28.6.12

Roma Pride 2012


Gay Pride passato. Polemiche messe da parte. Si torna alla vita di sempre.
Dici: - Vabbè ma quindi a che cazzo è servito 'sto gay pride? -.
Non sono così ingenuo da pensare che ora che siamo scesi in strada mano nella mano, daranno a tutte le coppie fru fru riconoscimenti e diritti e leggi e la possibilità di avere figli senza doverli rapire in Malawi. Con il world pride del 2000 abbiamo creduto fosse giunto un momento di svolta e invece da quel giorno abbiamo fatto dei passi avanti, ma anche alcuni passi indietro. Partecipare ogni anno al gay pride probabilmente non produce risultati immediati, ma fa sì che la gente non dimentichi. E anche se all'italiano medio non frega una minchia, c'è una realtà sotto gli occhi di tutti che cerca di andare avanti e penso sia giusto di tanto in tanto smuovere l'opinione pubblica e ricordare che ci sono alcune persone chiamate gay, che sperano un giorno di essere chiamati famiglia. 
Dici: - Ma perché conciarsi come ad un carnevale e non chiedere diritti e leggi in modo più serio? -.
Il problema della carnevalata è una falsa scusa che usano le persone che vogliono contestare il pride e non sanno a cosa appigliarsi. La usano i politici per sminuirne il valore di questa manifestazione e la usano gli stessi gay per giustificarsi del fatto che non vi prenderanno parte. Quegli stessi gay che poi magari se ne vanno a fare il pride e le feste a Madrid, perché lì non hanno paura di essere ripresi dalle telecamere e non hanno paura di essere visti dai genitori o dai colleghi o dai vicini di casa. La verità è che noi italiani ancora ci vergogniamo di essere gay. E che senso ha marciare in strada e chiedere le leggi e riconoscimenti e magari anche il matrimonio omosessuale, se poi ci si vergogna di essere finocchi? Quando otterremo la possibilità di sposarci che faremo, lo diremo solo ai pochi amici intimi e adotteremo un bambino e lo terremo chiuso in soffitta per non farlo vedere a nessuno? Partecipare al gay pride è un atto di coraggio e io stimo chi decide di andare e non mi interessa se lo fa vestito di piume, con mutande di pelle, un perizoma glitterato o in t-shirt e pantaloncini. Quello che conta è riempire le strade per fare vedere quanti siamo. 
Dici: - Tanto poi i giornali fotografano sempre le solite trans. -.
Vero. Se guardi la gallery del Messaggero viene da chiedersi se sia il carnevale di Rio o il gay pride romano. Eppure vi assicuro che non ho mai visto un pride sobrio come quello di quest'anno. C'erano facce come quelle che si vedrebbero al mercato e gli eccentrici a tutti i costi si perdevano nella folla e quasi sparivano e se volete farvi un'idea reale di cosa sia stato questo pride romano, guardate questa bella galleria fotografica che non so chi abbia fatto ma che dimostra come il pride non sia una manifestazione di pazzeh svitateh, ma che i gay sono il vicino di casa e il collega di lavoro e il meccanico in fondo alla strada [Gay Pride Roma 2012 Gallery] e fin quando rimarrete comodamente seduti sulle vostre poltrone a giudicare la parata dall'esterno, non capirete mai. 
Dici: - Ma tanto tutte le associazioni omosessuali sono in mano ai politici e guardano solo i propri interessi. -. 
Il gay prde non deve essere visto come il giorno in cui poter essere liberi di scendere in strada e camminare a viso scoperto. Il pride non è il giorno della resa dei conti. Ogni giorno dovremmo mostrare il nostro orgoglio (pride significa proprio orgoglio... guarda che coincidenza!), perché solo in questo modo si riuscirà a smuovere veramente l'opinione della gente. Ma se non abbiamo fiducia nelle associazioni gay, possiamo sempre organizzare una manifestazione via internet e scegliere un giorno a caso nel calendario e chiamarlo con un altro nome o metterci d'accordo mediante twitter e non servono carri, go go boys dagli addominali scolpit e unicorni con la criniera arcobaleno; quello che conta è che ci siano le persone.
Che poi, l'Istat dice che il 63% dei cittadini italiani è favorevole alle unioni civili e addirittura il 44% al matrimonio gay. Quindi o l'Istat dice cazzate, oppure qualcosa sta veramente cambiando in questo paese per vecchi.

22.6.12

Altre 5 cose che accadono solo nei film


I film americani sono una gran figata. Quello che portano sul grande schermo loro, è sempre meglio di come lo faremmo noi poveri italiani senza una lira e per loro basta schiaffare nel film una Scarlett Johansson qualunque e riuscirebbero a rendere bello anche il remake di un film di Pieraccioni. Però certe volte si inventano delle sequenze che le guardi e pensi - Vabbè questa è proprio una minchiata cosmica! - e però ormai siamo talmente abituati a vederle riproposte in così tanti film, che quasi non ci facciamo più caso.

06. La bruttina che si trasforma in una figa. Lei è tipo un cesso inchiavabile, goffa e impacciata e però stai certo che entro la fine del film si scioglierà i capelli, toglierà gli occhiali a fondo di bottiglia e l'apparecchio fisso, butterà i maglioni oversize ed entrerà in un tubino nero aderente e si trasformerà in una top model da far bagnare le mutande di ogni maschio in circolazione. Certo, come no.
07. L'elicottero silenzioso dietro il palazzo. I protagonisti scappano in un inseguimento mozzafiato solcando le strade di New York e quando pensano di essere finalmente in salvo, ecco spuntare da dietro un grattacielo l'elicottero dei cattivi. Stupore. Ora, dico io, ma prima non lo sentivate il rumore? Ma vi siete mai accorti di quanto casino fa un elicottero?
08. Lasciare il drink sul tavolo. Lui e lei sono al ristorante o al bar o dove cacchio vi pare e ordinano da bere e poi discutono e scappano dal locale lasciando il drink sul tavolo assolutamente intatto. Cioè, non so voi, ma io prima di alzarmi di solito mi mangio anche il ghiaccio in fondo al bicchiere e questi invece lasciano tutto lì come se niente fosse?
09. Sfondare la porta con una spallata. Che poi magari siamo noi italiani quelli malfidati che abbiamo le porte blindate in ghisa e lega di titanio e invece in America sfondano le porte con una facilità che le cose sono due: o avete la forza di Iron Man oppure avete delle porte fatte con il polistirolo.
10. Coprirsi le tette dopo aver scopato. Che gli americani siano un po' bigotti questo lo sappiamo benissimo e però ogni volta fanno queste scene ridicole, dove c'è lei che si tira il lenzuolo fino al collo per non mostrare le tette al ragazzo, con il quale fino ad un minuti prima stava giocando al gioco: "tappa i buchi del mio corpo".

Leggi anche il primo episodi di "5 cose che accadono solo dei film" [LINK]

21.6.12

Roma Pride 2012 - Vogliamo Tutto

E come ogni anno torna l'assurda domanda: il gay pride è un'inutile baracconata senza ormai più nessuno valore ideologico, oppure abbiamo ancora bisogno di marciare sulla città e far vedere che i gay non vivono solo nei film di Özpetek? Gay pride si o gay pride no? Che poi non è mica un discorso così semplice e credo che anche i più convinti abbiano vacillato almeno una volta nella vita. Perché è sconfortante passare un pomeriggio insieme agli amici e le famiglie che marciano al tuo fianco e gli anziani che riescono a fare solo metà percorso e i genitori che spalleggiano i propri figli e una folla di gente che riempie le strade a perdita d'occhio e poi tornare a casa e vedere al telegiornale sempre le stesse immagini con i transessuali che fanno prendere aria alle bocce e i go-go boys che si strusciano seminudi.
Intendiamoci, anche loro sono una realtà, ma come la raccontano i giornalisti a caccia di scoop facili, pare che tutto il resto non esista. E nonostante gli sforzi, pare che il messaggio arrivi sempre in modo sbagliato.
Eppure dopo anni di militanza, posso dire che per capire veramente il significato del gay pride bisogna esserci. Bisogna stare in mezzo alla folla e sentire la gioia e la rabbia delle persone. Perché a vederlo in televisione o leggerlo sulle pagine del giornale, non si riesce a capire veramente lo spirito che unisce tanta gente. E anche se i moti di Stonewall sono ormai un flebile ricordo, la motivazione rimane sempre la stessa: non essere considerati persone di serie B dalle istituzioni.
Che poi vabbè, volevo fare un video ormonello alla Eliad Cohen e coinvolgere anche i miei amici e poi però mi sono accorto che il pride romano è tipo dopodomani e che in così poco tempo non sarei riuscito ad organizzare neanche un aperitivo e quindi alla fine mi è venuto fuori un filmato sciatto e montato di fretta, ma nonostante questo il concetto rimane sempre lo stesso: venite al gay pride e facciamo vedere a tutti che non siamo solo burattini tra le mani dei politici. Facciamogli vedere che non ci accontentiamo delle promesse, ma che questa volta vogliamo tutto. Saranno anche solo parole, ma lo slogan di quest'anno mi piace proprio tanto.

20.6.12

Eliad Cohen #11 e gli spot per il pride


Arriva l'estate ed è anche tempo di Gay Pride.
In molte città la famosa parata che ricorda i moti di Stonewall si è già svolta [LINK per gli smemorati], in altre si celebrerà a breve (a Roma è sabato prossimo), ma tutti, chi più chi meno, hanno preparato un micro spot per pubblicizzare la "serata" di festeggiamenti annessa al pride pomeridiano.
Ora, chi mi conosce sa anche della mia passione per Eliad Cohen, il modello israeliano che ogni occasione è buona per togliersi la maglietta e far vedere quei pettorali possenti. Dato il suo amore per la sua terra, poteva forse non partecipare al video realizzato in occasione del pride di Tel Aviv? Ed eccolo favoloso come sempre, a metterci ancora una volta la faccia. Quello che viene fuori, è uno spot fighissimo e particolarmente ben realizzato, che fa gridare all'unisono evviva il Pride di Tel Aviv! Evviva Eliad versione Sceicco!
Secondo spot e secondo video nel quale Eliad Cohen compare come protagonista e questa volta si pubblicizza il famoso gay pride di Madrid. Dato che la festa è sponsorizzata, tra gli altri, anche da Gay-ville, ci ritroviamo un video divertente, ironico e con anche la cicciona dai capelli rossi. Il tutto, in perfetto stile Gay-ville.
L'ultimo spot riguarda invece il gay pride di New York City e  il relativo party organizzato al Pier 83. Ora, il video fa sinceramente cagare, ma c'è Eliad e quindi non potevo non postarlo ugualmente.
Ma noi romani abbiamo già un video, oppure devo tirare fuori la telecamera e farmelo da solo?

18.6.12

Il Gay Village e la campagna pubblicitaria 2012


Il Gay Village è enormemente cresciuto in questi ultimi anni. Da piccola manifestazione estiva per ricchioni che era all'inizio, è diventato un appuntamento fisso dell'estate romana; talmente famoso da vincere addirittura il premio come miglior evento pubblico italiano ai Best Event Awards 2011.
Cioè, io neanche sapevo dell'esistenza di questo premio e se devo essere sincero, la cosa mi fa tanto "Eletto prodotto dell'anno 2011", ma magari invece è un premio famosissimo e sono io che sono un ignorante di merda.
Rimane il fatto che io questo Gay Village l'ho visto crescere ed effettivamente posso confermare la sua ottima organizzazione che l'ha portato ad essere molto famoso, con tutti i pro e i contro che ne susseguono. Per intenderci, la sua evoluzione è stata un po' come quando una piccola band indie di provincia sforna un album da paura e, da fenomeno di nicchia che era, diventa famosa in tutto il mondo e allora inizia a fare musica commerciale di merda per piacere a sempre più gente. Ecco. l'evoluzione del Gay Village ha seguito più o meno la stessa parabola, snaturando completamente la sua idea originaria e, da luogo dove tutti gli omosessuali si sentivano a proprio agio, è diventato un posto di divertimento dove chiunque può entrare e fare baldoria. Loro la chiamano integrazione e si mettono la coscienza apposto, io la chiamo sete di denaro e decido di non frequentare più un luogo dove la gente mi chiama ricchione de merda con la stessa nonchalance con la quale ordina un mojito. Ma per un gay che decide di non andare più al Gay Village, ci sono almeno tre etero coatti che prendono il suo posto e questo fa sì che gli affari continuino ad andare a gonfie vele e quindi chi se ne frega.
Quest'inversione di tendenza a mio avviso si respira anche nella campagna pubblicitaria scelta per promuovere l'edizione 2012 del Gay Village romano. Senza andare a trovare per forza del marcio dove non c'è, mi pare che questa volta abbiano partorito un manifesto un po' dozzinale e che cavalca l'onda degli europei di Calcio come potrebbe fare un qualsiasi supermercato di periferia che regala un pallone ogni 50.00 euro di spesa. E l'associazione di idee "calciatore gay che indossa i tacchi a spillo" è veramente degradante e fa fare mille passi in dietro alla causa omosessuale che tenta ormai da anni di svincolare il personaggio del gay dall'idea del travestitismo, le parruccone e i vestiti di lustrini. Il risultato è un manifesto divertente, ma che associa ancora una volta l'omosessuale al gay che ascolta Raffaella Carrà e si veste da donna e sinceramente non mi sembra proprio il caso di continuare a calcare la mano su questi stereotipi. Ma poi... ma che significa la frase "Naturalmente attaccanti"?
Ed adesso una carrellata di tutte le locandine che negli anni hanno promosso il Gay Village della Capitale; da quel lontano 2002 quando tutto ebbe inizio, fino al 2011 quando si è trasformato in eterolandia. La mia preferita rimane quella con gli orsi che si coccolano...

15.6.12

Erik Rhodes è morto


Erik Rhodes (vero nome James Elliott), attore e modello esclusivo della Falcon Studios è morto ieri per arresto cardiaco. Viagra, anabolizzanti e pasticche di altro genere, sono la prima causa che mi viene in mente quando leggo le parole "arresto cardiaco". Ma 30 anni sono comunque un'età di merda per morire. Anche se te la sei cercata.
Che poi mi assale un dubbio: ma sarà ancora moralmente giusto continuare a guardare i suoi film ed eccitarsi vedendolo completamente dentro la parte?
Da recuperare:
From Top to Bottom (per i romantici)
L.A. Zombie (per stomaci forti...)

14.6.12

Cassano l'omofobo


Diciamo che il mio interesse per Antonio Cassano si limita a quel racconto che fece la mia collega dell'università; la quale una sera andò in un locale dove incontrò i giocatori della Roma e, insieme alla sua amica del cuore, iniziarono a fare le troie al punto che l'amica si rimorchiò nientemeno che il capitano Francesco Totti, mentre a lei toccò Antonio Cassano. Ovviamente lei rosicò a bestia, perché se a Totti due colpi si darebbero molto volentieri, a Cassano insomma... sarà pure un bravo giocatore, ma è tutto fuorché il sosia di Brad Pitt. Fine del racconto, fine del mio interesse per Cassano.
Torna alla ribalta in questi giorni e scatena il panico; con titoli di giornale a tutta pagina e associazioni LGBT indignate e politici che dicono la loro e a questo punto mi pare giusto che anche io dica due parole sulla vicenda "froci in Nazionale", così chiudiamo l'argomento e non se ne parla più.
Riassunto delle puntate precedenti:
L'ex conduttore Alessandro Cecchi Paone, ormai sempre meno conduttore e sempre più ricchione a tempo pieno, aveva precedentemente annunciato la presenza di due gay non dichiarati all'interno della Nazionale italiana. (Oh, ma er Cecchi mai che si facesse un pacco di cazzi suoi eh... mai!). Di tutta risposta i giornalisti hanno subito colto la palla al balzo per alimentare il gossip e, durante una conferenza stampa, un giornalista becero ha chiesto al calciatore Antonio Cassano se confermava la presenza dei due omosessuali nella squadra. Ora, già la domanda di per sé è da coglione, perché cosa ti aspetti che dica? Che spari nome e cognome e speriamo che non mi cada la saponetta sotto le docce altrimenti me se 'nculano? Esortato dal giornalista, Cassano che sappiamo tutti non brillare per il suo acume, un po' imbarazzato ha preso il microfono e ha risposto (testuali parole):
- Mi avevano avvertito che mi avreste fatto questa domando. Se penso quello che dico sai cosa vien fuori...! Son froci, problemi loro, me la sbrigo così! Se no mi attaccano da tutte le parti, son froci, se la vedessero loro. Mi auguro che non ci sono veramente in nazionale, però se l'ha detto Cecchi Pavone... ma che c'è stato? -.
Già uno che esordisce con "se penso quello che dico" a me fa ridere e per quanto mi riguarda non può avere alcuna credibilità; e invece neanche aveva finito la frase, che già si era alzato un polverone di quelli che ci mancava solo che Alemanno accendesse il faro con il logo del pipistrello per chiamare Batman a fare giustizia privata.
Intendiamoci, la frase di Cassano è senza dubbio fuori luogo e un personaggio del suo calibro dovrebbe riflettere prima di parlare e se non si sa cosa dire o non si sa come dirlo, forse sarebbe meglio rimanere in silenzio. Ma Cassano ha detto una minchiata con il sorriso sulle labbra e la leggerezza del semi-analfabeta e tutto questo processo mediatico mi pare veramente eccessivo.
Abbiamo politici che dicono qualunque cosa contro gli omosessuali, ma tipo che alcuni andrebbero allontanati da Camera, Senato, Parlamento e qualunque altro tipo di attività politica possa venire in mente per quanto risultano razzisti e poi ci sono gli altri politici, quelli che dicono di essere dalla parte degli omosessuali, che però sono anni che guardano il proprio comodo e non fanno nulla di concreto e non voglio neanche parlare del "nostro" Santo Padre, che continua a dire che due gay non possono formare una famiglia... e noi ce la prendiamo con Cassano che poverino, con tutto il rispetto parlando, è già tanto che non abbia sbagliato tutti i verbi?
Sia chiaro, sentirsi dire - Frocio! - non fa piacere a nessuno e magari può non interessare a me che sono una cula attempata e navigata; ma immagino possa infastidire qualche giovane finocchio alle prime armi e che magari convive con dubbi e sensi di colpa.
Ci vuole però un po' di cervello e vanno distinte le frasi dettate dall'odio, da quelle dette con leggerezza; va distinta l'omofobia, dal cameratismo da spogliatoio.
La sgradevole puntualizzazione "Spero non ci siano finocchi in nazionale" seguita da un ingenuo "comunque sono affari loro" dimostra più che un sentimento di omofobia, una sincera ignoranza sulla quale non bisogna chiudere un occhio, ma che non bisogna neanche estremizzare o strumentalizzare a proprio favore. Chiedere di "escludere il calciatore omofobo dai prossimi incontri calcistici" mi pare ridicolo come una barzelletta sui carabinieri. Lasciamo in pace Cassano e pensiamo ai veri omofobi, quelli che sono in politica e che continuano a mettere i bastoni tra le ruote affinché si approvi una qualunque legge a tutela delle coppie omosessuali.
Smettiamo di scrivere fandonie sui social network, dove sembra che ogni sentimento debba essere per forza estremizzato. O tutti contro o tutti a favore. Cassano non ha detto nulla di omofobo. Ha solo detto una gran vaccata, dettata probabilmente dalla mancanza di un vocabolario che gli permetta di formulare frasi più elaborate di un semplice: "Io calciare pallone".
Chiuso l'argomento.
Cosa abbiamo imparato da tutta questa storia? Senza dubbio che non bisogna mai dire un segreto ad Alessandro Checchi Paone ...ma comunque mi è rimasto ancora un dubbio: ma chi è quel calciatore che è andato a letto con lui? Voglio dire, non mi interessa sapere il nome per dimostrare che l'omosessualità nel mondo del calcio esiste; ma semplicemente vorrei guardarlo negli occhi e dirgli: - Ma ti rendi conto con chi cazzo sei andato? -

12.6.12

Medina - Forever

 

Alla radio ormai passano sempre la stessa musica; ma tipo che se vuoi ascoltare qualcosa di diverso dalle solite Rihanna, Katy Perry e Usher, devi per forza accendere il computer e fare una ricerca per conto tuo, perché tanto se aspetti che le case discografiche italiane puntino su qualcuno di diverso dalla solita Laura Pausini che vende pure quando fa una scoreggia e gli da fuoco con l'accendino, allora stai fresco.
E proprio per questo motivo mi piace quando mi suggeriscono artisti più o meno emergenti e che si discostano dal solito pop più radiofonico.
Medina Danielle Oona Valbak, in arte semplicemente Medina, è una cantante danese che in patria è tipo Dio, ma una roba che ogni suo pezzo ha raggiunto le prime posizioni della classifica Danese e tutti l'adorano.
Però poi, appena varchi il confine: Medina chi?
Forse non capirò una ceppa di musica, ma Welcome To Medina (il suo primo album in inglese) è una vera bomba e se non ci fosse stato Body Talk di Robyn, l'avrei eletto l'album electro-pop più fico di tutto il 2010.
Reduce da questo enorme successo, Medina ci riprova e sforna il suo secondo album in lingua inglese che prende il nome di Forever. Ora, io mi aspettavo fosse una cosa del tipo versione tradotte del suo For Altid (che significa forever in danese) uscito nel 2011 e che avevo ascoltato per un anno intero, cantandolo a squarciagola senza capire neanche una parola e inventando il testo trascinato da quelle sonorità un po' unz-unz che tanto la caratterizzano (il disco è tutto cantato in danese) e invece scopro che i brani in comune tra i due dischi sono solamente tre e che tutti gli altri pezzi inseriti in Forever sono inediti.
Profonda delusione. Soprattutto perché a me questo For Altid piaceva tanto e conteneva pezzi bomba come Synd For Dig Har du det ligesom mig Gode Mennesker che proprio ciao; nel disco inglese invece, queste tracce sono sparite e il risultato è che For Altid è molto meglio di Forever. Senza fare il recensore da quattro soldi, cosa che non mi interessa perché l'unico mio scopo è farvi conoscere una cantante che mi piace, vi dico che Forever è un prodotto troppo buonista. Forse presa dalla smania di piacere a tutti e sfondare su suolo americano, Medina ha tirato fuori un disco che spazia dall'electro-pop, al pop e ci butta dentro anche un pizzico di R&B così per non far torto a nessuno. Forever alla fine è un disco piacevole, ma non riesce neanche lontanamente a ripetere il successo di Welcome To Medina e non raggiunge neanche la qualità del disco danese For Altid che quindi continuerò a cantare senza capire assolutamente nulla.
Nonostante la delusione però, io vi spingo ugualmente Medina, perché lei mi sta simpatica e perché quantomeno è una faccia nuova. E se vi fidate anche solo un minimo dei miei consigli, inserite almeno un suo album nella vostra discografia generale e non ve ne pentirete.
L'album Forever è disponibile da un paio di settimane in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera e uscirà in America il prossimo anno. L'Italia vabbè, neanche è presa in considerazione e poi si lamentano della pirateria.
E adesso ecco la pagella traccia per traccia.

Forever. È la versione inglese di For Altid, che per Medina ha rappresentato il sesto singolo alla prima posizione della classifica Danese. Mica pizza e fichi. È il brano che più ricorda il riff del precedente disco, tanto da richiamare vagamente alla memoria la magnifica You and I. Di seguito i due video: quello più glamour per la versione inglese, più dark invece nella versione danese, ché a quelli gli piaciono ste cose un po' fetish. Il pezzo funziona egregiamente in entrambe le lingue.
★★★
  

Butterflies. Secondo brano dell'album e già il ritmo si accosto a quel dance-finto-europeo che tanto sta spopolando in questo periodo negli Stati Uniti e intendiamoci, questo Butterflies è un ottimo brano, ma potresti cantarci sopra Commander di Kelly Rowland e nessuno si accorgerebbe della differenza.
★★★

Scars. Nonostante il synth sia abbastanza festoso i pezzi di Medina hanno dei testi belli forti e per esempio in questo Scars ci parla di un amore che bisogna allontanare prima che crei cicatrici troppo profonde. 
★★★

Happening. È la versione inglese di KL. 10 ed è un'altra bella mattonata in quanto a testo. Ci si avvicina abbastanza alla sfera pop, ma il risultato è buono.
★★★

Boring. Secondo mio pezzo preferito del disco. Il ritornello è qualcosa di ipnotizzante. 
★★★

Hotels. Ballatona R&B che sarebbe stata bene in un disco di Leona Lewis, ma non in questo Forever di Medina.
★★

Good to You. Ennesimo pezzo prodotto dal danese Providers e ennesima traccia interessante. Secondo me questa doveva essere la direzione da percorrere per tutto l'album e non c'era bisogno di spaziare andando a prendere in prestito altri generi.
★★★

Close to Nothing. Senza infamia e senza lode.
★★

Keep Me Hangin. Il problema è solamente che fa tanto pezzo dance ucraino, di quelli che neanche all'Eurovision.
★★

Black Lights. È la versione inglese del pezzo Lyser i Mørke inserito in For Altid e ancora una volta il riff dance risulta essere quello più congeniale a Medina.
★★★

Waiting for Love. Ripetitivo e scontato.
★★

Like You Hurt Me. Quando Medina mette da parte il suo lato electro, per diventare semplicemente pop, ecco che vengono fuori queste cagate che potrebbe cantare anche Paris Hilton e anzi, Stars Are Blind in confronto era un capolavoro.
★★

Threesome. Arrangiamento veramente interessante per essere il brano di chiusura del disco, dove di solito si sa, vengono messi sempre i pezzi più fiacchi.
★★★

6.6.12

X Factor Evolution - Che fine hanno fatto?


Mentre in America sono in fremito per la presenza di Britney Spears nella rosa dei giurati e mentre in Italia proseguono i casting alla ricerca di nuovi talenti, a qualcuno deve essere venuto in mente che avevamo voglia di sapere che fine avessero fatto i nostri 12 giovani partecipanti alla quinta stagione di X Factor (la prima in casa Sky).
E quindi ieri il canale Sky Uno ha mandato in onda una specie di riassuntone speciale, per farci capire a che punto siamo sulla strada del successo.
Che poi effettivamente, il talent show per avere un minimo di credibilità, deve sfornare talenti; perché se serve solo ad intrattenere casalinghe annoiate che passano la sera davanti alla televisione mentre lavano i piatti, allora tanto vale mandare in onda una replica di Pretty Woman.
Non credo assolutamente che dietro questi dodici concorrenti si nascondano dodici talenti, però ecco... se finita la trasmissione questi tornano tutti a fare quello che facevano prima, allora qual è l'utilità di X Factor? Ed il pensiero va subito a Dennis Fantina, vincitore della prima edizione di Amici di Maria (all'epoca Saranno Famosi) e poi sparito nel dimenticatoio riuscendo a diventare più sconosciuto di quando era sconosciuto.
E dunque anche se sotto sotto so che non ve ne frega veramente nulla, vi riassumo che fine hanno fatto i dodici partecipanti alla quinta edizione di X Factor Italia.

Rahma. Prima eliminata e prima ad essere dimenticata. La voce c'era, ma si sa che le prime teste a cadere non sono mai quelle dei meno bravi, ma piuttosto quelle dei più antipatici. Scopriamo che continua a fare musica ed ha anche inciso un disco. Ma nel senso che ha preso un taglierino e lo ha graffiato?

Le5. Vabbè, sono andato a fare pipì mentre parlavano di queste e quindi non ho idea di cosa facciano in questo momento; ma non mi pare siano diventate le nuove Spice Girls.

Davide Papasidero. Non ha abbandonato il sogno della musica e presto uscirà il suo primo singolo dal titolo "Il Giardino Segreto" di cui vediamo un'anteprima qui sotto. A me fa paura.


Café Margot. Continuano a cantare in giro per i locali romani. Che tradotto significa:  fanno la fame.

Valerio De Rosa. Vabbe veramente dobbiamo perdere due minuti della nostra vita a parlare di cose così inutili? Valerio, ti voglio bene, ma non vedo la musica nel tuo futuro.

Claudio. Io lo davo tra i tre finalisti e invece è stato incredibilmente eliminato tipo a metà percorso. Scopriamo che in questi mesi ha continuato a fare musica, duettando anche con Arisa in un concerto. Vertigine è il suo primo singolo ed è stato presentato qualche giorno fa al Circolo degli Artisti di Roma. Cioè, credo lo sappia solamente lui e gli amici sui, ma scopro che esiste anche un videoclip e insomma, adesso lo sappiamo anche noi. Che poi la canzone non è neanche brutta; magari è un po' fiacca per essere un singolo d'esordio, ma comunque tre stelle su cinque se le merita. "Per trovareee un equilibrioooo...!" Vabbè mi è già entrata in testa. A Clà, ma su iTunes non c'è?


Vincenzo. Ovvero il giovane più vecchio che abbia mai visto. Di lui sappiamo che è tornato a casa e continua a suonare con il suo gruppo di amici. Si parla di un disco futuro, ma non si capisce in quale futuro.

Jessica. Il suo rapporto con la musica è di tipo sessuale, nel senso che oltre a scoparsi Morgan mi pare non ci siano altri progetti in vista. Si è trasferita a Milano, fa qualche concerto qui e lì e parla di sposarsi e avere un figlio da Morgan. Tutto sa di deja vu. Secondo me ogni tanto Morgan si sbaglia e la chiama Asia. Ah e comunque La7 ha proposto a Jessica di curare la parte musicale di un programma.

Nicole. La più promettente tra le ragazze di Simona Ventura, è tornata a casa e ha preso a studiare musica, canto, chitarra e perfino ballo. Magari un giorno sboccerà.

Antonella. Gradino più basso del podio per lei. Il suo singolo Cuore Scoppiato, è diventato disco d'oro. A fine anno dovrebbe uscire il suo primo disco di inediti e l'unico consiglio che mi sento di darle, è di non aspettare troppo, perché gli italiani hanno memoria corta e se non sfrutta adesso la notorietà che X Factor le ha dato, rischia di giocarsi questa grande occasione. Daie Anto!


Moderni. Anche il loro inedito Non Ci Penso Mai è diventato disco d'oro e adesso è appena uscito il loro secondo singolo che si chiama L'Estate si Balla. Praticamente una cosa da villaggio turistico un po' Articolo 31 fuori tempo massimo, misto a Caparezza e Eiffel 65. Giudicate voi, ma a me fa cagare.

Francesa. Lei è forse l'unica ad aver assaporato il vero successo. Distratto è passata per un bel po' di tempo in tutte le radio e poi comparsate in tv e interviste e sono arrivati anche i TRL Awards ed il pezzo è diventato doppio disco di platino. Addirittura la canzone è stata scelta per fare da colonna sonora al film 10 Regole per fare Innamorare e lo so che non sto parlando di Titanic, ma son sempre piccole soddisfazioni che servono a dare credibilità ad una giovanissima artista che ha tutte le carte in regola per diventare veramente famosa. Basta che la smetta di rifare il verso ad Elisa.

5.6.12

Frasi che si dicono dopo il sesso


(Se vi sembra di aver già letto queste righe, è perché effettivamente sono una versione reloaded, rivista e corretta, di un post scritto poco più di un anno fa)

Fare sesso è una figata. Nel farlo con una persona che conosci da anni, c'è il bello della complicità, il bello della confidenza, il bello di non avere inibizioni e conoscere alla perfezione il corpo dell'altro.
Ma quando si sta in coppia da lungo tempo, può capitare che venga a scemare proprio questo momento di scoperta e la curiosità di vedere cosa c'è sotto e sentire il suo sapore per la prima volta e la paura di fare la cosa sbagliata e più mesi si trascorrono insieme e più si dimentica quella strana sensazione di imbarazzo che si crea quando tutto è  ormai finito e il cuore batte ancore forte e i due corpi si trovano immobili uno al fianco dell'altro.
Che poi io non vanto questa grande collezione di partner occasionali; nel senso che ho sempre avuto fidanzamenti lunghi e pochissime storie da una botta e via e vabbè... magari tralasciamo quel brevissimo periodo in cui - Ciao, mi hanno appena lasciato e adesso per ripicca ho intenzione farmi tutta Roma... -.
Ed è proprio con il sesso occasionale, quando manca la confidenza e forse anche un vero interesse verso l'altra persona, che riusciamo a dare il meglio di noi stessi con frasi del cazzo.

01. C'è qualcosa da mangiare? Che poi non so a voi, ma a me dopo quel tipo di ginnastica si apre una voragine nello stomaco, ma tipo che andrei ad aprire il frigo di uno sconosciuto e mangerei anche gli avanzi di tre giorni prima.
02. A che pensi? Ecco, mai dire frasi del genere dopo aver fatto sesso con uno sconosciuto, ché non si può mai sapere cosa passa nella testa dell'altra persona e il rischio è che dicano cose del tipo - Pensavo al mio ex... -.
03. Ti è piaciuto? Fosse stata anche la trombata più noiosa del mondo, ma ti pare che lo vengo a dire a te? Al massimo posso mandare un sms a qualche amico non appena ti giri dall'altro lato...
04. Ti amo. Se vabbè, ed io ho l'estensione vocale di Mariah Carey. Che abbiate davanti un tipo conosciuto venti minuti prima o il fidanzato di una vita, dubitate sempre dei "ti amo" detti durante una sessione di sesso, perché gli ormoni in subbuglio farebbero dire qualunque cosa.
05. Posso fare la doccia? Ok, l'igiene è la prima cosa, però a meno che non siate stati i protagonisti di un bukkake [link solo per maggiorenni], direi che la doccia a casa di sconosciuti non si fa. Non sta bene.
06. Ma stai già dormendo? E così, se per caso vi eravate appena addormentati con quella sensazione di beatitudine e un sorrisino stampato sul volto... adesso è tutto svanito.
07. Cazzo hai sporcato le lenzuola!? Ora, io lo capisco che le macchie di sperma sono difficili da togliere, soprattutto se stiamo parlando di lenzuola nere; però Diocristo, ma rilassatevi un attimo e per una volta non fate le matte ossessive compulsive! Noi maschi schizziamo e sporchiamo; sono cose che possono capitare. Godetevi la scopata e rimandate i pensieri rivolti allo smacchiatore a quando saremo andati via.
08. Dove lo metto questo? (E per "questo" intendo ovviamente il preservativo usato). Che poi io lo capisco che con tutta questa confusione che stanno facendo con la raccolta differenziata, uno non sa più se buttarlo nell'umido/organinco o nel non riciclabile, però che cavolo, avvolgetelo in un fazzoletto di carta e buttalo dove minchia vi pare. Basta che non sia la tazza del cesso che poi quella si intasa.
09. Come hai detto che ti chiami? No vabbè, giuro che a me non è mai capitato. Anche perché io dimentico veramente di tutto, ma tipo che lascio le chiavi attaccate alla moto e mi ripresento alle perone sedici volte e non ricorderei un numero di telefono neanche se lo ripetessi per venti minuti di fila; ma se ti trovo carino, il tuo nome mi rimane scolpito nel cervello evah.
10. (Questa me la suggerite voi in base alla vostra esperienza...)

4.6.12

Marilyn


Questo Marilyn è un film che parla di Marilyn ed esce in occasione dei cinquant'anni dalla morte di Marilyn.
Si direbbe quindi fin da subito un'operazione puramente nostalgico/commerciale, eppure il regista Simon Curtis pare abbia affrontato questa sfida con cuore puro e chiama al suo fianco un cast stellare. C'è la sempre ottima Judi Dench e il maestro Kenneth Branagh (mettiti a dieta, perché l'infarto e dietro l'angolo) e Emma Watson (che tenta in tutti i modi di scrollarsi di dosso la saga di Harry Potter) e poi ovviamente la straordinaria presenza di Michelle Williams, che non è la più inutile delle Destiny's Child, ma bensì la Jen di Dawson's Creek.
Il film sta a tanto così dal diventare un piccolo gioiellino, eppure non riesce a fare quel salto di qualità e da capolavoro che poteva essere, sarà invece presto dimenticato.
Il vero problema è che Marilyn Monroe è un personaggio talmente conosciuto e sul quale si è detto talmente tanto, che alla fine c'è ben poco da aggiungere e My Week with Marilyn non fa altro che raccontare in maniere piuttosto fedele, quel breve periodo in cui il giovane Colin Clark lavorò al fianco della diva platinata. Il risultato è che non scopriamo niente di più su questo personaggio e che Marilyn fosse infelice già lo sapevamo e che fosse sola lo sapevamo e che fosse capricciosa lo sapevamo e che facesse abuso di farmaci, di questo neanche a parlarne, ché altrimenti non avrebbe fatto la fine che ha fatto.
Tutto si riduce ad una splendida prova d'attore, con una Michelle Williams nei panni della diva e incredibilmente brava nel far rivivere anche solo per un istante, la memoria di quel mito che dura ancora dopo 50 anni dalla sua morte.
Intendiamoci, il film è bello; ma inizia e finisce come fosse una favola della buonanotte che viene raccontata identica da cinquanta anni.