A chi interessa la musica di Beyoncé?
Bho, diciamo che io in teoria non è che me la sia mai cagata più di tanto; nel senso che sì, lei brava e bei video e canzoncine carine e però finisce lì. Non mi strappo di sicuro i capelli.
Poi vabbé, lei ha sempre venduto cifre da capogiro e tutto è iniziato nel lontano 1997, quando un gruppetto di quattro squinzie come ce ne sono molte, piazza un singolo alla numero 3 della Billboard Hot 100 e da lì è stato tutto un crescendo e la storia che ha portato Beyoncé a diventare quella che è la conosciamo benissimo e sappiamo qual è stato il percorso che l'ha condotta a questo 4. Che poi vabbè, il nome dell'album ha molteplici significati e sta a simboleggiare il quarto album della cantante, ma anche la sua data di nascita che è il 4 settembre e pure il giorno del suo matrimonio che è stato un 4 di non so cosa e minchia che fantasia! Vabbè, contenta lei... secondo me sono motivazioni un po' fasulle e però fondamentalmente non mi interessa molto e invece è più interessante sapere che questo è il primo album che produce senza il suo paparino che le para le chiappe e posso dire che forse non era ancora il caso di spiccare il volo da sola? Ok, con questo lavoro la Beyoncé si discosta da tutte le sue colleghe che hanno puntato su un sound più commerciale e questo è un disco intimo e sofisticato e che nasce esclusivamente dalla passione per la musica e non segue le mode del momento e però che due palle micidiali!
1+1
4:33
Avete presente il singolo di lancio Run the World (Girls)? Ecco dimenticatelo, perché l'album non c'entra proprio una ceppa con quella canzone e con quel ritmo tutto da ballare e invece è molto più simile alle atmosfere meditative di questo pezzo che si apre con un riff alla chitarra e che fa da accompagnamento alla voce calda di Beyoncé, che però sembra non riuscire a trattenere un singhiozzo che esplode puntualmente alla fine di ogni frase. Yuph!
voto:
★★★★★
I Care
3:59
Secondo pezzo mediamente anonimo, nel senso che la parte strumentale non dice nulla di interessante e anche la parte cantata ricorda una brutta copia di brani tipo Halo.
voto: ★★★★★
I Miss You
2:59
Ballad struggente già nel titolo, che però manca di quel qualcosa che l'avrebbe resa memorabile e il beat sembra fatto con un applicazione gratuita dell'iPhone e il tutto si regge in piedi solo grazie alla voce di Beyoncé; ma tipo che se una cosa simile la cantava Katy Perry c'era da ridere.
voto: ★★★★★
Best Thing I Never Had
4:13
Secondo singolo estratto dall'album e ci troviamo d'innanzi ad una mega ballad struggente; ma a differenza delle precedenti che abbiamo incontrato fino ad ora, qui la produzione è ricca di elementi e ci sono gli archi e il pianoforte e i cori e i contro cori e il pezzo è un classico alla Beyoncé che non apporta nulla di nuovo alla sua carriera, ma quantomeno è gradevole e rimane solo la perplessità di averlo scelto come singolo "estivo", ché di solito in questo periodo si preferiscono brani più ritmati e invece lei se ne è uscita con questa tristonata micidiale e ho letto che è stata una mossa coraggiosa, ma invece secondo me è stata una scelta obbligata dato che tutte le altre tracce fanno di sicuro più cagare.
voto: ★★★★★
Party (ft. André 3000)
4:06
Collaborazione con André 3000 che è uno dei due Outkast e dietro le quinte c'è anche lo zampino di Kanye West e però da tutta questa fatica non ne viene fuori nulla di interessante e questa volta mi sento di dire che è molto bello il rap di André e interessante l'atmosfera vagamente anni '70 di Kanye e però fastidiosissima la voce di Beyoncé che mi viene proprio da dirle - E sta un attimo zitta che cazzo! -.
voto: ★★★★★
Rather Die Young
3:43
Ancora un brano lento e questa è decisamente noia formato musica. Bocciato sotto tutti gli aspetti.
voto: ★★★★★
Start Over
3:19
Si migliora ma di poco con Start Over, che sveglia un po' dal letargo nel quale stavamo cadendo, ma la composizione è troppo piatta per farsi notare e non bastano gli svasi canori e i vari Ouuuuooouuuhhh!! tanto cari alla Beyoncé.
voto: ★★★★★
Love on Top
4:28
Ok, l'intento lo ho capito e era quello di puntare sulla voce e riprendere le atmosfere dell'R'n'B di trent'anni fa e l'operazione vintage può essere anche gradevole e ha un non so che di elegante e a tratti mi ricorda anche un Michael Jackson esordiente; ma siamo lontani anni luce dalla Don't Stop 'Til You Get Enough alla quale secondo me strizza l'occhio. E poi, farlo durare tipo due minuti di meno, no?
voto: ★★★★★
Countdown
3:34
Cambiamo rotta e troviamo questo pezzo mezzo regge che però mi lascia un po' bho e secondo me una cosa simile la poteva cantare Rihanna e ora che ci penso pare anche un po' Man Down, ma è più brutta, sia per intensità del testo che per la musica.
voto: ★★★★★
End of Time
3:44
Inizio scoppiettante per una marcetta che prova a riprendere per i capelli questo disco, ma che poi si rivela subito due palle storiche.
voto: ★★★★★
I Was Here
4:00
Tornano le atmosfere romantiche e delicate, per un brano scritto nientemeno che dalla queen of the ballad Diane Warren e la mano di un'artista sapiente si sente eccome; per un pezzo che se uscisse come singolo (me lo auguro) diventerebbe di sicuro la nuova If I Were a Boy, ma anche di più e forse fa un po' colonna sonora di Avatr per l'eccessivo buonismo, ma cazzo quanto è bello quando dietro ad una bella melodia si nascondono parole intense come queste e non la solita solfa alla "Hey Mr. DJ pompa la musica!".
"I wanna say I lived each day, until I died
You know that I, been something in, somebody’s life
The hearts I have touched, will be the proof that I leave
That I made a difference, and this world will see
I was here…"
"Voglio dire che ho vissuto ogni giorno, fino a quando sono morta
Tu sai che sono stata qualcosa nella vita di qualcuno
I cuori che ho toccato, saranno la prova che lascio
Che ho fatto la differenza, e questo mondo lo vedrà
Ero qui…"
voto: ★★★★★
Run the World (Girls)
3:56
Questa
Run the World (Girls) a me non dispiace affatto, ciò non toglie che inserita in questo disco intimo e in particolare ascoltata dopo il romanticismo di
I Was Here, arrivi come un rutto dopo una pomiciata. Come precedentemente detto, il beat non è originale, ma è ripreso da
Pon de Floor di Major Lazer e vabbè, a me piace. Seguite il link se volete saperne di più
[LINK].
voto: ★★★★★