23.5.13

Il grande Gatsby


Parliamoci chiaro: di questo Gatsby non sapevo proprio nulla e non avevo letto il libro e non avevo visto i film e quindi non posso fare alcun tipo di paragone e non posso dire che il personaggio di Daisy doveva essere più cinico e malizioso e non posso dire che le atmosfere sono troppo eccessive rispetto al romanzo e non posso dire nulla. Diciamo che ho guardato il film come una verginella al primo appuntamento. Però Baz Luhrmannn lo conosco e ho apprezzato i suoi due lavori precedenti Romeo+Giulietta di William Shakespeare e Moulin Rouge e devo ammettere che per quanto pacchiani e sopra le righe, avevano un modo di vedere le cose ben preciso e innovativo.
In questo Il Grande Gatsby Luhrmannn decide di rispolverare tutto il repertorio che lo ha reso famoso e quindi ci sono le panoramiche a volo d'uccello e ci sono le feste caleidoscopiche e ci sono i colori sgargianti e i tessuti opulenti e c'è perfino la voce del narratore che racconta la storia e mi dispiace dirlo, ma in questo caso tutto sa di già visto. Come se Baz avesse riciclato le idee.
Per la prima ora il film scivola abbastanza veloce e bisogna anche ringraziare l'ottima colonna sonora affidata al talentuoso Jay-Z e quindi ritroviamo le sue canzoni hip-hop e quelle di Kanye West e il momento coatto con will.i.am che ci sta sempre bene e Beyoncé che figurati se il marito non trovava il modo di passarle un assegno e The xx e Lana Del Rey e praticamente ho capito che Jay-Z ed io abbiamo gli stessi gusti musicali.
La prima parte è tutta una grande festa e abbiamo capito che a Baz Luhrmannn piacciono le feste dato che le infila dentro ad ogni film ed è tutta un'esplosione di coriandoli e piume di struzzo e fuochi d'artificio e però a questo punto sarebbe il caso che il buon Luhrmannn posasse la cinepresa e iniziasse ad organizzare eventi, perché in questo campo ha una fantasia sfrenata e invece non si può dire lo stesso delle sue scelte registiche che ormai puzzano di vecchio. Voglio dire; bellissimo l'effetto visivo, ma l'impressione è di vedere un lunghissimo spot che pubblicizza le feste del Matinée ad Ibiza e la trama stenta a partire.
Poi il cambio di rotta.
Come se qualcuno d'improvviso gli avesse detto: "Abbiamo giocato, ma adesso basta con 'ste cazzate perché bisogna raccontare la storia!" e d'improvviso spariscono le canzoni e sparisce il clima di festa e tutto il racconto diventa noioso. Più noioso di Australia. No vabbè, peggio di Australia non c'è proprio niente, ché quello ormai lo somministrano i medici al posto del sonnifero e  se il film non va a fondo peggio del Titanic, bisogna ringraziare solo Leonardo Di Caprio che ci mette veramente tutto l'impegno del mondo.
Insomma, promossa la colonna sonora, promosso Leonardo Di Caprio, ma bocciatissimo Baz Luhrmann che arrivato al suo quinto lungometraggio conosce solo due modi di raccontare una storia e se non ci mette in mezzo feste e fuchi d'artificio, allora l'effetto sonnifero è assicurato.

21.5.13

Gente della palestra #17


Niente, quest'anno non riesco proprio a dimagrire e mi viene fame solo a pronunciare la parola dieta e quindi mangio e ciao addominali, anche quest'estate non andremo in vacanza insieme. E intanto continuo ad andare in palestra con la speranza di migliorare e continuo a guardare la gente attorno a me, come fossero esotici animali al giardino zoologico.

Quello che si fa le foto.
Chi non si è mai fatto una foto in palestra scagli la prima pietra. Credo che non esista un altro luogo capace di ispirare più voyeurismo verso noi stessi e poi adesso siamo nell'era degli smartphone ed è come avere una fotocamera sempre in tasca e poi c'è Instagram e Facebook e Twitter e ogni scusa è buona per condividere fotografie di noi mezzi nudi e con i muscoli in tiro, per fare a gara di cuori e stelle e "mi piaci". Premesso questo, ci sono questi ragazzetti che neanche hanno fatto riscaldamento e già si piazzano davanti lo specchio con il cellulare in mano per farsi le foto; voglio dire, aspettate che vi coli una goccia di sudore sulla fronte, almeno siete più credibili. Poi ci sono quelli che invece le foto se le fanno quando hanno finito l'allenamento e vanno negli spogliatoi ed evidentemente si guardano allo specchio mentre sono mezzi nudi e pensano: "Però, non sono mica male!" e vai di servizio fotografico. Che poi, io quantomeno le foto me le faccio quando non c'è nessuno in giro, perché vedervi mentre vi immortalate con quelle facce convinte e dietro di voi c'è la tavoletta del cesso alzata o il vecchio che si spoglia o le mutande appese, è veramente grottesco.

Tipo che fa la doccia con le mutande.
Praticamente c'è questo ragazzetto che avrà diciassette anni e che ogni volta va sotto le docce con le mutande e io sono lì che penso sempre "Ora se le toglie" e invece no, puntualmente si ficca sotto il getto d'acqua con le mutande ancora su. Ora, anche io a dieci anni mi vergognavo di farmi vedere nudo e ogni volta quando uscivo dalla piscina facevo duemila storie e però arrivava mia madre che mi dava due ceffoni, mi calava il costume e mi insaponava il pesciolino e così a forza di schiaffi mi è passato il pudore di star nudo. Ecco, due ceffoni anche a questo glie li vogliamo dare?

Quello che passa tutto il tempo ad aggiornare la scheda degli esercizi.
Un tempo anche io mi feci fare la scheda dall'istruttore della sala pesi e mi aveva segnato tutti gli esercizi che dovevo fare e poi mi sono un po' perso per strada e adesso faccio come cavolo mi pare. Invece ci stanno questi che vengono in palestra proprio con il quaderno a quadretti e ogni volta che finiscono un esercizio stanno lì ad annotare che hanno fatto due ripetizioni e poi vanno in giro per la sala pesi e guardano gli attrezzi e scrivono non so cosa e poi si mettono seduti su un macchinario e annotano e poi boh, mi sa che non hanno capito che oltre a scrivere sul foglio, gli esercizi li devono anche fare.

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17.5.13

La Casa


Dunque questo film è brutto e soprattutto non è un remake come invece vogliono farci credere. Al massimo possiamo chiamarlo omaggio. Che poi, fa sorridere notare come abbiano deciso di chiamarlo "La Casa" (Evil Dead) proprio come il film del 1981 diretto da Sam Raimi (The Evil Dead, ma in questo caso c'è l'articolo a sottolineare la differenza) e fa ancora più sorridere scoprire che a produrre questa cagata è stato proprio lo stesso Sam Raimi. Voglio dire, è un po' come se Donatella Versace prendesse dei vestiti di H&M e ci mettesse il suo marchio sopra; quelli sempre stracci di H&M rimangono (ok, non so se il paragone è azzeccato, anche perché lo ha fatto veramente).
Che poi il titolo originale del 1981 aveva dato vita ad un vero e proprio filone horror splatter che è andò avanti per tutti gli anni ottanta; questo La Casa (2013) è già tanto se a fine mese ce lo ricorderemo ancora.
I punti di forza del film di Sam Raimi erano l'atmosfera inquietante e lo spaesamento del trovarsi isolati, le carrellate vertiginose attraverso il bosco e la macabra ironia seppur involontaria. Ecco in questa sottospecie di rifacimento non c'è nulla di tutto questo e quello che viene fuori è un classico teen movie a sfondo horror, con schizzi di sangue a profusione e scene che dovrebbero disturbare lo spettatore, ma che sanno di già visto. E poi troppe, troppe informazioni inutili messe lì per dare più spessore ai personaggi, ma che invece ottengono il risultato di distrarre e tutto diventa ancora più fastidioso quando si capisce che vogliono buttarci dentro anche un messaggio buonistico del tipo "la protagonista è una ex tossica che vuole finalmente smettere e per questo si rinchiude nella casa con gli amici". Sottotitolo: la droga uccide te e le persone che ti stanno attorno. Voglio dire, ma chi se ne frega delle spiegazioni; è un cazzo di horror e deve fare paura, non ci interessa di sapere che lavoro fanno i personaggi, anche perché già sappiamo che di lì a poco moriranno tutti.
E poi i vari omaggi al film del 1981 sono un manierismo che mi aspetterei di vedere da un gruppo di amici che si riunisce una domenica pomeriggio per giocare a fare i remake dei film famosi e invece qui ci costruiscono tutto un film attorno. Il risultato è che ci troviamo davanti ad una pellicola né carne né pesce e che non mette neanche paura. Voglio dire, se dobbiamo giocare a chi trova più riferimenti con il vecchio film di Raimi, la soluzione è già scritta sulla pagina di Wikipedia.

14.5.13

Mariah Carey e il video di #Beautiful ft. Miguel


Ok, prima o poi doveva arrivare anche questo momento. Ho provato a giustificarla in tutti i modi e ho provato a rimandare fin quando ho potuto, ma ora è tempo di prendere un po' per il culo Mariah Carey e ogni volta che si deride Mariah Carey da qualche parte nel mondo una farfalla muore.
Io sono obiettivo e quando la glitterata fa una vaccata, io dico: "Mariah, ti voglio bene, ma stavolta hai fatto una vaccata" e non sono come i fan di Madonna che invece qualunque cosa faccia la loro beniamina loro la giustificano ed è sempre avanguardia pura neanche stessimo parlando di Andy Warhol e dicono che non è ridicola neppure se a cinquantacinque anni si veste da porno segretaria sexy con il culo di fuori che tra un po' le si vede anche la cordicella del tampax che penzola. Ecco, io non sono così e non difendo Mariah a spada tratta.
#Beatutiful è la nuova canzone di Mariah Carey e devo ammettere che il pezzo non mi dispiace affatto e adesso è uscito anche il video ufficiale e ecco; io capisco perfettamente che se tutti ti hanno preso per il culo a causa del tuo peso pachidermico che ci mancava solo la proboscide per completare la trasformazione in un elefante e poi dimagrisci di cento chili tornando ad essere una figa cosmica, ecco io lo capisco che poi ti vuoi riscattare mostrando a tutti la patata per far dire nuovamente "Ma quanto cazzo è figa Mariah Carey" e però questa cosa del fare la gattona sexy ammiccante con un ragazzino che ha 15 anni meno di te proprio non lo accetto. Anche perché voglio dire: ma qual è la trama di questo video? No, perché la storia sembra quella di una professoressa tardona che ha appena divorziato dal marito e che per sentirsi ancora femme fatale e giovane, seduce uno studente e scappa con la moto. Voglio dire, ok la scena sulla motocicletta tipo fuitina durante l'ora di ricreazione, con Miguel che frena di botto per sentire le tette della prof. Mariah sulla schiena. Va bene anche la sequenza sul prato, con Mariah seduta a cavalcioni della moto e i capelli che sventolano come se stesse andando a cento all'ora e invece sta ferma. Ma poi il pezzo nel pagliaio con lei che indossa solo una sottoveste di seta gialla e gioca a fare Kim Basinger in 9 settimane e ½ mentre Miguel la guarda ingrifato e zitto zitto si tocca, ecco questo magari no. Che cavolo Mariah, potresti essere sua madre! Io direi che è giunta l'ora di dire basta ai duetti con cantanti che hanno la metà dei tuoi anni e basta anche ai video in cui ci sei solo tu che fai la vamp e i ventilatori che ti scompigliano i capelli neanche tirasse la bora di Trieste. Ok, sei pazzesca e non ce ne è nessuna come te, ma ci piacevi di più quando ogni tanto facevi anche l'ironica.

10.5.13

Il sindaco di Roma


Domenica 26 e lunedì 27 maggio si terranno a Roma le elezioni per il nuovo Sindaco. Ovviamente sono chiamati al voto solo i residenti nel territorio comunale, ma essendo Roma ancora la Capitale del nostro Paese sgangherato, nonché una tra le città europee più visitate dai turisti di tutto il Mondo, l'argomento dovrebbe stare a cuore a tutti gli italiani.
I cinque anni con Gianni Alemanno sono stati probabilmente i peggiori che riesco a ricordare e non mi riferisco solo agli aspetti più divertenti come quando ha detto di voler demolire il Museo dell'Ara Pacis che era stato appena inaugurato, solo perché la struttura non era di suo gradimento o l'ormai famosa nevicata del 2012 per le quali ogni tanto si sentono ancora barzellette molto divertenti. Queste sono chiacchiere da bar. Le questioni serie riguardano gli eventi meno meno noti, ma che hanno contribuito a massacrare questa città fino a renderla più simile alle favelas brasiliane, che ad una Capitale europea come Parigi, Berlino o ditene una a caso tanto Roma è peggio. C'è stata la "parentopoli" che ha visto imbucare in Atac (società dei trasporti) gli ex evasori Bianco e Ponzio o la questione dell'Ama (società di smaltimento rifiuti) dove i posti da dirigenti sono stati assegnati ad amici e parenti senza nessuna competenza e poi la questione dell'ente EUR gestito da Mancini, braccio destro di Alemanno, che adesso è in carcere per una tangente da 600 mila euro e poi lo scandalo della Metro C, dove gli appalti sono stati gestiti dai sopravvissuti della Banda della Magliana e tutto è spiegato magnificamente da Milena Gabbanelli nella sua puntata di Report dedicata a Roma [ROMANZO CAPITALE o anche qui per una SHORT VERSION] e ovviamente Alemanno l'ha querelata, perché lei è una falsa, bugiarda, comunista e amica di Beppe Grillo. Certo.
Infatti il grande contributo che Gianni Ale-magno ha dato alla città di Roma è così chiaro a tutti i cittadini, che per far conoscere il suo operato è stato costretto a pubblicare (con i soldi del Campidoglio?) un volume che si chiama "Cinque anni x Roma" e nel quale sono riportate le attività prodotte dalla sua Giunta e quello che dice Milena Gabanelli sono solo bugie e quello che sta scritto sul volumetto è sacrosanta verità. Credici.
Sono ben 18 i candidati sindaci che si conterranno la poltrona e tra questi figura anche Alfonso Luigi Marra, proprio quello del raffinatissimo spot con Manuela Arcuri e lo strategismo sentimentale. Prima di darsi alla letteratura, il simpatico Alfonso è stato parlamentare europeo con Forza Italia e penso non ci sia bisogno di aggiungere altro sul suo conto.
Stringendo il cerchio e ipotizzando le reali possibilità di vincita, sono però solo tre i veri nomi in lizza per la poltrona di Sindaco e sono Ignazio Marino del PD, Gianni Alemanno (che ben conosciamo) per il PDL e Marcello de Vito per il Movimento 5 stelle.
Ecco, premesso che non voterei mai Alemanno neanche se mi offrisse un attico a Campo de Fiori (ma possiamo parlarne), se io fossi il Sindaco di Roma non potrei assolutamente ignorare alcune grandi emergenze.
1. Migliorare i trasporti. Quel genio del candidato del centro sinistra Ignazio Marino, ha appena proposto di aumentare il biglietto dell'autobus a 5 euro, ma solo per i turisti. Invece di incentivare il turismo, qui lo ostacoliamo prima con la tassa di soggiorno e poi anche con un biglietto a prezzo maggiorato fatto apposta per loro. Tanto vale accogliere i turisti direttamente con il passamontagna. Che poi, avessimo dei mezzi di trasporto efficienti... e invece in una città caotica come Roma esistono solo due linee di metropolitane e queste chiudono per giunta alle undici e mezza di sera. Tutto il resto del trasporto pubblico avviene su gomma, tra autobus che non passano mai e in una ragnatela di percorsi che non ci capisco nulla neanche io che vivo qui da 34 anni.
2. Contrastare il parcheggio selvaggio. I romani sono dei coatti che vogliono fare i furbi ed essendo vissuti per anni in una città senza controllo, adesso pensano di poter fare come gli pare. E così lasciano perennemente la macchina in seconda fila o ferma sul marciapiede o davanti ai cassonetti o al posto riservato ai motorini o alcune volte anche in terza fila e nessuno gli dice nulla e anzi, se glie lo fai notare ti rispondono anche "Stai calmo, l'ho lasciata solo per dieci minuti". Non vi dico le litigate. I vigili urbani (quando ci sono) stanno tipo in cinque a gestire un banalissimo incrocio e a nessuno viene in mente di fare due metri in più, per andare a controllare cosa sta succedendo più in là. Occorre un corpo di vigili urbani che vigili veramente e faccia rispettare le regole. Perché qui è una giungla.
3. Pubblicizzare i musei. Roma ha tipo 160 musei comunali (uno in più uno in meno), e però la gente non li conosce e la maggior parte di questi musei è deserto e il personale sta lì a giocare a Ruzzle e a mettersi lo smalto sulle unghie dei piedi, ché tanto non entra mai nessuno. Credo sia necessario pubblicizzare questi spazi e se necessario modernizzarli, per metterli nuovamente a disposizione di turisti e residenti; perché la cultura è il primo modo per contrastare il mal costume.
4. Lotta al degrado urbano. Sotto la giunta Alemanno c'è stato un vero e proprio boom di cartelloni pubblicitari, ma tipo che hanno messo cartelloni ovunque e perfino davanti ai segnali stradali (giuro, non sto scherzando) e hanno tappezzato il territorio comunale con mega affissioni che degradano il panorama urbano. Tantissimi sono anche i cartelloni abusivi e pertanto andrebbero riviste tutte le autorizzazioni, al fine di ridare un aspetto umano a questa città che una volta era una città d'arte. Stesso discorso per i camioncini bar che sostano davanti i monumenti principali come fossero dei veri e propri negozi e un esempio lampante è quello sotto il Colosseo, ché ormai è impossibile fare una foto senza che compaia ainche la scritta "bibite fresche".  
5. Campagna contro l'omofobia. Nonostante Alemanno vada a dire in giro che durante il suo mandato i reati sono diminuiti del 14%, in questi cinque anni Roma è stata protagonista di tanti, troppi, episodi di omofobia. Ma tipo che ogni due settimane un frocio viene spedito all'ospedale. Ecco, secondo me occorre sensibilizzare l'opinione pubblica con una campagna pubblicitaria che prenda una chiara posizione e mandi un messaggio di uguaglianza: l'omofobia è un reato. Tanto i cartelloni dove appendere i manifesti non mancano di sicuro, quello che per adesso manca è la volontà fare qualcosa.
6. Pedonalizzare il Tridente. È dal 1500 che si parla di pedonalizzare la Via del Corso, Via di Ripetta e Via del Babbuino e quando dico "dal 1500" non sto scherzando; perché i primi a parlarne furono i papi Leone X e Clemente VII. Siamo arrivati al 2013 e il centro storico di Roma ancora è occupato da macchine parcheggiate e automobili che sfrecciano accanto alla gente costretta a camminare su marciapiedi larghi cinquanta centimetri. Il caro Sindaco Gianni Alemanno aveva approvato il piano di pedonalizzazione che si tramandano ormai tutti i sindaci di Roma, come fosse un'antica tradizione e poi però sono arrivate le lamentele di una lobby di commercianti e quindi il progetto è andato a finire nelle ortiche. Di nuovo. Sia mai che Alemanno facesse qualcosa di buono.

6.5.13

#Beautiful è il nuovo singolo di Mariah Carey ft. Miguel


Dici: "Ma veramente ti piace Mariah Carey? Cioè, ma che problemi hai?" Eh sì, veramente mi piace Mariah Carey e sarà che io in quegli anni novanta ci sono cresciuto, con lei che ancora magrissima cantava Vision of Love e Hero e poi c'è da dire che in quegli anni Mariah Carey spaccava veramente di brutto e io ci son affezionato, proprio come si rimane affezionati a quell'orsetto di peluches che ti hanno regalato quando eri piccolo e che ora tieni sopra una mensola impolverata.
Sei mesi fa il primo singolo che è passato abbastanza inosservato e che però non era un vero e proprio singolo, ma piuttosto un sondaggio di mercato come per dire: "Ma volete che continuo con questo R&B qui, o preferite che cambio stile?" e per quanto abbia provato a difendere il suo lavoro, Mariah Carey cantava tipo per trenta secondi e tutto il resto della canzone se la spartivano Rick Ross & Meek Mill che francamente... ma chi sono?
Adesso il secondo singolo che poi sarebbe il primo ufficiale e questo pezzo anticipa il disco che dovrebbe uscire in estate, sempre che la signora Carey non sia troppo stanca e ecco, il problema di questa canzone è sempre lo stesso: per più di un minuto si sente solo la voce di questo Miguel del quale non frega assolutamente a nessuno e solo verso la fine subentra Mariah Carey. Ma prima dove stava, a mangiare bombe alla crema? Cioè, va bene i featuring, però se ti fai cantare tutte le canzoni dagli altri a me fai un pochino girare le sfere.
#Beautiful inaugura la nuova era di Mariah Carey (ma quanto è da bimbominkia il cancelletto davanti al titolo?) e a me questo sound pacato e retrò piace parecchio e un po' strizza l'occhio alla moda del momento e un po' sembra una svolta matura alla Justin Timberlake e però ci manca solo che adesso anche Mariah inizi a fare la crooner e poi veramente buonanotte. Ma la canzone è fresca ed estiva e mi immagino in una Cadillac color pastello, mentre faccio un perfetto playback con il vento tra i capelli, il sole che tramonta sulla baia di Santa Monica e la testa che si sposta da sinistra a destra a ritmo di musica. Non è il singolo di lancio che mi aspettavo e quando diremo la parola "beautiful" sicuramente continueremo a pensare a Christina Aguilera, ma probabilmente è in grado di raggiungere una buona posizione nella classifica di Billboard. Però adesso prendi quel cazzo di microfono in mano e canta una canzone dall'inizio alla fine. Proprio come hai fatto per Almost Home.
E giusto per la cronaca, segnate la data di mercoledì 8 maggio, perché durante la puntata di American Idol, Mariah Carey presenterà il video ufficiale di #Beautiful, che è stato diretto dal regista Joseph Kahn che è quello di All The Lovers e Womanizer, giusto per capirci.

30.4.13

Iron Man 3


Il super incasso al botteghino non fa di questo film un bel film. Che poi, dopo anni di trasposizioni cinematografiche avrei dovuto capire che l'universo dei comics non va preso troppo sul serio e però ogni volta spero in qualcosa in più di semplici esplosioni e invece niente. Solo esplosioni.
Gli X-Men mi piacciono perché dietro le loro storie c'è sempre un bel messaggio di uguaglianza e accettazione; i nuovi Batman di Christopher Nolan sono un capolavoro di sceneggiatura e scavano all'interno della coscienza umana; gli altri supereroi li metto più o meno tutti sullo stesso piano, ovvero fantocci in calzamaglia che fanno a pugni per salvare la terra da una terribile minaccia.
Voglio dire, Nolan è stato il primo che ha mostrato cosa c'è dietro la maschera, donando un lato umano al suo supereroe e prima di lui mi viene in mente solo quel Superman II del 1980, quando Clark Kent ormai schiacciato dal peso del suo personaggio, decide di rinunciare per sempre ai poteri per vivere una vita normale. Ecco, questi sono i film che mi piacciono, quelli che oltre all'intrattenimento visivo, offrono anche uno spunto di riflessione. Guardando il trailer di questo Iron Man 3 sembrava proprio che l'intento fosse quello di dargli un taglio più "Noliano" e per questo mi sono detto provaci, corri il rischio, assumi la ragazza sveglia e grassa dai un'altra possibilità all'uomo di ferro e però il regista Shane Black è troppo inesperto per guidare un carrozzone simile (questo è il suo secondo film da regista) e quindi non riesce a tenere le redini. I buoni propositi ci sono, ma poi finisce tutto a tarallucci e vino. E così la bella tematica rappresentata del peso dell'armatura, con Tony Stark che dopo quanto accaduto durante The Avengers è ormai ossessionato e in preda ad attacchi di panico e che trascina l'armatura come fosse un cadavere, non è per niente sfruttata e anzi, basta la faccia paffuta di un ragazzino per fargli tornare la fiducia in se stesso. Solo un ragazzino? Sì. E poi diciamo la verità, questa cosa del ragazzino cervellone che aiuta il supereroe è terribilmente anni '80 e non so perché, ma mi fa pensare ad I Goonnies.
Altra cazzatona è la scena con Gwyneth Paltrow che indossa l'armatura; voglio dire, lei non ha mai fatto nulla di utile per tre film, fino a ieri non sapeva fare neanche una fotocopia e adesso improvvisamente diventa Iron Girl e salva Tony Stark? Ma che è 'sta stronzata? In questo modo mandi a cagare tutto il personaggio, perché se chiunque può guidare quell'armatura, allora mandiamo in pensione Stark e mettiamoci dentro un Teletubbies.
Insomma, magari sono io che sono troppo esigente e magari dovrei mettermi seduto con un cesto di pop-corn tra le mani e gustarmi gli effetti speciali senza pensare a nulla, però io non sono così e mi aspetto sempre qualcosa di più. Ma con questo Iron Man 3 ci ritroviamo davanti all'ennesima sceneggiatura fotocopia, con il supereroe in difficoltà che sembra non farcela, ma che poi alla fine sconfigge il malvagio salvando il mondo. E se al suo posto ci avessimo messo Thor, Hulk o la Suora Petomane, alla fine non sarebbe cambiato proprio nulla.