27.2.10

Salto Mortale


Chi mi conosce mediamente bene, sa che non c'è nulla che io non sappia fare.
Almeno a parole intendo. Si, perché uno dei miei sport preferiti è quello di dire "...e vabbé, ma che ce vorrà mai? So' capace pure io!" e chi sta a contatto con me per una giornata intera, mi sentirà ripetere questa frase dalle cinque alle duecento volte e non cambia nulla se sto guardando Antonella Clerici che fa un uovo al tegamino a La Prova del Cuoco o se sto osservando i campionati mondiali di tuffi dalla piattaforma dei 10 metri; io continuerò a sostenere che non ci vuole nulla e che saprei fare altrettanto.
Non so dire con precisione da cosa possa scaturire questo mio delirio di onnipotenza e mi vengono in mente molti episodi della mia infanzia e... vi ho mai raccontato di quando ho fatto la mia prima verticale alle parallele simmetriche con volteggio e uscita con doppio carpiato in avanti? Si, vabbé, adesso son sicuro che starete tutti pensando che dico un sacco di cazzate e nessuno mi crederà, ma io ero un piccolo asso della ginnastica artistica e a tredici anni volteggiavo come l'impasto tra le mani di un pizzaiolo.
Quando scopri che in realtà non ci vuole nulla a fare un salto mortale, d'improvviso la vita ti sembrerà tutta in discesa. Saaaltooomooortaaaleee. È la parola stessa ad incutere terrore e fa presagire il peggio e infatti, se entrate in una palestra, non sentirete nessun atleta chiamarlo salto mortale, ma piuttosto back-flip o salto-giro-raggruppato; ma salto-giro fa così palestra russa anni settanta e quindi è meglio non usarlo e invece sentite come suona semplice back-flip. Sembra quasi di saperlo già fare. Back-flip! Insomma, io da piccolo il back-flip me lo mangiavo a colazione. Io se volevo ci andavo anche a scuola facendo il back-flip e neanche mi toglievo lo zaino dalla schiena e quando a tredici anni sai fare queste cose tra lo sgomento e l'invidia dei tuoi compagnucci di scuola che si sono appena iscritti al corso di judo per somigliare al ragazzo dal kimono d'oro, allora diventi automaticamente il loro idolo e ti chiederanno di fare il saaaltooomooortaaaleee pure a ricreazione, ma Suor Miriam ti vieterà di farlo per evitare di spaccarti la testa proprio durante la sua ora di lezione.
Quando sai fare il back-flip, la vita diventa uno scherzo e nessuno crederà mai che farlo è veramente una stronzata e basta rispettare alcune regole base per ricadere diritti in piedi sul punto di partenza ché i primi errori che commettono i principianti, sono di voltarsi all'indietro per guardare il punto di arrivo o di darsi un'eccessiva spinta all'indietro cercando di arrivare il più lontano possibile o di inarcare la schiena e trovarsi in una posizione a ponte con la faccia fracassata al suolo. No, per fare un ottimo back-flip bisogna darsi una spinta decisa verso l'alto aiutandosi anche con le braccia e poi portare le ginocchia al petto e chinare poco poco la testa all'indietro e sarà la forza centrifuga a fare il resto e senza neanche accorgervene, vi ritroverete a volteggiare in aria per poi ricadere nel punto di partenza. Si, ma non fatelo a casa se non volete passare il resto della vostra vita su una sedia a rotelle.
Quando a tredici anni sai fare il salto mortale, pensi che per giocare a tennis basti tenere la racchetta in mano o che per andare sui rollerblade, non servirà altro che un po' di equilibrio. La verità è che i miei rollerblade hanno ancora le ruote nuove, ché li ho messi un paio di volte e poi mi son reso conto che è troppo faticoso e i miei amici non mi hanno più invitato a giocare a tennis dopo che sono stato per un ora a lisciare e raccogliere le palle dal fondo del campo e temo che potrei farvi altri mille fallimentari esempi.
Domani andiamo sullo snowboard e ovviamente io sono l'asso dello snowboard e sono talmente abile, che i miei amici mi chiamano Biancaneve per quanto sono bravo! Ovviamente sono salito su uno snowboard solo una volta e da quel giorno sono passati circa dieci anni e mi ricordo che quella volta, son tornato a casa con più ferite di nostro Signore dopo la crocifissione. Ma questo non lo ho detto ai miei amici. Se non mi sentite entro due giorni, sappiate che è stato bello e vi ho voluto bene. O al limite provate ad accendere il telegiornale della sera che magari mi vedrete ruzzolare in mezzo a una slavina dato che in questo periodo alla televisione danno solo notizie di valanghe che non si capisce per quale motivo, fino a due settimane fa neanche sapevano pronunciare la parola va-lan-ga e adesso è un continuo di "Uomo travolto da una slavina..." e "Valanga uccide due sciatori...". Io dato che sono educato, intanto mi gratto; del resto a tredici anni facevo i salti mortali, che ci vorrà mai a scendere con una tavola sotto i piedi?

25.2.10

Isola Dei Famosi 7 - Prima Puntata




Qualcuno penserà forse che sono teledipendente e infatti è vero, sono teledipendente.
Inizia oggi la settima edizione de L'Isola Dei Famosi versione Nicaragua e io ho intenzione di guardarla tutta dalla prima all'ultima puntata anche se mi va in contrapposizione con Lost cazzarola e sebbene siano anche loro dispersi su di un isola deserta, stiamo parlando di tutta un'altra cosa e comunque tranquilli, Lost me lo potrò vedere domani in replica alle 23.00 su Fox.
Ma cosa ha questa Isola Dei Famosi di così interessante che da sempre si propone come reality più colto rispetto ai vari Talpa, Fattoria e Grande Fratello che vabbé, anche la televendita del Cuoci castagne Multiroaster Media Shopping sarebbe più colto del GF. Io son stato un sostenitore di questa trasmissione fin da quando si chiamava Survivor e lo trasmettevano su Italia1 nel lontano 2001 (e ce lo siamo visto praticamente in sette) e ok, il format era leggermente differente, ma la sostanza non cambia e quello che mi piace è il suo meccanismo a squadre e sopravvivenza dove i concorrenti/superstiti, son costretti a darsi da fare realmente per tirare avanti e a mio avviso la trasmissione tanto più funziona, quanto meno vengono inseriti personaggi surreali e macchiettisti (esiste come parola o l'ho inventata io macchiettisti?) e quanto più riesce a tirare fuori il lato selvaggio e la vera simulazione dell'avventura e per me era ancora meglio nella versione Survivor quando i concorrenti erano sconosciuti e non esisteva il televoto; solo che l'inserimento dei così detto famosi serve a stimolare la curiosità delle massaie e dei pettegoli ansiosi di sapere come se la cavano i VIP lontani dai loro yacht e dai truccatori e secondo me questo è uno degli elementi meno forti della trasmissione tant'è che il programma diventa sempre più brutto ogni volta che vogliono farlo rassomigliare al Grande Fratello.
La trasmissione inizia alla grande con lo studio completamente rinnovato e Simona Ventura che ruzzola in terra praticamente da ferma tra l'ilarità e la sorpresa degli spettatori e lei che si rialza imbarazzata e per sdrammatizzare fa rivedere il rallenty della caduta, ma la figura di merda ormai è già storia.
Altro momento cloù accade verso la fine della trasmissione, quando i concorrenti effettuano il consueto lancio dall'elicottero, solo che questa volta il pilota sbaglia la posizione e li fa tuffare in un lembo di mare profondo come il mio bidet ed è una strage peggio che durante lo sbarco in Normandia e si fanno tutti male, ma il più grave pare essere il rugbista Denis Dallan che si fracassa subito una gamba senza neanche aver messo piede in spiaggia e a questo punto tanto valeva fargli fare un carpiato in una piscina vuota (a parte gli scherzi, speriamo non sia nulla di grave).

E ecco la lista dei concorrenti famosi.

Nina Senicar
Nata in Serbia nel 1985, detta tra noi, non ho idea di chi sia e leggo che è stata il culo per la campagna pubblicitaria di Roberta e sinceramente se l'avessi riconosciuta da quella foto lì, sarei stato peggio di un medium o un sensitivo. Secondo me il suo ruolo sull'isola sarà quello dello scaldavivande (che detto senza metafore, significa quella che la fa vedere a tutti, ma non la da a nessuno).

Federico Mastrostefano
Lui ha 31 anni e è di Manziana (un paese vicino Roma) è caruccio, ma niente di particolare, simpatico, ma niente di particolare. Nella vita è un atleta, ma il successo lo ha raggiungendo come Tronista nel programma Uomini e Donne (annamo bene...). In studio durante la trasmissione c'è la fidanzata che si rivela subito simpatica come un capello nella minestra e inizia a far polemica come fosse ancora a fare la corteggiatrice da Maria De Filippi e son sicuro che darà più filo da torcere lei, che il suo fidanzato. La presenza di Federico sull'isola secondo me, sarà meno utile di un tronco spiaggiato. 

Luca Ward
Romano de Roma, ha alle spalle una lunga carriera di doppiatore e una discreta carriera di attore per la televisione. Sull'isola lo vedo come il leader buono.

Claudia Galanti
Ventisette anni e di origini paraguaiane, nasce come modella ma recentemente ha esplorato nuovi orizzonti diventando presto velina/valletta di non so quale trasmissione e per essere bella, senza dubbio è bella ché mi pare un misto tra Elisabetta Canalis, Nina Moric prima del silicone e Belen Rodriguez e il suo ruolo sull'isola sarà forse quello di imitare Belen Rodriguez senza ottenerne però lo stesso successo.

Aldo Busi
Classe 1948 è considerato uno dei più importanti autori italiani e grazie alla sua ironia e alle sue battute a sfondo sessuale da bambino di quattordici anni, si è fatto conoscere anche a quelli che i libri non li aprono neanche per sventolarsi. Il mese scorso ha pubblicato una raccolta di tre racconti dal titolo Aaa! e quale modo migliore per farsi pubblicità, se non quello di entrare nelle case degli italiani dalla porta principale? Il suo ruolo sull'isola sarà di sicuro quello della zanzara fastidiosa.

Clarissa Burt
Modella, attrice, conduttrice e imprenditrice, ha lanciato una sua linea di prodotti per la cura dei capelli e del viso e io lo so perché sono un ragazzo colto, ma questa notizia non la trovate neanche su Wikipedia. Il suo ruolo sull'isola sarà probabilmente quello del generale dal pugno di ferro.

Denis Dallan
Stella del rugby italiano ha partecipato anche al famoso calendario Dieux du Stade nel 2008 ed è recentemente comparso nella campagna pubblicitaria Dolce & Gabbana; personalmente non è uno dei miei rugbisti preferiti, ma due botte gli si darebbero tranquillamente (tanto per mantenere alto il livello del post). Dopo essersi fracassato il ginocchio e la caviglia saltando dall'elicottero, la sua partecipazione all'Isola Dei Famosi è un punto interrogativo.

Simone Rugiati
Io lo conosco solo perché essendo teledipendente lo ho visto su Sky in qualche trasmissione di cucina; pare però che il suo curriculum sia lungo come un Rotolone Regina e il ragazzo è decisamente carino e sa di esserlo e per questo nell'isola ricoprirà sicuramente il ruolo dello stronzetto saccentello.

Sandra Milo
Standing ovation per questa donna che, arrivata all'età di 77 anni, ha deciso di partire e imbarcarsi in quest'avventura sicuramente difficile quanto meno perché in costume non potrà indossare i Tena Lady. Io non so quale siano state le sue motivazioni, ma mi piace vedere come almeno apparentemente, dimostri forza d'animo e voglia di farcela a differenza delle giovincelle veline che son sicuro si accontenterebbero di due settimane di notorietà. Il suo curriculum è talmente lungo e famoso che mi limito a segnalare la scena che l'ha fatta entrare nell'olimpo della televisione italiana e non sto parlando del film 8 e ½ di Federico Fellini, ma dello scherzo telefonico che le fecero durante la trasmissione L'amore è Una Cosa Meravigliosa: "Oddio chi parla? Oddio chi è? Chiiii? Ciro?!? Dooove?!?! Oddio noooo! Oddio no no nooo!!". Trenta secondi di televisione che son riusciti ad eclissare quarant'anni di cinema e se permettete, io rido ancora tutte le volte che rivedo quella scena. Il suo ruolo sull'isola sarà quello di Nonna Salice.

Loredana Lecciso
Lei si sa, è l'impersonificazione del nulla cosmico e potrebbe tornare a casa al primo brontolio dello stomaco, come anche vincere il programma tanto è imprevedibile. Sull'isola farà ne son sicuro, il bello e il cattivo tempo.

Sui non famosi invece preferisco non sbilanciarmi dato che li hanno inquadrati per sei minuti e io non sono uno di quelli che si mette a sparare a zero senza un motivo, però una cosa ve la posso dire:

Davide Di Porto
Ecco, lui è uno di quei soggetti che viene (ma ormai forse dovrei dire veniva) in palestra con me e anche se sembra un personaggio assurdo e costruito a tavolino, in realtà vi assicuro che è realmente così e io non so capire se si rende conto di essere diventato un fenomeno del web ed essere stato chiamato all'Isola Dei famosi solamente perché visibilmente ridicolo o se invece quando si guarda allo specchio, vede veramente un gran fico. Sull'isola sarà tutte chiacchiere e distintivo.

22.2.10

Ti dico addio, tu mi dici ciao


Non sono mai stato troppo bravo con gli addii.
E' che io mi affeziono alle persone e poi quando mi ritrovo a doverle salutare, mi sale sempre la solita malinconia. Crescendo sono un po' migliorato e magari ora evito di mettermi a piangere come una bambina alla quale hanno appena decapitato la Barbie preferita, ma comunque rimane sempre quel momentaneo vuoto e la sensazione che le cose sarebbero potute andare in un altro modo.
C'è stato un periodo della mia giovinezza, durante il quale partivamo con tutta la famiglia e andavamo in qualche rinomato villaggio turistico a trascorrere le vacanze estive. Uno di quelli con i bungalow disposti a cerchio attorno al piccolo teatro all'aperto dove la sera si svolgevano gli spettacolo dell'animazione. I miei genitori si sentivano tranquilli perché non c'erano strade da attraversare e io potevo uscire tranquillamente facendo finta di essere già grande e loro potevano godersi la vacanza senza avermi sempre tra i piedi. Era la simulazione della vita vera. All'interno del villaggio c'era tutto quello che poteva servire e perfino un piccolo spaccio dove fare la spesa e io salutavo i miei genitori dicendo "Io esco, non aspettatemi svegli...!" e loro si limitavano ad annuire perché sapevano che non potevo cacciarmi in nessun guaio. Conoscevano tutti gli altri bambini del villaggio e anche se non ce ne rendevamo conto, avevano sempre modo di sapere dove eravamo e cosa stavamo facendo. Al villaggio si facevano molte amicizie. Si conoscevano bambini provenienti da tutte le zone d'Italia. Stavamo tutto il giorno insieme. La mattina giocavamo in spiaggia e il pomeriggio preparavamo gli spettacoli da fare e la sera ci esibivamo davanti al nostro grande pubblico formato di genitori orgogliosi. Fare amicizia era facile come respirare. Ma il villaggio era meschino con il suo via vai continuo di famiglie. I giorni peggiori erano il sabato e la domenica, poiché c'era il grande ricambio e avvenivano il maggior numero di partenze e ogni sabato sera era un continuo di lacrime e abbracci e promesse che non avremmo mantenuto. Ho uno scatolone di latta pieno di foto con bambini di cui non ricordo neanche il nome. Gli occhi rossi e le guance bagnate. Sorrisi sforzati e abbracci disperati. Sentimenti amplificati. Adesso forse le definirei le amicizie alla Grande Fratello dato che quelle scene di pianto ricordano tanto le stucchevoli scene dei reality, con il concorrente di turno che deve abbandonare il gioco e tutti che gli si stringono attorno con disperazione esagerata. Noi ci scrivevamo frasi sulle magliette e sui quaderni, tra i compiti delle vacanze e sui diari. "Sei la persona migliore che abbia mai incontrato, non dimenticarmi. Fiorella" oppure "Il fratello che non ho mai avuto. Marco di Milano". Pagine di quaderni che si bagnavano con delle lacrime che credevamo sincere e la sensazione di odiare la vita che ti faceva conoscere delle persone speciali per poi portarle via con la stessa velocità. Perché dovevamo essere noi bambini a pagare? Non potevamo forse nascere tutti nella stessa città?
All'epoca non esistevano i cellulari e meno che mai Messenger o Face Book o tutti i vari Twitter. I bambini di oggi hanno tutte le fortune e non se ne rendono conto e noi invece l'unico modo che avevamo per tenerci in contatto era scriversi delle lettere. Prima con più frequenza, poi solo una cartolina. Poi più niente. E nel frattempo era arrivata un'altra estate, pronti per partire con una nuova destinazione e nuove conoscenze da fare. "Nel mio cuore ci sarà per sempre un pezzo di te... Eleonora" o "So che mi scriverai e per questo non ti dico addio. Giovanni". Rimanevamo a fissare le macchine che lentamente si allontanavano sollevando una nuvola di polvere, cercando di tirare in dietro le lacrime e pensando a quanto schifosa e imperfetta fosse la vita. Ancora bambini, ma ormai convinti che prima o poi tutte le situazioni sarebbero state destinate a finite.

21.2.10

Sanremo 2010 - Finale (in pillole)

Arrivati alla quinta serata, abbiamo sentito le canzoni così tante volte che non se ne può più. Soprattutto di Povia e Filiberto.
Il momento tributo a Michael Jackson è qualcosa di spettacolare e il coreografo Travis Payne è un dio.
L'esibizione di Lorella Cuccarini è veramente bella e con degli effetti mai visti in televisione, ma con questo non cambio l'idea che mi son fatto di lei quella sera al Muccassassina: è una stronza ruffiana.
I bambini di Ti Lascio Una Canzone sono da mandare in un collegio in Svizzera.
Mary J.Blige è sempre una gran professionista e sinonimo di garanzia.
Vengono annunciati i 3 finalisti che sono Marco Mengoni, Valerio Scanu e Pupo con la combriccola di inadeguati. Tra i fischi e la disapprovazione del pubblico in sala, vorrei avere gli indirizzi di tutti quelli che hanno televotato la canzone di Emanuele Filiberto per pisciargli sul divano.
Il momento Maurizio Costanzo è una pubblicità ridicola che se Costanzo ha bisogno di venti minuti per sponsorizzare il suo prossimo programma stiamo proprio alla frutta.
Malika Ayane è la vincitrice del premio della critica Mia Martini.
I tre finalisti vengono chiamati sul palco per la proclamazione del vincitore e son tutti vestiti di nero neanche stessero a un funerale e effettivamente Antonella sta per annunciare che il vincitore del sessantesimo Festival di Sanremo è Valerio Sacanu e ditemi voi se questa non è una brutta notizia. 
Marco ha una faccia che vorrebbe strappargli la carotide a mani nude.
E ora si torna alla vita di sempre, a far l'amore in tutti i modi in tutti i luoghi e in tutti i laghi.

Sanremo 2010 - quarta serata

Quarta serata che vedrà la proclamazione del vincitore di Sanremo ggggiovani che però non si chiama più Sanremo Giovani, ma Sanremo Nuova Generazione, ma il concetto non cambia. E poi ci saranno nuovamente le esibizioni di tutti e 10 i concorrenti dei Big che forse però bisogna chiamare Sanremo Vecchia Generazione? Vi avviso che ho guardato le esibizioni sul web perché durante la diretta ho avuto cose più interessanti da fare. Apre la puntata un'Antonella Clerici mascherata da orata che non si sa quanto cazzo è brutto questo vestito che pare abbiano scuoiato la sirenetta.

Malika Ayane accompagnata da Abina Brazzo
di M. Ayane - L. De Crescenzo - F. Arnò
Ricomincio Da Qui
Più ascolto questa canzone e più mi piace, anche se Malika poteva inventare qualcosa di più originale che cantare la canzone identica spiccicata dato che questa è la serata dedicata ai duetti e poi se posso esser schietto, la ballerina che canta sullo sfondo, fa tanto Amici di Maria De Filippi.

Simone Cristicchi feat. Coro di Minatori di S. Fiora
di S. Cristicchi - F. Di Gesù - E. Marcelli - A. Canini
Meno male
Su Cristicchi ho già dato il mio voto positivo e lo confermo; il Coro di Minatori non apporta nessun valore aggiunto, ma neanche penalizza, rimane solo il dubbio del perché?

Irene Grandi feat. Marco Cocci
di Bianconi - Grandi
La Cometa di Halley
Giudizio confermato anche dopo il terzo ascolto, Irene che Canta i Baustelle è un buon risultato, ma preferisco gli originali.

Irene Fornacciari & Nomadi feat. Mousse T & Suzie
di I. Fornaciari - D. Dattoli - A. Fornaciari
Il Mondo Piange
Irene è uno di quei casi che più l'ascolto e più mi infastidisce e con quest'esibizione poi che c'era più gente sul palco oggi che quando hanno inciso We Are The World raggiunge il picco del fastidio. Poi Mousse T non ho capito cosa abbia fatto, bho.

Marco Mengoni feat. Solis String Quartet
di M. Mengoni - S.Fabiani - P.& M. Calabrese
Credimi Ancora
Confermato anche il giudizio su Marco e anzi, i violini non mi convincono come non mi convincono i mezzi guanti in latex simil fetish. Lui è bravo, ma inizio a pensare che stia strillando un po' troppo.

Pupo, Emanuele Filiberto & Luca Canonici feat. Divas e Marcello Lippi.
Di E. Filiberto - Ghinazzi
Italia Amore Mio
Che qualcuno mi spiega il perché di Marcello Lippi. Non canta, non balla, è lì in un angolo e ha solo fatto un lungo e vergognoso discorso sul fatto che la canzone parla dell'Italia e lui è l'allenatore della nazionale italiana di calcio e infatti simpaticamente modificano una strofa che diventa qualcosa come "in quella notte di berlino noi tutti alzammo le mani con Lippi e Fabio Cannavaro, l'orgoglio di essere italiani..." e partono le immagini del mondiale e le quattro Divas sono vestite con abiti tricolore e si compie così la scena più disgustosamente lecchina di questo festival.

Valerio Scanu feat. Alessandra Amoroso
di P. Carone
Per Tutte Le Volte Che
Scena fotocopia della sera prima. Valerio dovrebbe baciare la figa di Alessandra, perché non ci fosse stata lei, a quest'ora stava a casa a vedere la televisione.

Arisa feat. Lino Patruno & Jazz Band
di G. Anastasi
Malamoreno
Sempre più insopportabile ogni volta che l'ascolto e poi questa sera senza i travestiti, la canzone è ancora più insopportabile.

Enrico Ruggeri feat. Decibel
di E. Ruggeri
La Notte delle Fate
"Ogni donna ha un paio d'ali..." la Lines Seta ha trovato il prossimo gingle per la sua pubblicità.
Eliminato

Noemi accompagnata dai Kataklò
di D. Calvetti - M. Ciappelli
Per Tutta La Vita
Altro momento Amici di Maria con lei che canta per filo e per segno la stessa canzone di sempre e i Kataklà che fanno dei numeri a metà strada tra la danza moderna e il funambolismo e io più ascolto la canzone e più mi convinco che dovrebbe vincere.

Fabrizio Moro feat. Jarabe De Palo & DJ Jad
di F. Moro
No è una canzone
E poi io mi lamento di essere ingrassato, quello non è Jarabe De Palo, quello se lo è mangiato Jarabe de Palo! Il pezzo è sempre più sguaiato.
Eliminato

Povia feat. Marco Masini
di G. Povia
La verità
Roba da grattarsi neanche fosse passato un carro funebre vuoto. Nota di demerito anche per la bambina conciata come Linda Blair ne L'Esorcista, che balla come fosse posseduta dal demonio; mi aspettavo torcesse la testa a 360 gradi e si mettesse a vomitare da un momento all'altro.

Momento Jennifer Lopez
Ma è uscita di casa con uno sgabello attaccato al culo oppure è tutta roba sua quella che sta dimenando sul palco? Che poi, non per fare sempre il solito malelingua... ma la melodia non pare un po' troppo Good Things di Nelly Furtado? No, cioè, non è che lo ricorda... è proprio uguale spiccicato. E comunque secondo me era anche in playback... 
Per il medley torna sul palco tutta inguainata in una tuta di pelle nera e questa volta canta lei; solo che a cantare e ballare contemporaneamente nun ja fa. Alla domanda di Antonella "Sei rimasta sempre la stessa ragazza del bronx?" Jennifer risponde: "Si non sono cambiata..." E infatti leggo che ha deciso di andare a dormire a Montecarlo perché a Sanremo non esiste un albergo a 5 stelle. Sempre la stessa... mapperfavore. E ora un commento positivo: ha dei capelli pazzeschi. 

Nuova Generazione

Jessica Brando
di V. Rossi
Dove non ci sono ore
Finalmente la bambina può mettere il vestito comprato per l'occasione e salire sul palco tutta truccata, anche se nessuno crede che abbia realmente 15 anni dato che pare la mamma di quella che fa Buffy l'ammazza vampiri. La canzone forse non è neanche male. Forse.

Tony Maiello
di A. Aiello - F. Zanotti - F. Ferraguzzo - R. Cardelli
Il Linguaggio della resa
Sempre molto giovanile anche oggi con un abito da sposo che sembra preso dalal collezione di Carlo Pignatelli. La canzone è insopportabile.

Luca Marino
di L.Marino - D. Virgillo - C. Lavoro
Non Mi Dai pace
Il nuovo Tiziano Orecchio e chi si ricorda di lui metta il dito qui sotto...

Nina Zilli
di N. Zilli - Kaballà 
L'uomo che amava le donne
L'unica nuova proposta interessante e guarda caso è anche l'unica che si sente passare in radio qualche volta. Se non vince lei è un vero scandalo.
Ok, è uno scandalo.
Tony Maiello è il vincitore di Sanremo Nuova Generazione. Il potere delle bimbominkia che consumano i tasti del telefonino per votare un paio di occhi azzurri. A questo punto inizio a temere il nome di Valerio Scanu come possibile vincitore del Festivàl.

19.2.10

Sanremo 2010 - seconda e terza serata

Leggo che il festival di Antonella è un boom di ascolti (uno share del 43,87%) e piovono consensi per la sua conduzione morigerata e quasi istituzionale che pone l'accento sulla musica e non si perde in inutili teatrini (figuriamoci che la prima serata si è conclusa intorno a mezzanotte e mezza cosa mai successa in sessant'anni di manifestazione). Io se posso, trovo la sua presenza sul palco inutile, senza personalità e eccessivamente fiacca, ché secondo me non si può prendere un personaggio esuberante e casereccio come lei e costringerlo a leggere su di un monitor posizionato in soffitta chi sa dove che questa poveretta domenica avrà un dolore alla cervicale per essere stata per quattro giorni con la testa rivolta all'insù senza dire una frase che non fosse scritta sul gobbo. Lei diventerà la nuova Giovanna D'Arco della RAI per aver risollevato gli ascolti e da domani le affideranno anche la conduzione del telegiornale, però io la sopporto poco e se posso aggiungere ancora una cosa, quei vestiti la fanno sembrare una scarpiera

Seconda serata

Su Sky c'è Lost e non posso di certo rinunciare, anche perché ormai devo farmi prendere per il culo dagli sceneggiatori che si stanno inventando le peggio cose per quest'ultima stagione e adesso abbiamo Sayd che è posseduto dal lato oscuro e per questo motivo gli Altri lo vogliono fare fuori e poi c'è SawyerCaneSciolto che scappa e Kate lo insegue ed è subito storia d'amore per l'ennesima volta e poi è anche tornato il personaggio di Claire che ultimamente avevano fatto fuori non ricordo neanche più come, ma torniamo al Festival. L'intervista a Michelle Rodriguez fatta da dentro un lettino ad alta pressione è il picco del ridicolo. L'intervista a Rania di Giordania me la sono persa. Altri due Big saranno eliminati (Valerio Sacanu e i Sonorha) e si esibiranno i ragazzi di Sanremo Nuova Generazione di cui andiamo subito a commentare le esibizioni.

Nina Zilli
di N. Zilli - Kaballà 
L'uomo che amava le donne
Sarebbe da prendere a schiaffi per quel vestito da spagnola che neanche a carnevale, però la sua è forse una delle canzoni migliori di Sanremo, anche meglio di quelle dei big (e non ci vuole molto). Il brano ha una sonorità vintage che fa un po' Una Rotonda Sul Mare e per questo può essere apprezzato da un pubblico over sessanta e però è anche molto in linea con il trend del momento che strizzare l'occhio al passato (Michael Bublé insegna) e poi si capisce da come si muove che il palco di Sanremo (e anche il vestito da spagnola) le vanno stretti ché lei è una bomba ad orologeria e son sicuro che sarà una delle poche che sopravviverà a questo festival.
La Frase: "Non ti voglio piu, ma era bello Come amavi tu, solo tu solo tu"

Broken Heart College
di M. Longobardi - N. Arquilla - F. Megha - D. Autore
Mesi
Loro sono carini, freschi, giovani e fanno tanta tenerezza. Però Gesù mio tirateli giù da quel palco!
La frase: "A gennaio mi hai trovato, a febbraio il primo bacio, ad aprile quasi amore, poi all'improvviso sei sparita".
Eliminati

Mattia De Luca
di M. De Luca – F. Tricarico
Non Parlare Più
Una canzone talmente allegra che mi ha fatto venire in mente Paolo Vallesi.
La frase: "La neve illuminava il sogno che desideravi, ma dammi ancora le tue mani".
Eliminato

Jacopo Ratini
di J. Ratini
Su Questa Panchina
Il suo modo di cantare mimando le parole ricorda Povia e quindi già mi sta indigesto e mettiamoci anche che la canzone è fintamente impegnata di quelle simil "Quando i bambini fanno Ohhh..." e eccolo che già lo odio. Però è di quelle che entrano nella testa.
La frase: "Il mondo canta storie che parlano d'orrore noi non lo ascolteremo".
Eliminato 

Luca Marino
di L.Marino - D. Virgillo - C. Lavoro
Non Mi Dai pace
Canzone che sa di già sentito, melensa e talmente noiosa che si stava addormentando anche lui mentre la cantava. Spenti i riflettori di Sanremo, di lui non resterà più nulla, son disposto a scommetterci.
La frase: "Tu non mi dai pace, tu sei la mia luce".

Terza Serata
Serata auto celebrativa, dedicata alla festa di Sanremo che compie sessant'anni e quindi è un tripudio di artisti che vengono per cantare le vecchie canzoni diventate simbolo del Festival e sinceramente... chi se ne frega. Tra i big eliminati ne saranno ripescati due e questa sera saranno solo loro ad esibirsi proponendo variazioni dei loro brani mentre gli altri cantanti probabilmente se la spassano in qualche casinò. Ah, si, alle tre di notte si esibirà anche il secondo gruppo di giovani.

Toto Cutugno feat. Belen Rodriguez
No, vabbé, Belen pure a Sanremo?!?! Questa ragazzetta non conosce la parola basta! Che poi qualcuno mi può spiegare cosa c'entra lei con Sanremo? Anche se, come diceva mia nonna... "Tira più un pelo di figa, che un carro di buoi". E comunque è più intonata Belen di Toto Cutugno e a questo punto io la voglio al prossimo Sanremo come concorrente tra i giovani e anche come valletta e magari, perché no, anche come conduttrice; così giusto per non inflazionare la sua immagine.
Eliminato

Pupo, Emanuele Filiberto & Luca canonici feat. Divas
L'intro delle Divas cantato a cappella fa tanto requiem per Evita, ma le 4 ragazze non possono resuscitare una canzone che per le mie orecchie non doveva mai nascere. Eppure grazie al televoto e al giudizio dell'orchestra, vengono ripescati, non si capisce per quale motivo. Il pubblico fischia, urla protesta, qualcuno si vuole buttare dalla galleria, ma nulla si può contro il sovrano televoto.

Valerio Scanu feat. Alessandra Amoroso
Valerio e la sua canzone antica come Enzo Mirigliani (questa sera dove ha lasciato lo scialle?) è impreziosita dalla voce graffiante di Alessandra TestaVuotaAmoroso ed è subito Estranei A Partire Da Ieri. Loro cantano guardandosi fisso negli occhi e la cosa è veramente fastidiosa e son sicuro sia stata architettata da Luca Jurman. L'operazione di marketing è però realizzata ad arte e la riammissione alla gara è più che scontata. Che poi, possiamo prendere AlessandraTestaVuota e dare indietro Valerio?

Sonohra fet. Dodi Battaglia
Il Sonohra biondo ormai è pronto per l'operazione definitiva che questa sera è più truccato di Platinette e con questo capello lungo sembra proprio una bella ragazzetta. La scelta di cantare insieme al Pooh, è terribilmente ruffiana che si legge tra le righe un “i giovani ci amano, ma adesso ci servono anche i voti dei vecchi per rientrare in gara”, ma la loro canzone era inutile prima e lo è anche adesso che hanno al fianco Dodi.
Eliminato

Nino D'Angelo & Maria Nazionale feat. Ambrogio Sparania e le Voci del Sud
Non si capiva un cazzo prima e non si capisce un cazzo adesso... dovevano duettare con Olga Fernando e non con un suonatore di tamburelli.
Eliminato

Arriviamo alle esibizioni di Sanremo nuova generazione (sono le 00.35)

Jessica Brando
di V. Rossi
Dove non ci sono ore
Lei ha 15 anni e per regolamento RAI non può andare in onda dopo la mezzanotte e quindi manderanno una porva registrata nel pomeriggio. Ora, scusate... ma fateli prima i giovani no? Cioé, sta poveretta deve apparire struccata, vestita con il pigiamone di flanella e cantare davanti a un palco vuoto mentre i tecnici del suono le passano dietro e davanti impallando la telecamera?!
La frase: "Sfilarsi il mondo che è un guanto e cambi solo tu".

Nicolas Bonazzi
di N. Bonazzi
Dirsi che è normale
Lui è il sosia di Luca Dirisio (oddio Dirisio! che fine ha fatto?!) e la canzone non è neanche malaccissimo anche se sprizza Sanremo da tutti i pori e poi la canta come se fosse Helena Hellwig... vabbé, scommetto che voi neanche vi ricorderete chi sia...
La frase: "E poi mi piace che mi stai a sentire e per quanto è banale tu mi fai parlare".
Eliminato

La Fame di Camilla
di E. Meta
Buio e Luce
Bho, lui ha una voce anonima e ho sprecato anche troppe parole.
La frase: "il più grande aveva dieci anni e sul volto una mascera di quaranta".
Eliminati

Tony Maiello
di A. Aiello - F. Zanotti - F. Ferraguzzo - R. Cardelli
Il Linguaggio della resa
Lui è il sosia di Frodo e io lo dicevo già ai tempi di X-Factor e il vestito da Al Capone non lo aiuta a mascherare il culo grande come un caravan che si trascina sul palco. La canzone è banale come le rime sole, cuore e amore.
La frase: "Sveglio da più di un'ora ripensa a lei ancora".

Romeus
di C. Tundo - F. Tricarico - C. Tundo
Come l'autunno
Lui viene dal Salento e spera di ripercorrere lo stesso successo dei Negramaro. Ecco. No. Dimenticalo pure.
La frase: "E come l’autunno che è triste ma fiero, Rendo indietro alla vita ciò che ho amato davvero".
Eliminato

17.2.10

Sanremo 2010 - prima serata


In diretta dal Teatro Ariston di Sanremo... la sessantesima edizione del Festival della Canzone Italiana.
lo spettacolo inizia subito alla grande, con un estenuante siparietto con Bonolis e Laurenti e io loro due non li ho mai sopportati e non sopporto il loro umorismo che si ripete sempre uguale ormai da settant'anni e infatti ripropongono per l'ennesima volta il giochino di Bonolis che deve far indovinare una parola a Laurenti e che abbiamo visto per la prima volta più o meno a tira e Molla nel 1996. La scenografia è affidata anche quest'anno a Gaetano Castelli e la grande novità è che è stata eliminata la scalinata che ogni anno fa da protagonista e per il resto ripropone la stessa identica scenografia della scorsa edizione che siamo in tempi di crisi e bisogna risparmiare e ecco che potremmo giocare ad Aguzza la vista per trovare le differenze e poi ci hanno schiaffato dentro quella specie di navicella spaziale dalla quale è scesa Antonella Clerici, che diciamoci la verità, è solo un montacarichi coperto da uno schermo a led.
Antonella Clerici arriva sul palco insaccata in un abito stile Jessica Rabbit e c'è una spallina che non vuole proprio stare al posto suo e fonti ben informate mi dicono che ogni sera sarà dedicata a un colore differente e questa è la serata del rosso. Tra parentesi, si vede benissimo che non sa stare su quei tacchi alti e mi auguro le portino presto un paio di espadrillas o alle brutte un deambulatore.

Irene Grandi
di Bianconi - Grandi
La Cometa di Halley
Io vorrei fare un commento colto sulla canzone, ma giuro che sono impietrito per come l'hanno truccata. Sembra si sia passata due pezzi di carbone sugli occhi come facevano le donne nell'antico Egitto, ma con questo non voglio fare la figura della solita finocchia criticona. La canzone fa un po' Baustelle (parecchio Baustelle anzi) e un po' Bruci La Città e alla fine non è male (anche perché i Baustelle sono fighi quindi se scopiazzi il loro stile non puoi che andare sul sicuro), però sinceramente non ho capito una mazza di quello che dice e forse proprio per questo motivo vincerà.
La frase: “questo nostro esistere a metà che la casa ha i rubinetti da cambiare” 

Valerio Scanu
di P. Carone
Per Tutte Le Volte Che
La canzone è una lagna infinita che anche Massimo Ranieri la reputerebbe antica.
La frase: “A far l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi”

Toto Cutugno
di Cutugno – Romano – Iodice
Aereoplani
Il solito Cutugno. Tra parentesi, per fare i cantanti non è richiesto un minimo di intonazione?
La frase: “Stringimi forte le mani e voleremo come aeroplani”
Eliminato

Arisa & Le Sorelle Marinetti
di G. Anastasi
Malamoreno
La sigla di Lady Oscar in confronto è un'aria di Puccini. Lei sembra meno ritardata rispetto allo scorso anno, ma lo stile frivolo non può funzionare due anni di fila e le Sorelle Marinetti, sembrano messe lì solo per far discutere, ma in fin dei conti non le nota nessuno... anche perché la Clerici pare molto più omo di loro.
La Frase "Perché i fiori hanno perso i colori, Ma l’amore, ma l’amore no"

Nino D'Angelo & Maria Nazionale
di D'Angelo
Jammo Ja'
Io questa cosa della canzone popolare non la capisco. Sarà pure patrimonio di non so che cosa, ma non si capisce un cazzo porca miseria e per me potrebbero anche cantare in sumero.
La frase: “Jamme ja cassaviteve presso visuibele notre caress” (oh, io lo avevo detto che non si capiva nulla).
Eliminato

Marco Mengoni
di M. Mengoni - S.Fabiani - P.& M. Calabrese
Credimi Ancora
Ho sempre voluto un paio di pantaloni di pelle, però i suoi sono troppo a vita alta... ecco, so che queste son cose che interessano a molti. Il brano non è uno di quelli che cambia la vita, ma non è neanche inutile da dimenticare appena spenta la televisione. Gli concedo un paio di passaggi in radio per decidere s emi piace o no.
La frase: “Forse si, forse no, forse si, forse no”.

Momento Susan Boyle, l'ospite internazionale che ha commosso l'Inghilterra e che è diventata una star internazionale vendendo milioni di copie, arriva nella provinciale Italia dove la gente ancora non la conosce neanche vivessimo in una baita sui Pirenei. Lei ricanta il suo cavallo di battaglia e come ha già fatto nel resto del mondo, incanta con la sua voce. E comunque sembra un barbapapà.

Simone Cristicchi
di S. Cristicchi - F. Di Gesù - E. Marcelli - A. Canini
Meno male
Sarò onesto, non so se ho capito bene il senso della canzone e forse non ha senso, non lo so, forse si, forse no, però ha un gran ritmo e mi piace e secondo me sotto questa sua aria leggera, ha un significato decisamente ironico e intelligente.
la frase: "Che bella Carla Bruni, se si parla di te il problema non c'è sarco no e sarco sì sarco no e sarco sì".

Malika Ayane
di M. Ayane - L. De Crescenzo - F. Arnò
Ricomincio Da Qui
Seconda classificata lo scorso anno nella categoria giovani, Malika ha però preso a pizze nelle vendite la stramba Arisa e la sua Come Foglie ancora passa in radio e la canto a squarciagola (quando è stato invece l'ultima volta che abbiamo sentito Sincerità? Ah si, mai...). Questo ricomincio da qui sa tanto di Sanremo e mi pare abbia perso di originalità rispetto al successo dello scorso anno. Però lei mi piace.
La frase: "Mi risveglio e ci sei, Ancora tu, Qui"

Pupo, Emanuele Fileberto & Luca Canonici
Di E. Filiberto - Ghinazzi
Italia Amore Mio
In teatro fischiano la presenza di Filiberto io non entro nel merito, ma la canzone pare il pensierino di un bambino delle elementari. Dire ridicola è un complimento. Ma anche a voi il pezzo del tenore, ricorda Over The Rainbow?
La frase: “Io credo nella mia cultura e nella mia religione, per questo io non ho paura di esprimere la mia opinione”.
Eliminati

Morgan
Squalificato.

Enrico Ruggeri
di E. Ruggeri
La Notte delle Fate
Bho. Scopiazza un po' se stesso.
La frase: “Ogni donna ha un paio d'ali chiuse dentro se”

Sonohra
di R. Tini - D. Fainello 
Baby
Sarà che loro sono dei cantanti giovani e sarà che io giovane non lo sono più. Però li prenderei a calci. Soprattutto quello che è salito sul palco con la giacca, il gilet, la camicia, la cravatta e il lupetto a collo alto... no dico, aveva paura di sentire freddo?
La frase: “baby qualunque sia il tuo nome t'amo”.

Povia
di G. Povia
La verità
La canzone è in classico stile Povia, anzi, ora che ci penso, ci si potrebbe cantare sopra Luca era Gay, ma anche quella del piccione e l'altra dei bambini e praticamente questo è stato quattro volte a Sanremo sempre con la stessa canzone. E come al solito è orecchiabile come una filastrocca e con un ritornello che viene ripetuto fin quando non entra nel cervello e ci rimane dentro almeno per un mese, per poi sparire fino al prossimo Sanremo. E fino al prossimo argomento di cronaca da mettere in rima per sollevare il classico polverone pre-sanremo.
La frase: “Mamma, che ne sanno del dolore, Di quello che si può provare, Per una disperata decisione”

Irene Fornacciari & Nomadi
di I. Fornaciari - D. Dattoli - A. Fornaciari
Il Mondo Piange
Una riflessione del tutto personale, ma questa Irene che è figlia di Zucchero e che dopo trentacinque anni ancora non è riuscita a farsi un nome che non sia “la figlia di Zucchero”, ma perché ancora ce la ritroviamo tra le palle, ché se dovevi sfondare ne ha avute di opportunità che cristo!
La frase: “Il mondo piange vorrei sapere perché”

Noemi
di D. Calvetti - M. Ciappelli
Per Tutta La Vita
Ma si è sbagliata il testo o è solo una mia impressione? Comunque la canzone non mi pare così potente e orecchiabile, ma magari con qualche passaggio di radio cambio idea.
La frase: “La gelosia infrange tutto e resta niente...“

Fabrizio Moro
di F. Moro
No è una canzone
Ho il presentimento che abbia rubato la canzone a Simone Cristicchi. Ma una di quelle brutte. E poi non sopporto questi personaggi che compaiono solo a Sanremo e poi vengono rapiti dagli alieni.
La frase: “Io dovrei seguire chi ha il potere di decidere per me e poi mi lascia in mutande”

Momento Dita Von Tees, la regina degli spogliarelli, nonché ex moglie di Marilyn manson e ragazzi, ma questa si è fatta togliere sei costole per avere la vita così stretta? E pure la milza e i reni? Ah, no, ok, ora che si è spogliata ritratto, non ha la vita stretta, ha solo i fianchi larghi. Però che spettacolo! Che spogliarello! Mi è quasi venuto duro. Uh. Uh.

16.2.10

Firenze


 A Firenze ci sono stato tipo cento volte. Sarà per via della vicinanza con Roma, sarà perché mia zia era fissata con questa storia della lingua italiana che sembrava dovessimo diventare dei novelli Alessandro Manzoni a sciacquare ogni domenica i panni in Arno; per mia zia ogni scusa era buona per portarci a Firenze e sentire i toscani parlare. Erano gli anni ottanta e ancora si riusciva ad incontrare qualche fiorentino per le vie del centro, adesso probabilmente ci porterebbe a Firenze solo per farci imparare il giapponese.
  

Turismo
Da brava cittadina che vive esclusivamente di turismo, i prezzi a Firenze sono gonfiati come le tette di Pamela Anderson e poi, insomma, io non vengo proprio dai monti del Tirolo; io abito a Roma che cavolo, eppure non ho mai visto a Fontana di Trevi o a Piazza Navona, un trancio di pizza grande come un crackers che costa 3 euro. Invece se sei in giro per Ponte Vecchio sembra impossibile trovare qualcosa a meno e sinceramente credo sia più onesto se i commercianti si mettessero una bella calza in faccia e accogliessero i turisti con un "Mani in alto!".
Un consiglio che vi do, se avete in programma una gita a Firenze, è di non uscire troppo tardi per la cena che altrimenti alle dieci e mezza potreste non trovare più nessun ristorante disposto a cucinarvi un piatto caldo e potreste incappare come è successo a noi, nell'Osteria Belle Donne, dove un simpatico signore, ci ha detto che potevamo mangiare, ma in quindici minuti e solo quello che dicevano loro. Viva la faccia. Piuttosto che sottostare a queste condizioni me ne vado al McDonald's. Evidentemente il continuo ricircolo di turisti, autorizza i proprietari delle attività ad essere sgarbati e io spero che al proprietario di questa Belle Donne, venga un influenza intestinale che lo costringa a cagare acqua per una settimana. Anche alla Trattoria Marione ci hanno cacciato perché la cucina alle dieci e mezza era già chiusa, anche se poi l'orario di chiusura sulla porta diceva le undici, ma vabbé, non voglio stare a fare polemiche. Da Marione siamo tornati il giorno dopo per pranzo e devo dire che abbiamo fatto bene perché non è niente male come ristorante e poi abbiamo incontrato anche Italian Psycho e consorte che ditemi voi se questo non è un caso di serendipity dato che ci hanno messo proprio al tavolo accanto al loro che io mi perdo le chiavi del motorino dentro la mia stessa borsa, e poi a Firenze, vado ad incontrare uno che vive a Bologna.


Arte e Cultura
La fila per gli Uffizi, è più lunga di quella davanti a Gucci nel primo giorno di saldi e così abbiamo ripiegato sulla meno frequentata Galleria dell'Accademia usufruendo addirittura dell'iniziativa promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali "A San Valentino, innamorati dell'arte" ovvero due biglietti al prezzo di uno per tutte le coppie e il mio ragazzo ed io, eravamo già pronti a rivendicare i nostri diritti di cittadini nel caso in cui avessero fatto lo sconto al ragazzo e la ragazzi davanti e avessero poi sollevato una qualunque tipo di obiezione a noi che io ero già pronto con il numero della Corte Suprema o dell'UNESCO o quello di Pomeriggio Cinque che alla Barbara piacciono tanto queste storie di vita vissuta e invece, il signorino della biglietteria ci ha informato subito dell'iniziativa e chi ha fatto pagare un solo biglietto ed è stato così carino e cortese che quasi ci son rimasto male. La Galleria dell'Accademia conserva una quantità infinita di pale d'altare, trittici e icone sacre con le madonne messe in tutte le posizioni e sinceramente annoierebbe anche uno studioso di teologia; però poi ti volti e vedi il David di Michelangelo. Con quella sua posizione fiera e le vene che sembrano pulsare, non importa per quante volte ti ritroverai davanti a questa statua nell'arco di una vita e non importa se a guardarlo bene sembra avere la testa troppo grossa e le mani sproporzionate e il pisello piccolo. Il David è qualcosa di ipnotico.
A Palazzo Medici Riccardi invece, abbiamo trovato una piccola esposizione di cessi. Si, tazze da bagno rivisitate da alcuni artisti e sebbene la immaginassi molto più ricca e interessante, è stata comunque un'esposizione sfiziosa.

    
Locali
Fa troppo freddo per una passeggiata romantica tra i monumenti e mentre camminiamo stringendoci nei nostri cappotti, incontriamo un gruppo di ragazze americane sguaiate che camminano barcollando con delle minigonne di organza al vento, ma probabilmente sono troppo ubriache per accorgersi che ci sono solo cinque gradi. Decidiamo di andare a bere qualcosa allo Yag Bar e quando arriviamo, dentro c'è un'atmosfera da festa delle elementari che ci manca solamente il tavolo con le Puf e la Fanta. L'età media è di diciassette anni e le nostre barbe stonano come una chiazza di sugo su un vestito bianco di Chanel e il tempo di finire il nostro drink e scappiamo a gambe levate prima che le finocchiette ci circondino con una coreografia di Single Lady. Torniamo verso l'albergo e sulla strada incontriamo l'85 Bar e iniziamo un teatrino davanti all'ingresso e che facciamo entriamo? bho, non lo so che ore sono? bho, io non sono stanco però chi sa come è questo posto! vogliamo andare in albergo? Vabbé, magari solo per una mezz'ora e così apriamo la porta e il tipo alla cassa ci fa: "Buonasera ragazzi, volete lasciarmi le giacche?" Ovvio penso io. "E cosa altro mi lasciate?" Niente, penso io, cos'altro dobbiamo lasciarti penso io. "Mi lasciate le magliette?" Che simpaticone penso io che toscanone simpatico è proprio vero che i toscani hanno una marcia in più come Benigni. "No, non ci siamo capiti, non era una domanda, dovete lasciarmi almeno le magliette, se volete entrare, è una serata leather". Ah. Ecco. Lasciamo le nostre magliette e entriamo in questo posto e non sto neanche a dirvi che tipo di clientela abbiamo trovato che dovrei aprire un blog vietato ai minori se volessi raccontare. No, vabbé, a parte gli scherzi, in verità non è successo nulla di particolare, solo che uno non può mica chiedermi di togliere la maglietta così, senza preavviso, ché io non sono ancora pronto per la prova costume! Siamo scappati dopo mezz'ora esatta che la gente in quel posto sembrava uscita dalla casa de La Famiglia Addams. Alle volte il letto con il proprio ragazzo, è il posto migliore dove passare una serata.

12.2.10

Neve a Roma


No, vabbé, sembra di stare in Valle D'Aosta.

 

Alexander McQueen si è suicidato



Il mio amico Biagina ha un sogno; arrivare un giorno a lavorare al fianco di Alexander McQueen e mi dice sempre che McQueen è lo stilista più talentuoso del momento e che tutte le sue sfilate sono veri e propri spettacoli teatrali e i suoi abiti sono puro genio e addirittura per diminuire la distanza che lo separa dal suo sogno, ha deciso di lasciare la famosa casa di moda per la quale ha lavorato per tanti anni qui a Roma, per accettare una nuova offerta di lavoro a Londra dove tra parentesi, vive il suo delizioso ragazzo. Ebbene, il ragazzo lo ha lasciato due settimane fa e McQueen oggi ha deciso di impiccarsi. Si può essere più sfortunati?

Lo stilista Alexander McQueen è morto questa mattina. Magari qui in Italia la notizia non ha particolare risalto, però Alexander era il più importante stilista del Regno Unito, un po' come se qui da noi morisse... che ne so, Armani o Valentino; solo che lui aveva appena 40 anni e non centosedici come in nostri stilisti italiani. Le prime indiscrezioni parlano di suicidio e sul web c'è chi afferma che lo stilista si sarebbe impiccato perché non ha sopportato la morte della madre avvenuta solo una settimana fa e c'è anche chi afferma che non avrebbe mai superato la scomparsa della cara amica Isabella Blow, giornalista di successo che l'aveva scoperto e lanciato nel panorama della moda e anche lei morta suicida nel 2007. Ma queste sono solo scuse di chi vuole trovare a tutti i costi una giustificazione ad un gesto così folle che poi impiccarsi non è neanche una cosa tanto semplice che uno ci deve pensare bene e hai bisogno di preparazione e di organizzazione e deve trovare il punto migliore e non è come prendere una pistola e premere un grilletto e bum.
Alexander è stato un vero genio della moda, le sue sfilate sono sempre state grandi momenti di teatro e gli show più attesi ad ogni stagione e nel 1997 aveva realizzato la passerella più dispendiosa della storia della moda e nel '99 aveva arruola la modella Aimee Mullins, amputata delle gambe e nel 2005 aveva proiettato l'ologramma di Kate Moss in passerella dopo che molte case di moda l'avevano scaricata per lo scandalo cocaina e solo qualche mese fa, aveva mandato in scena la sfilata più rivoluzionaria degli ultimi dieci anni, con la presentazione delle discusse scarpe armadillo altre 30 cm e riprese da Lady Gaga nel suo video "Bad Romance".
Ma oltre ad aver dato nuova vita alla moda britannica conquistando prima tutta l'Europa e poi tutto il mondo, Alexander si era sposato ad Ibiza con il suo compagno George e con una damigella veramente d'eccezione; la super modella e amica Kate Moss e effettivamente per essere amici di Kate Moss, tanto sani non bisogna essere che io lei la immagino come una isterica con sbalzi d'umore e attacchi di panico, ma questa è un'altra storia.
Alexander McQueen è morto e lascia un impero miliardario senza sovrano, una nuova collezione pronta che sarebbe dovuta uscire il prossimo 9 marzo e un grande punto di domanda: è questo il prezzo che bisogna pagare per essere un genio in un mondo di mediocri?

11.2.10

Lost 6 - LA X




Sono trascorsi cinque anni da quando il volo Oceanic 815 è precipitato sull'isola misteriosa dispersa chi sa dove nel Pacifico e dopo 5 lungi anni è iniziata oggi su Fox l'ultima entusiasmante stagione di Lost. Entusiasmante... vabbè, diciamoci la verità, non è che questi possono pretendere che dopo 5 anni io stia ancora affossato sul divano a seguire concentrato le loro vicissitudini che io non ricordo neanche il numero di telefono di casa, figuriamoci se posso stare a ricordare cosa era successo a questi disgraziati cinque anni fa. Che poi, per chi non lo avesse mai visto, Lost non è come Beautiful dove sono sedici anni che non succede mai nulla e dopo sedici anni Brooke va ancora dietro a Ridge che è indeciso se darlo a lei o Taylor. No, in Lost son successe tre miliardi di cose e vi dico solo che nell'ultima stagione (la quinta) avevano viaggiato nel tempo, non so se mi spiego. Che poi ormai non se ne può più, dopo cinque anni di programmazione, questo Lost inizia proprio a puzzare di brodaglia allungata che come si dice, lo scherzo è bello quando dura poco e questi non posso continuare a fare puntate dove nascono settantamila interrogativi e non si risponde mai a nulla, che insomma, pure Grey's Anatomy dura da sei stagioni, però lì non è che al primo episodio ti hanno detto che Meredith ha un segreto e dopo sei anni ancora te la menano con questo segreto che uno alla fine perde pure la curiosità di sapere cosa è successo e se poi avete la mia memoria, allora siete proprio a cavallo che io per tutta la puntata, ho continuato a chiedere al mio ragazzo "Ma questi dove stavano? E lui chi è? E lui invece? E lui?". Non se po' fa... no, no. Che poi io ve lo dico, ormai sono solo 16 puntate e me lo guardo che in definitiva son passati sei anni e non posso mettermi a fare lo spocchioso adesso... però se poco poco, nell'ultima puntata si scopre che era tutto un sogno e Jack Shephard si sveglia e scende dall'aereo bello bello come se nulla fosse mai accaduto... io ve lo dico; prendo il primo volo per LAX, cerco la villa di J.J. Abrams e gli caco in giardino. Ecco.

E adesso ecco il riassunto dei primi due episodi e io ve lo dico, se non volete sapere cosa succede non continuate a leggere, perché come dicono i blogger quelli che vogliono darsi un tono, quello che segue è uno spoiler, se invece non ve ne frega nulla, proseguite la lettura, che tanto non si capisce nulla. 

1a puntata
LA X: Parts 1 
Avevamo lasciato Juliet nella botola del Cigno perché se fosse riuscita a far esplodere la bomba, l'aereo non sarebbe mai caduto. L'episodio inizia con Jack che è sull'aereo insieme a tutti gli altri del volo Oceanic 815, però Jack è anche sull'isola e sono trascorsi solo cinque secondi e io già non ci capisco nulla; il disastro aereo non c'è stato e la turbolenza è passata senza conseguenze, però questi non è che possono volare in santa pace, guardando un film alla tv, figuriamoci, l'Hobbit è chiuso in bagno e sta per morire soffocato perché gli è andato un sacchetto di eroina di traverso e intanto Juliet grida aiuto dal fondo della botola e ovviamente non stiamo più sull'aereo, ma sull'isola e per fortuna Sawyer si cala dentro e la trae in salvo però adesso è Sayd che sta per morire che ha una pallottola in pancia e non chiedetemi cosa gli è successo che non me lo ricordo, comunque niente paura, perché Jacob che è stato ucciso da Loke, dice a Hurley come salvare Sayd e anche Loke non se la passa tanto meglio perché adesso è lui che vogliono uccidere però lui si trasforma in una nuvola di fumo e ammazza tutti però anche lui è morto perché c'è un altro Loke che sta a sei metri di distanza riverso faccia in giù nella sabbia e intanto anche Juliet che sembrava essere fuori pericolo, invece muore mentre sta rivelando a Sawyer un grande segreto e sappiamo tutti che Juliet l'hanno fatta fuori i produttori perché doveva andare a recitare in V-Visitors e invece, mi sono accorto solo ora che Jacob è il marito di Rita in Dexter (come è piccolo il mondo delle serie tv), intanto quelli sull'aereo atterrano felici e contenti a Los Angeles e l'Hobbit però mi sa che non è tanto felice perché viene arrestato, mentre Loke ha le gambe paralizzate e figuriamoci che c'è persino... come si chiamava... Boone, quello carino con gli occhi azzurri che lo fanno morire non mi ricordo in quale serie, però ricordo che era un modo veramente ridicolo però in definitiva non gli è andata male, è morto in Lost e si è aggiudicato il ruolo da protagonista in The Vampire Diaries.

2a puntata
LA X: Parts 2 
Sayd sta per morire, però Jacob ha detto di portarlo alla fessura perché lì riuscirà a guarire e allora gambe in spalla, tutti ad andare a cercare questa fessura e quando entrano nella grotta, vengono assaliti da non si sa chi e intanto Kate riesce a togliere le manette e scappare, ovviamente siamo di nuovo in aereo e non più sull'isola e si mette a correre e entra in un ascensore dove incontra Sawyer, te pare, con tanti che poteva incontrare proprio lui e intanto Sawyer è indaffarato a seppellire Juliet che però gli dice che "Ha funzionato!", cioé, non è proprio lei a dirlo, ma lo dice il cinese quello che parla con i morti e comunque cosa abbia funzionato non si sa e intanto la bara con il padre di Jack si è persa chi sa dove che quelli del volo Oceanic 815 non sanno dove sia e uno si incazza già quando gli smarriscono il bagaglio, figuriamoci se ti perdono il padre in una bara; intanto Jack, Kate e compagnia bella, sono stati rapiti dagli Altri, ma questi non sono i soliti Altri, questi sono altri Altri e vivono in un tempio maya e prima vogliono uccidere tutti, poi però Hurley gli dice che li manda Jacob e quindi questi Altri diventano buoni e prendono Sayd per curarlo e lo portano alla piscina di cocoon quella dove i vecchi tornanoo arzilli, solo che invece di salvarlo lo affogano però ovviamente dato che questo è il telefilm del nonsense, Sayd muore, ma è ancora vivo e Kate è sconvolta e riesce a scappare dall'aeroporto con la polizia che la insegue e lei si infila in un taxi dove dentro incontra la bionda quella incinta, Claire.

9.2.10

Operazione Marco Dapper #2


La bilancia segna 91.6Kg.
Ci deve essere un equivoco.
E' trascorso un mese esatto dall'ultima volta che mi sono pesato e dovrei essere dimagrito e non ingrassato! Ok, stiamo parlando di un solo etto, ma come posso aver preso un etto rispetto al mese scorso? Voglio dire, sono stato attento e ho fatto un sacco di sacrifici, praticamente ho mangiato quanto un colibrì senza appetito e... sono ingrassato di un etto?!? Ok, forse pesarsi dopo aver cenato con un Double Whopper, patatine fritte e un secchio di Coca Cola non è la cosa più raccomandata dall'Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani, però questo passava il convento questa sera. Ecco. Venite a cucinarmi voi se ne avete voglia!
Comunque bisogna dire che questa è proprio un periodo sfortunato; prima l'infortunio alla spalla che mi ha tenuto fermo per molte settimane e adesso l'infortunio al polso e temo che questa brutta infiammazione al tendine, possa compromettere la stagione e mettere in serio pericolo il resto della mia carriera di... di... vabbé, di quello che faccio in palestra qualunque cosa sia. L'ultima volta che ci sono andato, sono stato un'ora a sollevare pesetti da un chilo sudando come un lottatore di sumo in una sauna finlandese e poi arriva questa ragazzetta tatuata che mi fa “Scusa, quanto ti manca con i pesetti leggeri che mi servono per riscaldamento?”. Stronza. Valle a spiegare che hai un infiammazione alla mano che non riesci a reggere neanche una matita e che se fossi stato in forma avresti sollevato anche lei... altro che pesetti da un chilo! Comunque questo è un vero dramma, perché la mia preparazione atletica è adesso ferma. Non posso fare nulla e presto mi sgonfierò come un Muffin mal riuscito. E comunque non è possibile che non riesca a calare di un etto. Lo sapevo che dovevo togliere la catenina prima di salire sulla bilancia e poi avevo anche le mutande in dosso, quindi sicuramente il peso era falsato. Tolti gli orpelli, starò intorno agli 87, di sicuro. Quindi il peso annotato è da invalidare. Ecco spiegato l'etto in più rispetto al mese scorso.
Che poi la bilancia è veramente meschina. Perché quando provi un paio di jeans di una taglia più piccola, magari non si chiudono proprio alla perfezione, però se trattieni il respiro fino a diventare cianotico, riesci a tirare su la lampo e allacciare il bottone. Invece sulla bilancia puoi tenere il respiro finché vuoi, ma il peso sempre quello rimane.
E comunque sono sicuro che la mia bilancia non funzioni bene.
Comunque non demordo, sarò anche infortunato, ma il mio obiettivo rimane sempre quello di diventare come Marco Dapper (in foto) entro l'estate. Cosa ci vorrà mai, in fin dei conti? Basta solo prendere sei mesi di aspettativa a lavoro e trasferirsi in palestra. Potrei dormire sulla leg machine che non si direbbe, ma è molto comoda se non si è costretti a sollevare cento chili. E poi in sala c'è anche il distributore di barrette iperproteiche e integratori energetici, quindi non dovrei neanche uscire per andare a fare la spesa. Credevo fosse assurda come idea, ma più ne parlo e più mi convinco che la cosa potrebbe essere fattibile. Vado a chiedere l'aspettativa allora, sicuramente non faranno storie se gli spiego che è per dimagrire...

8.2.10

Paranormal Activity

  

A me i film horror son sempre piaciuti. Il vero problema è trovare dei film che siano veramente spaventosi ché il più delle volte o hanno delle trame soporifere e tutte uguali tra loro con la vittima che scappa al piano di sopra per rifugiarsi non si sa dove, per poi venir fracassata a metà scala. Oppure sono semplicemente sciocchi e se spaventano è solo per i forti sbalzi sonori. Questo Paranormal Activity sembrava diverso dagli altri prodotti horror e si proponeva come il caso cinematografico dell'anno per due motivi: il primo è che è costato solo 15 mila dollari, praticamente quanto una borsa di Louis Vuitton e il secondo è che viene distribuito come il film più terrificante e spaventoso dell'anno e effettivamente ora che ci penso non è che nella pubblicità possono dire "Paranormal Activity, il film che è carino, ma non aspettatevi nulla di particolare perché non succede nulla fino alla scena finale". La trama è presto detta, c'è questa giovane coppia di fidanzatini che si trasferisce in questa grande casa (che per la cronaca è l'abitazione del regista Oren Peli) e iniziano a sentire dei rumori sospetti tanto da volerli documentare tramite telecamere. Ebbene, lo stile è in perfetto The Blair Witch Project, con l'occhio della telecamera che è il punto di vista del telespettatore e questo Paranormal ripercorre anche le stesse identiche tappe di Blair Witch con un inizio con la presentazione dei personaggi e poi le prime rivelazioni paranormali con la suspence che cresce ma non succede nulla e poi la scena finale con il "Buuuu!" che fa saltare dalla poltrona, ma succede tutto così in fretta che se sbattete gli occhi vi perdete l'unica scena interessante del film. Paranormal Activity non sarebbe neanche male, se fosse il primo esempio di questo tipo, ma sfortunatamente per lui arriva dopo una serie di pellicole che si sono scopiazzate a vicenda l'una con l'altra e quindi già sappiamo cosa ci aspetta e forse la cosa che fa più paura nel film, è l'arredamento della casa che neanche mia zia in campagna metterebbe quei mobili.
Ed ora una notizia di quelle che non interessano a nessuno. Pare che il regista avesse pensato ad un altro finale per questo film, ma che poi Steven Spielberg, arrivato in possesso della pellicola, gli abbia consigliato una conclusione più d'impatto e allora... qui sotto vi metto i due finali che non vedrete mai al cinema. 
 

7.2.10

Icone Gay - part.2



Icona gay Si definisce icona gay un personaggio pubblico con ampio numero di ammiratori appartenenti alla comunità LGBT, un punto di riferimento per l'immaginario della cultura LGBT.
Wikipedia

Ho letto sul TgCom, che Massimo Scattarella (un concorrente del Grande Fratello di quest'anno nrd), si è proposto come prossima icona gay italiana. Tralasciano la serietà delle notizie date da TgCom, ammetto di essermi fermato al titolo e di non aver neanche continuato a scorrere l'articolo che sinceramente trovavo interessante come la televendita di un cammeo in onice e preziosi. Oltretutto qualcuno dovrebbe andare da questo ragazzetto a spiegargli che non funziona così. Nel senso: non è che uno si sveglia la mattina e si propone come icona gay. No. Devi appartenere ad una categoria ben precisa per aggiudicarti il titolo di icona gay e poi c'è tutto un percorso da seguire e se sei uomo la strada è decisamente in salita e insomma, lo so che è complicato come discorso e che non si può estinguere con due chiacchiere su un blog, però ho provato a suddividere le icone gay in varie categorie per riuscire a comprendere meglio quell'assurdo fenomeno che è la trasfigurazione da divo, ad icona.

La Trash/Baraccona 
Prendete una vecchia gloria del passato; una cantante famosa negli anni '80 di quelle che ha fatto una canzone che ha spaccato una cifra e poi non è più riuscita a bissare quel successo e gli anni passano per tutti e la fama si affievolisce e arrivano le nuove leve sempre più giovani e zoccole a scalzarti dall'Olimpo di diva del pop. Ecco, icone trash/baraccone non sono più sulla cresta dell'onda, ma sono ancora capaci di riempire le pagine dei giornali grazie ai loro show pieni di piume, diamanti e tante operazioni chirurgiche. Esempio emblematico è la divina Cher, arrivata al successo negli anni sessanta, e poi l'Oscar come miglior attrice e una serie di alti e bassi dove il suo nome compariva soprattutto poiché sinonimo di "completamente rifatta" e effettivamente se vogliamo fare i puntigliosi si annoverano operazione al naso, ai denti e poi il seno e anche addome e glutei, le guance e c'è chi giura si sia fatta asportare una manciata di costole per rendere più sottile il girovita, ma nonostante questo (e per certi versi anche grazie a questo), lei è sempre rimasta una delle artiste più amate d'America. Altro caso lampante è quella mummia di Dolly Parton che riempie ancora gli stadi con i suoi concerti da tutto esaurito. Insomma, le trash/baraccone sono quelle donne forti che hanno saputo traghettare il loro personaggio da una generazione all'altra, senza farsi scalfire dal tempo che passa e dalle mode che cambiano. Anche l'Italia ha le sue trash/baraccone, una di tutto rispetto è la regina indiscussa del circo Moira Orfei, che nonostante i suoi ottant'anni rimane ancora sulla cresta dell'onda grazie a un trucco pesante come uno strato di intonaco e tanta professionalità. 

La Svalvolata
Da sempre le disgrazie altrui appassionano i lettori di riviste di gossip come nel caso della povera Britney Spears che più impazziva e più i giornali ci ricamavano sopra vendendo milioni di copie. Quella della svalvolata è una categoria che vende e impazzire è uno dei modi migliori per finire sulla bocca di tutti. Lo sa bene Kate Moss pagata il doppio da quando si è redente e ha "smesso" di drogarsi e lo sa bene anche Lindsay Lohan che entra e esce dalle cliniche e ogni volta che si fa vedere in giro (ubriaca) ottiene una pagina sulle riviste di gossip. Più ti ricoverano e più fai breccia nei cuori dei gay che si appassionano alle storie di questi personaggi trasgressivi e tormentati che spesso nascondono solamente storie di disagi e solitudine. L'esempio italiano direi che può essere Loredana Bertè apprezzatissima cantante che accompagna ad ogni sua esibizione un penoso teatrino che ormai poverina con la testa non ci sta proprio più e intanto i gay la osannano ricordando i tempi che furono.

La "Ho molti amici gay...!"
Tra tutti i personaggi che dicono di stare dalla parte degli omosessuali, quelli che detesto maggiormente sono quelli che vanno a dire ai giornali che loro hanno molti amici gay. Che poi secondo me se andiamo a vedere bene, i loro amici sono il parrucchiere o il visagista o il truccatore o il costumista o la donna delle pulizie. Se li pagate per starvi vicino, non sono catalogabili come amici, questo sia chiaro una volta per tutte. La "Ho molti amici gay", ovviamente è una diva dello spettacolo e il più delle volte si circonda di gay solamente per riuscire a stare al passo con i tempi dato che si sa che i finocchi sono sempre un passo avanti nelle tendenze e poi i gay hanno sempre molti amici influenti e se piaci a loro, stai pur sicura che allora piacerai a tutti. Allora basta mettere negli spettacoli delle coreografie alla moda e dei vestiti appariscenti e un tocco di rosa e il gioco è fatto. Mi viene in mente il nome di Madonna, ma anche le Spice Girls o Britney Spears, Lady Gaga o le Girls Aloud rientrano di sicuro in questa categoria. L'esempio italiano direi che può essere Lorella Cuccarini, che negli anni si è costruita una carriera sulle spalle degli omosessuali, ma che se da domani divenissero di moda... non lo so... i nani per esempio, allora tutti si presenterebbe in ogni spettacolo con un nano in braccio.

Il Prendimi e aprimi
Qualcuno avrà notato, che la maggior parte delle icone gay sono di sesso femminile. Questo deriva dal fatto che un finocchio non può adorare un altro uomo, senza volerselo portare a letto almeno una volta. E quindi il discorso sfocia nel sogno erotico e non più nell'icona. Esempio lampante sono i rugbisti francesi del Dieux Du Stade, che ogni anno spuntano sempre più sexy in un nuovo calendario ed è un tripudio di foto ad alto tasso testosteronico e posizioni allusive e corpi perfetti e vedo non vedo e addirittura quest'anno hanno fatto una foto con la palla da rugby ricoperta di specchietti come fosse una palla da discoteca che insomma, adesso venitemi a dire che la palla glitter è da etero! Ovviamente fa parte di questa categoria anche il curatissimo David Beckham che come i rugbisti incarna un ideale di bellezza, pulita sana e che porteremmo volentieri sotto le coperte. Dunque secondo me l'amicizia tra i gay e le icone maschili non esiste, sono tutti sogni erotici. Tra gli italiani segnalo Francesco Totti, ma anche Fabio Cannavaro e Mirko Bergamasco e molti altri che noi gay porteremmo molto volentieri sotto le lenzuola.

La Bella e Sfortunata
Non di solo glitter è fatto il mondo delle icone gay e le luci dei riflettori spesso sono costrette a spegnersi ancora prima che lo spettacolo finisca, lasciando un profondo vuoto. E' il caso della principessa di Monaco Grace Kelly amata per la sua eleganza e per i suoi modi gentili e ovviamente per le sue sublimi interpretazioni cinematografiche, ma stroncata da un terribile incidente stradale. O magari Julie Andrews amata dal pubblico omosessuale, quanto dalle famiglie tradizionali per la sua forza interpretativa e i suoi personaggi da sempre rivoluzionari, ma costretta a lasciare le scene a causa di una sfortunata operazione alle corde vocali che l'ha portato via per sempre la splendida voce. C'è poi il caso di Marilyn Monroe, con la sua facciata sempre sorridente che nascondeva però chi sa quale dramma interiore, ma l'esempio più recente, è forse quello di Diana Spencer, la principessa triste amata da tutti, tranne che dal suo Carlo; sappiamo tutti come è andata a finire la storia e non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Le icone belle e sfortunate incarnano da sempre l'eleganza e lo stile e la loro triste favola trasformatasi in incubo, le rende immortali e amate da tutti, ma soprattutto dai gay. In Italia, credo sia unanime assegnare il titolo di bella e sfortunata alla cantante Giuni Russo, lei che prima di diventare icona, le battaglie gay le ha combattute sulla propria pelle e che abbiamo visto sfiorire con un dignità tale da commuovere.