Cher - Closer to the Truth


Per molti Cher non è altro che una ridicola vecchia che gioca a fare la quarantenne; con un passato scandito dagli interventi chirurgici che se dovessimo inserirla in una scala che va da zero a Michael Jackson, lei avrebbe una posizione oltre: la posizione Cher. E non stupisce che le nuove generazioni la guardano sorridendo, ché con tutte le parrucche e le operazioni e gli abiti strambi ai quali ci ha abituato, sembra ormai una brutta caricatura e sembrano lontani i tempi in cui dominava le classifiche di tutto il mondo e spodestava i Beatles dalla numero uno e alzava al cielo l'Oscar come miglior attrice per il film Stregata dalla luna (e non esiste intervista in cui non lo ricordi) e poi il suo formidabile ritorno nel 1998 con un'album dance che inaspettatamente spaccava di brutto e spianava la strada a Britney Spears, Kanye West e tutti quelli che dopo Believe iniziavano ad utilizzare la voce robotica. Eppure, nonostante tutti i successi, Cher rimane marchiata dall'immagine dell'icona gay baraccona e non riesce a conquistare le nuove generazioni che si fermano all'aspetto trash e ignorano le sue grandi canzoni e i suoi film uno più bello dell'altro. Effettivamente fa sorridere pensare ad una quasi settantenne che fa musica da discoteca, ma quando si parla di Cher il tempo non è che una convenzione numerica ed in molti la prendono in giro e dicono che sia immortale ed effettivamente come se nulla fosse, un giorno si è alzata dal letto ed ha esclamato: "Ma veramente sono passati già dodici anni dal mio ultimo disco?" e quindi eccola in sala di incisione a registrare pezzi e scrivere canzoni. Sono passati dodici anni, ma finalmente ecco Cher girare il mondo per promuovere il suo disco, con un energia fuori dal comune. Ok dopo dieci passi deve riposarsi e bere un bicchiere d'acqua, ma la differenza che passa tra Cher e una qualunque delle popstar del momento, sta tutta nel fatto che Cher è una vera cantante. Closer to the Truth è un disco pieno di difetti e con un concept non ben definito, ma rimane un buon prodotto poiché è tenuto insieme dalla voce potente di Cher, ma tipo che se quelle stesse canzoni le avesse cantante una trentenne qualunque, il disco non avrebbe avuto lo stesso felice risultato e lo so che adesso c'è Lady Gaga ad attirare l'attenzione o Katy Perry o Britney Spears o Miley Cyrus, ma alla soglia dei settant'anni, Cher riesce a rendere fresca e profumata anche una scoreggia dopo il chili.

Woman's World. Squadra vincente non si cambia e se con Believe le vendite sono andate alle stelle e se con Song for the Lonely non è andata niente male, ecco che il suo nuovo singolo è ancora una volta una mid-tempo dance scritta da Paul Oakenfold. Lei ce la mette tutta, ma non siamo più nel 1998 e Woman's World non è Believe. ★★★★★
Take It Like a Man (featuring Jake Shears). Terzo singolo estratta dall'album seguendo una strategia di marketing che boh; senza dubbio c'erano dei pezzi migliori, ma forse provano a sfruttare il nome di Jake Shears famoso frontman degli Scissor Sisters, peccato che la sua voce sia totalmente inesistente. ★★★★★
My Love. Pezzo che inizia come una semplice ballata, ma che poi si trasforma nel remix di se stesso. ★★★★★
Dressed to Kill. Quarto brano del disco e quarto pezzo dance e questa volta ci buttano dentro sonorità vagamente anni settanta, anche se adesso vanno di moda gli anni novanta. ★★★★★
Red. Ancora senza un attimo di respiro in mezzo a suoni dance e synth-pop, ma questa Red spicca tra le altre e diventa una ottima hit stile Eurodance. ★★★
Lovers Forever. Scritta nel 1994 per il film Intervista col Vampiro, torna prepotentemente attuale grazie alla produzione di Mark Taylor, produttore tra gli altri anche di alcuni lavori di Britney Spears. Il pezzo funziona, ma non decolla. ★★★★★
I Walk Alone. L'inizio con il banjo e gli strumenti tipici della musica country in qualche modo può spiazzare, ma il cambio di stile risulta vincente, perché il rischio era quello di addormentarsi nonostante i bassi che suonano a tutto volume e dobbiamo ringraziare P!nk per questo primo vero momento godibile del disco. ★★★
Sirens. Quando meno te l'aspetti arriva la svolta intimista e arriva il capolavoro del disco. Sirens è una splendida ballad pop-rock che fa pensare all'11 settembre senza mai cadere nel patetico e dove la voce di Cher si apprezza in tutta la sua potenza. ★★★
Favourite Scars. Messa da parte la musica elettronica e la dance music delle prime tracce, rimangono le belle canzoni pop che non saranno Half Breed, ma che comunque provano in qualche modo a ricordarla. ★★★
I Hope You Find It. Cover di un vecchio brano di Miley Cyrus registrato prima degli scandali e di togliersi i vestiti e del twerking selvaggio; la versione di Miley era un orrido pezzo cantato da una ragazzina che non le avresti dato mille lire, ma la versione di Cher è uno dei momenti più belli del disco, tanto da diventare il secondo singolo estratto dall'album. ★★★
Lie to Me. È il secondo pezzo scritto da P!nk ma non si poteva chiudere il disco in modo più noioso. Questa volta P!nk le ha rifilato la sòla. ★★★
La versione deluxe si arricchisce con tre brani tra cui I Don't Have to Sleep to Dream che ci riporta alle atmosfere dance di Taxi Taxi ed è subito 1998; Pride che sembra una furbetta canzone dance scritta per essere ballata durante i gay pride, ma che purtroppo non parte mai veramente ed infine la bellissima You Haven't Seen the Last of Me colonna sonora del film Burlesque, che Christina Aguilera levati proprio.
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