Child 44 - Il bambino n. 44


Tom Hardy è uno di quegli attori che si trasforma a seconda dei personaggi che interpreta e in un film pesa cento chili e in uno è una montagna di muscoli e in uno è magrolino e ok; a dire il vero l'espressione è sempre quella del cane bastonato, ma a me piace proprio tanto e da lui mi farei dare tante di quelle bastonate, che potrei ispirare il seguito di 50 Sfumature di Grigio.
Che poi, Tom Hardy è attualmente al cinema con due pellicole, ma se da un lato c'è l'adrenalinico e fortunatissimo Mad Max: Fury Road, dall'altro abbiamo questo noioso e pedante Child 44. 
La storia di questo film inizia quando Ridley Scott legge questo libro di Rob Smith che si chiama Bambino 44 e gli piace così tanto che decide di portarlo sul grande schermo. Per farlo affida la regia a Daniel Espinosa, uno che di cinema non ne sa neanche così tanto e però Ridley si fida di lui e sborsa come produttore 50 milioni di dollari. Ora, non vorrei essere stato nei panni di quello che ha dovuto dirgli che il film ha incassato solo 3 milioni di dollari e mi sa che il caro vecchio Ridley questa volta ci ha preso una bella batosta. Che poi vabbè, immagino viva ancora di rendita per Blade Runner, Alien e Il Gladiatore e dubito che gli arrivi a casa l'ufficiale giudiziario per pignorargli i mobili, però, se guadagni solo 3 milioni e ne hai spesi 50, significa che qualcosa non ha funzionato.
Il primo problema secondo me è che Tom Hardy non si spoglia mai e anche se lo abbiamo visto ampiamente in film tipo Stuart: A Life Backwards o Sergeant Slaughter, My Big Brother o Bronson, e abbiamo constatato che probabilmente "little" Tom non avrebbe avuto altrettanta fortuna come attore porno, direi che una sua scena di nudo ci sta sempre bene, ché lui ha questo sguardo birichino da ex alcolista e ex fumatore di crack, che io mi sciolgo proprio. 
Se poi vogliamo parlare dell'aspetto tecnico del film, direi che il principale problema è che la sceneggiatura non si capisce mai che direzione voglia prendere e se il trailer punta soprattutto sull'aspetto thriller della pellicola, nella realtà il film si dilunga sul rapporto di coppia dei due protagonisti e parla della difficoltà della vita nella Russia stalinista del dopoguerra e la tensione che dovrebbe tenere incollati alla poltrona va e viene di continuo e figuriamoci che per un'ora intera non si parla mai di questi 44 bambini uccisi e il "mostro di Rostov" che tanto dovrebbe spaventare, viene sempre messo in secondo piano, trasformando questo film thriller in un film boh.
E pensare che la Russia ha perfino vietato la proiezione di Child 44 nel paese, ché secondo il Ministero russo questa pellicola travisava i fatti storici della seconda guerra mondiale e del periodo post bellico e quindi hanno deciso di ritirarla dal mercato. 
Raga, non so come dirvelo, ma potevate anche evitare questa censura, ché tanto al cinema non ci è andato nessuno ugualmente. 
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