26.6.15

La pietà dell'acqua - Antonio Fusco



La pietà dell'acqua
Antonio Fusco
€ 12.90
224 p.
data di pubblicazione 2015
Editore Giunti





Le vacanze estive si avvicinano e, anche se ormai siamo sommersi dai social network e anche se ormai stiamo sempre con il telefono in mano per fare foto e aggiornare gli status, io sono un po' all'antica e ritengo che un buon libro sia sempre il compagno ideale per trascorrere i momenti di relax estivi.
Ma cosa succede se finalmente siete arrivati al vostro luogo di villeggiatura e vi chiamano dal lavoro per dirvi che dovete urgentemente rientrare, perché hanno assoluto bisogno di voi? È quello che accade al Commissario Casabona che, dopo il grande successo di "Ogni giorno ha il suo male", torna per indagare su un nuovo emozionante caso di omicidio.
Antonio Fusco torna a scrivere un avvincente libro dalle atmosfere thriller, che pescano a piene mani dalle sue esperienze come Funzionario nella Polizia dello Stato e come Criminologo Forense e questo suo raccontare attingendo da dinamiche realmente vissute sulla propria pelle, garantisce credibilità e suspense a questo libro che tiene incollati dalla prima all'ultima pagina. 
Il romanzo inizia con un omicidio sulle colline toscane e presto si sposta sulle sponde di un lago artificiale, il quale una volta svuotato dalla sua acqua, fa riemergere l'antico borgo ormai fantasma e, come quell'acqua nascondeva un'antico paesino, anche il Commissario Casabona scoprirà che gli abitanti del luogo nascondono un feroce passato. 
Dopo "Ogni giorno ha il suo male" il Commissario Casabona torna nelle librerie e, tra una fuga a Parigi e un precipitoso rientro sulle colline toscane, questa volta avrà veramente una bella gatta da pelare per risolvere questo nuovo caso di omicidio e inevitabilmente farà anche altre scoperte che mai avrebbe immaginato.
Insomma, con questo secondo romanzo Antonio Fusco si rivela un abile scrittore noir, che sa come tenere in pugno l'attenzione del lettore. E se per caso ve lo eravate perso, per l'occasione Giunti ha rieditato in versione tascabile il suo primo libro "Ogni giorno ha il suo male". Direi che con questi due romanzi tra le mani, l'estate avrà decisamente un altro sapore.

18.6.15

Jurassic World [recensione]


Parliamoci chiaro: un film dove gli Pterodattili attaccano le persone sedute ad un bar e un uomo scappa urlando, ma portando con se due bicchieri di margaritas, non può che essere un film geniale. Oppure vogliamo parlare di miss scopa in culo, che per tutto il film scappa dai dinosauri correndo sui tacchi a spillo, senza accennare mai ad una storta o una vescica? (Quindi deduco che le mie amiche che non riescono a camminare dritte sui sampietrini, sono delle pivelle. Devo dirglielo).
Era il 1993 e Steven Spielberg usciva nelle sale con un film che avrebbe cambiato la storia del cinema e se fino a quel momento il più grande esempio di computer grafica erano stati i Terminator che si trasformano in metallo fuso, Spielberg si spinge così oltre da farci credere che dei dinosauri estinti milioni di anni fa, siano tornati in vita e ci riesce così bene che si scatena una vera e propria dinosauro mania e persino mio fratello si trasforma in una specie di paleontologo che sciorina nomi di dinosauri meglio di Piero Angela.
Dopo 22 anni quei dinosauri tornano al cinema e questa volta sono diretti da Colin Trevorrow e Steven Spielber è solo il produttore esecutivo e uno si aspetta che con 22 anni di esperienza e innovazione in più, chi sa che cazzo di dinosauri realistici avranno ricreato e invece non sono così Wow! come ci si aspetterebbe e le cose sono due: o Spielberg aveva creato un film veramente troppo avanti per la sua epoca, o questo Jurassic World lo hanno fatto utilizzando Windows 98.
Ma un film non è fatto di soli effetti speciali e magari questo Jurassic World ha una trama fighissima!
No.
Jurassic Park aveva tutta una prima fase di attesa che montava sempre di più e quando finalmente le porte del parco si aprivano, era tutto uno sgranare gli occhi dall'emozione e non era di certo una puntata di Superquark, ma i dinosauri venivano svelati uno alla volta e di ognuno venivano descritte le caratteristiche, che poi nella seconda parte del film si sarebbero rivelate letali per i poveri malcapitati e invece questo Jurassic World ci fionda direttamente nel parco e i dinosauri sono un semplice "Più denti e più cattivo!" e sinceramente se al posto dei dinosauri ci fossero stati, che ne so, dei robot venuti dal futuro per uccidere la razza umana, beh sarebbe stato la stessa cosa. Se nel primo film facevamo la conoscenza del Dilophosauro che sputava veleno o i feroci Velociraptor o il mastodontico Tirannosauro Rex, qui tutta la tensione è affidata ad un unico terribile dinosauro modificato geneticamente, che dissemina il panico e questa è forse la delusione più grande, perchè alla fine tutto si riduce ad una sorta di Godzilla 2.0.
E se c'è un cattivo da uccidere, c'è anche ovviamente un buono che salverà tutti ed ecco arrivare il bellone Chris Pratt, che ovviamente è l'unico che vede i dinosauri come esseri viventi e non come semplici attrazioni ed è l'unico con un po' di senno in zucca e i muscoli che gli esplodono da sotto quella maglietta aderente.
Parliamoci chiaro: viviamo in un periodo storico dominato dalla Marvel e la gente che va al cinema vuole vedere solo intrattenimento semplice, eroi attraenti, esplosioni e combattimenti; paleontologi e dinosauri ormai non tirano più.

10.6.15

Fury [recensione]


Ogni tanto qualcuno si sveglia e decide che c'è bisogno di un nuovo film di guerra e io sono sempre d'accordo, a patto che l'intento sia quello di sottolineare gli orrori della guerra e analizzarli sotto nuovi punti di vista; ché di stare a vedere la gente che fa a gara a chi ha il cannone più grande proprio non mi interessa.
Fury da questo punto di vista inizia proprio bene e ci sbatte sul campo di battaglia senza tanti giri di parole e ci mostra la disperazione dei soldati e la crudeltà degli uomini e poi però al regista esce fuori lo spirito patriottico, che ce l'aveva proprio lì che scalpitava e se c'è una cosa che manda in brodo di giuggiole gli americani è quando possono far vedere a tutti che sono degli eroi e in questo caso tutti sappiamo che è stato grazie al loro intervento se è stata debellata l'oppressione tedesca in Europa e quindi concediamogli questo momento di gloria senza storcere il naso anche se in ogni scena ribadiscono che loro sono i buoni e gli altri i cattivi. Abbiamo capito.
La storia è semplice: c'è il Sergente Brad Pitt a bordo del suo carrarmato che va in giro per la Germania a uccidere soldati dell'SS e insieme a lui ci sono Shia LaBeouf che probabilmente deve soffrire di congiuntivite, altrimenti non mi spiego come possa avere sempre gli occhi lucidi che gli buttano fuori lacrime anche quando non ce ne è motivo e poi c'è Jon Bernthal noto per la sua partecipazione in quel noiosissimo telefilm che è The Walking Dead e poi Logan Lerman che le ragazzine conosceranno per il suo ruolo in Percy Jackson, ma che io invece vi consiglio di guardarlo in Noi Siamo Infinito, perché è un filmetto veramente delizioso.
Ora diamo a Cesare quel che è di Cesare: Fury è un bel film e i combattimenti sono spettacolari e tolgono il respiro dalla tensione e la guerra è raccontata in modo brutale e noi che non abbiamo fatto il servizio di leva, non possiamo neanche immaginare cosa può significare avere un fucile in mano per portare a casa la pelle e in questo il regista David Ayer è proprio bravo. Poi però ci sono alcune ingenuità di quelle proprio americanata che ti fanno pensare dio mio che cagata pazzesca e tipo che i soldati tedeschi sbagliano sempre la mira, mentre quelli americani colpiscono sempre in mezzo alla fronte e poi tutti i combattimenti sono realizzati come in Star Wars, con i proiettili dei buoni che lasciano la scia verde e quelli dei cattivi che lasciano la scia rossa, in modo che anche il più tonto degli spettatori capisca chi sta sparando e a cosa.
Tra un'esplosione e l'altra, arriva la scena tenerezza e finalmente anche le ragazze che fino a questo punto son morte di noia nel vedere solo fucili, fango e sangue, possono sognare un po' e i nostri eroi trovano una casa in cui ristorarsi e in questa casa ci sono due belle ragazze tedesche e la più giovane è nascosta sotto il letto e quando viene fuori ha dei capelli biondi pazzeschi, lucidi e pieni di boccoli che neanche Madonna nel video di Hung Up. Ora io capisco che a lei è affidato il momento romantico del film e quindi deve essere sexy e impeccabile, ma in quel paesino la metà delle case son state rase al suolo dalle bombo e manca l'acqua corrente e probabilmente sul pavimento ci sono tre dita di polvere e lei esce da sotto il letto con dei capelli che sembra appena uscita dal parrucchiere?
Ci pensa Brad Pitt a distogliere l'attenzione togliendosi la divisa e rimanendo a petto nudo mostrando un fisico scolpito nel marmo di Carrara e io vorrei solo ricordare che Brad Pitt ha 52 anni e ancora potrebbe fare la pubblicità delle mutande spicciando casa ai modelli ventenni. CINQUANTADUE anni, limortacci sua. E io anche quest'anno ho fallito la prova costume.
Fury è un bel film e ci sono sicuramente scene memorabili, ma probabilmente è un pelo troppo patinato per entrare nella storia del cinema, come invece è stato per Full Metal Jacket e Salvate il soldato Ryan.

9.6.15

Youth - La giovinezza [recensione]


Dopo l'Oscar come Miglior Film Straniero nel 2014, Paolo Sorrentino è diventato un regista di fama internazionale e se un premio Oscar ti chiede di lavorare con lui, tu ovviamente dici di sì e quindi ecco che questa pellicola si riempie di nomi illustri, come il protagonista che ha il volto del maggiordomo di Batman (Michael Caineo il suo compagno di avventure che tra le altre cose ha fatto il presentatore nel video di Pretty Hurts (Harvey Keitelo la moretta che era nei primi due film de La Mummia (Rachel Weisz) o la cantante Paloma Faith, che nel film interpreta il ruolo di se stessa e giustamente c'è una battuta in cui dicono: "E chi cazzo è questa Paloma Faith?", ché probabilmente i suoi cd li ho comprati solo io e altre sedici persone in tutto il mondo e invece poverina è pure brava, anche se nel film hanno inserito una delle sue canzoni più brutte e addirittura riescono a reclutare la due volte premio Oscar Jane Fonda, per quello che forse si rivelerà il personaggio più riuscito di tutto il film. Insomma, Sorrentino ormai è diventato un nome di tutto rispetto e lavorare con lui è ritenuto un vero onore e in questo film se la scoatta chiamando a sé degli attori americani, per evitare che la pellicola rimanga arenata nella piccola penisola italiana. Ma il film è fiacco e la scrittura è debole e chi sa cosa devono aver pensato gli attori quando si son ritrovati tra le mani una sceneggiatura di una paginetta, scritta con carattere sedici e interlinea doppio. Perché nel film non succede proprio niente e se con This Must Be The Place Sorrentino analizzava il difficile arrivo dei quarant'anni e se ne La Grande Bellezza ci si concentrava sui rimpianti dei sessantenni, in questo Youth si analizza la terza età, di quando ormai il tempo sembra essere arrivato e si ha il chiodo fisso della morte, come Britney Spears ce l'ha del frappuccino. E mentre il film scorre lento come scorrono lente le giornate di un anziano, vengono presentati una manciata di personaggi che non c'entrano nulla gli uni con gli altri e che fanno cose senza senso, al ritmo di una colonna sonora impeccabile. L'obiettivo di Sorrentino rimane un grande punto interrogativo e la sensazione che rimane in testa, è quella di aver visto un lunghissimo spot egregiamente girato dell'Hotel Rachel Weisz in Svizzera. Ma non fatevi fregare, perché quelle terme pazzesche in cui tutti si immergono, non fanno parte della struttura dell'hotel, ma stanno da qualche altra parte chi sa dove, non sono riuscito a scoprirlo. Potere della finzione cinematografica.
Una volta che vinci un Oscar forse puoi anche permetterti di fare un film come questo, senza un storia e con due vecchi che riflettono malinconicamente sulla vita che è ormai passata, ma di certo non serviva Sorrentino per scoprire che i vecchi sono malinconici e probabilmente bastava andare al cantiere vicino casa, per vederli tutti appollaiati accanto alla transenne, che guardano gli operai e si lamentano che le cose non sono mai andate come dovevano andare.

27.5.15

Child 44 - Il bambino n. 44


Tom Hardy è uno di quegli attori che si trasforma a seconda dei personaggi che interpreta e in un film pesa cento chili e in uno è una montagna di muscoli e in uno è magrolino e ok; a dire il vero l'espressione è sempre quella del cane bastonato, ma a me piace proprio tanto e da lui mi farei dare tante di quelle bastonate, che potrei ispirare il seguito di 50 Sfumature di Grigio.
Che poi, Tom Hardy è attualmente al cinema con due pellicole, ma se da un lato c'è l'adrenalinico e fortunatissimo Mad Max: Fury Road, dall'altro abbiamo questo noioso e pedante Child 44. 
La storia di questo film inizia quando Ridley Scott legge questo libro di Rob Smith che si chiama Bambino 44 e gli piace così tanto che decide di portarlo sul grande schermo. Per farlo affida la regia a Daniel Espinosa, uno che di cinema non ne sa neanche così tanto e però Ridley si fida di lui e sborsa come produttore 50 milioni di dollari. Ora, non vorrei essere stato nei panni di quello che ha dovuto dirgli che il film ha incassato solo 3 milioni di dollari e mi sa che il caro vecchio Ridley questa volta ci ha preso una bella batosta. Che poi vabbè, immagino viva ancora di rendita per Blade Runner, Alien e Il Gladiatore e dubito che gli arrivi a casa l'ufficiale giudiziario per pignorargli i mobili, però, se guadagni solo 3 milioni e ne hai spesi 50, significa che qualcosa non ha funzionato.
Il primo problema secondo me è che Tom Hardy non si spoglia mai e anche se lo abbiamo visto ampiamente in film tipo Stuart: A Life Backwards o Sergeant Slaughter, My Big Brother o Bronson, e abbiamo constatato che probabilmente "little" Tom non avrebbe avuto altrettanta fortuna come attore porno, direi che una sua scena di nudo ci sta sempre bene, ché lui ha questo sguardo birichino da ex alcolista e ex fumatore di crack, che io mi sciolgo proprio. 
Se poi vogliamo parlare dell'aspetto tecnico del film, direi che il principale problema è che la sceneggiatura non si capisce mai che direzione voglia prendere e se il trailer punta soprattutto sull'aspetto thriller della pellicola, nella realtà il film si dilunga sul rapporto di coppia dei due protagonisti e parla della difficoltà della vita nella Russia stalinista del dopoguerra e la tensione che dovrebbe tenere incollati alla poltrona va e viene di continuo e figuriamoci che per un'ora intera non si parla mai di questi 44 bambini uccisi e il "mostro di Rostov" che tanto dovrebbe spaventare, viene sempre messo in secondo piano, trasformando questo film thriller in un film boh.
E pensare che la Russia ha perfino vietato la proiezione di Child 44 nel paese, ché secondo il Ministero russo questa pellicola travisava i fatti storici della seconda guerra mondiale e del periodo post bellico e quindi hanno deciso di ritirarla dal mercato. 
Raga, non so come dirvelo, ma potevate anche evitare questa censura, ché tanto al cinema non ci è andato nessuno ugualmente. 

20.5.15

Taylor Swift e il video di Bad Blood


Lasciatemi dire che Bad Blood è un video geniale e che cavalca alla grande la presunta rivalità tra le due popstar Katy Perry e Taylor Swift.
Praticamente succede che nel 2013 Taylor era in giro per il mondo con il suo The Red Tour e improvvisamente cinque dei suoi ballerini l'avrebbero abbandonata per entrare a far parte del corpo di ballo del Prismatic World Tour dell'amica Katy Perry. Secondo le voci di corridoio Katy avrebbe sganciato qualche mazzetta per convincere i ballerini a lasciare la biondina campagnola e seguire lei e da quel giorno si è scatenata l'apocalisse e le due hanno iniziato ad odiarsi tipo Israele e Palestina. Che poi Taylor è giusto un pelo permalosa e quindi ha pensato di scrivere una canzone per sputtanare l'ormai ex amica e far uscire quella canzone come singolo, nonostante non fosse proprio uno dei pezzi migliori del disco.
Per l'occasione ha creato un video con una storia abbastanza palese e ci sono Taylor e Selena Gomez che sono tipo due spie che lavorano insieme e però una volta recuperata una preziosa valigetta Selena tradisce Taylor rubandole il malloppo e scappando via.
Katy ruba i ballerini a Taylor.
Selena ruba la valigetta a Taylor.
Voglio dire, bisogna essere cretini per non cogliere le assonanze.
Quindi niente, Taylor per vendicarsi tira su un esercito di amiche gnocche tra cui le attrici Jessica Alba, Lena Dunham, Hailee Steinfeld, Ellen Pompeo e Mariska Hargitay, la cantante Ellie Goulding e le supermodelle Cindy Crawford, Cara Delevingne, Karlie Kloss, Gigi Hadid e Martha Hunt.
Dici: "Ma Taylor non ce l'ha un'amica che fa la panettiera o la segretaria o che ne so, la dentista?" No. A quanto pare no. Solo supermodelle. Del resto è ormai chiaro a tutti che questo video è stato pensato esclusivamente per far rosicare Katy Parry e farle vedere quanto sono fighe, ricche e famose le sue nuove amiche e non bisogna mai mettersi contro la Regina George della musica. 
A questo punto ci mancava solo che chiudeva il video con la scritta "Io ho vinto 7 Grammy e tu neanche uno." e poi il capolavoro era concluso.

18.5.15

Britney Spears e il video di Pretty Girls


Il suo show a Las Vegas è quasi in dirittura di arrivo, la linea di intimo, mutande e sottovesti è stata promossa con un tour mondiale e perfino il nuovo profumo è stato lanciato. Probabilmente avrebbe preferito trascorrete il tempo rimasto a bere frappuccino e giocare con i figli, ma qualcuno deve averle ricordato che ha un contratto da rispettare e quindi eccola alle prese con un nuovo singolo. Non stiamo ancora parlando di un disco intero, per carità per quello ci sarà tempo, ma intanto ecco Pretty Girls, il nuovo pezzo che dovrebbe farci dimenticare l'era Britney Jane che francamente è stata molto deludente sia in fatto di canzoni che di video.
Pretty Girls è un pezzo un po' scemo, una canzoncina leggera che rimane in testa, ma che probabilmente non rimarrà nella storia e non lo ricorderemo neanche come il duetto del secolo, come invece fu la collaborazione con Madonna. Il fatto è che il nome di Iggy Azalea in questo momento è abbastanza forte e le due riescono bene a spalleggiarsi a vicenda per scalare le classifiche. Ok, il debutto in Billboard non è stato proprio eccitante dato che hanno esordito alla posizione 29, ma in questi tempi di magra meglio di niente.
Se la canzone molto probabilmente non arriverà a Natale, il video è decisamente riuscito e finalmente abbiamo una Britney che fa una specie di coreografia insieme a dei ballerini e ok siamo lontani anni luce dalle cose tipo Slave 4 U, ma Britney messa al fianco di Iggy Azalea sembra agile e snodata come una danzatrice del ventre, ché non chiedete alla spilungona di ballare che lei è scoordinata pure mentre cammina.
Che poi la carriera di Britney Spears sarà pure in parabola discendente, ma in questo video asfalta la collega Iggy Azalea con le sue mossette e le sue facce decisamente simpatiche e quell'altra invece deve aver confuso la parte dell'aliena con il ruolo di Super Vicky.
Brava Britney e ottima anche l'esibizione live ai Billboard Music Awards, dove per live ovviamente si intende che era viva e respirava e non che ha cantato dal vivo. Figuriamoci. Speriamo veramente che la sua carriera si riprenda come sembra essersi ripreso il suo umore.
Io sarò sempre team Spears.