a Roma al cinema Maestoso, mi pare si chiami così.
    Ora mi segno il tuo blog tra i link, mi hai conquistato con il post sull'utilizzo dei bicchieri. Talmente inutile da essere geniale.

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  19. la trama? ma io dico, cercare la trama in Avatar è come lamentarsi dei dialoghi in un film di Tatì! Il senso del bello non rispetta alcun canone, di conseguenza può piacere un film in cui la trama (sebbene ci sia e mi stupisco che nessuno accenno al forte richiamo ecologico e la grande critica all'interventismo USA) è marginale a favore di un viaggio meraviglioso.
    La domanda quindi non è tanto perché i Na'vi assomigliono così tanto agli esseri umani ma perché le finocchie devono sempre essere così critiche!!:)
    INSY

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