Maze Runner - Il labirinto [recensione]


Nel 1997 usciva il controverso film Cube - Il Cubo e la storia era quella di un gruppo di ragazzi che si risveglia all'interno di un enorme cubo fatto di migliaia di stanze e devono capire per quale motivo son finiti lì dentro e trovare il modo di uscirne vivi. Il film era piuttosto fico, vinse una manciata di premi e ne fecero perfino due seguiti abbastanza carini pure quelli. Quasi vent'anni dopo arriva nelle sale cinematografiche questo Maze Runner e che sfrutta praticamente la stessa idea di partenza e quindi vediamo un gruppo di giovanotti che si risveglia all'interno di un labirinto (anziché il cubo) e insieme devono capire per qual emotivo sono stati messi lì dentro e come fare per uscirne vivi.
Le premesse iniziali sono piuttosto buone, anche se come dimostrato sfruttano un'idea assai poco originali, ma comunque per quasi metà film riescono a catalizzare la mia attenzione e il mio interesse; poi però va tutto a puttane. Nel senso che questi ragazzini sembrano tutti mezzi deficienti e vivono all'interno di questa radura senza fare assolutamente nulla e ad un certo punto arriva questo Thomas che sconvolge tutti gli equilibri e tu pensi "Diosanto, cosa avrà fatto mai? Quali idee geniali avrà portato all'interno nel gruppo?" e invece niente, semplicemente entra nel labirinto e uccidere uno dei mostri e trova la strada per uscire in un modo così semplice che ti domandi che cazzo abbiano fatto per tre anni tutti gli altri ragazzi, dato che oltretutto non avevano neanche una donna da trombare e a quanto pare non si sono buttati nelle orge gay; che io invece avrei fatto dopo la prima settimana di noia passata a coltivare cetrioli e star seduto a guardare le alte pareti del labirinto.
Insomma, il film aveva del potenziale, ma è stato mandato in vacca da una sceneggiatura poco elaborata e l'inesperienza del regista; un certo Wes Ball che fino a ieri faceva effetti speciali e che per non si sa quale botta di culo si è trovato a dirigere questo film e voglio dire: ma voi avreste dato un blockbuster del genere in mano a uno che ha il Wikipedia di due righe? DUE!
Pochissime le spiegazioni sulla società esterna che studia questi ragazzi chiusi dentro il labirinto, zero evoluzione dei sentimenti, nessuna empatia con i protagonisti se non fosse per un povero bambino cicciottello che è l'unico al quale lo spettatore un pochino si affeziona, nessuna storia d'amore (questo forse è un bene), scene notturne confusionarie nelle quali non si capisce nulla e un labirinto che si risolve più facilmente di quelli de La Settimana Enigmistica. Un'occasione buttata nel cesso anche se gli incassi al botteghino stanno andando decisamente bene e hanno convinto la 20th Century Fox ad acquistare i diritti anche per il secondo libro, perché sì: pure questo Maze Runner è tratto da un romanzo (composto da quattro volumi) proprio come i vari Divergent, The Giver e Hunger Games; ma ancora una volta il film con Jennifer Lawrence si dimostra irraggiungibile per la sua qualità, la sua sceneggiatura avvincente e le trovate registiche che portano tutta la narrazione ad un livello che questi altri si sognano proprio.
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4 commenti:

  1. Metti che all'età di questi ragazzi (che è anche quella degli spettatori) uno basta che passa un paio di ore di cazzeggio, metti che questo tipi di film si basano sempre su effetti speciali poche frasi retoriche e il solito sentirsi dell'americano medio da solo contro a combattere con il resto del mondo (una volta erano i giapponesi poi i tedeschi oggi gli integralisti islamici) tradotti dal cinema in mostri, metti che il ragazzotto medio americano sia delle città che delle province va ha vedere questi film per infervorarsi mangiare e bere e magari per qualche altra cosetta con amiche ed amici e si spiega il successo al botteghino. Il fatto è che quando questi film arrivano da noi uno si dice con tutta questa pubblicità questi incassi sarà un capolavoro e invece è l'ennesimo film da adolescenti talmente annoiati che si infervorerebbero anche con la pubblicità dell'adesivo per dentiere.

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    1. Ma infatti adesso agli americani gli è preso questo filone del futuro dispotico, con i protagonisti che devono ribellarsi alla società che li vuole incasellare in dei ruoli prestabiliti e vabbè, ci può pure stare. Il vero problema è la qualità di questi filmetti. Hunger Games è uscito fuori bene e lo metto al pari di tanti film di successo che rimarranno della storia tipo, che ne so, Indiana Jones; ma gli altri è tutta roba che nessuno ricorderà mai.

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    2. Si certo anche nel genere avventura-fantascienza-azione-effetti speciali ci sono film che sono fatti un minimo bene e che si ricorderanno e film che servono agli adolescenti per uscire con gli amici e divertirsi (non solo guardando il film) e alle case di produzione a far soldi.

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  2. L'ho visto con mia sorella di vent'anni. A lei è piaciuto. A me ha fatto cagare.
    Ma il NON-Finale truffa, ne vogliamo parlare?

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