Hunger Games - Il canto della rivolta: parte 2 [recensione]


Care case di produzione hollywoodiane quest'idea di spalmare un libro in due film è una roba che fa saltare i nervi e capisco il desiderio di spremere il più possibile la gallina delle uova d'oro, ma tutto diventa abbastanza ridicolo quando quello che succede nel primo episodio non è assolutamente memorabile e infatti Il canto della rivolta: parte 1 è decisamente l'anello debole, nonché l'episodio più sonnolento della saga e ovviamente non parlo di incassi, che con quelli potrebbero lastricare d'oro tutta la Salerno Reggio Calabria, ma parlo di contenuti e quello che viene fuori è un inutile allungamento di brodo su cui non voglio dilungarmi, ma che ormai pare ordinaria amministrazione per le saghe di successo strette nella morsa delle esigenze commerciali.
Così la storia de Il canto della rivolta: parte 2 riprende da dove l'avevamo lasciata, come se non fosse passato un lunghissimo anno nel quale la nostra vita è andata avanti e Jennifer Lawrence è perfino comparsa in altri due film e tutto riprende come in una soap opera spagnola vista la sera prima: Katniss compare con il collo completamente tumefatto e noi che abbiamo visto il capitolo precedente sappiamo che è stata strangolata da Peeta in un momento di poca lucidità, ma se qualcuno non ha seguito la saga allora andate a quel paese, non possiamo perder tempo a fare riassunti a voi. Questo è il messaggio che si legge tra le righe.
Anche se le premesse non sono delle migliori, Il canto della rivolta: parte 2 conserva quegli standard visivi e tecnici decisamente sopra la media, che da sempre hanno contraddistinto questa pellicola e l'hanno differenziata dalla valanga di film distopici che sono usciti in questi anni e per il gran finale mette insieme una sorta di best of di tutta la saga e quindi si ripropone una Katniss che deve affrontare le prove di resistenza e superare i terribili trabocchetti progettati da Capitol City e poi ovviamente ci sono i due baldi giovani che dividono la protagonista perennemente con il cuore in bilico tra il suo compagno di avventure Peeta, con il quale ha condiviso la terribile esperienza dell'arena e il bellone Gale che ha promesso di proteggere la sua famiglia e io vorrei perdermi tra le sue braccia e ciao a tutti spegnete la luce in sala e lasciateci soli.
Ora, lo so che la storia d'amore è una roba terribilmente teenager da lucchetti a Ponte Milvio, ma in Hunger Games è sempre portata avanti con discrezione e non diventa mai una cosa stucchevole alla Twilight per intenderci, che alla fine ti auguri che entrambi i protagonisti vengano messi con i pedi nel cemento e gettati nell'Oceano. No, in Hunger Games l'intreccio amoroso è sapientemente dosato e utilizzato per riprender fiato tra un momento di tensione e l'altro e questo "parte 2" è veramente ricco di azione e avventura e l'inseguimento nei sotterranei regala sequenze vagamente horror, che ricordano le atmosfere di Alien e costringono lo spettatore a saltare sulla poltrona dallo spavento.
Insomma, con questo film si chiude un'era che ha appassionato milioni di persone e ok, il tema orwelliano non è mai stato approfondito è tutto è sempre rimasto sulla superficie, ma adesso che tutto è finito possiamo dire che Hunger Games è stata un'ottima saga, portata sul grande schermo con intelligenza e diretta in modo eccelso e poi non dimentichiamo che ha lanciato quella che credo sia l'attrice di Hollywood più pagata del momento, ovvero la venticinquenne Jennifer Lawrence e scusate ma mi esce un mortacci sua.
Per chi già sa che difficilmente riuscirà a colmare questo vuoto, la casa di produzione Lionsgate tranquillizza e dice che si sta valutando la realizzazione di un possibile prequel e addirittura un sequel. Il franchise continua...
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