Steve Jobs [recensione]


E con questo siamo a quota due film su Steve Jobs, senza contare i documentari e i film per la tv e sinceramente se dovessi pensare a un personaggio che ha cambiato la storia dell'uomo mi verrebbe in mente Malcolm X o Gandhi, ma devo anche ammettere che quasi tutti quelli che conosco hanno un iPhone o comunque un prodotto a caso della Apple, ma per quale motivo dovrei andare al cinema a vedere l'ennesimo film su un tizio che non si capisce per quale motivo hanno reso un mito?
Le risposte sono quattro: Danny Boyle, Aaron Sorkin, Michael Fassbender e Kate Winslet.
Ora, Danny Boyle lo conosciamo tutti, è quel regista bravo che ha fatto molti film belli tra cui anche Trainspotting e The Millionaire e da lui ci aspettiamo qualcosa di più della storiella in cui fanno di Steve Jobs un idolo delle masse, ma per fare un buon film serve anche una buona sceneggiatura ed ecco che entra in ballo Aaron Sorkin, che probabilmente è un nome che non ci dice nulla, ma che è tipo uno degli sceneggiatori più acclamati di Hollywood e Wikipedia ci suggerisce anche che ha scritto The Social Network, film per il quale ha portato a casa un Oscar che probabilmente ora tiene in bella mostra sulla mensola sopra il camino. Magari pensava di fare una doppietta con questo film ma I'm sorry, non sei stato candidato. In compenso però è candidato come Miglior Attore Protagonista quel grandissimo figo di Michael Fassbender e ok, ok, io sono di parte quando si parla di lui e gli darei molto più di un Oscar, ma mi dispiace per il Fassy, nonostante si bravo e bello da odiarlo, quest'anno pare proprio che l'Oscar andrà a Leonardo Di Caprio, ché ormai lo hanno candidato una dozzina di volte e lo hanno sempre rispedito a casa con una pacca sulla spalla e questa storia sta diventando una barzelletta e lui non sa più che personaggi interpretare per portare a casa questa dannata statuetta e stay strong Leo, quest'anno è il tuo anno, lo dicono tutti. A Fassbender lo consolo io se serve. Molto più probabile invece l'Oscar a Kate Winslet, che ormai io metto quasi al pari di Meryl Streep per quanto è brava e in questo film fa un'ennesima interpretazione eccelsa e anzi, già che ci siamo diamo un premio anche alla vera assistente di Steve Jobs per averlo sopportato tutti questi anni, perché se c'è una cosa che abbiamo capito da questo film, è che Jobs sarà stato pure un genio visionario e tutto quello che vi pare, ma umanamente era una testa di cazzo. 
Quindi adesso arriviamo alla domanda cruciale: il film è bello, oppure è una roba da esaltati di quelli che sborrano nelle mutande appena vedono il logo di una mela morsicata e ogni volta che esce un nuovo prodotto si mettono in fila davanti al negozio tre giorni prima? La risposta è semplice: il film è bello perché è trattato in modo intelligente e non è il classico biopic palloso. Nel corso delle due ore vediamo tre momenti cruciali della vita di Jobs, ovvero quello che accade nei 40 minuti che precedono la presentazione del Macintosh nel 1984 e poi i 40 minuti che precedono la presentazione del NeXT nel 1988 e poi i 40 minuti che precedono la presentazione dell'iMac nel 1998 e poco importa se le cose sono andate veramente così o se i fatti sono verosimili anziché veri, perché un film di questo tipo ha il solo scopo di far conoscere un personaggio che ha cambiato nel bene o nel male il modo in cui usiamo la tecnologia e in questo riesce veramente benissimo e tutto funziona alla grande, dai dialoghi, agli attori, alla regia. Le altre cazzate su vita, morte e miracoli di Steve Jobs, cercatevele su Google.
Share on Google Plus

About Lord79

Se Lord79 non vi piace, sappiate che mi chiamo Emilio.
    Blogger Comment

4 commenti:

  1. Come sempre, sintetico, chiaro e soprattutto opinione da tenere in considerazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, io prova a darvi consigli su cosa vedere e cosa no. Poi ovvio che non possiamo avere tutti gli stessi gusti.

      Elimina
  2. Ho apprezzato di questo film il ritmo rapido, molto più scorrevole del precedente, la colonna sonora veramente importante, l'aver voluto sottolineare l'aspetto egocentrico e prepotente del suo carattere, e forse il finale che arriva tra capo e collo che ti aspetti come minimo un'altra conferenza è voluto... ma che diamine, sembra che sia solo il primo tempo di un film più ampio. Fassbender bono quanto vuoi ma il precedente attore, molto meno conosciuto, aveva inquadrato molto meglio il personaggio, con quella sua andatura saltellata. Si prestava poco a interpretare il Jobs dai 40 anni in poi, ok, ma Fassbender con il Jobs under 40 non centrava proprio niente.
    E poi, cos'è questa regola di non far mai vedere Bill Gates? L'uomo che ha messo in ginocchio la Apple e segnato gli anni '90 con i suoi PC? È un innominabile? Vogliamo far uscire queste storie dal guscio del jobscentrismo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Provo a risponderti con la mia interpretazione: il finale che arriva tra capo e collo l'ho apprezzato molto, del resto il Jobs che va dall'iPod in poi è stato molto più sotto i riflettori e bene o male conosciamo tutti le sue gesta, molto meno conosciute erano invece questi avvenimenti, di quando Steve ancora non era diventato un paladino delle masse. Quindi io l'ho presa un po' come un "da questo momento in poi sapete come va, non c'è bisogno che ve lo dica io".
      Per quanto riguarda Fassbender, non conoscendo Steve Jobs non so dirti chi dei due attori lo abbia inquadrato meglio, ma credo che Fassy abbia fatto un buon lavoro e ovviamente tutto è dipeso dal taglio che hanno voluto dare al personaggio e secondo me lui c'era dentro.
      Su Bill Gates invece ti sbagli di grosso: non è un film che parla di computer e non è un film che parla di innovazione tecnologiche, ma è un film che parla di una persona che ha inventato un computer. Gates in questo caso non c'entra e non c'entra proprio perché hanno voluto raccontare tre episodi particolari (inzeppandoli con un po' tutto), ma non è un film colare è un film su di lui.

      Elimina