18.4.14

Gente della palestra #23


Gente della palestra non è andato in pensione, ma continua su tumblr con tanti personaggi e delle nuovissime vignette tutte da scoprire. Segui i nuovi episodi: clicca sul link sottostante e non perdere una puntata.

17.4.14

Pop Star High


Mi segnalano questa nuova web serie dal titolo Pop Star High e devo dire che è piuttosto simpatica e merita di essere seguita, quantomeno per capire dove andrà a parare. La protagonista è una giovane e impacciata Stefani Germanotta prima di diventare la Lady Gaga che tutti conosciamo e in ogni episodio (che dura poco più di 5 minuti), la vediamo tra i banchi di scuola e alle prese con i primi amori e le cattivissime cheerleader Britney Spears, Christina Aguilera e Niki Minaj. I rimandi al film culto degli anni 2000 Mean Girls sono molteplici, a dimostrazione del fatto che quella semplice e per certi versi ingenua pellicola, ha fatto veramente la storia del cinema, ma c'è anche molto Glee dentro e devo dire che il fatto che i protagonisti incarnino le popstar, lo rende di gran lunga più interessante e divertente del telefilm di Ryan Murphy. Insomma, per adesso sono disponibili solo i primi tre episodi, ma il prodotto è ben fatto e ironico al punto giusto; primo e secondo episodio, sono veramente molto divertenti, il terzo un po' si arena, ma aspetto l'uscita del prossimo per vedere cosa succederà. È solo in inglese, ma tranquilli; anche se non conoscete la lingua, le imitazioni delle pop star fanno ridere ugualmente e devo ammettere che le voci sono piuttosto simili agli originali e questo lo rende ancora più spassoso. Insomma, io ve l'ho detto, poi fate voi.


  

10.4.14

Captain America: The Winter Soldier [recensione]


Dopo il primo e francamente noiosissimo Captain America (dove non succedeva praticamente nulla), il supereroe con lo scudo a stelle e strisce torna al cinema per salvare il mondo e non so cosa sia successo a Chris Evans, ma ogni film che fa, diventa sempre più più bambolona gonfiabile e quando faceva l'uomo torcia era simpatico e sexy e adesso invece vogliono fargli fare il ruolo dell'attore impegnato e non gli tolgono neanche la maglietta e non dico di lasciarlo chiappe all'aria, ma togliere la maglietta al protagonista mi sembra uno step obbligatorio, soprattutto se ha il fisico da rugbista palestrato come lui e invece no; due ore di Chris Evans sempre vestito e con l'espressione finta concentrata, come quella che faccio io quando navigo su internet, ma voglio far credere agli altri che sto lavorando.
Con Captain America la Marvel alza finalmente il tiro e, dopo essersi tolto dalle palle il pilot necessario a presentare il personaggio, riesce a tirar fuori una spy-story dove bisogna scoprire chi è il cattivo e non ci si può fidare di nessuno e i colpi di scena si susseguono uno dopo l'altro e, se escludiamo la solita incursione di Stan Lee sempre più incartapecorito e curvo, non si lascia spazio all'ironia, ma solo azione, azione e ancora azione e ce la mettono tutta per scrivere un soggetto interessante e che non si riduca a "io buono, tu cattivo, tu morire, io vivere", ma questo The Winter Soldier ha lo stesso problema di tutti i film Marvel e ci sono sequenze spettacolari e esplosioni fighissime e combattimenti spietati e tutto quello che vi pare, ma dove sono le emozioni? Quando ho visto The Dark Knight ho infilato le unghie nei braccioli dalla tensione e ho pianto di commozione e qui invece niente di niente. Il film è godibile e si lascia guardare, ma quando finisce non rimane nulla e ciao; andiamo a mangiare un cornetto? I Batman di Christopher Nolan e gli X-Men di Bryan Singer rimangono su un altro pianeta.
Che poi tralasciando Batman che è un fumetto DC, sia gli X-Men che i vari The Avengers appartengono alla Marvel e però le versioni cinematografiche sono controllate da diversi studi e i Vendicatori sono sotto la direzione Disney e invece gli X-Men fanno parte della 20th Century Fox, la quale ha preso anche i diritti per rilanciare i Fantastici 4 (e infatti li vedremo il prossimo anno con un cast completamente nuovo) e poi c'è Spiderman che invece è distribuito dalla Sony e con tutto questo discorso mi sono dimenticato cosa volevo dire, ma mi pare chiaro che ogni casa di distribuzione voglia fare del suo prodotto un brand subito riconoscibile e differente dagli altri.
Che poi non è sembrato anche a voi che Chris Evans fosse troppo truccato? Voglio dire, lo ho notato solo io? In alcune scene  gli mettono così tanto fondo tinta che non gli si vedono i pori della pelle e gli coprono le guance con così tanto blush, che si distingue da Scarlett Johansson solo perché lei ha in testa un'orrida parrucca rossa comprata dal cinese sotto casa e sappiamo tutti benissimo quanto è bono Chris Evans, ma in questo film è talmente artefatto e asessuato, che Frank Grillo gli scippa di gran lunga lo scettro di bomba sexy. Peccato però che non spoglino neanche lui e per il prossimo film voglio essere interpellato durante la stesura della sceneggiatura e vedete come ci scappano le scene con le esplosioni che bruciano i vestiti e loro costretti a rimanere in mutande. Voglio dire, se non riesci a fare un film emozionante e coinvolgente come quelli di Christopher Nolan e Bryan Singer, quantomeno buttateci dentro l'erotismo. Mi sembra proprio il minimo sindacale.

31.3.14

Lei [recensione]


Fatemi togliere subito questo dente: il nuovo acclamatissimo "capolavoro" di Spike Jonze in realtà è una scopiazzatura di un episodio di Black Mirror, ecco l'ho detto. Ok, fatemi rettificare prima che mi arrivi qualche querela, non voglio dire che Spike abbia copiato qualcuno, non mi permetterei mai, ma di sicuro la tematica dell'uomo che si innamora di una specie di applicazione che sta dentro il telefono, non è uno di quegli argomenti che sbam! ti lasciano stecchiti per quanto sono originali. Anzi, se vogliamo dirla tutta nell'episodio di Black Mirror si affronta questo tema e si va ben oltre, tirando fuori un upgrade che fa diventare carne e ossa il software ed effettivamente se deve essere fantascienza, allora che fantascienza sia e invece "Lei" non va al di là della romantica storia d'amore. Voglio dire, indubbiamente il film di Jonze è un bel film, fatto bene e interessante e Joaquin Phoenix è bravissimo e però se si fosse innamorato di una persona in carne e ossa o di uno conosciuto in chat, non sarebbe cambiato proprio nulla e l'amore cibernetico è un trovata che avrebbe potuto dar vita a tanti spunti, ma che alla fine si rivela una strada chiusa. Jonze è bravissimo e ha una sensibilità fuori dal comune, ma ha anche il grande demerito di far ruotare tutto attorno a Joaquin Phoenix e io sono molto contento di questa decisione, perché Joaquin versione baffuta alla Tom Selleck è proprio da innamorarsi subito appena ti guarda con quegli occhioni azzurri perennemente tristi e però non ci racconta proprio nulla di quel mondo futuro (ma neanche troppo lontano), dove la gente preferisce interagire con un software, piuttosto che intrattenere relazioni sociali e capiamo allora che far innamorare il nostro Joaquin del software è solo una scusa per creare una storia diversa. Che poi troppo diversa non è e infatti se togliamo la fastidiosissima voce di Michela Ramazzotti (Scarlett Johanson nella versione originale, che sicuramente non è meno fastidiosa), che fa la gatta morta peggio di Marina La Rosa, rimane poco e niente e in fin dei conti a tutti può capitare di infatuarsi di qualcuno che abita dall'altra parte dell'oceano e iniziare a condividere con lui cose e situazioni e pensare che nessuno ti fa stare così bene e preferire parlare con lui attraverso uno smartphone, piuttosto che andare a cercare un amico che magari abita al piano di sopra e queste son cose che possono accadere veramente e non c'è bisogno di un complicatissimo software installato nel computer e "Lei" è un bel film, ma probabilmente alla gente è piaciuto più per quello che poteva dire, piuttosto che per quello che ha detto realmente e la piccola sfida a mio avviso persa, è che molto probabilmente lo troveremo nelle videoteche sotto la categoria "sentimentale" anziché "fantascienza". Cosa che invece lo avrebbe reso iconico.

28.3.14

Le migliori canzoni di Britney Spears


Chi mi conosce sa che mi piace Britney Spears e lo so, nessuno è perfetto e so anche che questa affermazione grida "gay!" da tutti i pizzi e però guarda caso sono gay e quindi penso di avere il diritto di stare in fissa per Britney.
Come tutti sanno, Britney Spears è a Las Vega con uno spettacolo che riassume la sua carriera artistica e non sto parlando di frappuccini da Starbuks e serate in compagnia di Paris Hilton, ma intendo Baby One More Time e Gimme More e tutto il repertorio musicale che l'ha resa l'artista più influente del ventunesimo secolo (non sono io a dirlo, ma l'ho letto su qualche sito musicale e ovviamente sarà stato un sito di super parte, ma tant'è). Ok, ci sarebbe quel piccolissimo dettaglio riguardante il playback e vorrei direi che sono tutte fandonie inventate per gettar fango sul suo personaggio e però effettivamente non apre bocca neanche per chiedere un bicchiere d'acqua e quindi temo che non potrò difenderla. Che poi, se qualcun'altro avesse fatto un concerto in playback, lo avrebbero riempito di insulti e invece se lo fa Britney... vabbè la riempiono di insulti ugualmente, ma a lei glie ne frega così poco, che ogni tanto si dimentica anche di muovere le labbra, ché tanto lo sanno tutti che sta in playback e quindi perché portare avanti questa farsa? Brava Britney, io approvo, anzi se sei stanca non ballare neanche.
Rimane il fatto che Britney ha cresciuto un'intera generazione e siamo tutti d'accordo nel dire che non sappia fare nulla, ma la sua forza sta proprio nel fatto di essere stata la prima a non saper fare nulla e tutte le altre non sono che imitazioni di poco conto e come se ve ne fregasse qualcosa, ho deciso di renderle omaggio stilato la mia classifica dei suoi 5 singoli più fottutamente fighi e se volete vi invito a fare lo stesso, anche perché in una noiosa serata romana, ho costretto i miei amici a fare altrettanto e alla fine ci siamo pure fatti due risate, dai.
5. ...Baby One More Time. (1998) A riascoltarlo adesso di sente che sono passati 16 anni e probabilmente questa canzone tirata fuori ora, con questo attuale panorama musicale, non sarebbe passata neanche su Radio Maria, ma non credo di esagerare nel dire che all'epoca fu l'inizio di una rivoluzione. E non potevo non inserirla nella classifica. Tra parentesi, video iconico.
4. Everytime. (2004) La ballad per eccellenza; dopodiché Britney non è più riuscita a scrivere un pezzo melodico altrettanto potente e quando dico "Britney non è più riuscita a scrivere" intendo ovviamente dire che i suoi produttori non le hanno più affibbiato una ballad alla sua altezza. Britney non canta le sue canzoni con la sua voce, figuriamoci se le scrive di suo pugno.
3. Circus. (2008) Singolo che non ha mai raggiunto la vetta della classifica americana, ma che a mio avviso incarna perfettamente la musica electro-pop di quel momento; tra parentesi apprezzo moltissimo la crescita musicale di Britney e, nonostante in gioventù abbia tirato fuori tantissime tracce valide, se dovessi scegliere, sceglierei il periodo Blackout/Circus: in quanto a vendite è stato un disastro, ma come qualità delle tracce è una spanna sopra alle altre.
2. I'm A Slave 4 U. (2001) Il video più bollente e sensuale di Britney, forma fisica da calendario porco e perizoma iconico indossato sopra i pantaloni (una moda che grazie al cielo non ha mai preso piede). Dire che sapevo tutta la coreografia a memoria forse rovinerà la mia immagine, ma quando parte I'm A Slave 4 You rimanere fermi e non strusciarsi contro qualunque cosa ci sia nelle vicinanze, è pressoché impossibile.
1. Gimme More. (2007) Il punto di rottura: la vecchia Briteny regina del pop, che incontra la nuova Britney regina del trash. Feste, droga, scleri di vario tipo e un album capolavoro tra le mani che viene quasi abbandonato a se stesso. Gimme More è l'inizio della fine, ovvero l'inizio di una nuova catastrofica era, che però influenzerà tutta la musica pop di quel periodo.
Miglior canzone legata ad un ricordo. I'm Not A Girl, Not Yet A Woman. (2002) La canzone in realtà è di una noia mortale, ma grazie al video ho scoperto l'esistenza dell'Antelope Canyon [LINK], che poi sarebbe quella specie di grotta con le pareti levigate dove Britney fa le smorfietta da verginella vogliosa. Ebbene, questo Antelope Canyon è uno dei posti più belli e suggestivi che abbia mai visitato nella mia vita, ma tipo che mentre stavo lì ero talmente imbambolato, che ho anche dimenticato di fare un video mentre canto "I'm not a girl...".
Miglior canzone mai diventata singolo. Heaven On Earth. (2007) Il pop che incontra l'elettronica quando ancora in pochi avevano pensato a questo connubio. Il risultato è un pezzo che avrebbe potuto cantare perfino Robyn senza sfigurare e con tre anni di anticipo rispetto ai capolavori tipo Dancing on My Own e Hang Whit Me.

25.3.14

Kylie Minogue - Kiss Me Once [recensione]


Non so perché, ma ho sempre sospettato ci fosse una sorta di rivalità mai dichiarata tra Kylie Minogue e Madonna; una specie di gara a chi è più amica dei froci. In realtà la vittoria credo sia abbastanza scontata, nel senso che Madonna ha sempre avuto una sfacciataggine tale, che ha reso Kylie l'eterna seconda e anzi, addirittura la terza se consideriamo pure Cher, che in quanto ad icona gay quella mangia in testa a tutte quante. 
Che poi sembra assurdo, ma Kylie Minogue è sulla piazza dal 1988 ed è sempre stata considerata la fatina buona ed è giunta fino a noi senza scandali e senza lanciare mode e senza amori da copertina e senza camaleontiche trasformazioni, ma solo grazie al suo talento e indubbiamente il suo momento di massima popolarità è ormai passato ed è ormai troppo tempo che non sforna successi del calibro di Can't Ger You Out Of My Head, ma nonostante tutto continua a tenere testa a tutte le nuove popparole aventi la metà dei suoi anni. Senza dubbio a Kylie Minogue manca quella forza mediatica che invece da sempre caratterizza Madonna, ma quello che apprezzo di lei è che sembra vera in tutto quello che fa e nelle fotografie è sempre sorridente e dà l'impressione che potresti andarci a cena insieme e farti un sacco di risate e una cena con Madonna invece, probabilmente finirebbe con il mio cuore servito come piatto principale.
Dopo aver festeggiato i 25 anni di carriera con un album orchestrale, dopo essersi lasciata con il modello Andrés Velencoso, dopo aver rotto con lo storico manager, Kylie torna alla musica e lo fa con un disco niente male, ma che sicuramente rimane troppo all'interno dei confini entro i quali Kylie si sente sicura e quindi aspettiamoci anche questa volta canzoncine sexy-pop-dance tutte ammiccanti, che non tradiscono il suo stile, ma che non raccontano nulla di nuovo. Tra parentesi rimane da chiedersi che fine abbiano fatto la super elettronica Skirt, presentata nel giugno del 2013 o la bella Timebomb uscita addirittura nel maggio del 2012 e sarebbe un vero peccato se sparissero nel nulla, senza essere incluse in un disco.
Che poi mi son sempre chiesto: per quale motivo una come Kylie Minogie ha fatto quel duetto orrendo con Laura Pausini? Voglio dire, le due non c'entrano nulla l'una con l'altra e quindi perché abbassarsi ad una cosa simile? Mi immagino la mafia cinese che tiene prigioniera la sorella Dannii e la povera Kylie Minogue che viene costretta a cantare con la Pausini per pagare il riscatto. È l'unica spiegazione logica.

Into the Blue. Con il primo singolo fa subito centro, non siamo ai livelli di Spinning Around o In Your Eyes, ma anche questa è una bella dance-ballad in perfetto stile Kylie. ★★★★ [VIDEO]
Million Miles. Si prosegue sull'onda del dance-pop marchio di fabbrica di Kylie, nulla di interessante, ma le chiappe le fa dimenare abbastanza bene. ★★★
I Was Gonna Cancel. L'ormai onnipresente Pharrell fa capolino anche in questo disco e tira fuori il suo solito pezzo dal sound vintage e non sbaglia neanche questa volta. ★★★
Sexy Love. Traccia electro-pop come ne abbiamo sentite già mille. ★★
Sexercize. Brano che cavalca le note del dub-step-pop e non vogliono proprio capirlo che questa è una strada morta e che non porta da nessuna parte. Come direbbe Arianna David: "Basta, basta! Sono piena!" Per scrivere questo pezzo scomodano per giunta Sia, l'altra onnipresente di questi ultimi anni e ritengo che nel disco ci fossero tracce molto più meritevoli per diventare singoli e invece hanno scelto inspiegabilmente questa Sexercize e la loro fortuna è che gli hanno cucito addosso un video porco e che fa salire la temperatura, perché altrimenti nessuno ne avrebbe parlato. ★★★ [VIDEO]
Feels So Good. Pezzo che ricorda vagamente anni '80, con una Kylie che fa i suoi soliti miagolii, ma che tutto sommato non è male. ★★★ 
If Only. Traccia cantata in modo un po' piatto, ma che conserva nonostante tutto un ritmo gradevole. ★★★
Les Sex. L'electro-pop questa volta sa di già sentito. ★★
Kiss Me Once. La title track ricorda vagamente la Kylie degli '90, ma purtroppo non ha la forza di raccontare nulla di nuovo. ★★
Beautiful (with Enrique Iglesias). Il duetto con Enrique Iglesias è tanto inspiegabile, quanto quello con Laura Pausini, nel senso che viene da chiedersi cosa c'entrano insieme l'una con l'altro; ma il risultato è una romantica ballad con le voci distorte come la Hide And Seek degli Imogen Heap e tutto è molto gradevole e lontano anni luce dalla patetica Nobody Wants To Be Lonely★★★
Fine. Il disco si chiude con un ennesimo pezzo dance che ricorda la musica house anni '90 e devo ammettere che funziona piuttosto bene e non tradisce lo stile di Kylie Minogue. ★★★
Mr. President. (Bonus Track) La versione deluxe del disco si avvale di due bonus track: Mr. President è una roba terribilmente coatta alla Britney bitch, con i bassi che pompano unz! unz! e un testo così raccapricciante "Hey Mr. President I'll be you Marilyn", che quasi diventa figa per quanto è trash. ★★
Sleeping With the Enemy. (Bonus Track) Ultimo pezzo della deluxe edition e ti ritrovi un brano che ti getta nelle atmosfere cupe alla Confide in Me e non capisci per quale motivo sia stato escluso dal cd standard, perché forse forse, è uno dei migliori. ★★★

24.3.14

Lady Gaga e il video di G.U.Y.


La promozione di Art Pop è diventata uno dei quei misteri che neanche Roberto Giacobbo riuscirebbe a risolvere (ammesso che ne abbia mai risolto uno); dopo Applause erano usciti altri singoli e però neanche l'ombra di un video e Gaga era saltata su tutte le furie e come venire fuori da questo imbarazzante casino? Con un video che aspira ad essere un mini film, nel quale Gaga racconta per metafore la storia di questi ultimi mesi.
Non bisogna essere laureati in Gaganesimo, per capire che gli uomini d'affari che compaiono all'inizio del video e che saccheggiano Lady Gaga lasciandola agonizzante in terra, sono in realtà il suo precedente manager, più volte accusato dalla Germanotta di averla spremuta solo per i soldi e di averla abbandonata al momento del bisogno. In tutto ciò, anche se questo è il video di G.U.Y., la musica in sottofondo è quella di Arpop, ché Lady Gaga probabilmente ha capito che con i tempi che corrono i soldi per fare altri video non ci sono e quini è meglio infilare qui dentro più tracce possibili.
Ora, non voglio dire le solite banalità e che Lady Gaga copia gli altri, ma questo G.U.Y. ricorda non poco il video di Kanye West fatto per Runway [VIDEO]: anche quello era un mini film, anche lì c'erano varie tracce, anche lì c'è un angelo caduto e anche lì c'è un riferimento a Michael Jackson e però la differenza è che Kanye aveva affidato la direzione artistica alle mani sapienti dell'artista contemporanea Vanessa Beecroft e aveva tirato fuori un piccolo capolavoro e Lady Gaga invece (che parla tanto di arte), pensa di potersela cavare da sola e si mette per l'ennesima volta dietro la macchina da presa, tirando fuori un prodotto con numerosi limiti.
Se in Runway c'è Kanye West che salva l'angelo, qui Lady Gaga viene salvata da degli uomini vestiti con un sacco della spazzatura nero, che presumibilmente rappresentano i little monster che son sempre stati al fianco della Germanotta e Lady Gaga viene portata a braccio in una posizione che ricorda la crocifissione di Gesù e intanto sono partite le note di Venus e siamo già a quota due canzoni infilate in un unico video.
Arriviamo al momento della rinascita, in cui Lady Gaga ormai libera degli approfittatori, si trasforma in Gaga Versace e finalmente parte la musica di G.U.Y. (terza canzone) e c'è l'ormai classico balletto con la coreografia da riproporre davanti lo specchio e ci sono immagini random con sincronette che stanno in una piscina da sogno e che probabilmente da oggi diventerà la Mecca dei little monster che faranno pellegrinaggi ad Hearst Castle in California, per farsi immortalare in mezzo a quelle finte colonne corinzie e c'è un finto David di Michelangelo e una finta Venere di Milo, messi lì per non farci mai dimenticare che siamo nell'era di Art Pop e intanto la nostra Gaga Versace resuscita un sosia Michael Jackson e un sosia di Gandhi e un sosia di uno che sembra Jared Leto. Con il loro DNA viene costruito un esercito di sterminatori e insieme uccidono tutti quelli che hanno usato Gaga per i loro comodi e il mondo finalmente torna ad essere un posto migliore. Rimangono ancora quattro minuti di videoclip e Gaga vuole assolutamente infilarci dentro una nuova canzone e quindi fa scorrere i titoli di coda così lentamente, in modo da far ascoltare tutta Manicure. Quarta canzone. Palle che ormai rotolano.
Ora. Apprezzo il ritorno ad un linguaggio più semplice, anche se 11 minuti di video non sono poi così semplici; apprezzo che abbia messo da parte le inutili baracconate per creare una storia lineare; apprezzo che non ci siano state troppe mascherate; ma noto che proprio non le riesce di fare una cosa umile. Nel senso che se io dovessi interpretare il personaggio del tradito penserei subito ad Otello e Iago e invece a Lady Gaga è venuto subito in mente Gesù e figuriamoci.
Anche come realizzazione non siamo proprio a livelli eccelsi, nel senso che alcune scene sono abbastanza curate, ma altre son buttate lì e la sequenza nella stanza bianca dove tutti vestono in jeans bianchi o quella dove indossano solo i jeans neri, più che un video musicale sembra uno spot di Coconuda e forse affidarsi ad un regista di esperienza, non sarebbe stata un'idea proprio cogliona. Anche perché questo atteggiamento perennemente presuntuoso e al di sopra di tutti, molto probabilmente le porterà più detrattori che fans. Anche meno Gaga. Ma ormai te lo dico da tempo.