Alexander McQueen si è suicidato



Il mio amico Biagina ha un sogno; arrivare un giorno a lavorare al fianco di Alexander McQueen e mi dice sempre che McQueen è lo stilista più talentuoso del momento e che tutte le sue sfilate sono veri e propri spettacoli teatrali e i suoi abiti sono puro genio e addirittura per diminuire la distanza che lo separa dal suo sogno, ha deciso di lasciare la famosa casa di moda per la quale ha lavorato per tanti anni qui a Roma, per accettare una nuova offerta di lavoro a Londra dove tra parentesi, vive il suo delizioso ragazzo. Ebbene, il ragazzo lo ha lasciato due settimane fa e McQueen oggi ha deciso di impiccarsi. Si può essere più sfortunati?

Lo stilista Alexander McQueen è morto questa mattina. Magari qui in Italia la notizia non ha particolare risalto, però Alexander era il più importante stilista del Regno Unito, un po' come se qui da noi morisse... che ne so, Armani o Valentino; solo che lui aveva appena 40 anni e non centosedici come in nostri stilisti italiani. Le prime indiscrezioni parlano di suicidio e sul web c'è chi afferma che lo stilista si sarebbe impiccato perché non ha sopportato la morte della madre avvenuta solo una settimana fa e c'è anche chi afferma che non avrebbe mai superato la scomparsa della cara amica Isabella Blow, giornalista di successo che l'aveva scoperto e lanciato nel panorama della moda e anche lei morta suicida nel 2007. Ma queste sono solo scuse di chi vuole trovare a tutti i costi una giustificazione ad un gesto così folle che poi impiccarsi non è neanche una cosa tanto semplice che uno ci deve pensare bene e hai bisogno di preparazione e di organizzazione e deve trovare il punto migliore e non è come prendere una pistola e premere un grilletto e bum.
Alexander è stato un vero genio della moda, le sue sfilate sono sempre state grandi momenti di teatro e gli show più attesi ad ogni stagione e nel 1997 aveva realizzato la passerella più dispendiosa della storia della moda e nel '99 aveva arruola la modella Aimee Mullins, amputata delle gambe e nel 2005 aveva proiettato l'ologramma di Kate Moss in passerella dopo che molte case di moda l'avevano scaricata per lo scandalo cocaina e solo qualche mese fa, aveva mandato in scena la sfilata più rivoluzionaria degli ultimi dieci anni, con la presentazione delle discusse scarpe armadillo altre 30 cm e riprese da Lady Gaga nel suo video "Bad Romance".
Ma oltre ad aver dato nuova vita alla moda britannica conquistando prima tutta l'Europa e poi tutto il mondo, Alexander si era sposato ad Ibiza con il suo compagno George e con una damigella veramente d'eccezione; la super modella e amica Kate Moss e effettivamente per essere amici di Kate Moss, tanto sani non bisogna essere che io lei la immagino come una isterica con sbalzi d'umore e attacchi di panico, ma questa è un'altra storia.
Alexander McQueen è morto e lascia un impero miliardario senza sovrano, una nuova collezione pronta che sarebbe dovuta uscire il prossimo 9 marzo e un grande punto di domanda: è questo il prezzo che bisogna pagare per essere un genio in un mondo di mediocri?
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17 commenti:

  1.  Non ci credo. Lo adoro da quando curò la cover di Homogenic.

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  2. Non vorrei esser nei panni di biagina...già è difficile tenersi un ragazzo nella stessa città figuriamoci a quella distanza...per non parlare del lavoro ( tipicamente gay ma vabbè)....a questo punto che tentasse di diventar la sarta della regina...

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  3. Requiescat in pacem.

    Però la frase sui geni in un mondo di mediocri mi è familiare :)
    e ti diro... preferisco rimanere mediocre se il prezzo da pagare è un'infelicità come questi bei personaggioni :D

    Matt

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  4. Spesso la genialità e la creatività ad altissimi livelli sono il frutto di una sensibilità e di una visione della vita assolutamente al di sopra ed al di fuori del comune sentire, ed un simile tasso di sensibilità porta facilmente con sè una fragilità altrettando fuori dal comune, difficilissima da gestire.
    Barone  

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  5. Barone:
    Ecco, hai espresso perfettamente quello che intendevo con l'ultimo punto di domanda.

    larvotto:
    Si, dispiace anche a me... però a dire il vero le sue cose costavano talmente tanto che non mi sarei potuto permettere neanche uno straccio da spolvero... quindi in linea di massima la mia vita prosegue senza troppi scossoni.

    Matt:
    Si, oggi mi piace la parola mediocre.

    utente anonimo #3:
    Lascia stare il lavoro tipicamente gay di Biagina, è uno bravo lui, non la solita finocchia matta per le griffe.

    Starsimo:
    Ti sono vicino in questo momento difficile...

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  6. Poverino. Ma meglio lui di me...

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  7. Me pare na bella stronzata quella scritta da barone..ma proprio bella forte..

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  8.  siamo tutti mediocri agli occhi del nostro Signore...


    santa madre teresa ( il ritorno)

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  9.  Ma parla per te ( riferito a suor teresa)


    favolosamente - IO

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  10. post No. 11

    Efy

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  11. favolosamente - IO:
    Eheheheh.
    Fa il bravo suvvia.

    EFY:
    Sei troppo scarso, capisco che a vederlo in foto può non dirti nulla, ma almeno di nome lo hai sentito spero!

    utente anonimo #9 e 10 (santa madre teresa):
    Amen!
    Io invece la penso come Barone e comunque ha semplicemente detto che spesso la genialità è accompagnata da una sensibilità difficile da gestire, non ha mica detto che piscia dal ginocchio.

    zagial:
    ...ma son cose da dire?!

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  12. Grazie Lord.
    E comunque, almeno io le stronzate che scrivo le firmo...
    Barone

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  13. Non penso avesse a che fare con il lavoro; era un genio, ma non inespresso, disegnava le collezioni più surreali e fantastiche ricevendo sempre il plauso di tutti, la mediocrità delle gente quale effetto poteva avere su di lui? A parte vedere le proprie creazioni indossate da  Victoria Beckam...?

    P.Brown

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  14. P.Brown:
    Ma la medocrità come la intendevo io, non era intesa alla sfera lavorativa, era da intendere che quando hai una sensibilità molto pronunciata, sei portato a farti molte domande e da questo può scaturire un malessere interiore. Poi ovvio che la genialità si esprime attraverso il lavoro e in questo caso creare vestiti era la sua forma d'arte... però da che mondo è mondo, gli artisti son sempre un po' infelici.

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  15. Ho capito quello che intendi ma non ne sono persuaso fino in fondo; magari sappiano che gli artisti hanno delle vite più tormentate semplicemente perchè sono personaggi dei quali ci sono note le gesta, dietro ai casi di suicidio di persone comuni come non mai credo ci siano meccanismi non tanto diversi; non so nemmeno se affidarmi alla statistica (suicidi vip vs suicidi gente comune stile Ciao Darwin)per non banalizzare e razionalizzare un argomento del genere che è complicato di per sé e del quale non riesco a farmi un'idea d'insieme concreta e valida.
    Facciamo che ne riparliamo al prossimo suicidio.

    P.Brown


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