Magnifica Presenza


Non so se avete presente il telefilm American Horror Story; bene da questo togliete l'America, toglieteci l'horror e poi togliete anche lo story e quello che resta è la trama di questo Magnifica Presenza.
Che poi, ormai stai sicuro che ogni due anni uscirà un film di Ferzan Özpetek, proprio come sai già che ogni quattro anni febbraio avrà 29 giorni. 
Ok, Ferzan nella sua carriera avrà anche azzeccato un paio di pellicole per puro culo, ma da quel giorno in poi ha vissuto di rendita, sfruttando temi alla portata di tutti e mischiando di volta in volta le carte in tavola e così troviamo la tematica gaia che fa felici gli omosessuali e fa sembrare Özpetek un regista d'avanguardia; ci sono i rimandi al nazismo che lo fanno apparire come un regista di spessore; c'è la famiglia e la saggezza degli anziani che lo fanno diventare amato dalla gente comune.
Tematiche di tutto rispetto, per carità; però sono dieci anni che ce le rifila e le storie che costruisce attorno, sono spesso inconsistenti. Ogni volta la carne al fuoco è tanta, ma poi si riduce ad essere solo fumo.
Magnifica Presenza è l'emblema della sua regia tutto fumo e niente arrosto e mille sono le trame che si intrecciano e c'è Elio Germano finocchio e confuso che non sa come definirsi e c'è il vicino di casa bono che gli fa gli occhi dolci e c'è il ragazzo che fa una scenata perché stufo dei suoi continui messaggi e c'è il covo delle trans che non si sa cosa cuciano tutto il giorno e non si capisce dove si ritrovino e c'è Platinette che dispensa consigli tipo Brucaliffo e c'è la travestita dalla doppia vita e c'è la compagnia di teatro fantasma imprigionata nella casa ed è un po' come giocare alla caccia all'intruso; tutti gli argomenti hanno un filo conduttore tranne uno e Ferzan quale sceglie di raccontare? L'unico del quale non fregava un cazzo di niente a nessuno: la compagnia teatrale fantasma.
E così ti ritrovi a veder un film che parla di finocchi, ma che se fossero stati etero non sarebbe cambiato proprio nulla e ti ritrovi a pensare che vuoi sapere qualcosa di più sul vicino di casa o sulla trans del tram o sul tipo sclerato che manda a quel paese Elio Germano e invece non si va oltre al racconto di fantasmi e non venitemela a menare con la storia della simbologia e le metafore, perché se avete creduto a queste cose allora significa che con voi l'operazione fumo negli occhi è riuscita alla perfezione, perché dietro alle allegorie e le frasi da Baci Perugina che abbondano neanche il film fosse stato scritto da Federico Moccia, alla fine manca proprio tutto.
E l'impressione (la mia impressione) è che Özpetek abbia preso due film differenti e li abbia incollati forzatamente insieme; un po' come io se io decidessi di unire a tutti i costi Matrix con Priscilla Regina del Deserto; magari il risultato può anche essere interessante, ma non è detto che abbia un senso.
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13 commenti:

  1. Mi hai letto nel cervello...hai scritto quello che a parole nn riuscivo a dire a quella mandria di gente che continua a dire che è un film stupendo...grazie...

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  2. Ferzan voleva fare un film corale ma non c'è riuscito, voleva trattare con leggerezza le tematiche dell'aldilà e non c'è riuscito, ha continuato a inserire personaggi su personaggi affastellati in un angolo e di cui poi non se n'è saputo più nulla. La funzionalità poi dell'omosessualità di germano è praticamente nulla ai fini dello sviluppo della trama e la parte coi fantasmi è la cosa più triste e becera che abbia mai visto: doveva essere un omaggio a sei personaggi in cerca d'autore ma alla fine questi poveretti non trovano nè l'autore nè se stessi. Sulla carta doveva essere un po' almodovar e un po' giulietta degli spiriti di fellini e invece è solo un gran minestrone insipido.

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  3. ecco la cosa più incomprensibile sono tutti quegli spunti a cui non viene dato seguito... il vicino dagli occhi dolci... le ragazze almodovariane del bar che sembrano sapere qualcosa della casa... eccetera eccetera... e poi veramente come gli sarà venuto in mente il laboratorio delle transone....

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  4. Mi ritrovo perfettamente d'accordo, come sempre, col tuo giudizio, ma anche con quello di Shakespeare.

    Innanzitutto, di Özpetek mi sono piaciuti solo due film.
    Gli altri non li ho proprio visti o se li ho visti non ho pagato il biglietto. L'ho anche incontrato un paio di volte dal vivo per ragioni professionali e magari avrei voluto dirgli che i suoi film non mi esaltavano, ma per le stesse motivazioni per cui l'ho incontrato non ho potuto, purtroppo, dirlo.

    La cosa più triste però è la sua piccola corte dei miracoli che lo osanna.

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  5. Sei stato sin troppo carino, mi stai invecchiando. Con un 'film' così brutto con ci sono parole che tengano, solo insulti, ma tanti.

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  6. questi giorni mi sono andato a leggere un pò tutti i commenti che ho trovato tra i blog, un pò come la visita dei sepolcri.
    che il tuo sarebbe stato il più negativo di tutti non ne avevo dubbi:
    1 perchè ormai sei prevenuto e quel disgraziato può fare anche il film capolavoro del secolo che tu getterai sempre merda sopra,(basti pensare che gli rimproveri pure il fatto che fa un film ogni due anni!)
    2 perchè sei tra quelli che pensano che "faccia figo" dire che i film di Ozpetek sono brutti.
    credo che tu sia stato troppo drastico nel giudizio, voglio dire non salvi proprio nulla? (io per esempio ho adorato il profilo dello sfigato ad oltranza, del protagonista, da dedicare un intero post sul mio blog)
    quando si è cosi implacabili e definitivi molto spesso si è anche un pò frettolosi e sommari nel giudizio, cavolo sei un architetto, mica un ragioniere! dovresti avere una sensibilità artistica da poter cogliere altro,
    con questo non voglio dire che tutti i suoi film sono belli, anzi, ma di qui a paragonarlo ai film di Moccia ce ne vuole...

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  7. >>>Nato Stanco
    Eppure mi pare di aver fatto una critica approfondita e per niente frettolosa, comunque posso provare a farmi capire di nuovo; partiamo dal film ogni due anni.
    L'impressione (e ti parlo solo di impressione) è che i suoi lavori abbiano una data di scadenza e che come vengono vengono, ogni due anni lui deve farli uscire per forza. Dov'è in tutto ciò l'ispirazione? Non è forse questa che differenzia l'artista dal manovale?
    E poi non è vero che sono prevenuto, se un lavoro è bello, sarebbe da stupidi cercare cavilli per parlarne male solo perché fa fico; in questo caso non ho tirato in ballo dettagli tecnici o piccole falle nella sceneggiatura che si possono perdonare, qui va malissimo tutto. Le idee sono poche e per compensare ci ha buttato dentro una caterva di personaggi spalla che non hanno alcun ruolo.
    Io ringrazio Ferzan perché ogni volta ricorda a tutti che gli omosessuali esistono e riporta l'attenzione su temi importanti, ma ormai da troppo tempo ha perso l'ispirazione e da regista, è diventato un semplice cameramen.

    Agli altri rispondo dopo, scusate.

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  8. Vedrò e commenterò.
    E siccome ormai pare che non sei un blogger figo se non scrivi un post che si intitola "Magnifica presenza", mi toccherò scrivere anche a me un post in cui farò la recensione. :)

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  9. L'ho visto l'altra sera e sinceramente la penso come te, mine vaganti raccontava una storia, questo neanche quella un grande cast che si perde in niente...

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  10. Forte, bel post. Riassume un po' quello che ho sempre pensato di Ferzan. E si capisce tutto anche già dal titolo.

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  11. Ma dai, pensavo ci andassi giu' molto piu' pesante. Di questo film salvo Roja e la Minaccioni, per il resto, a distanza di giorni, non m'è rimasto davvero nulla.

    E comunque, leggendo i due post in sequenza, mi sento di dire: Ozpetek come Madonna?

    Supersimo

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  12. Come promesso, l'ho visto e ci ho anche scritto un post sul mio blog.
    A differenza di te e dei tuoi lettori, a me il film è piaciuto. Non entrerà nella top ten dei migliori film della mia vita, ma non me la sentirei di dire che fa cagarissimo.

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  13. "Agli altri rispondo dopo, scusate".
    Scusato. Ma dopo in che senso? :)

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