Icone Gay - part.1


Durante il periodo del catechismo, il prete ci fece comprare delle tavolette di compensato 21x29,7 cm, sulle quali attaccammo delle immagini sacre che lui ci aveva fornito. A me capitò una madonna con un velo rosso sul capo e il Bambinello tra le braccia. Attaccammo le immagini alla tavoletta di compensato con il Vinavil e poi il prete ci mostrò come frastagliare i bordi con il taglierino per dargli un effetto anticato. Avevamo appena confezionato una splendida icona. La domenica vendemmo le nostre tavolette alla gente che usciva dalla messa. Forse da qualche parte, c'è ancora una vecchietta che prima di addormentarsi, guarda la mia icona e si fa il segno della corce.

Icòna s. f. [dal greco εικονίδιο – immagine]
1. Immagine sacra (rappresentante il Cristo, la Vergine, uno o più santi) dipinta su tavoletta di legno o lastra di metallo, spesso decorata d'oro o argento, tipica dell'arte bizantina.
2. In informatica, nei sistemi operativi dotati di interfaccia grafica, piccola immagine che rappresenta in modo simbolico un comando, una funzione o anche un programma operativo, che appare sullo schermo di un computer (spesso con le caratteristiche di un pulsante).
3. Figura o personaggio emblematici di un'epoca, di un genere, di un ambiente. Può essere usato per indicare una persona come modello da seguire negli ambiti più diversi di una società: cultura, spettacolo, politica, economia, sport, eccetera.

Dunque, sia nell'ambito religioso che in quello informatico o sociale, l'icona è un qualcosa messo lì per rammentarci un percorso; che sia un bottone attraverso il quale arriviamo ad un programma o un immagine che ricorda la bontà di un santo o un personaggio che si è distinto per qualche buon motivo, l'icona è un modello da seguire.
Benché questo risultato non mi sorprenda affatto, rimango però perplesso pensando alle icone di cui il mondo omosessuale si è circondato nel corso del tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri. Audrey Hepburn è sicuramente un'icona gay (lo dice anche Wikipedia) e effettivamente si è distinta per il suo impegno sul lavoro che le è valso un Oscar e anche una stella sull'Hollywood Walk of Fame (1652 di Vine Street), ma quella l'hanno data anche a Lassie e Rin Tin Tin (non sto scherzando, l'hanno data veramente e sono posizionate rispettivamente al 6368 Hollywood Blvd e al 1623 Vine Street) quindi non so quanto faccia testo. Ma oltre alla carriera artistica, Audrey si dedicò così tanto al lavoro umanitario, da essere nominata ambasciatrice ufficiale dell'UNICEF e quindi sì, probabilmente Audrey Hepburn è un'icona da seguire. Anche Britney Spears è considerata un'icona gay (lo dice sempre Wikipedia) e effettivamente in comune con la Hapburn ha una stella sulla Walk of Fame (6801 Hollywood Blvd), il che la accomuna anche a Lessie e Rin Tin Tin. Però Britney ha fatto un video vestita da adolescente sexy e ha inciso molte canzoni che fanno muovere le chiappe alle finocchie in discoteca e poi è impazzita e poi è rinsavita e poi è impazzita di nuovo e quindi mi pare una buona motivazione per entrare nell'olimpo delle icone gay.
Ma come si diventa un'icona gay? Questa è una domanda che da anni attanaglia gli studiosi di marketing che hanno ben capito quanto il mercato delle icone gay sia redditizio, ma probabilmente è più facile scorpire la formula per tramutare il piombo in oro, piuttosto che rispondere alla domanda: perché un personaggio diventa un'icona gay?
Fondamentalmente la cultura gaia, associa il termine di icona sempre più di frequente ad una figura particolarmente popolare e seguita dai media, che si sia distinta in qualche modo per il suo stile o il suo look stravagante o anche per il suo tenore di vita invidiabile e sopra le righe. Nella cultura pop del nuovo millennio, basta avere dei vestiti glitter e essere un po' trasgrassivi, per apparire sulle pagine dei giornali e conquistarsi un ampio numero di ammiratori appartenenti alla comunità LGBT; da qui a diventare un Dio, il passo è breve.
È stato così per David Beckham (no, a lui la stella sulla Walk of Fame non l'hanno ancora data) che gli è bastato sposare la Posh Spice per diventare un mito, mettiamoci poi un paio di sorrisi sornioni davanti alla telecamera, un taglio di capelli pazzarello che cambiava di partita in partita e una campagna pubblicitaria per Armani underwear e eccolo lì che diventi un icona gay anche se poi magari i gay li odi e gli metteresti le dita dentro al minipimer così, solo per passare un paio di ore durante un noioso pomeriggio estivo. Sì perché in fin dei conti alle icone gay, non si chiede di diventare ambasciatori del movimento di liberazione omosessuale, ma solo di sorridere alle telecamere e di riempire le pagine dei giornali di gossip e più copertine ti fanno e più scali le classifiche delle icone gay. Sono rari i casi in cui le icone gay, si siano realmente schierata a favore degli omosessuali. Un esempio è Kylie Minogue che ha spesso appoggiato la comunità omosessuale durante manifetsazioni o interviste e poi ditemi voi se non è pro-gay, mettere nei concerti maschioni fisicati che ballano e si spogliano e addirittura si fanno la doccia sul palco che insomma, se non lo fai per far sbavare i gay, allora sei solo una sgualdrina.
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15 commenti:

  1. bastardo! avevo annunciato che avrei scritto un post sulle icone gay e tu non solo mi freghi l'idea ma addirittura lo scrivi in due parti... Ora preparo un bambolotto a forma di Lord e gli infilo qualche spillo. No, non dove ti piacerebbe.

    Roccia

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  2. Quell'esibizione di Red Blooded Woman mi fa sbavare tutte le volte che la vedo...

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  3. Riguardo alle stelle sulla Walk of Fame, quando sono stato là ahimè molti anni fa, mi pareva di aver capito che più o meno chiunque possa averne una, basta pagare (e forse avere in qualche modo a che fare con il mondo dello spettacolo, ma non ne sono così sicuro). Cioè potrei averla pure io che ho recitato a teatro alle superiori.

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  4. utente anonimo5 febbraio 2010 13:21

    Ciao Eugenio! Madòò non avevo mai visto l'esibizione di quella canzone di Kylie. Ma come gli é venuta in mante? E poi che c'entra con la canzone? Sono curioso di leggere la seconda parte.

    Alessio

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  5. Le strade che portano all'iconicità gay sono infinite. Tuttavia un po' di sana iconoclastia non sarebbe male. Come dire.. mi hanno rotto le palle un po' tutte

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  6. Premetto, per me icona visiva, musicale, è David Bowie. Se si parla di cultura pop, poi approvo la Minogue (bella lei e bellissima voce), Cher, la Gaga, i Gossip, per dire, sono eccentrici, si fanno ballare bene e han fatto qualcosa/militano pro lgbt.
    Ma non riesco neanche a immaginare Brittany, beckham&co come icone di qualcuno che non sia ragazzina dodicenne. Certo, sono famose, per pseudotrasgressioni, trash e tanto glitter… quindi? In concreto cosa fanno, più che aumentare l'idea del gay-macchietta? Ai posteri l'ardua sentenza! :P

    Chris

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  7. Chris:
    Sì, anche david Bowie c'è nella lista delle icone gay di Wikipedia.
    E condivido anche il discorso su Britney e compagnia.
    La però tant'è... non possiamo farci nulla, l'argomento icona gay è vasto e per questo non si può esaurire ocn un post e probabilmente non si esaurirebbe neanche con un blog dedicato...

    Jimmuzzu:
    Lo dici a me che sono andato una volta al concerto di Madonna solo perché ci andavano anche gli amici!
    Il discorso è che c'è tanta confusione tra l'essere icona e l'essere... bho, altro che non saprei come definire. Ma di questo ne parleremo meglio nella seconda parte.

    TOTILLAF (slog):
    Pure tuo cugino però! Se pre ad andare in giro nudo nel parco... è normale che qualcuno non gradisse.

    AtenaGlaukopis:
    Nonna Papera avrebbe tutti i presupposti per essere un'icona gay data la sua esperienza in cucina al pari di quella di Suor Germana (anche lei famosissima icona gay). Ciccio era finocchio, mentre Clarabella è visibilmente un transessuale. Quindi si, approvo il fatto che diventino tutti e 4 icone gay.

    Alessio:
    Eugeniooo?? Chi è un amico tuo questo Eugenio? Per questa volta chiudo un occhio, ma vatti a ripassare il mio nome...
    Comunque quell'esibizione di Kylie è top.

    signorponza:
    Ma veramente? Ma mica la sapevo questa cosa! Allora devo informarmi, perché anche io ho recitato alle superiore... e cantato al saggio delle medie... e vogliamo parlare dei Lord Mimo Quiz che è pura avanguardia cinematografica? insomma, un'artista poliedrico come me deve avere una stella sulla Walk of Fame!

    zagial:
    Si, quell'esibizion è pazzesca.

    Roccia:
    Se, vabbé! Allora io dieci anni fa ho detto che volevo scrivere una cosa sui Maschioni nel web e la fenomenologia delle foto da chat.
    E poi era due settimane che nella colonna di destra avevo la fotina delle icone gay come prossimo argomento. E non dire che non ci avevi fatto caso!
    Comunque son sicuro che se vorrai, ne potrai parlare ugualmente in modo interessante umiliano le mie riflessioni da scolaretto.
    Anzi, guarda, se vuoi la seconda parte del post, la faccio scrivere direttamente a te che dici, sei all'altezza?

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  8. utente anonimo5 febbraio 2010 20:18

     Scusami Lord!!! Ma mi ricordavo in un tuo vecchio post, che affermavi che ti chiamavi così. Sorry! E allora qual'é il tuo nome esatto?
    Ciao!

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  9. utente anonimo6 febbraio 2010 02:16

    Non vorrei dire una cavolata ma ripensando alle icone ormai "adulte" (quindi fuori Britney che ci piace solo perchè ci ricorda che leggevamo - illudendoci -il Cioè delle amiche ) mi pare che sia ricorrente nelle loro storie sempre almeno una relazione (anche amorosa) o una condizione di vita pregressa contraddistinta dalla drammaticità, dal dolore e dall'infelicità e capace di segnare per sempre la loro vita. Tanto che poi la loro reazione ( o rivalsa) a questa drammaticità diventa talmente esasperata che passa dall'essere vera (e quindi un sentimento che accomuna tutti gli esseri viventi, ma nel loro intimo) all'essere una grande, plateale ed eccessiva rappresentazione che assume tutti i colori dram(m)a che ci piace tanto. E credo che sia per questo che le icone gay vengano del mondo dello show mentre non lo sono ad esempio donne che sono davvero impegnate nella causa gay, perchè in fondo il loro dolore rimane troppo simile al nostro, rimane troppo quotidiano, come la differenza tra leggere un'ansa su un delitto e leggerlo raccontato da Lucarelli. Se questo è vedere solo l'apparenza delle cose non lo so.
    (chiedo scusa per avervi tediato :-)

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  10. No, sinceramente non l'avevo vista l'iconcina sul tema futuro del blog (e neanche ora la trovo, sorry). Comunque non mi permetterei mai di privartmi della seconda parte del tuo post, perché i tuoi post mi divertono, quindi sarei sciocco a scriverlo io al posto tuo :) Piuttosto finisco di scrivere il mio, ché orami l'avevo iniziato, citerò e linkerò il tuo e cercherò di non ripetere le considerazioni che hai già fatto tu. Diciamo che stavolta facciamo un megapost distribuito su 2 blog. Anzi, per me la cosa si potrebbe anche ripetere in futuro, mettendosi d'accordo prima, senza aspettare i casi di serendipità :)

    Roccia

    PS: Però Eugenio come nome non è male. Sa di nobiluomo di inizio secolo eheheh

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  11. Se nella seconda parte del post non citi Gegia  ( soprattutto quando interpretava  Caramella nella serie Professione Vacanze con Jerry Calà)come icona gay, giuro che scopro dove abiti e il giorno del tuo compleanno anzichè portarteli su un vassoio i cupcakes (che sono costretto a prepararti per tutti i consigli che mi stai dando sull'aviatore) te li tiro uno ad uno , e se non mi sbaglio dovrebbero essere 31!
    Gentucco Grovacca

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  12. Anch'io dovrei verificare, ma sono quasi sicuro. Direi che quindi l'unica cosa che ci manca (o che mi manca, non so), sono i soldi al momento.

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  13. signorponza:
    Vabbé, fammi sapere quanto mi costerebbe... magari me la faccio regalare per il compleanno, non sarebe proprio un'idea originale?

    Gentucco Grovacca:
    Niente Gegia. Però prima che ti presenti qui aarmato di spranghe... ti dico che forse scrivo pure una terza parte. Forse.

    Roccia:
    Comunque la cosa mi lusinga... mentre tutti parlano del caso Morgan a Sanremo che sinceramente chissene, noi ci siamo ritrovati in sintonia sul parlare sulle icone gay. Nessuno dei due argomenti salverà l'umanità, ma quanto meno dimostra che non di sola TV vive l'uomo. Anche se io te lo dico, Sanremo me lo guardo volentieri e non scaperete dalle Sanremoriflessioni.

    PS
    Eugenio si chiama il compagno di mia madre e no, non mi piace proprio.

    utente anonimo  #12:
    Credo che la tua analisi sia molto appropriata e mi ha ispirato per scrivere le icone Belle e Sfortunate.
    (Comunque i commenti non tediano mai... almeno quando sono intelligenti).

    Alessio:
    Oddio, ma lo sai che mi vergogno a dire il nome vero... sono tanto scemo?

    AtenaGlaukopis:
    Si, lo conosco quel blog. E' anche nella mia lista di link.

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  14.  cioè, in pratica hai scritto questo post per parlare di me e delle mie passioni!!!

    Icona gay sempre e comunque! C'ho fatto pure un sito... 

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