La grande bellezza


Quando ho visto il trailer de "La Grande Bellezza", quello con le immagini di una Roma semi deserta e gli uccellini che cinguettano neanche fosse un documentario della National Geographic, stavo per dire: "Ciao Sorrentino, mi hai già inculato con quella noia stratosferica di This Must Be The Place, ma questa volta non mi freghi!". Se ho deciso di andare al cinema è stato solo grazie al passaparola e alle recensioni positive della gente e avevano ragione, perché il film è piaciuto anche a me.
Intendiamoci, per un istante ho temuto il peggio, con tutte quelle inquadrature di campanili e alberi e palazzi ottocenteschi e stavo quasi per mettermi comodo pronto a fare una delle più grandi dormite della mia vita, quando poi è iniziata la festa. Lo dico subito: questo film non ha una vera trama. Ok si narrano le vicende di un certo Jep vattelappesca, ma il vero obiettivo è quello di raccontare la non-storia della borghesia romana che si accontenta di galleggiare tra feste esagerate ed eventi mondani, senza interessarsi veramente a nulla. Se per lungo tempo il cinema italiano ha raccontato la crisi dei trentenni, Sorrentino entra nelle case dei ricchi cinquantenni romani, tirandone fuori un quadro per niente positivo. Tutto si svolge mediante episodi e a fare da sfondo a queste non-vicende, c'è una Roma che non è mai stata così bella; una silenziosa osservatrice che si fa gioco della superficialità di quegli uomini che non si rendono più conto della sua grande bellezza. Un applauso alla fotografia di Luca Bigazzi che ha reso incantevole questa città distrutta da Alemanno (fine della campagna elettorale).
Paolo Sorrentino è bravo perché con poche inquadrature riesce a raccontare le vite dei suoi personaggi: del sempre capace Toni Servillo, ma anche di tutti gli amici che gli gravitano attorno e tra le tante facce note, spunta fuori anche quella completamente sfigurata di Serena Grandi, che non deve aver avuto troppe difficoltà ad interpretare il ruolo della cocainomane. Ma è Sabrina Ferilli la vera sorpresa di questo film, perché con la sua simpatia verace, riesce a dare la giusta vena comica al film e poi ditemi devo firmare per arrivare a 49 anni con il suo fisico, che veramente "beato chi so' fa r sofà".
Sparita Sabrina il film perde un po' di tono e sarà che forse inizia a diventare troppo lungo e sarà che forse la mezza svolta mistica non mi ha appassionato per niente, ma un paio di volte ho buttato l'occhio all'orologio pensando "Quanto mancaaaa?". Ma il film è bello e riesce perfettamente nel suo scopo di raccontare l'Italia decadente e vuota dei nostri giorni. Anche se quasi fuori tempo massimo, Sorrentino cerca di dare un barlume di speranza alla nostra società.
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25 commenti:

  1. Per me una vera bella sorpresa, mi è piaciuta la contrapposizione tra la grande bella di Roma e la triste bellezza dei protagonisti
    saluti
    Francesco

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    1. Perfetto...Roma ti dà e ti toglie...un amico mio dopo 6 anni vissuti lì è fuggiro perchè gli stava stretta. Adesso tre anni dopo è ritornato nella città eterna x lavoro. chissà se gli sta ancora stretta!

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    2. Roma è forse una delle città più contraddittorie d'Italia. Bellezze uniche al mondo trattate come se fossero calcinacci da buttare via, zone estremamente ricche vicino a zone estremamente povere, periodi di divertimento assoluto e periodi in cui non c'è nulla da fare. Ma è la mia città e io la amo.

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  2. Hey Lord,
    a me é il film é piaciuto completamente. Nessun difetto.
    E della colonna sonora non ne vogliamo parlare? Spazia dalla classica, cori religiosi, house per arrivare a Raffaella Carrà feat. Bob Sinclair. Tantissimi poi i personaggi che popolano questo film corale. Tutti azzeccati.
    Certo, alcuni come si sono ridotti...Ma vogliamo parlare del povero Giorgio Pasotti? Non volevo credere che fosse veramente lui.

    Hasta pronto,
    Alessio

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    1. Ma dai Pasotti era così brutto perché era il personaggio che lo richiedeva. Non può essere diventato veramente così...

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  3. Mi ritrovo nella tua recensione. Un film esteticamente bellissimo, senza una trama, lento a volte, con colpi comici in altre. Non capivo chiaramente dove voleva andare a parare Sorrentino se non semplicemente raccontare di gente "morta" che si arrabatta a far finta di esser viva.

    Alla fine ho fatto un pensiero personale. La mia vita con "maschera" e "nell'armadio" è cmq più autentica e viva di quella della maggioranza dei personaggi raccontati. Fine della elucubrazione. Sorry.

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    1. "maschera" e "armadio" non riescono proprio a stare nella stessa frase con "autenticità". Ognuno fa le scelte che vuole, e solo tu conosci la tua situazione, ma almeno nell'anonimato della rete non prenderti in giro!

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    2. Capisco cosa intendi dire. Tra l'altro concordo. Ma solo in parte sai?
      Ho infatti detto "più" autentico di quei personaggi, non "io sono autentico". Perchè sai, c'è un mondo di gente scoperta che autentica non è, ne conoscerai milioni anche tu, no? E i non autentici stanno ovunque, direi che c'è autenticità e non autenticità in ognuno di noi: aspetti che viviamo fieramente e con coerenza da fare impallidire gli altri, valori imprescindibili contro ogni se e ma; altri aspetti che invece nascondiamo, scheletroni oppure solo ossicini che teniamo sotto il tappeto, vergogne o errori nascosti.

      Sulle scelte che non faccio (che "ho scelto" di non fare) devo solo spiegazioni a me, non le consiglio, ma le rivendico per me. Eppure non perchè sono un "velato", razza che crea pruriti ad una parte di gay risolti, mi sento un falso. A testa alta e con coerenza ho molte altre scelte di autenticità che porto avanti, come pure ho molti errori e difetti.

      Mi è spiaciuto il livore che leggo tra le tue poche righe. Ma anche tu ti nascondi nell'anonimato. Anche quello è non essere autentici?

      http://hereinthecloset.blogspot.it/2012/07/lintercity.html

      http://hereinthecloset.blogspot.it/2012/10/cose-innaturale.html

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    3. Perdonami, ma quanto dici sembra la solita vecchia storia che viene sempre tirata fuori in questi casi. Sull'autenticità degli altri non giudicare, qui si parla di te. Leggo il tuo blog. Hai molti bei numeri, e devi essere una bella persona. Solo che quella persona non la incontrerei mai per strada, perché quella persona non esiste nella vita reale. Tu fai spesso un faticosissimo, ed anche un po' ipocrita, equilibrismo tra auto-compatimento e auto-assoluzione. Per carità, può funzioanre, ma.. a che pro? Sarai una persona migliore? che aspetti? i tempi giusti? Tu sapresti riconoscerli? Ma mi sto spingendo troppo oltre. Non conosco la tua situazione, e dando credito all'intelligenza che ti riconosco, saprai tu il perché delle tue sclete e le accetto. È vero, ci sono tanti "velati" ma a loro modo sono autentici davvero: loro hanno fatto una scelta assoluta, si negano in toto (dubito funzioni per lungo tempo...) ma sono esattamente quello che hanno scelto di essere. Poi, se ti riferisci invece agli sposati che rimorchiano ai gabinetti per la schizzatina realizzatrice, vabbè, li siamo al patetico; dove l'ipocrisia sposa (e quasta volta è un matrimonio vero) la vigliaccheria e la cattiveria per rendersi complice dell'infelicità anche di altre persone. Quelli li giudico eccome: tutta merda.
      Tu non mi sembri così "autentico", tu sei in costante bilico tra il "vorrei, ma non posso" e francamente non trovo niente di meno soddisfacente del guardarsi da dietro un cespuglio. O togli le parentesi, o togli il suffisso "in", tertium non datur. Ci sono molti modi di viversi la propria omosessualità: dallo sfarfallare sui carri del gay-pride agli stereotipati in canotta e bermuda militare ci sono gamme infinite di "colori" in cui viversela. Ma saranno sempre meglio del grigio spento che hai scelto tu. Sul fatto dell'anonimato glisso, non mi risultano battezzati con il nome di (in)consapevole.
      Non c'è livore nelle mie parole, se ti è parso me ne scuso, e che davvero faccio ormai tanta, davvero troppa, fatica ad orientarmi tra tutti questi distinguo e paraventi. Lo diceva anche quel vecchio paraculo di Amleto: "essere o non essere, questo è il problema".

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    4. "Sull'autenticità degli altri non giudicare"... hai detto tutto, no?
      O deve valere solo per me?

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    5. si parla di te, e giudico la tua situazione.
      "Giudicare", con i limiti della conoscenza che si ha, fa parte delle responsabilità di adulti. Tra le altre. Ma, come ho detto, accetto le scelte che fai, le riconosco. Certamente non le condivido. Hai modi meno tormentati di vivertela e magari lo stai già facendo, allora smetti di fare la parte del tormentato. Il tuo blog dice molto di te, e suggerisce forse che questa che stai recitando è una parte ormai. Dovessi dire, mi sembri invece molto consapevole, di giocarti le tue possibilità sul piano della soddisfaione meramente sessuale, tralasciando forme di coinvolgimento emotivo. più che per mancanza di interesse, forse per interessi. Leciti, ma non per questo edificanti.

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    6. Siete un po' usciti fuori tema, ma non per questo non possiamo parlare di quest'argomento.
      Riguardo al discorso coming out io mi trovo dalla parte di quelli che si dichiarano e ci sono molte ragioni che mi portano a questa considerazione:
      - in primo luogo è un motivo sociale, più siamo, più se ne parla, più persone verranno in contatto con noi e meglio sarà la vita delle generazioni future di gay che non dovranno lottare per far sapere al mondo che esistono.
      - il secondo motivo è personale e ovviamente fa riferimento alla mia esperienza, perché io da quando ho detto a tutti di essere gay sto vivendo molto meglio e non ho più il problema di raccontare cazzate o nascondermi o dire mezze verità e vivere tutto alla luce del sole permette una serenità che in altri modi è impossibile da raggiungere.
      Detto questo, credo che le scelte delle persone vadano rispettate perché ognuno è proprietario della propria vita ed è libero di ascoltare i consigli della gente intorno e poi fare di testa propria in base a quello che vuole essere.

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    7. Scusami se ritorno ad impiastrare con il mio commento un discorso che è diventato troppo lungo a casa d'altri. Ma mi riguarda. Poi chiudo.

      Condivido in toto il tuo intervento e la necessità sociale del coming out. Da velato ringrazio chi porta avanti la battaglia mettendoci la faccia. Sinceramente.

      Qui l'off topic però non era il coming out ma la "autenticita" (legata ad un pensiero sui personaggi del film) ed è su questo punto che avevo da ridire: non solo i velati sono falsi e ipocriti, non solo i dichiarati sono onesti e puri.

      Poi vabbè, mi son ritrovato appunto in casa d'altri con una completa analisi psicologica della mia personalità, una lettura così definita senza se e senza ma, scritta da chi nell'anonimato (non c'è bisogno di un nome di battesimo ma solo un nick che ti renda riconoscibile nella comunità virtuale)ha voluto dire, questo è ciò che non comprendo, ciò che si è tenuto dentro per tanto tempo, quasi vomitandomi addosso qualche rabbia nei miei confronti. Non capisco e non credo di conoscerti.
      Ci son stati 4 anni di mio blog dove eventualmente si poteva interagire.

      Scusami ancora Lord, tolgo il disturbo.

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    8. Nessuno ti vomita addosso proprio nulla. Vorrei risponderti con qualcosa di più profondo e articolato, ma poi rileggo...e rileggo ancora..."Da velato ringrazio chi porta avanti la battaglia mettendoci la faccia. Sinceramente.".
      Allora mi sale lo schifo e chiudo qui.

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  4. Hai detto bene....sul finire ti dà un barlume di speranza...cioè ognuno sarà felice se fa ciò che gli piace fare...poteva solo durare di meno il film!Chico

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    1. Detta tra noi, io avrei tagliato tutta la parte della Santa.

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  5. passaparola? recensioni?? io decido se vedere un film solo dal trailer e da quelle 4 cose sulla trama che ci sono nella scheda. Molti dei film di cui parli non adrei a vederli neanche se il biglietto fosse gratis. Per adesso aspetto che esca The Lone Ranger.

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    1. Come si dice, il mondo è bello perché è vario. Io per esempio non andrei mai a vedere The Lone Ranger neanche gratis, ma non per questo metto due punti interrogativi come se avessi detto la stronzata più grande della giornata. (The Lone Ranger??)
      E sì, quando vado a vedere un film mi piace leggere le recensione di quei due siti di cui mi fido, alcune volte la pensiamo allo stesso modo, altre no, ma non mi pare una cosa così strana informarsi...

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    2. Il motivo per cui non mi baso sul passaparola o sulle recensioni è proprio perché come dici tu il modo è vario e i gusti sono soggettivi. Quante volte capita che qualcuno ti dica che quel film o quel libro sono bellissimi, poi lo guardi o lo leggi e lo trovi una cagata pazzesca. Quindi alla fine uno guarda quello che pensa gli possa piacere, per esempio io escludo a priori il genere horror perché mi mette ansia quindi non vedo perché perdere tempo a vedere un film se non trovo piacevole farlo.
      Il tuo appunto sui due punti interrogativi mi è piaciuto molto, trovo sempre molto divertente questo genere di cose, un paio di giorni fa discutevo tranquillamente con un tipo su un forum e questo all'improvviso ha iniziato a dare di matto attribuendomi un mucchio di cose che non avevo scritto... chissà forse devo aver messo qualche virgola di troppo. Oggi ho scoperto che per alcuni vedere 2 punti interrogativi significa dirgli che hanno scritto la stronzata più grande della giornata, mm... ma quindi allora non vedrai the lone ranger?? :D

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    3. Ovvio che uno guarda quello che pensa possa essere di suo gradimento, ma magari il suggerimento di una persona fidata può darci quello stimolo in più o farci desistere. Io la vedo così.
      Il mio appunto sui due punti interrogativi nasce dal fatto che la grammatica è stata inventata proprio per dare un tono alle frasi; nella lingua parlata si dà senso con l'intonazione della voce, ma in quella scritta è la punteggiatura che aiuta a capire il tono di una discussione. Ma magari sono io che do troppa importanza all'italiano.

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    4. non ti preoccupare, ognuno è libero di scegliere a cosa dare troppa importanza.

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  6. D'accordissimo su tutto! Mi fa quasi incazzare quello scivolone della storia della "santa" che all'improvviso fa perdere "ritmo" (lo metto volutamente tra virgolette) e atmosfera al film, concludendolo con una noiosa, inutile baracconata. peccato davvero perchè avrebbe rischiato di essere uno dei miei film preferiti in assoluto! Cmq giudizio strapositivo. bella Lord!

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    1. Sì, giudizio molto positivo anche per me, immagino si sia capito, finalmente Sorrentino a riguadagnato punti dopo quella noia finta intellettuale con Sean Penn.

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  7. Anche io mi ritrovo totalmente. E devo dire che non ho ancora incontrato neanche una persona a cui il pezzo della santa sia piaciuto.

    Detto questo, caro Lord, dopo aver visto pellicole come questa (oltre ovviamente ad esserci stato spesso), invidio tantissimo il tuo vivere in una città così spettacolare :)

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    1. Scriviamo a Sorrentino e suggeriamo di tagliare la parte della Santa nella versione DVD!

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