Sorella, mio unico amore - Joyce Carol Oates



Sorella, mio unico amore
Joyce Carol Oates
€ 22.00
672 p.
data uscita 18/05/2009
Editore Mondadori




- Sara l'ho uccisa io, l'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta.
Questo non è un passaggio del libro, ma sono le agghiaccianti parole di Michele Misseri; testimonianza che ha ormai fatto il giro d'Italia, rimbalzando da un giornale all'altro e riassumono alla perfezione la terribile vicenda di Sarah Scazzi, trovata morta solamente ieri all'interno di in un pozzetto nella campagna di Avetrana.

Sorella, mio unico amore è solo un romanzo, eppure la storia che racconta Joyce Carol Oates è la trasposizione letteraria di un caso di cronaca realmente accaduto ed analogo alla recente tragedia di Sarah.
Nel dicembre del 1996 JonBenet Ramsey bambina di soli sette anni, fu assassinata nella sua casa. Il caso sconvolse l'America per la fama che aveva acquistato la piccola JonBent nel corso degli anni.
Io scopro solamente oggi, che digitando il nome JonBent vengo sommerso di risultati e trovo un video dove la sua storia è raccontata con atroce realtà e la visione del filmato è resa ancora più insopportabili dall'accostamento con la recente morte di Sarah (qui il filmato per chi avesse voglia di vederlo, e comunque di video simili ne trovate a centinaia).
Joyce Carol Oates prende spunto da questa vicenda di cronaca e tira fuori un romanzo coinvolgente a tratti. Siamo in una bella villa stile coloniale del East Coast americana e tutto il racconto vive grazie alla voce di Skyler Rampike, un bambino non privo di disturbi psichici e poi c'è il papà Bix sempre impegnato nel lavoro e la mamma Betsey testardamente decisa di entrare nella sofisticata e ricca società locale e infine c'è lei, la piccola e bellissima Bliss, promessa del pattinaggio su ghiaccio, vincitrice di numerosi concorsi e stella nascente che alla vigilia del suo settimo compleanno, viene trovata uccisa nella cantina della sua casa. Dopo quel momento solo l'inferno...
La storia è a tratti commovente, a tratti straziante, a tratti noiosa, a tratti appassionante. Quello che ho trovato insopportabile è il modo in cui viene raccontata e ovvero come se fosse una confessione del fratello Skyler sopravvissuto (nel vero senso della parola) alla tragedia e il personaggio di Skyler è costruito in modo eccellente e il ritmo del libro segue quello dei suoi disturbi psichici e quindi è a tratti confuso, a tratti sincopato a tratti con flashback che svelano lentamente la storia e lui si rivolge al lettore come aspettandosi una risposta e qualche volta divoro le pagine con la smania di sapere e qualche volta mi areno per le troppe chiacchiere inutili. Ecco. Il fatto che ci vogliano spacciare questo libro per un racconto confessione di Skyler, è secondo me il punto più debole. La ricerca della verità invece, è il punto di forza. Perché se il caso della piccola JonBent è ancora irrisolto (e ormai mai più si risolverà), la Oates nel suo romanzo opta per un finale differente e nonostante la sua sia una storia di fantasia, perché i personaggi e i fatti qui raccontati non ricalcano alla lettera gli eventi del 1996, non ci si può dimenticare che stiamo comunque parlando di una storia vera: la storia della bambina assassinata, più famosa d'America.
E allora non c'è spazio per la commozione, ma solo smarrimento.
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2 commenti:

  1. Ho capito ch eil libro non fa per me. Che se te ci hai messo 45 mesi per leggerlo, io è capace che mi areno alle prime pagine noiose...

    Però guardavo i video di questa JonBenét (ma che nome è?)... Ma come la conciavano poverina?

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  2. Ahahahah, ma non ci ho messo 45 mesi!!!
    Comunque in complesso, gli darei tre stelle su cinque, ecco.

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