Miami Beach pt.2

Miami è un vero troiaio.
Ecco. Ma facciamo un piccolo passo indietro e concedetemi ancora due minuti di informazioni noiose. Miami è ad un tiro di schioppo da Cuba; questo ha fatto sì che in seguito alla rivoluzione cubana del 1959, moltissimi esuli cubani cominciassero ad arrivare in Florida ma tipo che arrivavano a secchiate e si stanziarono nel quartiere di Riverside, che da allora prese il nome di Little Havana. La comunità ispanica cominciò a diventare predominante e lo spagnolo ad essere la lingua più comune. Ecco spiegato il perché a Miami tutti sanno lo spagnolo e anzi, alcuni parlano solo spagnolo. Nel 1980 Miami fu protagonista di un secondo grande flusso migratorio e in particolar modo questa volta i migranti arrivarono da Haiti e si stanziarono in quello che poi divenne il quartiere di Little Haiti.
Vi racconto questo per quale motivo? Perché negli anni, si è generata a Miami una società completamente multirazziale, con una popolazione costituita da neri e da ispanici e da bianchi e una tale moltitudine di colori e di lingue e di diversità che ha influito in maniera sostanziale sulla mentalità della gente e ha fatto si che Miami, come forse nessun'altra città degli Stati Uniti, sia particolarmente aperta e tollerante e disinibita, anche da un punto di vista sessuale.
Ed ecco che quindi torniamo a monte: Miami è un vero troiaio.

La città degli eccessi.
Miami Beach è una città dove si respira un'aria da film hollywoodiano. Vai a capire per quale motivo, c'è una concentrazione di palestrati e muscolosi che neanche in uno spogliatoio della nazionale di rugby e le ragazze hanno le tette talmente rifatte che anche i manichini dei negozi ormai li fanno con due bocce grandi come cocomeri. I negozi di tatuaggi si susseguono uno dopo l'altro e se non hai almeno un braccio tutto tatuato non sei proprio nessuno e non a caso proprio qui hanno ambientato la serie televisiva Miami Ink (chi ha Sky sicuramente l'avrà vista almeno una volta). Si vedono ragazzi sullo skateboard che sfrecciano sui marciapiedi e travestiti che camminano spensierati nei loro vestiti eccentrici e poi macchine di lusso parcheggiate ovunque e Ferrari e Lamborghini come fossero Panda o Clio e diciamoci la verità: Miami è un po' la patria dei supercoatti. Le ragazze escono a tutte le ore del giorno e delle notte in costume da bagno su zeppe vertiginose e poco importa che tu abbia il fisico di Gisele Bundchen o quello di Oprah Winfrey, perché a Miami un paio di culotte dorate non si negano a nessuno e poi ti guardano fisso negli occhi e ti sorridono ammiccando con fare sensuale e aspettando una reazione. I ragazzi sfrecciano sulle loro Lamborghini gialle con la musica sparata a tutto volume e i cerchi in lega modificati scintillano sotto i raggi del sole e vi giuro che ho visto scene che neanche in un video di Snoop Dogg. Questa coattagine è talmente contagiosa che il Sir ha chiuso le magliette in valigia e per una settimana intera ha indossato solo canottiere e io a fine vacanza camminavo molleggiando e salutavo al suono di Yo Yo!

 
 
  
   
(...continua)
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About Lord79

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13 commenti:

  1. utente anonimo28 luglio 2010 10:41

    Mi vengono un pò in ment New York o San Francisco dopo che ci sono stato. Città bellissime, dove nessuno ormai parla più di integrazione, tanto l'integrazione è la norma. Una meraviglia per i turisti.....ma viverci?

    Max

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  2. Santa pazienza, è verooooooo . . . . . i manichini con le tettoneeee !!!!!! Si le avevo rimosse dalla mia mente.
    Concordo sul fatto che sia un troiaio . . .   tanta ma veramente tanta disinibizione.
    Anche i semplici genitori che incontri sul lungomare non sono poi tanto normali . . . Beh dopo aver visto un papà che spingeva un passeggino sfrecciando con i roller ai piedi noncurante del terrore scolpito sul viso del bimbo (sembrava si fosse pettinato con l'alto voltaggio poverino) direi che anche in quello ho notato che sono molto "alternativi".

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  3. Io non mi sono mai mosso da Europa e Africa, quindi mi metto in un angolino a bocca aperta e ascolto tutto con fare meravigliato.

    Ah, ultima cosa: voglio il negrone!

    Matt

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  4. utente anonimo28 luglio 2010 11:49

    La lambo gialla è un moscerino nell'occhio pero'!

    daniele

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  5. utente anonimo #5:
    Ciao.
    L'abbronzatura stupenda già sta lasciando il posto ad un colorito grigio, maledetta città!
    Gli altri aggiornamenti arriveranno a breve.
    Se vuoi scrivermi in privato, per adesso puoi utilizzare la mail di Splinder (la trovi nella prima colonna in alto sotto il disegno del cilindro cliccando sulla voce "contattami".
    Mi dispiace, ma la mia politica personale è quella di non dare la mia posta privata senza prima essermi assicurato che non mi ritroverò poi messaggi di serial killer che vogliono uccidermi.
    Quindi intanto per conoscerci puoi usare la posta che Splinder mette a disposizione.
    Saluti.

    daniele:
    Se hai la Lamborghini gialla, sei veramente troppo coatto.
    E io ti stimo.

    Matt:
    Credo ci sia la fila per il negrone...

    Pimpulu79:
    Nella prossima puntata i racconti sulla vita gay.
    E ce ne è da dire....

    Max:
    A San Francisco ci vivrei eccome.
    Pure a New York.
    A Miami Beach invece mi sa di no... fa un po' troppo località di vacanza.

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  6. reportage  frizzante as usual! ti ricordo che oltre a miami ink (che in effetti chi ha sky per qualche oscuro motivo ha visto almeno una volta anche se non gliene può frega' de meno...) nei gloriosi anni Ottanta ci girarono anche Miami Vice che fu un vero e proprio cult anche a livello di "costume".... gli autori della serie erano talmente fissati con un determinato stile che facevano anche ridipingere interi palazzi con colori che si intonassero alle magliettine di don jonshon....

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  7. Infatti la bocca aperta era per il negrone cmq... quando arriverà il mio turno :P

    Matt

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  8. interessante reportage.
    mai stata da quelle parti...

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  9. utente anonimo28 luglio 2010 23:04

    Anche tu arrivato dalle ferie...pure io..ma dalla romantica Parigi...che ha poco di romantico visto che ho litigato tutto il tempo con il mio ragazzo..
    Bene Sarai contento che son pronto a commentarti tutto..infastidendoti come sempre in attesa di ripartire di nuovo ;)

    Ammazza ma son proprio coatti e cip li a miami beach , non la facevo cosi..pensavo fosse snob..in fondo se ci va la Ventura e rubicondi un motivo ci sarà!!
    Belli i manichini..per lo meno..sono una buona propaganda contro l anoressia...
    aspetto il post gayshioo



    favolosamente-IO

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  10. utente anonimo28 luglio 2010 23:43

    Io invece amo Miami, ci sono stato spesso e penso che qualche giorno lo passero' pure quest'anno prima di volare agli Hempton's. In fondo credo che ognuno possa trovare ciò che cerca anche, volendo, relax e riposo.
    Complimenti per il blog, ciao.

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  11. utente anonimo30 luglio 2010 02:37

    uh dovevo andarci anche io ma alla fine nulla :( mi accontenterò dei tuoi racconti!!!

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  12. utente anonimo30 luglio 2010 17:00


    dove si "compera" quel bel cioccolatino con costume blu con tanto di croce bianca sul "ben di dio" che hai postato nelle foto....? no, dimmelo che lo voglio sapere, subito! :)

    un tuo fan lettore che ti scrive per la prima volta.

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  13. utente anonimo #17:
    Ma un nome ce lo avrà questo fan che scrive per la prima volta?
    Eddai sù!
    Facciamo le presentazioni ufficiali...

    utente anonimo #16:
    Volevo scrivervi il seguito di Miami, ma sono stato un pizzico indisposto.
    Ora che mi son ripreso prosegui.
    A breve la terza parte!

    utente anonimo #15:
    Avoja. Il bello di Miami è proprio questo. Offre tutto per tutti.

    favolosamente-IO:
    Se ci va la Ventura... non può che essere una cittadina coatta.
    Ben tornato dalle tue vacanze.

    Ballestro:
    Guarda, forse un po' esagero con il paragone... ma io come stile di vita, l'assocerei a Las Vegas.
    Comunque adesso mi appresto a scrivere la 3a parte. Volevo farlo prima, ma so stato due giorni stroncato.

    Avedon:
    Io la consiglio come vacanza.
    Non ci sono grandi musei da vedere, però il modo per passare il tempo si trova.


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