Spring Breakers - Una vacanza da sballo


Tette e culi che fuoriescono da micro-costumi dai colori fluo, birra che schizza con la schiuma bianca come fosse un orgasmo e poi droga, soldi e pistole. Praticamente in questo immaginario c'è tutto Spring Breakers, quinta opera di Harmony Korine e ok; io non sapevo proprio chi fosse questo Korine e però mio fratello mi ha assicurato che è un tipo giusto e che fa tutta roba figa - Nun ce credo che nun te sei mai visto Gummo! - e se lo dice mio fratello allora fidatevi che è così. Del resto chi non ha visto Gummo? Magari, lo aggiungo alla lista di cose da fare...
Spring Breakers è sparito rapidamente dai cinema italiani, racimolando un incasso modesto e registrando recensioni abbastanza spietate e però dall'alto della mia presunzione, dico che la gente che lo ha criticato è perché non lo ha capito; ormai troppo abituata a guardare passivamente senza riflettere e dando per scontato la facile morale spiattellata.
In realtà Spring Breakers è un film che fotografa in modo ironico lo sbando della società odierna; non è un film di denuncia, né un documentario, ma piuttosto è come andare al bar con un amica per bere un frappè alla fragola e farsi raccontare quello che è successo alla festa di primavera (lo spring break) e lo sappiamo tutti che nei racconti degli amici ci sono sempre cose credibili e che rispecchiano la realtà e altre che invece sono gonfiate e raccontate giusto per rendere la storia più interessante e fare un po' i fighi.
Spring Breakers è così; una fotografia neanche troppo esagerata di questa Mtv generation allo sbando e da questo punto di vista la scelta delle protagoniste è divertente e tutt'altro che casuale e magari a noi europei non ce ne può fregare di meno, perché le consideriamo delle pincopalline qualunque, ma per gli americani vedere le due ex-reginette Disney Vanessa Hudgens e Selena Gomez fare cose porche e pomiciare con Ashley Benson, star della serie tv Pretty Little Liar, è un po' come farsi una sega con il santino della Beata Vergine Maria. 
Una generazione bruciata appresso alla cultura pop. Proprio per questo motivo non poteva mancare una colonna sonora d'eccezione, che segue alla perfezione gli obiettivi del film dissacrando il sound finto alternativo di Skrillex, grazie anche alle sapienti composizioni di Cliff Martinez, che per la cronaca è quello che ha realizzato la colonna sonora di Drive, praticamente uno dei Soundtrack più fighi degli ultimi anni.
E in un caleidoscopio di sequenze con i colori fluo, che si accendono sempre di più via via che la storia si dipana e dove non si risparmiano scene surreali in cui le ragazze rapinano ristoranti o fanno fuori tutti con la stessa facilità che avrebbe Tomb Rider all'interno del videogioco, ma sempre con il volto coperto da un passamontagna rosa per mantenere quell'aria da Barbie, arriva il momento iconico del film: James Franco che suona al pianoforte "Everytime" e distrugge in un secondo tutti i cliché associati alla Britney Spears generation. Dimenticate quello che sapete di loro, perché queste sono le vostre figlie. Che vi piaccia o meno. 
"Spring break, spring break forever!".
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4 commenti:

  1. Skrillex non è un gruppo, ma un dj/producer (e per fortuna, perché ne basta solo uno...).

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    1. Ti ringrazio per la precisazione, effettivamente nel racconto del film era di vitale importanza sottolineare che gli Skrillex in realtà sono uno solo.

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    2. No, non era di vitale importanza. Ma scusami veramente tanto se precisandoti questa cosa ti ho irritato.
      Magari la prossima volta usa Wikipedia se non gradisci commenti di questo tipo. :)

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    3. Accetto sempre di buon grado le correzioni, ma in questo caso, non essendo un post dedicato a Skrillex, avrei preferito un commento del tipo: "Del film non me ne frega un cazzo, ma comunque ti segnalo che Skrillex è un dj e non un gruppo".

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