Deadpool [recensione]


Cinque anni dopo il clamoroso flop di Green Lantern, Ryan Reynolds torna a strizzare le chiappe in una tuta di spandex e questa volta però sbanca il botteghino e si prende la sua piccola rivincita.
In un momento storico in cui Marvel e DC cagano film di supereroi con la stessa velocità con cui io cago dopo aver mangiato da Burger King, Deadpool arriva e si ritaglia il suo spazio da protagonista e credo che la sua grande intuizione sia stata quella di coinvolgere lo spettatore, creando un rapporto diretto e prendendo le distanze dai classici supereroi tutti d'un pezzo, che pongono un confine netto tra chi è seduto in sala e l'eroe sul grande schermo. Ecco Deadpool è un eroe moderno e aprirà la strada ad un nuovo filone, perché ormai la gente è stufa di vedere le solite storie ed è alla ricerca di qualcosa di nuovo e da questo punto di vista la Marvel è stata geniale: appena si è resa conto di un lieve (lievissimo) calo di pubblico, ha giocato la carta giusta al momento giusto e il grande successo di Deadpool deriva sia da una massiccia campagna promozionale, che ha saputo stuzzicare la curiosità di molti, ma anche dall'essere un film che non punta più sugli effetti speciali, ma che anzi fonda il suo personaggio sui dialoghi scanzonati.
Sulla carta funziona tutto benissimo ed ero veramente curioso di vedere in che modo sono riusciti a scardinare i classici schemi e creare un film "da grandi", poi ho scoperto che il loro modo di fare un film da grandi è scrivere una trama più banale di una canzone di Anna Tatangelo e riempirla di parolacce, riferimenti sessuali e battute tutt'altro che taglienti e fin troppo ispirate a B movie tipo 3ciento - Chi l'ha duro... la vince.
Sebbene il divertimento sia una cosa molto soggettiva, proviamo a mettere un punto e stabilire cosa è divertente e cosa no. L'ironia cinica del telefilm 2 Broke Girls e la sua capacità di prendere in giro il mondo attuale, io la trovo proprio divertente e secondo me è quella che avrebbero voluto inserire in questo Deadpool. Ecco che quindi vengono fuori le battute sul gruppo musicale Limp Bizkit o sulla trilogia di Taken e il modo dissacratorio con il quale prende il giro il mondo Marvel e agli Avanger e ovviamente gli X-Men e qualche battuta esce fuori anche carina, come quando Deadpool si taglia la mano e cita 127 Ore o come quando vede una ragazza rasata e la chiama Sinead O'Connor, ma il divertimento "da grandi" di cui parlavano è un agglomerato di battute a sfondo sessuale che fanno rimpiangere i cinepanettoni con Boldi e De Sica. Una roba che spazia da "Ho un super pisello qui sotto" alle scorregge rumorose che ci manca solo dica "tirami il dito". Praticamente Deadpool è una versione Marvel dell'orso Ted, un supereroe anti-eroe come furono Hancock o Kick-Ass, ma che pensa continuamente a ficcarlo dentro un buco e parla in modo da far impallidire Captain America. Visto il grande (e aggiungo immotivato) successo che ebbe Ted, non mi stupisco del grande successo (e immotivato) di Deadpool. Ma ricordiamoci che anche Natale in India è tipo al quinto posto dei film più visti in Italia.
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2 commenti:

  1. Ero indeciso se vederlo o meno, ma ora ho capito che forse forse lo vedrò solo in streaming.
    Un Ted versione supereroe no grazie ahahah
    ps la recensione spezza, grandissimo

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    1. Eppure oh sta andando benissimo al botteghino. I misteri.

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