La Gara


Mondiali di nuoto. Atleti che si sfidano per stabilire chi sia il migliore. Adrenalina. Sudore. Speranze.
Mi torna in mente di quando anche io ero un giovane atleta che si allenava duramente illuminato dalla luce al neon di una palestra tipo Tana Delle Tigri. Solo che io non facevo wrestling con il volto coperto da una maschera, ma bensì ginnastica artistica in un body elasticizzato e evitate le solite battute che in trent'anni ne ho sentite veramente di ogni tipo e sono sicuro non riuscireste ad essere originali. Anzitutto una doverosa premessa: quando si parla di ginnastica artistica maschile non ci sono clavette né niente nastro. Quelle aono cose da ragazza. Io sputavo sangue saltando sulla cavallina, volteggiando sulla sbarra e facendo capriole al corpo libero proprio come Yuri Chechi. E comunque lo ammetto, si, a otto anni mi ero costruito uno nastro rudimentale con una matita e quel rotolo bianco e rosso che serve per delimitare le zone per la strada, ma questo non c'entra assolutamente nulla con i miei gusti sessuali e anzi, dovrei incolpare quella ragazzina dai capelli arancioni che voleva diventare campionessa nazionale di ginnastica ritmica, Hilary. Mi sa che ne ha fatti veramente tanti di danni.
Comunque l'idea della ginnastica artistica fu di mio padre che un giorno mi prese e mi porto in quella palestra che odorava di muffa e dove imparai il vero valore dell'agonismo e della competizione. Oddio, in verità io con gli sport non è che sia stato mai particolarmente portato nonostante un fisico atletico e predisposto e quando mio padre capì che quelli erano tutti soldi buttati, iniziò a farmi notare che se il mio fisico lo avesse avuto mio fratello, sarebbe di sicuro riuscito ad arrivare a giocare in serie A. E invece lui era palliduccio e gracilino. Ma lo salvava la sua grande voglia di rivalsa e agonismo. Qualunque cosa, la buttava in competizione.
- Facciamo a gara a chi arriva prima a casa? Giochiamo a chi finisce prima i compiti? -
e così via per qualunque cosa e addirittura mi ricordo di un giorno in cui eravamo a pranzo, durante il quale mi chiese di fare a gara a chi chiedeva per primo l'acqua a mamma. Se non è follia questa. Lui sempre più competitivo e io sempre più pigro. Avesse avuto lui il mio fisico a quest'ora sarebbe stato in nazionale al posto di Del Piero.
Io son sempre stato un tipo riflessivo e non ho mai capito il senso di allenarsi duramente per un anno intero, per poi affrontare una gara che dura solamente una manciata di secondi. Soprattutto perché ero sicuro che non avrei mai vinto e allora non capivo il perché dovevo partecipare per forza, quando sarei potuto stare tranquillamente sugli spalti a godermi lo spettacolo che dalla pista non si aveva mai la giusta visuale per vedere le esibizioni degli altri atleti e poi c'era quel fatto della competizione che mi faceva sempre venire un groviglio allo stomaco e mi passava la fame e le mani diventavano due pezzi di ghiaccio e una delle mie ansie più grandi era essere chiamato mentre ero in bagno a fare pipì e così me la trattenevo fin quando la gara non  finiva.
A otto anni ero troppo piccolo, anche se ci sono delle atlete russe che a quell'età, hanno già vinto cinque medaglie d'oro e hanno all'attivo due partecipazioni alle Olimpiadi, ma io non avevo la testa per capire che l'ansia da gara è una delle sensazioni più belle che si possa provare e forse certe cose cominciano a mancare solo quando ormai non si sentono più. Oddio, io son sempre stato il tipo che gli prendeva l'ansia anche quando doveva andare a leggere in chiesa il salmo responsoriale e sebbene non sia mai stato un tipo troppo competitivo, sebbene non sia mai stato mio fratello che lui avesse avuto il fisico mio a quest'ora sarebbe stato a farsi il bagno su uno yocht al posto di Beckham con la Posh Sipice al fianco fasciata da un tubino nero e dei grandi occhiali di tartaruga, sebbene non abbia mai vinto nessun premio degno di nota che non fosse la fascia di mister villaggio turistico 1990 e sebbene abbia sempre detestato le gare e le aspettative dei genitori che ti vengono a guardare e a fare il tifo qualunque stronzata tu faccia; l'ansia da gara è una sensazione inarrivabile. La consapevolezza che solo battendosi con i migliori, si rischia di diventare veramente il migliore.
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24 commenti:

  1. sì a volte è proprio quella paurapigrizia che ti frega.

    una curiosità: ma non sei troppo alto per la ginnastica artistica?

    te lo chiedo perché quando anche io (ahimé) frequentavo una palestra scura e ammuffita, l'allenatore mi disse che avevo buone possibilità per quella disciplina perché sono alto un metro e una vigorsol.

    chissà se avessi continuato magari adesso avrei le spalle come yuri chechi...

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  2. Eh sì, Hilary ne ha fatti di danni... Le facciamo causa o la ringraziamo? :-D

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  3. utente anonimo30 luglio 2009 11:08

    Io concepisco solo due attività sportive: lo sci (ma forse è per la goduria di prendersi la cioccolata a fine giornata e starsene al sole a pranzo) e, appunto, il nuoto. E odirò sempiternamente i miei per non aver insistito a farmi nuotare quanto io mi sono incaponito di smettere.

    Tutto il resto, al massimo lo posso guardare dal divano, anche se poi finisce che trovo un qualsiasi telefilm a distrarmi.

    effettivamente sono bravissimo nello schiacciamento dei pulsanti del telecomando e nella masticazione di patatine/merendine/qualsiasicosasiacommestibile.


    E poi: certo, l'acclamazione, la gloria, essere parte della storia. Ma una persona "normale" può togliersi soddisfazioni e sentirsi grande anche nel suo anonino quotidiano.


    Max

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  4. utente anonimo30 luglio 2009 11:29

    Mi hai messo n'ansia stamattina!!!!

    Clà

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  5. utente anonimo30 luglio 2009 13:05

    ..non ti ripeti mai in questo post, amorì.....

    e poi che è il salmo responsoriale??


    Sir

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  6. Sottoscrivo Sir,

    ma in questo quante volte hai sentito il bisogno di ripetere "se mio fratello avesse avuto il mio fisicone"?

    Pensa che lui scriverebbe a ripetizione "se mio fratello avesse avuto il mio cervello"...


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  7. utente anonimo30 luglio 2009 14:27

    io cantavo il salmo responsoriale in chiesa.Una volta,dovevo eseguirlo durante la messa di natale.Ero cosi' in ansia che poi disertai inventando una cavolata.

    Non sei l'unico.


    Daniele

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  8. AtenaGlaukopis:

    Come al solito le oche non riescono a leggere tra le righe e immaginare la pressione che metteva mio padre nel sottolineare che avrei avuto tutte le carte in regola per essere come mio fratello se non migliore, ma invece ero solo me stesso. Il paragone non voleva minimanete affossare lui e innalzare nell'alto dei cieli me ma anzi, semmai sottolineare il contrario dato che poi lui nello sport qualche risultato lo ha ottenuto grazie alla determinazione.


    Sir

    Amò, il salmo responsoriale! E ci hai fatto pure il chirichetto da ragazzino...


    Clà

    Ansia di che?


    Max:

    Io dopo la ginnastica, mi son dedicato alla pallavolo. I risultati son stati sempre gli stesis però.


    zagial:

    La ringraziamo! Ovvio...


    normalacid:

    Si, troppo alto, infatti mi ricordo ancora il giono del mio abbandono. Mi convocò il boss della palestra nel suo ufficio buio e pieno di scartoffie e mi disse che ero stato un allievo molto diligente e professionale, ma che mi consigliava di segnarmi in una squadra di pallavolo.

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  9. Daniele:

    A me tremava sempre la voce e mi alzavo due ore prima del previsto e mi avvicinavo al leggio e rimanevo lì a leggere e rileggere il mio intervento.

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  10. hilary ha decisamente lasciato il segno anche nella mia vita. io facevo proprio ginnastica artistica con tanto di body rosso. peccato che fin da piccola sono sempre stata + alta delle altre bambine... oggi sono 1,78... il fisico perfetto x questo sport!!!! :)))

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  11. utente anonimo30 luglio 2009 18:16

    oddio l ansia da lettura in chiesa...una volta mi fecero leggere un brano da solo con il microfono in una mano e il foglietto nell altra mano..dal titolo " i bambini spazzatura" ( e già da qui...è un programma)..bhe ha iniziato a tremari la mano cosi forte che son dovuti salire sull altare 2 preti e una suora per tenermi microfono e foglio ahaha...poi son diventato ateo ahhha...


    L

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  12. "solo battendosi con i migliori, si rischia di diventare veramente il migliore": mentre la leggevo alla radio hanno messo la colonna sonora de "il Gladiatore". Spettacolo! Comunque per me la parte più bella è sempre l'allenamento, la gara poi chi se ne frega. Se ti sei allenato e ce l'hai messa tutta è bello arrivare anche per ultimo.

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  13. utente anonimo30 luglio 2009 21:35

    Ansia da prestazione agonistica, Lord...

    ClPS: visto il filmato su youtube?

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  14. utente anonimo31 luglio 2009 10:55

    ...ops, sotto sono io...Clà

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  15. Beh, ora si spiega quel popò di fisico che ti ritrovi.......

    Uff... Ho sbagliato tutto nella vita. Anche la tinta dei capelli.

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  16. hahaha fantastico sto post.

    Anche io avevo il nastrino che facevo sfavillare nel giardino di mio nonno, complice una mia cugina che faceva ginnastica ritmica...maledetta Magica Emy!!


    Moh però voglio vedere tuo fratello!


    Matt

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  17. utente anonimo31 luglio 2009 18:05

    ansia di ferie direi oraaaaa.....!!!! ma ci abbandoni??


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  18. Del resto la mia insensibilità è nota in tutto il reame!


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  19. utente anonimo31 luglio 2009 19:34

    cmq il fisico dello sportivo è un tantino meno tonico direi ahahahah....( parola di un ex nuotatore professionista ;) )

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  20. La competizione è sana solo quando ci sono margini di miglioramento.

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  21. utente anonimo2 agosto 2009 07:31

    smackkkkkkkkk



    L

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  22. Bel post. Sono le stesse cose che penso io. I brividi, l'ansia, il coraggio, la forza e i sentimenti da competizione così forti li provi solo in quelle occasioni li. E il massimo è quando vinci, il massimo è sentire l'inno nazionale italiano, guardare la bandiera, e pensare che è stato "per colpa" tua, tua perchè hai vinto, tua perchè sei il migliore tra tutti. Indescrivibile, con i brividi. E la folla che ti applaude

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  23. paologiordani:

    Chi non ha mai fatto sport a livello agonistico, non potrà mai capire.


    L:

    Inizio apensare che tu sia una bambina di quattordici anni. Hi già messo il nostro lucchetto a Ponte Milvio?


    damnation4sale:

    Oddio, troppa profodità per questo blog. Troppa...


    utente anonimo #19:

    Fammi capire, mi stai dicendo che sono un tarchiatone?


    AtenaGlaukopis:

    Eppure per questa volta la perdonerò.


    utente anonimo #17:

    Vi abbandono, ma non subito... due settimane concedetemele.


    Matt:

    "maledetta Magica Emy!!"

    Magica Emy? Ma questa era Ilary, magica emi era quella ocn il bracciale che si trasformava in Mei... oddio quanta confusione nell'aria...!


    Gipris:

    Bhè, nuoto, ginnastica e pallavolo, sono solo questi gli sport che ho fatto a livello agonistico.

    E comunque un consiglio per la tinta dei capelli, no i colpi di sole.


    Clà:

    Filmato visto, decisamente interessante, anche se a conti fatti non si capisce nulla di quello che sta succedendo.


    itboy76:

    "Se ti sei allenato e ce l'hai messa tutta è bello arrivare anche per ultimo."

    Si, va bene, lasciamo questi discrosi e quelli sulla pace nel mondo alle Miss Italia. Io voglio vincere nelle competizioni e non partecipre!


    magnolia08:

    Io sono alto un 1.88. Immagina che futuro avrei potuto avere nel campo della ginnastica rtistica dove l'altezza media è quella di kylie Minogue.




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  24. utente anonimo7 agosto 2009 22:04

    sempre molto gentile


    L

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