30.3.12

Madonna cover story: Erotica


1992 - Erotica. Il 1990 si chiude alla grande con il primo greatest-hits di Madonna. The Immaculate Collection vende tipo un botto di copie e dal disco vengono estratti cinque singoli e due inediti tra cui Justify My Love; a mio avviso, è proprio qui che inizia l'era Erotica.  Il video mostra una Madonna mezza ubriaca che vaga per un albergo di Parigi e ci sono scene sadomaso, festini gay e baci lesbo. Ovviamente scatta subito una mega polemica [VIDEO].
Non contenta, Madonna sfila bocce al vento per Jean Paul Gaultier e poi, nell'ottobre 1992, escono quasi contemporaneamente l'album Erotica e il libro Sex. Il video del primo singolo estratto è proprio Erotica che viene accusato insieme al libro Sex, di essere gratuitamente pornografico e apriti cielo. Nessuna casa discografica vuole correre troppi rischi e per pubblicare l'album Madonna fonda la propria casa discografica, la Maverick. I fans sono delusi e il disco floppa, diventando l'album meno venduto della storia di Madonna. Ma tranquilli, nel 2003 ci penserà American Life a fare ancora peggio, con l'unica differenza che American Life è effettivamente un album senz'anima e che doveva essere sovversivo, ma risultò solamente noioso. Erotica invece, sfruttò il tema della rivoluzione sessuale particolarmente caldo in quel periodo (ma non ancora del tutto esploso), per trarne vantaggio. Semplice strategia di marketing o reale intuizione artistica, questo non lo sapremo mai, ma venne fuori quello che io ritengo essere il disco più bello della sua carriera e l'unico che fu accompagnato da un progetto ben preciso. Questa felicità artistica, si rispecchia anche nella stupenda cover, dove finalmente troviamo un'immagine elaborata e non la semplice foto da album dei ricordi e il geniale font con il nome del disco, sembra uscire dalla bocca di Madonna come fosse un sussurro. La sua espressione goduriosa segue perfettamente il concept dell'album e, sebbene le vendite siano deludenti, Erotica coglie nel segno e va a sfrgugliare quegli argomenti ancora tabù, come il sesso e la lussuria e soprattutto l'omosessualità. Le vendite vanno male, ma un modo o nell'altro, tutti parlano ugualmente di Madonna e il disco diviene immortale.

29.3.12

Quasi amici - Intouchables


Se avessi iniziato questo post dicendo: "Quasi Amici è un film francese che parla di un badante nero e un tetraplegico...", probabilmente la gente sarebbe corsa via a gambe levate e mi sembra quasi di sentire i loro commenti che dicono: - Cristo santissimo, ma tu un film allegro no eh?! Ti saluto tesoro, preferisco vivere... -. E invece no. Perché sebbene quanto raccontato sia ispirato ad una storia vera, sebbene parli di un handicappato, il film è tutt'altro che drammatico. Beh vabbè, ovviamente il tema di fondo rimane quello e per quanto l'argomento possa essere trattato con leggerezza, non è Tutti pazzi per Mary e ecco insomma, questo penso sia chiaro. Eppure si ride parecchio. Perché i tempi comici sono quelli della commedia, come anche è rubato alla commedia l'atteggiamento dissacratorio nei confronti della paraplegia e dici: - Sì, vabbè, è facile ridere di queste cose quando poi te ne torni a casa sulle tue gambe... -, e forse da una parte è così, ma credo che l'intento del film sia anche quello di raccontare in modo assolutamente non banale, il lato sereno della malattia. Due persone molto diverse tra loro si incontrano e lasciano scattare qualcosa che va al di là del rapporto fisico e il titolo brutto italiano (Ma dai? Anche stavolta hanno storpiato il titolo originale? Che strano...), recita "Quasi Amici" e non so se possiamo definirla realmente amicizia quella che nasce tra il ricco tetraplegico e il badante senegalese, ma senza dubbio possiamo dire che abbiamo bisogno di un'altra persona per provare almeno ad essere felici.
La scena finale con l'immagine del vero Philippe Pozzo di Borgo, tetraplegico dal 1993, ci riporta alla realtà e forse per un attimo fa sparire dal volto quel sorriso che ci ha accompagnato per tutto il tempo; ma se da un lato ci fa pensare alla sofferenza che si deve nascondere dietro una vita simile, dall'altro ci ricorda che quelle risate e quei momenti di gioia, non sono stati solo una finzione cinematografica.
Il retrogusto amaro rimane come è giusto che sia dato il tema trattato, ma si intravede uno spiraglio e non è un caso che in patria questo Intouchables sia diventato in brevissimo tempo il secondo film francese più visto nella storia del cinematografia francese e non è un caso neanche che qui da noi abbia raggiunto la vetta  della classifica, scavalcando anche il nostro Magnifica Presenza; perché Quasi Amici è un film proprio bello e confezionato in modo esemplare e credo che il cinema francese, anche questa volta, abbia dato una vera lezione di stile al cinema d'autore italiano, mischiando semplicità, ironia e dramma. 

28.3.12

Operazione Mateus Verdelho #3


Peso attuale 89.4 kg
Ho ripreso la palestra, ho ripreso a mangiare e ho ripreso anche due chili. 
Che poi, l'altro giorno accendo la tele e, un po' distrattamente, inizio a guardare la trasmissione con Licia Colò e lo so che adesso starete pensando: - Scemo tu che guardi quelle cose culturali! - e effettivamente se avessi messo qualcosa tipo Pomeriggio5, a quest'ora non starei qui a farmi tutte queste pippe mentali e starei vivendo spensieratamente nella mia beata ignoranza e invece ho beccato proprio Licia Colò e in quel momento stava spiegando di quanto facciano male le bevande gassate e ok, non ci vuole il genio di Licia per dire una cosa simile; ma quando mi ha fatto notare che una lattina di CocaCola contiene 35 grammi di zuchero, allora mi è preso un po' il panico. Ma voi lo sapete quanti sono 35 grammi di zucchero? Beh sono tipo l'equivalente di dieci zollette di zucchero.
Tachicardia. Io sono tipo un Coke-dipendente!
Che poi, non sopporto quelli che vanno a cena fuori e ordinano olive ascolane e supplì e fiori di zucca e pizza napoletana con bufala e pachino e poi: - Per me una Coca Zero, non vorrei appesantirmi troppo... -. Ma fatemi il piacere. Però ecco, questa storia delle zollette di zucchero mi ha un attimo sconvolto e dato che io non mi faccio assolutamente condizionare dalle cose (no, no... credici), l'altro giorno stavo facendo la spesa al supermercato e tipo che di ogni prodotto che prendevo in mano, leggevo l'etichette con i valori nutrizionali e ho notato che anche degli innocui succhi di frutta, in verità contengono una valanga di zuccheri aggiunti. Panico. Ma non è frutta? No e infatti adesso sto attento a comprare solo quelli dove c'è scritto a chiare lettere 100% succo di frutta o senza zuccheri aggiunti.
Pare 'na cazzata e probabilmente gli addominali rimarranno sepolti da strati di lardo anche eliminando tutte le bevande dalla mia vita, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.
Un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per la prova costume.

27.3.12

Madonna - MDNA (Deluxe Version)


È ufficialmente uscito MDNA, che poi sarebbe il dodicesimo album di studio di Madonna e se c'è una cosa che lei sa fare bene, è attirare l'attenzione su di se e lo ha fatto egregiamente con la pantomima al Super Bowl e poi però boh, la promozione del disco è finita lì.
Con Lady GaGa completamente sparita dalla faccia della terra e Katy Perry ormai al suo quindicesimo singolo estratto e Rihanna impegnata nella promozione del film e Britney Spears intenta a magiare ciambelle glassate, è sin troppo facile riprendersi lo scettro di regina del pop.
Il nuovo contratto e la nuova etichetta discografica lasciavano sperare in qualche evoluzione straordinaria, una di quelle alle quali ci aveva abituato e che hanno sempre fatto moda e invece questa volta non ha tirato fuori proprio nulla di nuovo. A quattro anni di distanza da quell'Hard Candy che non era stato tanto apprezzato e che era stato accusato di aver seguito il filone del momento (e infatti c'erano le collaborazioni con Timbaland e se nel 2008 non facevi una canzone con Timbaland, allora non eri proprio nessuno), Madonna deve essersi chiesta: - Come posso risollevare la mia popolarità e tornare ad essere la troia di sempre? -. Ovvio, prendendo la macchina del tempo ripescando alla cazzo di cane successi del passato. E così troviamo la dance-music di Confessions on a Dance Floor che tanto era piaciuto ai fan e troviamo un po' di altra roba che mette tutti d'accordo senza osare nulla di nuovo. Ma se Confessions aveva un suo carattere e ha segnato in qualche modo un periodo, questo MDNA pare un disco nato senza un progetto; confezionato in fretta e furia e fatto uscire solo perché c'era bisogno di ricordare al mondo che Madonna ancora non è andata in pensione.
La sentiamo risfoderare la vocina acuta alla Material Girl e quella sussurrata da pappona come in Erotica e quella potente di Ray of Light e ci butta in mezzo un po' di tutto e il risultato è che mancano le tracce iconiche che ascolteremo anche a distanza di molti anni e tutto si riduce ad essere un disco usa e getta, con qualche pezzo ben prodotto, ma che lascia poco il segno.
È il prezzo da pagare, per aver messo da parte i sentimenti e aver confezionato un disco con un unico obiettivo nella testa: sbaragliare la concorrenza. E io me la immagino mentre telefona a Benny Benassi o a William Orbit o Joe Henry o Martin Solveig e urlando tutta incazzata, dice: - Scrivetemi un pezzo che sradichi dalle prime posizioni quel sacco di merda di Adele e quella decelebrata della Perry! - e il risultato è che MDNA è un disco che manca completamente di un filo conduttore e manca di un progetto e manca di una vera sostanza che rimanga e ci seduca ancora, anche tra dieci anni.

Girl Gone Wild
Ovvero la Celebratio 2.0. Nel senso che il beat è esattamente lo stesso che avevamo già sentito nell'inedito estratto Greatest Hits Celebration e il pezzo è discotecaro, orecchiabile e unz! unz! al punto giusto per piacere a tutti e se l'intento era quello di spazzare via l'orrida Give Me All Your Luvin', allora direi che l'obiettivo è stato raggiunto, ma l'effetto è deja vu ed è subito 2009.
★★★ 

Gang Bang
Altro brano dance bello tosto, cupo e quasi dark. Orbit come produttore ci sa fare e il pezzo regge alla grande per quasi tutta la sua durata; poi però Madonna impazzisce e si mette a gridare: - Now drive bitch! I said drive bitch! - come se per sembrare più giovane e giusta, abbia bisogno di dire parolacce senza senso. Fosse durata un minuto di meno e avessero tagliato lo sbrocco finale, sarebbe stata il suo piccolo capolavoro.
★★★ 

I’m Addicted
Brano super sperimentale, che nasce grazie alla collaborazione con The Demolition Crew; i suoni elettronici si intrecciano in modo martellante e forse il risultato è più confusionario che gradevole, ma lo metto ancora tra i pezzi interessanti del disco.
★★★ 

Turn Up The Radio
Madonna che canta Martin Solveg, nel senso che qui siamo ampiamente nel territorio del dj francese e Madonna sembra essere l'ospite d'onore. Eppure il brano è talmente orecchiabile e sciocchino, che funziona alla grande e non mi stupirei se fosse un prossimo singolo.
★★★  

Give Me All Your Luvin'
Primo singolo estratto, per questa nuova era MDNA e se il pezzo è stato pensato solo ed esclusivamente per l'esibizione del Super Bowl allora dico che è da pazzi, ma che ha un suo senso; se invece è stato scritto proprio perché gli piaceva questo sound da cheerleader demente, allora qualcuno ha completamente floppato perché la canzone è semplicemente brutta. La presenza di Nicki Minaj e M.I.A. poi, è inutile e umiliante per chi si è costruita una carriera con fatica e intelligenza (Nicki, ovviamente non sto parlando di te).    



Some Girls
Pezzo electro-funky che vanta un beat di tutto rispetto, ma la parte cantata con Madonna che fa la vocina acuta da scema, è veramente ridicola e rovina tutto.
 

Superstar
Canzone che vede la collaborazione con la figlia di Madonna. Brava Lourd hai fiuto negli affari. Il brano è ridicolo e per quasi tutto il tempo viene intonato un fastidiosissimo "Uh-la-la you’re my superstar" e diciamo la verità, gli unici che son riusciti a fare una canzone seria dicendo "Uh-la-la" sono stati i Goldfrap.
★★ 

I Don’t Give A
Ovvero American Life 2.0. Nel senso che se non vi era bastata Madonna cantare uno pseudo-rap come aveva già fatto in America Life, adesso abbiamo il secondo round e abbiamo anche un'auto citazione quando dice "I tried to be a good girl, I tried to be your wife" ed è subito 2003. Nicki Minaj interviene a metà brano e riesce a cantare la sua solita canzone senza apportare nessu valore aggiunto. Il finale quasi epico e cinematografico è la parte migliore del brano, ma messo qui dentro, non ha alcun senso.
★★ 

I’m A Sinner
Ovvero Beautiful Stranger 2.0. Si gioca con le atmosfere anni '60, dimenticando completamente che l'album era iniziato con un sound dance e che non siamo più nel 1999.
★★ 

Love Spent
Pezzo skippabilissimo. Il beat è inutile e serve solamente come cuscinetto, per preparare l'ascoltatore alle sonorità più calme della traccia successiva.
★★

Masterpiece
Ed ecco la canzone vincitrice del Golden Globe e già contenuta nella colonna sonora di W.E.. Nonostante gli sforzi di rallentare il ritmo canzone dopo canzone, la sensazione è sempre che le cose siano state scritte in momenti diversi; nel caso di Masterpiece in una giornata particolarmente ispirata, nel caso del resto dell'album, sotto effetto di alcol.
★★ 

Falling Free
Se Enya avesse collaborato con Madonna, di sicuro avrebbe scritto questo pezzo qui. Il synth la fa da padrone e le atmosfere elfiche fanno pensare a posti lontani e magici. Abbiamo iniziato questo percorso ballando, adesso siamo pronti per andare a dormire con questo brano che è la classica traccia lenta che chiude gli album di Madonna; nessun colpo di scena e tutto si svolge come i fan vogliono.
 ★★ 

Bonus Tracks

Beautiful Killer
Ovvero Die Another Day 2.0. L'effetto macchina del tempo continua a ripescare nel passato e questa volta si attinge dalla colonna sonora di 007, che qui viene riproposta in versione electro-pop. Ed è subito 2002.
 ★★ 

I Fucked Up
Pezzo autobiografico che affronta la crisi della sua relazione matrimoniale in versione mid-tempo e finalmente abbiamo abbandonato i vari "bitch" urlati gratuitamente e i bassi da club house di periferia, per tuffarci in una ballad introspettiva e dall'atmosfera sofisticata e che mi fa impazzire quando cambia di ritmo.
★★ 

B-day Song
Madonna che arrivata a cinquant'anni suonati, fa la ragazzina e celebra il giorno del suo compleanno e il risultato è peggio della canzone con le cheerleader. M.I.A. prosegue il suo pubblico ludibrio con quest'ennesima collaborazione evitabilissima che sembra la cantilena di una ragazzina viziata.
  

Best Friend
Benny Benassi che tira fuori dal cilindro un beat elettronico perfetto, forse il più bello del disco; ma ci pensa Madonna a rovinare il tutto con strofa e ritornello banali e noiosi. 
★★ 

Give Me All Your Luvin' (Party Rock Remix)
Come se non fosse bastata l'album version, abbiamo anche il remix dei LMFAO. 
 

22.3.12

Magnifica Presenza


Non so se avete presente il telefilm American Horror Story; bene da questo togliete l'America, toglieteci l'horror e poi togliete anche lo story e quello che resta è la trama di questo Magnifica Presenza.
Che poi, ormai stai sicuro che ogni due anni uscirà un film di Ferzan Özpetek, proprio come sai già che ogni quattro anni febbraio avrà 29 giorni. 
Ok, Ferzan nella sua carriera avrà anche azzeccato un paio di pellicole per puro culo, ma da quel giorno in poi ha vissuto di rendita, sfruttando temi alla portata di tutti e mischiando di volta in volta le carte in tavola e così troviamo la tematica gaia che fa felici gli omosessuali e fa sembrare Özpetek un regista d'avanguardia; ci sono i rimandi al nazismo che lo fanno apparire come un regista di spessore; c'è la famiglia e la saggezza degli anziani che lo fanno diventare amato dalla gente comune.
Tematiche di tutto rispetto, per carità; però sono dieci anni che ce le rifila e le storie che costruisce attorno, sono spesso inconsistenti. Ogni volta la carne al fuoco è tanta, ma poi si riduce ad essere solo fumo.
Magnifica Presenza è l'emblema della sua regia tutto fumo e niente arrosto e mille sono le trame che si intrecciano e c'è Elio Germano finocchio e confuso che non sa come definirsi e c'è il vicino di casa bono che gli fa gli occhi dolci e c'è il ragazzo che fa una scenata perché stufo dei suoi continui messaggi e c'è il covo delle trans che non si sa cosa cuciano tutto il giorno e non si capisce dove si ritrovino e c'è Platinette che dispensa consigli tipo Brucaliffo e c'è la travestita dalla doppia vita e c'è la compagnia di teatro fantasma imprigionata nella casa ed è un po' come giocare alla caccia all'intruso; tutti gli argomenti hanno un filo conduttore tranne uno e Ferzan quale sceglie di raccontare? L'unico del quale non fregava un cazzo di niente a nessuno: la compagnia teatrale fantasma.
E così ti ritrovi a veder un film che parla di finocchi, ma che se fossero stati etero non sarebbe cambiato proprio nulla e ti ritrovi a pensare che vuoi sapere qualcosa di più sul vicino di casa o sulla trans del tram o sul tipo sclerato che manda a quel paese Elio Germano e invece non si va oltre al racconto di fantasmi e non venitemela a menare con la storia della simbologia e le metafore, perché se avete creduto a queste cose allora significa che con voi l'operazione fumo negli occhi è riuscita alla perfezione, perché dietro alle allegorie e le frasi da Baci Perugina che abbondano neanche il film fosse stato scritto da Federico Moccia, alla fine manca proprio tutto.
E l'impressione (la mia impressione) è che Özpetek abbia preso due film differenti e li abbia incollati forzatamente insieme; un po' come io se io decidessi di unire a tutti i costi Matrix con Priscilla Regina del Deserto; magari il risultato può anche essere interessante, ma non è detto che abbia un senso.

Paradiso Amaro


A me George Clooney non ha mai detto niente. Ma tipo che fin da quando interpretava il ruolo del Dr. Ross, io lo guardavo e pensavo: - Bah! -. Quel broncetto mi è sempre sembrato inutile e invece milioni di donne stavano lì a sperare che il figlio si ammalasse di scarlattina atipica, solo per portarlo al pronto soccorso e farlo curare dalle sue  mani di pediatra sexy.
Ormai da tempo passato al cinema, io continuo a guardare i suoi film e pensare - Bah! - e questo Paradiso Amaro è un grandissimo - Bah! -.
Inizia come commedia, ma si trasforma subito in un drammone familiare e dentro ci buttano un po' tutto e c'è la mamma in coma irreversibile e c'è il tradimento e ci sono i drammi adolescenziali e c'è il momento del riscatto di tutti i personaggi e dubitate di chi vi dirà: - Clooney in questo ruolo è incredibilmente bravo! - , perché no. Lui si limita a fare il solito broncetto che fa da sempre e se non ci fosse la parte della figlia adolescente stronza come poche, questa pellicola sarebbe da vedere solamente la sera per prendere sonno.
Ma invece c'è la stronzetta e qualcosa si salva; soprattutto nel primo tempo.
Che poi, se vi steste chiedendo: - Ma quella faccia da schiaffi dove l'ho già vista? - vi rispondo che lei è Shailene Woodley, quella che rimaneva incinta a sedici anni nel telefilm La vita segreta di una teenager americana. Solo che adesso di anni ne ha 21 e le sono venute due gambe lunghe come quelle di Gisele Bündchen e due tette che è impossibile guardarla in faccia.
Praticamente il film si regge solo perché ci sta lei che interpreta alla perfezione un personaggio troppo simpatico e ben scritto e alla fine della fiera, chi se ne frega di sapere se Clooney venderà o meno il terreno o se prenderà a pugni l'amante della moglie o se imparerà finalmente ad essere un buon padre.

21.3.12

Madonna cover story: Like a Prayer


1989 - Like a Prayer. Quarto album di studio per Madonna e ennesimo successo. La titletrack è anche il primo singolo estratto e quando esce crea un vero putiferio a causa del video con croci che vanno in fiamme, la statua di un santo dalla pelle nera e Madonna che riceve le stigmate come per magia. Il mondo religioso si infuria e la Pepsi annulla il contratto di sponsorizzazione del tour. Madonna è sulla bocca di tutti. Ormai stra-conosciuta e in costante ascesa, può permettersi di fare un disco dove non compaia il suo faccione e dici: - Cosa avrà messo mai in copertina, l'immagine di un cucciolo di labrador? - No, la foto della patonza. Ok, stiamo parlando solamente di un paio di jeans sbottonati e poi i Rolling Stone nel 1971 avevano fatto di peggio mostrando il birillone che spinge da sotto i pantaloni [FOTO], ma Madonna si supera improfumando vinili e musicassette con l'odore di incenso. Il risultato è che se chiudi gli occhi, immagini di stare in chiesa durante la messa di Pasqua, se li apri vedi una ragazza che sta per mostrare la passerotta.
Nonostante questo, la cover del disco fa un po' cagare e punto.
Ma Madonna dimostra di non essere solo una cantante scema e bramosa di successo, inserendo all'interno dell'album una piccola guida riguardante il sesso sicuro e i pericoli relativi dell'AIDS; lei stessa ammetterà di aver perso alcuni amici a causa di questa malattia e forse si sente coinvolta in prima persona. Sono gli anni in cui l'AIDS è considerata la malattia degli omosessuali e Madonna si rivela essere anni luce avanti rispetto alla mentalità del periodo.

20.3.12

5 buoni motivi per masturbarsi in tranquillità


Il bello dell'invecchiare, è che finalmente arrivi ad un età nella quale puoi affrontare l'argomento masturbazione in modo tranquillo e senza risatine. Ma tipo che fino a qualche anno prima quando si parlava di masturbazione, tutti che iniziavano a fischiettare e guardare in altre direzioni.
Che poi, se tra i maschi alla fine qualche informazione si riesce ad ottenere, ché ad un certo punto lo spirito cameratesco ha la meglio sul perbenismo, tra le ragazze invece pare che nessuna si sia mai vista al di sotto dell'ombelico e tutte con le labbra sigillate (scusate il doppiosenso).
E invece la masturbazione è un momento di tutto rispetto e non è per niente una cosa da sfigati inchiavabili ed è durante il sesso solitario, che impariamo a conoscere i nostri tempi ed ascoltare il nostro corpo e leviamoci dalla testa l'idea che mungere la bestia, sia un vile palliativo per chi non riesce ad avere un rapporto, perché io continuo a masturbarmi nonostante abbia una vita sessuale regolare e sono dell'idea che sesso e masturbazione non siano assolutamente la stessa cosa. E l'uno non possa sostituire l'altro.
Motivi per cui noi maschi ci masturbiamo.
1. Noia. Le ragazze forse non capiranno, ma noi maschi quando non sappiamo dove mettere le mani, le mettiamo lì, sul pacco. E quindi magari ci capita di stare sul divano a vedere la replica di un film e senza neanche farci caso, ci infiliamo una mano nelle mutande e giocherelliamo con il coso e all'inizio non c'è nessun secondo fine; poi però ci diventa duro e quindi ciao.
2. Sonno. Immaginate una di quelle notti che ti metti a letto e ti giri a destra e ti giri a sinistra e il cuscino sulla testa e rimani immobile ad ascoltare il tuo respiro nella speranza di prender sonno e invece niente. Beh, in questo caso la masturbazione è un valido e naturale sostituto al sonnifero, perché ti tiri una segna e improvvisamente passano tutte le tensioni e in un attimo inizi a dormire come un bambino dopo la poppata.
3. Astinenza. Il corpo umano è una macchina perfetta e, dato che non sa quando ti serviranno gli spermatozoi, lui continua a produrli ininterrottamente e intendiamoci, non è che arrivi ad un certo punto che le palle ti scoppiano come un gavettone al sole, però lo senti che c'è qualcosa che si agita lì sotto e magari ti parte un'erezione involontaria e poi due e allora capisci che è giunto il momento di tirare il collo all'anatra.
4. Precauzione. La masturbazione serve anche per tenere a bada la libido e se per qualche motivo avete organizzato un incontro galante, ma volete essere sicuri di non segnare prima ancora che venga fischiato il calcio d'inizio, allora basteranno un paio di colpi di mano prima del vostro incontro e sicuramente avrete un impulso sessuale molto minore.
5. Pigrizia. Dimenticate quello che vi hanno detto da piccoli: non è vero che masturbarsi fa diventare ciechi. Anzi, prendervi dieci minuti per stare con voi stessi, può essere un valido modo per rimandare le cose noiose che dovete fare: - Mi faccio una sega e poi lavo i piatti... - o per prendervi una pausa dallo studio: - Solo una pugnetta e poi inizio il capitolo nuovo... - o per rimanere ancora un po' nel letto la mattina: - Lucido la canna e poi giuro che mi alzo... -

19.3.12

Madonna cover story: True Blue


1986 - True Blu. Il terzo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista. È qui infatti che si capisce la differenza tra una semplice meteora e chi invece rimarrà nella storia con l'ambizione di diventare un mito.
E Madonna un mito ci è diventata.
True Blue fa il vero botto e arriva al primo posto in tutte le classifiche del mondo e vabbè, non proprio in tutte... tipo che in Austria si è fermata al secondo posto; ma cosa vuoi che ne capiscano gli austriaci di musica, ché quelli hanno dato i natali giusto a Mozart.
Il colpaccio Madonna non lo realizza solo con le vendite, ma anche con la splendida cover dell'album firmata dal fotografo di moda Herb Ritts e in quel periodo Ritts fotografava tutti i più grandi dello spettacolo e magari ad alcuni questo nome potrà non dire nulla, ma se fate una giro su Google, scoprirete di aver già visto decine e decine di sue foto e negli anni ottanta non eri veramente famoso, se non venivi immortalato da Herb Ritts.
Che poi qui il pericolo era alto; perché le foto con gli occhi chiusi rischiano sempre di farti apparire come un cadavere freddo e rigido e invece Madonna viene fuori con una posa super sensuale e provocante e la scritta in alto bella grande, pare voler dire: - Se ancora non la conoscete, segnatevi questo nome, perché ne sentirete parlare ancora per molto... - e infatti stiamo ancora tutti qui.
[QUI la foto originale]

15.3.12

Madonna cover story: Like a Virgin


1984 - Like A Virgin fu un successo planetario.
Madonna all'inizio degli anni ottanta, era una prezzemolina mezza spiantata che si accompagnava a gente giusta e frequentava locali alla moda solo per farsi notare. Il suo primo album aveva venduto abbastanza, ma non troppo e le serviva qualcosa che desse una smossa alla sua carriera. Con Like a Virgin fece il vero botto e divenne il fenomeno che tutti conosciamo.
Il look "madonnaro" contaminò un'intera generazione e tantissimi giovani iniziarono ad emulare il suo stile e tutti vollero essere Madonna. Anche se poi in realtà, il suo look non era propriamente farina del suo sacco e fu curato dall'amica artista/stilista Maripol. Lei pensò a tutto; abiti, crocifissi, braccialetti, tulle, chiffon e chi più ne ha più ne metta. Fu così che lo styling di Madonna sbaragliò e divenne più influente di quanto non lo fossero le mode lanciate dagli stilisti dell'epoca. Maripol era il genio, Madonna lo strumento. E dobbiamo ringraziare questa Maripol anche per l'outfit da sposa che apparve sulla cover del suo secondo disco e che tutti conosciamo benissimo.

Madonna cover story: Madonna - The First Album

Ero tutto rilassato, intento a creare una nuova playlist per i noiosi pomeriggi lavorativi durante i quali gli occhi si chiudono e stavo lì che scorrevo gli album caricati dentro il mio iTunes alla ricerca di qualche pezzo sofisticato e stimolante, quando arrivando alla lettera M, mi sono imbattuto negli album di Madonna.
Cioè, intendiamoci, mi son soffermato su Madonna solo perché è l'argomento caldo di questo periodo, perché altrimenti avrei tirato dritto snobbandola come faccio quasi sempre e però, stavo lì che guardavo quelle cover con il suo faccione in primo e d'improvviso ho avuto l'illuminazione: Madonna si è totalmente rincoglionita.
Intendiamoci, non sto parlando di musica, cioè sì... pure da quel punto di vista ha sbroccato forte, ma in questo caso mi riferisco esclusivamente alle copertine degli album. Nel senso che ad averle tutte sotto gli occhi una dopo l'altra, è palese di come ormai sia diventata una comune cinquantenne che fa la ggiovane per competere con le squinzie troie ventenni.
E così, mentre il mondo attende in fibrillazione il suo dodicesimo album di studio, con snippet e brandelli di canzoni che escono a rate per alimentare ancora di più l'insensata smania di fan che si pisciano nelle mutande dall'emozione, ho pensato di ingannare questi dieci giorni di attesa, facendo una rapida carrellata di tutte le cover degli album di Madonna; per vedere come negli anni sia mutata la sua immagine e siano cambiati i gusti in fatto di moda e design.


1983 - Madonna - The First Album. Che poi io da ragazzino avevo la cassetta di questo album e ricordo perfettamente che in copertina c'era la foto di lei con la faccia strafatta e gli orecchini a croce e i capelli arruffati e i braccialetti vistosi e altre paccottiglie di questo tipo e invece scopro che la cover originale, era questa roba noiosa in bianco e nero. Solo che poi, con il boom di vendite in tutto il mondo, il disco fu ristampato e messa la cover a colori. Vai a capire il perché.
Oggi però, se andate in negozio a comprare il cd, trovate nuovamente la copertina in bianco e nero (vabbè, fate pace col cervello), ché evidentemente con la rimasterizzazione del disco del 2001, qualcuno deve aver pensato che la versione originale in bianco e nero era più glamour e incarnava meglio l'immagine che tutti noi abbiamo della Madonna di quel periodo lì e invece io trovo che la posa sia troppo studiata e quella mano messa lì sulla tempia, mi ricorda la pubblicità del Moment Act - Scusi, ha qualcosa per il mal di testa? -.
La copertina è firmata dal fotografo Gary Heery e dite quello che vi pare, ma io preferisco di gran lunga la versione a colori, che trasuda anni ottanta da tutti i pori e riassume alla perfezione il look punk-metropolitano di quei primi anni ottanta e che hanno dato vita al mito Madonna.

13.3.12

Lo scontrino della discordia


Che poi, chiedere che venga fatto lo scontrino è proprio una cosa fastidiosa.
Rimani lì davanti con il tuo resto tra le mani e quello che ti guarda come per dire - Che altro vuoi adesso? Sciò, fila via...! - e allora pensi che in fin dei conti non ci guadagni nulla e quindi fanculo lo scontrino.
E così l'Italia si ritrova a guidare la classifica europea dell'evasione fiscale e so che snocciolare numeri fa tanto puntata di Porta a Porta, ma si stima che ogni anno vengano sottratti al fisco più di 28 miliardi e 888 milioni di euro.
Che poi vabbè, quello dello scontrino non è un problema solo nostro e per esempio a Taiwan, si sono inventati che ad ogni scontino è associato un numero ed una volta a settimana, si estrae un fortunato vincitore proprio come fosse una lotteria. Non sto scherzando, fanno veramente la tombolata con gli scontrini e il risultato è che le entrate fiscali sono cresciute del 75%. Una roba del tipo: - Scusi, mi può fare lo scontrino che spero di vincere la pelliccia di visone Annabella? -.
Il fatto che si debba ricorrere ad una soluzione del genere per una cosa che dovrebbe essere ordinaria amministrazione, è piuttosto sconsolante e però, con la fame di gioco d'azzardo che abbiamo qui da noi, son sicuro che l'idea della tombolata settimanale potrebbe anche piacere e portare più soldi nelle casse dello Stato.
A dire il vero, non dovrebbe essere compito dei cittadini richiedere lo scontrino fiscale, anche perché dal 2003 è stata eliminata la sanzione a carico del cliente che viene trovato senza la ricevuta fiscale e quindi noi comuni mortali che andiamo solo a fare shopping, non siamo più punibili e però è un nostro diritto pretendere che ci venga fatto lo scontrino.
Non so da voi, ma qui a Roma incontro ancora molti esercenti che fanno i vaghi e ai quali mi tocca ricordare che forse, hanno dimenticato qualcosa e nella classifica degli evasori fiscali più simpatici d'Italia, al terzo posto metto quelli che ti rilasciano una ricevuta simile a quella fiscale, ma che però fiscale non è, e per esempio quelli della pizza a taglio; che prendono la tua fetta di pizza e la pesano sulla bilancia e te la incartano e ti danno questo foglietto dove c'è scritto chiaramente "ricevuta non fiscale". Bravi furbacchioni adesso fatemi anche quello fiscale però, eh!
Al secondo posto abbiamo quelli che aprono la cassa con la chiavetta e ti danno il resto e tu rimani lì fermo ad aspettare che battano anche lo scontrino e loro ti guardano e tu li riguardi e loro ti riguardano e tu rimani ancora lì e loro -... ho sbagliato a dare il resto? -.
Sul gradino più alto del podio e vincitori del premio simpatiah forevah, abbiamo quelli delle trattorie rustiche dove trovi ancora le code alla vaccinara come si facevano una volta e tipo che quando chiedi loro il conto, questi arrivano e ti fanno i calcoli scrivendoli direttamente sulla tovaglia di carta, tra le briciole del pane e le chiazze di pomodoro e non so da voi, ma qui a Roma c'è ancora qualcuno che lo fa e la cosa ha un non so che di nostalgico.
E comunque se vi dovessero proprio far rodere il culo, ricordate che potete sempre chiamare il 117; secondo me non risponde nessuno, ma tentar non nuoce.

9.3.12

M.I.A. e il video di Bad Girls


Il suo nuovo video è uscito tipo da un mese e tutti i blogger più fichi e quelli che stanno sempre sul pezzo, hanno già esaurito l'argomento e però io sono un blogger sfigato e quindi ve ne parlo solamente adesso.
M.I.A. è un'artista particolare; il suo talento è innegabile e però nonostante questo, rimane ugualmente snobbatissima dal mercato commerciale. Ovviamente lei, da vera diva ribelle, fa finta di non interessarsi a vendite e classifiche e però io me la immagino che controlla ogni cinque minuti gli accessi sul sito e il numero di follower su Twitter e siamo seri; non collabori con la più grande sgualdrina pop della storia, se non ti interessa ampliare il tuo bacino di utenza e del resto il treno M.D.N.A. passa una sola volta nella vita e non mi sento di condannarla per questo, nonostante l'imbarazzo in mondovisione.
Che poi non so di chi sia stata l'idea, ma rilasciare il video del suo nuovo singolo nello stesso giorno in cui debuttava anche il nuovo "capolavoro" di Madonna Give Me All Your Luvin, è stata una mossa che l'ha salvata definitivamente dalle fiamme dell'inferno e il messaggio è stato più che chiaro: - Faccio la cogliona al fianco di Madge e una negra semi-sconosciuta, solo per comprarmi quel castello con 38 stanze vista mare che mi piace un casino; ma sappiate che la mia musica è ben diversa da questa pagliacciata di LUV Madonna... -.
Giustamente la comparsata con Madonna le ha fruttato una poderosa spinta in avanti in fatto di popolarità e per un attimo tutti hanno gridato il nome di M.I.A. e la gente ha postato suoi video su Facebook come non ci fosse un domani e son fioccati like senza esclusione di colpi e poi però, queste stesse persone sono tornate nelle proprie camerette ad ascoltare Lady GaGa e si son dimenticati di lei. Del resto, diventare veri fan di M.I.A. non è semplice e lei è una grande sperimentatrice, che unisce generi musicali alle volte anche molto distanti tra loro e questo nuovo singolo Bad Girls ne è la riprova.
Il synth che percorre tutta la canzone, fa venire in mente la vecchia Bollywood e il ritornello ruffiano e ripetitivo aspira probabilmente a qualche passaggio radiofonico che ovviamente non avverrà mai qui in Italia;  ma negli Stati Uniti il pezzo è arrivato addirittura alla numero 5 della Billboard Hot 100 e del resto io ho scoperto l'esistenza di M.I.A. ascoltando la musica in filodiffusione di un negozietto di New York, perché se avessi aspettato di sentirla qui da noi... allora magni.
Poi vabbè, il video è un meraviglioso connubio tra una denuncia politica riguardante la condizione della donna in Arabia Saudita, dove ancora le donne non hanno il permesso di guidare e uno splendido video pop con tanto di balletto e abiti sgargianti anni ottanta e questa volta il regista Romain Gavras ha realizzato un vero gioiellino e lo aveva fatto anche nel 2010 con Born Free [LINK], ma questa volta magari, il video non sarà censurato in tutti i paesi del Sistema Solare.
E così, tra rocambolesche acrobazie e corse clandestine nel deserto, ecco che M.I.A. torna con un pezzo che spacca e un video decisamente creativo. Peccato che la gente ancora una volta non apprezzerà il suo sound poco orecchiabile e zero globalizzato.

6.3.12

Un giorno questo dolore ti sarà utile


Realizzare un film tratto da un romanzo non è mai facile e infatti continuo a chiedermi: - Ma se non siete capaci, ma che cazzo li fate a fa'? -.
Un Giorno Questo dolore bla bla bla..., è tratto dal romanzo di Peter Cameron e ho letto da qualche parte che in molti hanno paragonato questo libro ad Il Giovane Holden e a dire il vero io non ho mai letto Peter Cameron, ma vi assicuro che J. D. Salinger, non avrebbe mai scritto una minchiata simile.
Ma parliamo del film.
Non è tanto che tutti i personaggi sono macchiette esasperate che potrebbero essere uscite da un film di Muccino o che ricalcano gli stereotipi più sputtanati della cinematografia, con una nonna saggia che dispensa solo consigli di vita o un padre mai cresciuto che esce esclusivamente con ragazze più giovani o una sorella isterica e senza valori e un ragazzino moccioso e viziato che decide di avere un'anima maledetta solo per attirare l'attenzione dei genitori e distinguersi dalla massa vuota e priva di cultura e insomma; il problema non è questo, il vero dramma è che nel film non succede proprio un cazzo. C'è lui che va a trovare la nonna, lui che va a trovare la madre, poi va a trovare la sorella e poi l'amico gay. Fine. Magari il libro è bello e si regge tutto grazie ad una scrittura eccellente, questo non lo so; ma sul grande schermo... tagliatemi i coglioni e giochiamoci a ping pong.
Che poi, è la prima volta che mi capita di vedere un film girato a New York e non avere l'irrefrenabile voglia di partire e trasferirmi nella Grande Mela. Ma tipo che son riusciti a beccare tutti gli scorci più brutti della città. E vi assicuro che ce ne vuole.
E come se non bastasse, arriviamo al finale telefonatissimo con la nonna che schiatta e lascia un biglietto al nipote con scritto "Un giorno questo dolore ti sarà utile". Vabbè e poi? L'erba del vicino è sempre la più verde e con questo euro i prezzi sono raddoppiati. Qualcuno ha altre banalità da dire? Cioè, che poi scusatemi se ho svelato il finale del film, ma tanto le nonne sagge crepano sempre prima dei titoli di coda e questo è un dato di fatto.

5.3.12

Lucio Dalla e la scomparsa di un omosessuale silente


Se fossi un fan di Lucio Dalla, direi che tutto questo chiacchiericcio sulla sua presunta omosessualità ha un po' rotto il cazzo e che sta offuscando la figura di quel grande artista che ci ha donato capolavori immortali come Caruso e Quanto è profondo il mare e poi boh, sinceramente non so che altro abbia scritto. La verità è che io non sono un fan di Lucio Dalla e anzi, con tutto rispetto parlando, a me di Lucio Dalla non è mai fregato un cazzo e continua a non fregare nulla anche adesso che il mondo piange la sua scompara.
Probabilmente non ne avrei neanche parlato, se non fosse spuntato più rapido di una vescica sul tallone con le scarpe senza calzini, questo Marco Alemanno.
Che Dalla fosse gay lo si vociferava da tempo; come del resto lo si diceva di Tiziano Ferro e come lo si dice tutt'ora di Renato Zero e Ron e però Tiziano ha poi fatto il coming out con un comunicato stampa che sembrava il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica e però chapeau: tutto i pettegolezzi sono stati messi a tacere e lui continua a vivere serenamente la sua vita.
Lucio Dalla invece, non ha mai parlato della sua sessualità e ha sempre fatto una vita molto riservata e non ha mai neanche smentito le voci e forse proprio per questo motivo, adesso i giornali hanno parlato di Marco Alemanno in modo piuttosto ambiguo: per Repubblica è la persona più vicina a Lucio Dalla; per il Corriere della Sera è l’amico più intimo, per Avvenire il corista (se vabbè, Avvenire è sempre molto divertente) e nessuno ha dato un nome preciso a questa figura.
Apriti cielo; il popolo omosessuale subito sull'attenti e pronto a criticare questo o quel giornale che non è riuscito a dire la parola "compagno" e subito si accusa l'Italia per essere costantemente serva della Chiesa e a dire il vero su questo mi trovano sempre molto d'accordo, ma questa volta mi domando anche: - Ma se Dalla non ha mai parlato di Marco Alemanno come del suo compagno, i giornalisti dovrebbero inventare una notizia in base a voci, ipotesi o gossip che circolano nell'aria? -. Ok il discorso che Marco ha fatto durante il funerale, sembrava quello di un ragazzo ferito e rimasto vedovo, ma se un giornalista non ha la certezza della notizia, può spacciare per vero quello che tutti suppongono?
Lucio Dalla non ha mai parlato delle sue preferenze sessuali, come se l'argomento fosse una cosa così privata da non dover essere condivisa con il grande pubblico. O più probabilmente come se non fosse giusto parlare di quest'argomento, per mantenere in piedi i rapporti con il pubblico e con la Chiesa. Che poi, alla fine proprio grazie a questo suo essere una silente velata, è riuscito ad accaparrarsi il probabilmente tanto desiderato funerale in chiesa.
Non sono mai stato un fan di Lucio Dalla e nel mio iPod non ho neanche una sua canzone e proprio per questo penso: - Sticazzi di Lucio, sticazzi di Marco, sticazzi del funerale in chiesa e dei giornalisti che giocano a smascherare i VIP o a fare i finti tonti quando tutti sanno -.
Ma non posso dire sticazzi anche sull'essere sinceri. È facile fare i froci con il culo degli altri e forse sono solo un ingenuo che non capisce nulla della vita, ma ritengo che nell'essere onesti riguardo alla proprie preferenze sessuali, si evitino questi inutili gossip scandalistici che producono solo chiacchiere. In una società dove ancora in molti pensano che l'omosessualità sia una malattia curabile o una patologia assimilabile alla pedofilia. Io sono per dire la verità. Soprattutto quando alle spalle c'è una carriera così consolidata come quella di Lucio Dalla. Soprattutto quando si può far capire che gli omosessuali sono solamente persone che amano altre persone.
Tiziano Ferro farà anche canzoni che sono due palle micidiali, ma quantomeno ci ha dimostrato che si può essere onesti e allo stesso tempo felici e che la vita, può essere privata anche senza mentire sul proprio essere gay.

1.3.12

The Iron Lady


Meryl Streep ha mai fatto film brutti?
Non diciamo sciocchezze; avrà forse partecipato a film mediocri o non perfetti, ma la sua interpretazione è sempre riuscita in un modo o nell'altro a renderli dei piccoli gioiellini ed è questo anche il caso di The Iron Lady.
La pellicola di Phyllida Lloyd, incentrato sulla vita dell'ex Primo Ministro britannico Margaret Thatcher, non è certo priva di pecche e probabilmente inizia in modo confusionario e con troppi flashback e prosegue con una trama che si capisce subito essere sfilacciata e però poi arriva Meryl a salvare il tutto e il film si regge solo sulle sue spalle.
Avessero messo un'altra al suo posto; avessero preso un'attrice brava, ma non bravissima come la Streep, probabilmente il film sarebbe stato una noia mortale. Invece Meryl Streep è The Iron Lady. Magnifica nel ruolo di una vecchietta mezza rincoglionita, che siede in poltrona e inizia a ricordare i bei tempi che furono e ecco; forse la vera pecca di questa pellicola, sta nell'aver dato troppa importanza al lato umano della Thatcher e per carità, è interessante vedere come prima di essere un Primo Ministro, Margaret fosse una madre assente e una moglie distante e mi piace questa cosa del sottolineare il prezzo che bisogna pagare per essere una donna così innovativa e potente; ma senza dubbio questi flashback a tematica familiare, rubano spazio al racconto storico che sarebbe stato altrettanto interessante e mi sarebbe piaciuto avessero sottolineato di più il suo ruolo da superstronza della politica e invece è tutto accennato e l'unico evento ben raccontato, è la guerra nelle isole Falkland.
Che poi, se usciti dal cinema il primo pensiero va agli anziani e al Salvalavita Beghelli, allora significa che forse nel film qualcosa è andato storto e sarà il caso che produttori e registi, vadano a baciare il culo alla signora Meryl Streep, per la sua ennesima straordinaria interpretazione. Magnifica anche sotto mille strati di trucco.