Katy Perry - Prism


Katy Perry è uno di quei misteri musicali che io non riesco proprio a spiegarmi, nel senso che a me sembra una deficiente totale e per giunta con una voce del cazzo, eppure vende peggio di Gucci durante i saldi. Ma tipo che mentre le altre pop-star si fanno il culo sfornando un disco l'anno (Rihanna ce l'ho con te) o creando concept sempre più complicati (ciao Lady Gaga) o cercando lo scandalo facile (citofonare Miley Cyrus), per Katy Perry sembra sempre tutto facile e tipo che da quando è esplosa con I Kissed a Girl è stato un susseguirsi di primi posti in classifica ed ha estratto così tanti singoli, che uno pensa che abbia fatto venti dischi e invece provengono tutti da Teenage Dream.
Il suo ritorno è stato annunciato in pompa magna, con un video promozionale nel quale si vedeva lei che bruciava la parrucca azzurra simbolo della "Teenage Dream era" e un secondo video nel quale si celebrava il funerale della zuccherose atmosfere e cavolo; sono immagini belle forti e che fanno pensare ad un cambio di rotta piuttosto consistente e mentre tutti aspettavamo questa nuova Katy Perry, è arrivata lei vestita da tarzan, ancora più deficiente di quando sparava la panna montata dalle tette. Voglio dire, ma allora tutte quelle storie della parrucca bruciata? La "Prism era" non è altro che un prolungamento di Teenage Dream?
Ma allora ti piace vincere facile bella mia.
Prism sarà un sicuro successo perché effettivamente è un disco ben confezionato e che si avvale di ottime produzioni, ma io però non riesco proprio a capacitarmi di come questa ragazzetta brutta come un corpo e stonata come me alla recita di fine anno, riesca ad ottenere tutti questi consensi di pubblico senza fare nulla di nuovo praticamente da otto anni; che a me sembra un po' come mia cugina, che agli occhi di tutti i parenti era un piccolo genio perché portava a casa tutti dieci e lode, ma per me è sempre stata quella grandissima cretina che si toglieva le caccole dal naso e poi le leccava. Katy Perry ha vinto proprio su tutti e io in fondo la stimo per questo.

Roar. Ha superato ogni precedete recor di vendite della Perry e come al solito ha raggiunto il primo posto della classifica Billboard. Doveva essere numero uno e così è stato. Ma doveva anche essere il pezzo della svolta e invece ci troviamo davanti all'ennesimo tormentone scemo; la canzone perfetta, studiata a tavolino per conquistare tutti e non rischiare nulla. Brava Katy, rassicura il tuo pubblico e fagli vedere che sei sempre la solita cogliona, disposta a metterti in ridicolo per loro. Per fortuna nel disco c'è ben altro. ★★★
Legendary Lovers. Con il secondo pezzo si prova a dire qualcosa di nuovo inserendo un sound orientaleggiante e dei tamburi tribali, ma il ritornello furbetto e la base dance ci fa tornare subito con i piedi per terra: Katy non rischia mai troppo. ★★★
Birthday. Sound anni novanta per una hit che urla Katy Perry da tutte le note. Niente di nuovo, ma sicuro successo. ★★★
Walking On Air. Tirate fuori dagli armadi il bomber, perché qui torniamo negli anni '90 con questo omaggio alla dance che pare uscita da Festivalbar. Un omaggio, se così si può dire, perfettamente riuscito perché il pezzo è una vera bomba, ma lascia con un punto interrogativo stampato sulla faccia: ce ne era bisogno? Il produttore è Klas Åhlund che ha praticamente scritto tutte le canzoni di quel genio di Robyn, ma se mi avessero detto che l'aveva scritta Corona, ci avrei creduto. ★★★
Unconditionally. Secondo singolo estratto e prima ballad struggente del disco. Voce sofferta, cuore ferito, primo posto in classifica assicurato. ★★★★
Dark Horse (featuring Juicy J). È il brano più sperimentale di questo Prims e che ci pone dinnanzi ad un dilemma: Katy Perry è adatta anche a fare altre cose o la vedremo sempre come un pagliaccio al circo di Moira? Secondo me è un buon esperimento, ma la rappata del semisconosciuto di turno è una cosa talmente noiosa che potevano anche evitarla. ★★★
This How We Do. Niente, non ce verso di salvarci da questo ritorno degli anni '90 e anche qui si attinge da quel periodo. Verso la fine della canzone, Katy si rivolge al dj dicendo "No no, bring the beat back!" e allora tu pensi che succederà qualcosa e che la canzone durerà altri cinque minuti e infatti la musica riparte e però dopo neanche dieci secondi il brano finisce e allora ma che senso aveva quella frase? ★★★
International Smile. Ci potresti ricantare sopra il ritornello di Last Friday Night e nessuno si accorgerebbe della differenza; però verso la fine del brano arriva una parte strumentale che ricorda una qualsiasi canzone dei Daft Punk. Non chiedetemi il senso. ★★★
Ghost. Ballad struggente che però non rinuncia al beat soft-dance e vabbè, il testo è l'ideale per chi si è appena lasciato. Io piango da venti minuti e credo che annoterò quelle parole sulla Smemoranda. ★★★
Love Me. Una delle varie canzoni fotocopia dove Katy Perry canta miagolando e che non aggiunge nulla al suo curriculum. Ben riuscita, ma la noia. ★★
This Moment. Prodotta dagli Stargate che sono uno dei colossi norvegesi che qualunque cosa toccano fanno diventare una hit di successo (vedi Diamonds di Riahanna ma anche Only Girl (In the World) o Irreplaceable di Beyoncé), è forse il pezzo con il beat migliore del disco, ma poi mi cade nella banalità del ritornello. Un altro futuro primo posto in classifica. ★★
Double Rainbowcon. Atmosfere molto intime per il brano scritto da Sia e Greg Kurstin (quelli che praticamente hanno scritto tutte le ballad di successo di questi ultimi anni) e quasi riescono a farci credere che Katy Perry abbia una bella voce. Vabbè risata. ★★★
By The Grace of Lord. Mettiamo da parte il beat discotecaro, perché questo pezzo è accompagnato al pianoforte e sono proprio curioso di sentirla cantare live senza unz! unz! in sottofondo. ★★
Sono tre le canzoni della deluxe edition. Sipiritual è effettivamente degna di nota e strizza l'occhio ad un pop più adulto e meno da cogliona. Per It Takes Two vale lo stesso discorso e si sente la penna di Emeli Sandé. Choose Your Battles invece poteva tranquillamente cantarla sotto la doccia e non farci mai sapere della sua esistenza. 
Share on Google Plus

About Lord79

Se Lord79 non vi piace, sappiate che mi chiamo Emilio.
    Blogger Comment

8 commenti:

  1. Ma scusa, t'ha dedicato pure una sviolinata con By The Grace Of Lord e tu la distruggi così? :D

    RispondiElimina
  2. Mi sa che sei in ritardo di 3 anni con la recensione... Teenage Dream è uscito nel 2010! ;)

    RispondiElimina
  3. No dai, ma come fai a dire che è una "con una voce del cazzo e stonata come me alla recita di fine anno"? Cioè, voce del cazzo ok, se non ti piace non ti piace. Ma stonata no... Manco Britney e Madonna so stonate!! Oddio, Britney non lo so, non l'ho mai sentita live.

    "Una deficiente totale" sì, ma nel senso buono: secondo me lei è proprio una di quelle deficienti che ti fanno divertire come un matto quando esci la sera con loro.

    Ma... con "ragazzetta brutta come un corpo" che volevi dire?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. - Secondo me non ha una bella voce e nei vari live che ho sentito ha dimostrato di non essere intonata. Proprio come Madonna o Britney. La presenza scenica è una cosa, l'intonazione è un'altra.
      - Una deficiente totale che ti fa divertire: leggi anche qui.
      http://lord79.blogspot.it/2013/09/se-fossi-amico-delle-celebrita-1.html
      - Per brutta come un corpo si intende. Brutta che quando la guardi ti fa venire un colpo. Un cesso. Una cozza. Che altri sinonimi devo trovare?

      Elimina
    2. Ah ok, corpo come colpo, non c'avevo pensato!! :-)

      Elimina
  4. Effettivamente, da diverso tempo, mi domandavo anche io come una canzoncina carina, melodica ma per nulla originale come "Roar" potesse aver fatto così tanto successo. A me pare roba da anni '80 che la prima volta che l'ascolti è carina, la seconda la lasci andare ma dopo la terza volta pigi il tasto "next" sul lettore mp3.
    Mi consola sapere di non essere l'unico a pensarla tale, visto che se azzardi un "mah..." su Katy Perry ti additano come Anticristo.

    RispondiElimina
  5. Concordo... molto ascoltabile... e mi ricorda un casino Los Angeles... alla fine mi piace molto. Specie quel gusto anni Novanta che mi ricorda i bei tempi... :D

    RispondiElimina
  6. Recensione molto accurata e divertente... e mi riconosco;mi stupisco di come Roar regga ancora e stia fagocitando e annullando l'intero album:il secondo singolo è sparito,i singoli promozionali interessanti mah...non so:i gattini continuano a miagolare Roar tralasciando, personalmente, cose migliori di quello'album.

    RispondiElimina