Smetto quando voglio


Diciamo la verità, noi italiani sappiamo fare bene la pizza, siamo ottimi amanti e abbiamo la cucina più salutare e completa del mondo, ma i film quelli non ci vengono poi così bene. Nonostante possiamo vantare un'antica tradizione, i tempi in cui Cinecittà sfornava capolavori conosciuti in tutto il mondo sono ormai lontani. Ok sui film drammatici ancora abbiamo qualcosa da dire e infatti La Grande Bellezza sta in corsa per gli Oscar, ma con la commedia abbiamo toccato il fondo e ultimamente perfino i francesi si son messi a fare film più divertenti dei nostri, ché noi ancora ci affidiamo a Carlo Verdone il quale forte del suo nome storico, rifila personaggi ridicoli perfino nel trailer e la gente lobotomizzata va a vederlo e ride pure alle sue battute riciclate. La commedia italiana è agonizzante ed è per questo che quando mi son imbattuto in Smetto Quando Voglio ho gridato al miracolo. Ok, magari chiamarlo capolavoro è eccessivo, ma credo sia senza esagerazioni uno dei film italiani più intelligenti degli ultimi anni e i personaggi sono ben scritti e hanno ognuno una propria caretteristica e la trama ha un ottimo intreccio e poi l'incipit dei laureati in chimica che diventano spacciatori perché non trovano lavoro è geniale.
Tutto parte dall'esperienza di Sydney Sibilia, un ragazzetto appena trentenne che dopo aver fatto un bel po' di lavori, decide di portare sul grande schermo un mix di esperienze personali e critica alla società e il risultato è una commedia nera che stupisce per la fluidità e la sceneggiatura, che parla di crisi economica e crisi dei valori, ma senza mai tirare fuori chiose moralistiche o situazioni retoriche. La commedia è il vero linguaggio di questo film e qualcuno mi ha fatto notare che lo stile strizza troppo l'occhio alla serie televisiva Breaking Bad (che però io non ho mai visto e ok, la recupererò prima che mi lanciate anatemi), ma ispirato o meno, direi che Smetto Quando Voglio rimane un'ottima opera prima, con una sceneggiatura impeccabile e dialoghi frizzanti. Sono consapevole che una recensione di soli complimenti è veramente di una noia mortale e vorrei metterci dentro un po di humor e sarcasmo, ma quando un lavoro è ben fatto come questo e si gode nel vederlo nonostante non ci siano boni a petto nudo a mantenere alto il livello di attenzione, non si può far altro che prenderne atto e dire semplicemente: andatelo a vedere.
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4 commenti:

  1. Molto molto carino, e comunque Edoardo Leo è un bono da paura...

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    1. Bono direi che è una parolona, sicuramente è il meglio della compagnia.

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  2. mi è piaciuto tutto, la storia smart, gli attori giovani e non i soliti ricicli italici; però Marcorè NOOOO, non mi è piaciuto, come cattivo poco credibile; ma proprio non si poteva cercare qualcuno di nuovo che non si fosse già strafatto di fiction e pretami in tv vari?

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    1. Ahahaha un pochino hai ragione, ma vabbè il film è bello ugualmente dai.

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