I cavalieri dello zodiaco - La leggenda del grande tempio [recensione]


Se come me siete stati adolescenti negli anni novanta, sicuramente vi sarete appassionati alle avventure de I Cavalieri dello Zodiaco che i più nerd chiameranno con il nome originale Saint Seiya. La serie era epica per tanti motivi, vinse perfino dei premi in Giappone e divenne presto uno dei cartoni animati preferiti di tutti i ragazzi in età da brufoli. Io ero assolutamente pazzo per I Cavalieri dello Zodiaco e avevo perfino alcuni pupazzi con i quali era impossibile giocare, perché ad ogni movimento si smontava l'armatura. Immaginate dunque la mia emozione nel sapere che stava uscendo un film dedicato a loro.
Ora la questione è molto semplice, questo lungometraggio d'animazione ri-narra le vicende delle dodici casa dello zodiaco, ma riassumere i 33 episodi del cartone animato (scusate anime) in un unico film è un vero bordello e infatti quello che è venuto fuori è un mezzo pastrocchio. Chi non conosce la saga probabilmente ci capirà ben poco e chi la conosce rimarrà forse deluso per quanto è sbrigativa.
Il fatto è che ovviamente sono stati fatti dei tagli e per esempio dite addio all'epica battaglia con Virgo o quella con Fish, perché in 95 minuti non c'è tempo per raccontare tutti e dodici gli scontri con ariete, toro, gemelli, cancro, leone, bla bla bla e da una parte menomale che non l'hanno fatto, perché il film sarebbe risultato noioso e ripetitivo; però un po' dispiace vedere che la storia è stata modificata per farla stare sul grande schermo e viene anche da chiedersi il perché di quel mostro finale, che quasi ricorda un videogioco. Il grandissimo punto interrogativo del film poi, riguarda il cavaliere di Cancro, che nel cartone animato era un manzo cattivissimo, che avrebbe fatto bagnare perfino Suor Maria di Candy Candy e qui invece è diventato una mezza Lady Gaga che addirittura si mette a cantare una canzone, come fosse una principessa Disney qualunque. Portatemi la testa di chi ha ideato questa cosa.
Se la sceneggiatura sotto molti aspetti delude, ci sono anche parecchie cose positive e per esempio le armature dei Cavalieri sono tutte rielaborate dallo steso Masami Kurumada autore della sere originale e sono una meraviglia per gli occhi e, sebbene le sembianze dei cavalieri ricordino molto di più Final Fantasy che i classici cavalieri dello zodiaco, i loro caratteri sono rispettati alla perfezione.
Il divertimento e l'azione non mancano, i combattimenti sono spettacolari (anche se spesso sbrigativi) e il doppiaggio italiano è talmente impeccabile da rispolverare i vecchi doppiatori con Ivo De Palma che dà nuovamente la voce a Pegasus; eppure mettendo tutto sul piatto della bilancia, i contro forse superano i pro ed è una bella delusione, perché gli incassi non proprio soddisfacenti perfino in patria, hanno probabilmente stroncato per sempre la possibilità di vedere anche una possibile saga di Asgard e quella di Nettuno.
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