Spy [recensione]


I film comici possono essere un agglomerato di battute a sfondo sessuale che fanno ridere solo quelli con il cervello fermo alla prima superiore (se avete riso con Ted, mi dispiace ma sto parlando proprio di voi), oppure possono essere delle brillanti commedie come questo Spy, che in due ore di intrattenimento riesce a tirare fuori delle battute comiche che fanno ridere proprio di cuore.
Ok, due ore di film sono anche troppe per un film come questo, con una trama abbastanza banale e dei colpi di scena prevedibili come le previsioni del tempo a Londra, ma la squadra è super collaudata e il regista Paul Feig chiama ancora una volta al suo fianco la scoppiettante Melissa McCarthy, con la quale aveva già conquistato il pubblico e perfino la critica con il film Le Amiche Della Sposa e non capita spesso che un film comico venga candidato agli Oscar.
Nonostante l'eccessiva lunghezza, il film funziona bene per vari motivi: all'inizio forse può sembrare una banale parodia dei molteplici 007 o Mission Impossible, ma alla fine si dimostra essere una pellicola in grado di camminare con le proprie gambe e capace di scardinare i meccanismi che vorrebbero l'uomo come il protagonista assoluto degli spy movie e la donna relegata al ruolo di spalla o sexy bond gilr tutte curve. In Spy Melissa McCharty interpreta la classica ragazza cicciona che tutti associano alla sfigata che vive una vita da tappezzeria, ma invece sarà proprio lei a prendere in mano la situazione e salvare tutti e la cosa più bella è che non si ride mai per la sua stazza over-size, del tipo: "Guardate la cicciona che non riesce a salire le scale quanto è buffa!", ma si ride per i dialoghi taglienti e per le trovate che riabilitano il ruolo della donna e giocano con gli stereotipi dei film d'azione.
Al fianco di Melissa McCharty una straordinaria Rose Byrne, che il nome probabilmente non dice nulla, ma ultimamente la vediamo sempre più spesso nei cinema (tipo lei è quella di Insidious 1 e 2) e poi c'è un redivivo Jude Law al quale sfumano l'attaccatura dei capelli perché si è appena fatto il trapianto e infine un super macho Jason Statham, che io eleggo quota manza del film. Tra gli altri è presente perfino il rapper 50 cent, quello che prima ha scalato tutte le classifiche musicali del mondo, e poi ha dichiarato la bancarotta e ora è costretto ad accettare comparasate simili per pagarsi la lucidatura dei denti d'oro. Ciao Fifty TVB.
Tra i vari viaggi che i protagonisti fanno alla ricerca di una terribile bomba nucleare, ci sono anche delle scene ambientate a Roma e questa è la parte più imbarazzante del film e praticamente c'è Melissa che arriva all'aeroporto di Fiumicino (che però non è l'aeroporto di Fiumicino, ma molto più probabilmente la stazione dei pullman di Budapest) e subito passa una Ferrari con due coatti a bordo che gridano a delle ragazze "Quanto siete bone!" Oppure c'è il Commissario Sergio De Luca che è una macchietta con il peggiore accento romanaccio che io abbia mai sentito e che per tutto il film ci prova con qualunque cosa possieda delle tette. Cioè. Ma veramente gli americani ci vedono così? Quasi preferivo quando ci facevano mafiosi e con il completo bianco. Poi forse non sanno che i casinò in Italia sono illegali e a Roma non esiste proprio nessun casinò, ma immagino che girare delle scene in un video poker non avrebbe avuto lo stesso mordente...
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