9.7.14

I migliori album degli anni 2000 - Seconda parte.

Seconda parte della mia classifica dei dischi più belli degli anni '00, di quelli che a mio avviso non possono mancare nelle case di nessuno. La prima parte CLICCANDO QUI.

2006. Justin Timberlake - Futuresex/Lovesounds. Redivivo del gruppo 'N Sync, Justin si era già distinto in precedenza per l'album di esordio Justified, ma è con questo secondo disco che tira fuori il vero capolavoro. Peccato che dopo abbia iniziato a prendersi troppo sul serio e ce lo siamo definitivamente giocato. 
2007. Britney Spears - Blackout. MGMT - Oracular Spectacular. Il 2007 è l'anno in cui Britney esce di capoccia e la sua foto con la testa rasata è su tutti i giornali e lei completamente lobotomizzata, pubblica il disco pop più influente e più copiato del nuovo millennio. Intanto un gruppo indie rock chiamato MGMT esordisce con uno dei dischi capolavoro degli anni 2000.
2008. Lykke Li - Youth Novels. Il 2008 è un anno ricco di uscite e decidere il disco migliore è veramente complicato e ci son stati i Vampire Weekend e Beyoncé tira fuori il Single Ladies e Halo e dal nulla arriva Lady Gaga quando ancora non era pazza e gli Hercules And Love Affair fanno un ottimo album omonimo, ma forse il disco di esordio dei Lykke Li è quello più completo e di qualità.
2009. Phoenix - Wolfgang Amadeus Phoneix. Gruppo nato nella periferia di Parigi e che vedeva nella sua formazione originale anche la presenza dei due Daft Punk prima che diventassero i Daft Punk. Il disco non è di certo di impatto immediato, ma si distingue per la sua qualità, tanto da vincere anche un Grammy come miglior album alternativo.
2010. Robyn - Body Talk. Kanye West - My Beautiful Dark Twisted Fantasy. Due dischi capolavoro, pieni zeppi di incredibili hit: nell'album di Robyn troviamo Dancing On My Own, che è uno dei pezzi più belli mai scritti nella storia della musica, mentre in quello di Kanye ci sono i nove minuti di Runway che sono pura poesia. 

7.7.14

I migliori album degli anni 2000 - Prima parte.

Da un'idea di un amico lettore che mi ha chiesto di suggerirgli qualche cd di quelli che si fa peccato mortale a non averli a casa, ho pensato di eleggere quelli che secondo me sono i migliori dischi pubblicati negli anni '00. Ovviamente prendete questa classifica per quello che è; nel senso che più si va indietro con gli anni e più la mia memoria rischia di fare cilecca e poi io non sono di certo un intenditore musicale e può essere anche che abbia dimenticato qualche capolavoro assoluto e insomma, io ci provo: ecco la prima parte della mia personale classifica dei dischi più belli degli anni duemila.

2000. Robbie Williams - Sing When You Winning. L'unico componente dei Take That in grado di sfornare progetti interessanti; si trasferì negli Stati Uniti per trovare la gloria definitiva e invece nessuno se lo inculò mai di pezza e finì in rehab. Ma questo non offusca di certo la sua bravura.
2001. Kylie - Fever. Jamiroquai - A Funk Odyssey. Permettetemi il primo pari merito di questa classifica, nel senso che ho provato a decidere chi buttare giù dalla torre e però non ce l'ho fatta a prendere una decisione. Sia Kylie che Jamiroquai hanno realizzato due ottimi dischi, che ancora oggi suonano moderni e piacevoli.
2002. Damien Rice - O. Nonostante nel 2002 sia uscito Stripped, l'unico disco bello di Christina Agulera, Damien Rice con questo album ha partorito un vero e proprio capolavoro e quasi tutte le canzoni di questo disco son finite poi a fare da colonna sonora in telefilm come LostDawson's CreekThe O.C., Alias, Misfits. Insomma, le lacrime proprio.
2003. Britney Spears - In The Zone. Perdonatemi, ma son passati molti anni e proprio non mi viene in mente un altro bel disco uscito nel 2003. Che poi, In The Zone non è affatto un ripiego, nel senso che in fin dei conti è un cazzo di album contenete singoli pazzeschi come Everytime, Me Against The Music e Toxic. Però in questo caso se avete altre proposte le accetto volentieri.
2004. Arcade Fire - Funeral. Album d'esordio per il gruppo canadese che fa subito centro e il disco è ritenuto un capolavoro da tutti gli esperti del settore. Dal canto mio vi dico che non riesco ad ascoltare Crown of Love senza che mi vengano gli occhi lucidi e con questo album sboccia il mio amore verso gli Arcade Fire. Un amore che dopo 10 anni ancora dura.
2005. Mariah Carey - The Emancipation Of Mimì. LCD Soundsystem - LCD Soundsystem. Baustelle - La MalavitaDevo assegnare ancora un pari merito: Mariah Carey torna alla ribalta con un disco che spazza via la concorrenza e asfalta perfino il Confessions On A DanceFloor di Madonna, mentre gli LCD Soundsystem debuttano con un disco rock elettronico che non si può non apprezzare. In Italia invece abbiamo i Baustelle con La Malavita. Disco capolavoro.

30.6.14

5 album da comprare


Con l'avvento dell'era digitale si comprano sempre meno cd e si scarica sempre più musica e la musica è diventata ormai usa e getta, nel senso che escono continuamente nuove cose e tutto diventa vecchio e obsoleto nel giro di uno starnuto e probabilmente ormai siamo così presi dalla frenesia di ascoltare nuova musica, che ci perdiamo per strada molte cose. Che poi sarà che io sono nato quando c'erano ancora le musicassette e sarà che forse ho l'indole un po' nostalgica, ma quando trovo un disco bello mi piace comprarlo e poco importa se poi la musica l'ascolto solo dall'iPod, perché quando vedi la tua copia fisica sopra la mensola di casa, capisci che quello è un disco che ti apparterrà per sempre. O quantomeno fin quando non farai un trasloco e ritroverai quei vecchi cd impolverati e dirai: "Ma pensa che musica di merda che ascoltavo prima...!".
E quindi ecco i 5 cd del 2013 (e inizio 2014) che secondo me bisogna comprare e tenere a casa.

Reflektor - Arcade Fire. Nel 2011 pubblicano The Suburbs e diventano il primo gruppo indie che si porta a casa il Grammy per miglior disco dell'anno. A tre anni di distanza tornano con Reflektor e le vendite non sono eccelse, ma la critica lo adora e per me è il capolavoro del 2013, anche se forse richiede qualche ascolto in più per essere capito. 
Demonstration - Tinie Tempha. Con gli album dei rappar ci vado cauto, nel senso che magari ci trovi una canzone carina e poi le altre sono tutte yo! yo! e non si capisce nulla e invece questo Demonstration è un bel disco, pieno di featuring con la ragazza che fa la parte melodica e il rapper che ci va giù di parlata; una roba anni '90 da morire, ma che rende fruibile questo genere anche a noi che della cultura rap non sappiamo un cavolo.
Electric - Pet Shop Boys. Dici Pet Shop Boys e pensi immediatamente a due vecchietti di sessant'anni che si travestono da giovani e giocano a fare i DJ ormai fuori tempo limite e invece questo Electric è un disco dance/elettronico pazzesco, che racchiude al suo interno tutti i loro trent'anni di esperienza e fa mangiare la polvere ai vari Tiësto, Guetta e compagnia bella.
The New Classic - Iggy Azalea. Ce ne ha messo di tempo per farsi notare, ma quanto poteva essere credibile una rapper australiana e bianca, negli agguerritissimi Stati Uniti d'America? Eppure l'ha spuntata e sta facendo il botto insieme ad Ariana Grande. Il suo disco non è un capolavoro con la C maiuscola, ma tra tutte queste troiette che girano adesso brilla come un diamante grezzo. E quando dico grezzo intendo "zarro".
Do It Again - Röyksopp & Robyn. Sono solo 5 pezzi, ma se consideriamo che la prima e l'ultima traccia durano quasi dieci minuti, eccolo lì che la nostra sete di musica viene saziata. Il disco è studiato come un viaggio e inizia con una splendida canzone che sfocia nel jazz e poi diventa elettronico/coatto e infine torna rilassato e riflessivo. Tra tutte spicca la splendida title track Do It Again, che forse non è la nuova Dancing On My Own, ma ci siamo molto vicino.

23.6.14

Edge of Tomorrow - Senza domani [recensione]


Dopo il non proprio eccezionale Oblivion, Tom Cruise torna a recitare in una pellicola futuristica che sembra un collage di altri film che vanno da Ricomincio da Capo di Bill Murray (il protagonista si sveglia e rivive sempre lo stesso giorno) a Starship Troopers (i mostri da sconfiggere sono una specie di insetti giganti) a Pacific Rim (per uccidere i malvagi alieni, utilizzano delle armature robotizzate) e però nonostante di base tutto ricordi qualche altra cosa già vista in passato, il film inizia proprio molto bene e anche la trovata di Tom che muore e si risveglia per ricominciare da capo la giornata, non è una cosa così ridicola come sembra nel raccontarla e tutto è incastrato bene e la scena di lui che si butta dall'aereo e arriva sul campo di battaglia è una cosa adrenalinica che devo fare un applauso al regista Doug Liman, che se non fosse stato per The Bourn Identity, nella sua vita ancora non ne aveva azzeccata una e invece adesso si riscatta con questi 15 minuti girati e montati alla perfezione e che ci conducono fino alla prima morte di Tom Cruise.
Ecco. tutto bellissimo, ma morto la prima volta il film inizia a perdere di mordente e Tom comincia a ripetere le sue giornate cercando di migliorare ogni volta il risultato ed è un po' come guardare un amico che gioca a Super Mario Bros e non riesce a superare un quadro e tu sei lì che continui a vederlo morire prima colpito da una tartaruga, poi cadere dentro un fosso, poi sbranato da una pianta carnivora e così via per un numero di volte che alla fine perdi la pazienza e dici: "Ok, io vado a farmi un toast, chiamami quando hai finito". Tutto molto bello, ma più la cosa va avanti e più diventa... non voglio dire la parola noiosa perché forse è esagerata... però sì, noia.
Anche perché all'inizio vedi Tom che muore pure per uno starnuto, poi invece, quando perde il potere di resuscitare, gli sparano qualunque cosa contro, lo prendono, lo sbattono ovunque, combatte a mani nude contro i mostri e niente, neanche un graffio sulla guancia. Voglio dire, il film è un buon film perché assolve lo scopo che deve avere e diverte e intrattiene e la sceneggiatura non è mai banale e lo script è ben congegnato e la regia è serrata e però se fossero riusciti a tenere lo stesso livello dell'inizio per tutta la durata della pellicola, allora sarebbe stato proprio un gran bel film e invece arrivato a metà si "sbraca" e diventa il solito action movie con il cattivo che sbaglia sempre mira e il buono che schiva tutti i colpi e picchia direttamente nel punto debole. Poteva diventare un cult e invece è solo un buon film che gli appassionati di Tom Cruise compreranno in dvd.

12.6.14

Maleficent [recensione]


Ora diciamo la verità; per quale motivo è famosa Angelina Jolie? Ok ha vinto un Oscar per il film Ragazze Interrotte nel lontano 1999, ma penso siamo tutti d'accordo nel dire che è stata un'enorme botta di culo del tipo congiunzione astrale con Saturno, Giove, Marte, Venere e Mercurio tutti visibili in concomitanza, che per chi non lo sapesse è una roba che si verifica solo una volta ogni 58 anni e la prossima sarà nel 2060. No, veramente, ditemi voi se dopo Ragazze Interrotte vi viene in mente un film con Angelina, che non via ha fatto uscire dal cinema dicendo "Che emerita cagata".
Se Angelina Jolie è diventata famosa è solo per la sua storia con con Brad Pitt e anzi no, rettifico; solo per aver fatto la zoccola con Brad Pitt mentre lui stava ancora con Jennifer Aniston e se non fosse stato per la rivalità tra le due montata dai giornalisti, Angelina sarebbe stata una delle tante attricette che si son guadagnate un Oscar grazie ad un ottimo ruolo, ma che poi non hanno mai sfondato veramente e ora starebbe facendo Ballando con le Stelle insieme a Roberto Farnesi ed un'Anna Oxa completamente fuori di testa.
In Maleficent Angelina Jolie è oltre che attrice anche produttrice e il film è la riprova della sua totale inadeguatezza e figuriamoci se non si sceglieva anche questa volta un ruolo da poveretta che tutti pensano cattiva, ma che invece lei è buonissima e ne esce da super eroina e se non fosse per lo sguardo che fa quando arriva al cospetto del re, che sembra quasi voler dire "Cara Jennifer, dopo 8 anni io ancora mi scopo Brad Pitt e tu invece te lo sei tenuto solo per 7!", il resto del film è recitato peggio di una telenovelas argentina e la storia è costruita come se la stessero raccontando ad un bambino di cinque anni e visivamente invece hanno voluto fare un film per adulti, con i mostri e gli effetti speciali tipo Signore degli Anelli e questo non sapere bene a che pubblico rivolgersi, crea solo confusione e fa sì che non si raggiunga nessun risultato in modo accettabile.
La Disney avrebbe fatto bene a non rovinare l'immagine che tutti hanno della favola de La Bella Addormentata nel Bosco, ché a noi la storia piaceva con il principe azzurro e non questa cosa orrenda con Angelina Jolie cuore de mamma.

10.6.14

Michael Jackson - Xscape [recensione]


Michael Jackson è stato un genio della musica e le sue vicende giudiziarie non riusciranno mai ad offuscare il suo enorme talento. Ok la sua vena artistica sembrava essersi affievolita, ma a me il disco Invincible era piaciuto e però ormai la gente sembrava essere troppo distratta dalle sue stranezze, per ascoltare veramente la sua musica. Poi è morto e tutti si son ricordati di quanto fosse unico e proprio come quando se ne va una persona cara, tutti hanno iniziato a rimpiangere il poco tempo trascorso con lui e si sono attaccati alle canzoni scritte e mai pubblicate, per tenerselo stretto ancora un'ultimo minuto. Ok, questa ovviamente è la visione romantica, perché la verità, è che i parenti e le case discografiche non vedevano l'ora di riempirsi le tasche sfruttando il suo nome ed ecco che nel 2010 è uscito il disco Michael e diciamocelo: era una cagata. Il progetto puzzava di operazione commerciale lontano un chilometro e i brani erano brutti e visibilmente riciclati e qualcuno aveva perfino sollevato il sospetto che a cantare non fosse Michael. A distanza di quattro anni torna un nuovo album di Michael Jackson e tipo che neanche quando era in vita faceva così tanti dischi e però questo Xscape nasce con premesse completamente differenti e il progetto è interamente curato da L.A. Reid che per chi non lo conoscesse è il famoso giudice di X-Factor, nonché amico e produttore di Michael fin dai tempi di Off The Wall e ecco, questo Xscape sembra essere almeno apparentemente una celebrazione del re del pop e non solo un modo di batter cassa. Nel cd troviamo otto brani ri-arrangiati e attualizzati da produttori del calibro di Timbaland; operazione che credo avvenga anche tra gli artisti ancora in vita, che magari hanno scritto una canzone che però non li convince e quindi la accantonano un attimo, per poi attualizzarla e inserirla nel disco successivo e son contento che nella deluxe edition di questo album abbiano messo anche le versioni originali; così da farci conoscere i pezzi che Michael aveva deciso di non inserire nei suoi precedenti dischi e confrontarli con quelli ri-editati. Senza troppi giri di parole, dico che Xscape è bello. Ok, Michael poco prima di morire aveva espresso il desiderio di porre fine alla sua carriera musicale e invece siamo ancora qui a tirare fuori sue vecchie canzoni, ma fa piacere ascoltare ancora una volta la sua voce unica e fa ancora più piacere scoprire che quasi tutti i brani originali, sono migliori delle versioni attualizzate, a dimostrazione del fatto che Michael era veramente un genio.

Love Never Felt So Good. Singolo di lancio di questa operazione nostalgia e nella deluxe-edition è riporto in ben 3 versioni differenti: l'originale è del 1983 è una semplicissima e romantica composizione pianoforte e voce, poi c'è il pezzo modernizzato con una base quasi drum and bass scritta da John McClain e Giorgio Tuinfort e infine il pezzo commercialone composto da Timbaland con i suoi classici beat dozzinali e con l'aggiunta di Justin Timberlake, che secondo me ha sempre voluto essere l'erede spirituali di Michael, ma che invece deve stare proprio al posto suo. La mia classifica personale è al primo posto la versione drum and bass, al secondo l'originale piano e voce e al terzo la truzzata Timbaland e Justin. Il pezzo doveva essere salvato? Decisamente si. [VIDEO CON JUSTIN] e [VIDEO CLASSIC] ★★
Chicago. Scritta nel 1999 sarebbe dovuta entrare nell'album Invincibile e poi invece chi sa per qual emotivo è stata tagliata fuori. La versione originale è un po' cupa e vince senza dubbio sulla versione modernizzata, prodotta dal solito Timbaland che fa diventare dozzinale tutto quello che tocca. Il pezzo doveva essere salvato? Sì, ma si vive bene anche senza. ★★
Loving You. Ballad d'amore destinata all'album Bad ed esclusa con un certo criterio, perché effettivamente tutte le canzoni di quel disco sono meglio di questa. Anche in questo caso la versione originale così semplice e quasi confidenziale, batte la versione modernizzata, con Timbaland che spinge i bassi fino quasi a coprire la voce di Michael. Il pezzo doveva essere salvato? Ma anche sì dai. ★★
A Place With No Name. Finalmente una canzone alla quale Timbaland non ha messo mano e dobbiamo la versione modernizzata al produttore Stargate, colui che ha prodotto molte canzoni di Rihanna come Only Girl (In the Word), Diamonds o anche Don't Stop The Music, ma pure pezzi di Beyoncé e Chris Brown e insomma, uno che di tormentoni ne ha tirati fuori molti. Versione originale molto intima, versione modernizzata molto radiofonica. Per me vince l'originale anche stavolta. Il pezzo doveva essere salvato? Direi di si. ★★
Slave To The Rhythm. Canzone prodotta nel 1991 per l'album Dangerous e performata agli scorsi Bilboard Awards mediante un esibizione con ologramma. Versione originale estremamente affascinante, versione modernizzata dal solito Timbaland che ne fa una mezza porcheria uptempo, con i suoi tipici synth elettronici che si porta dietro da quasi dieci anni. Il pezzo andava salvato? Mi chiedo come non lo abbiano inserito prima in nessun disco! [VIDEO] ★★
Do You Know Where Your Children Are. Pezzo scritto alla fine degli anni '80 e devo dire che finalmente Timbaland riesce a rendere la sua versione modernizzata, più incisiva di quella original. Il pezzo andava salvato? Nessuno ne avrebbe sentito la mancanza. ★★
Blue Gangsta. Brano scritto subito dopo il periodo Blood on the Dance Floor e devo dire che l'arrangiamento originale mi convince molto di più di quello modernizzato da Timbaland, che come al solito mette troppi bassi e troppo tutto. Il pezzo andava salvato? Potevamo morire anche senza ascoltarlo. [VIDEO] ★★
XSCAPE. Title-track che arriva direttamente di lavori scritti per Invicible e prodotta da Rodney Jerkins che sarebbe l'ideatore di Say My Name delle Destiny's Child e The Boy Is Mine di Brendy e Monica (capolavoro) e questa volta è proprio lui a modernizzare il suo stesso pezzo e secondo me lo rovina non poco e sebbene il pezzo originali ricordi un po' troppo They Don’t Care About Us e Jam è sicuramente meglio dell'attualizzazione senz'anima che hanno fatto. Il pezzo andava salvato? Non si grida al miracolo, ma è bello ascoltare il Michael di cui tutti ci siamo innamorati. ★★

6.6.14

Il gay pride a viso scoperto


Domani sabato 7 giugno si svolgerà a Roma il ventesimo gay pride della Capitale e tipo che quando hanno iniziato io avevo quindici anni e giocavo ancora con il Dolce Forno Harbert di mia cugina e adesso invece sono un omone barbuto e in sovrappeso, che dice senza vergogna di essere gay. Proprio a questo proposito, confesso che mi piace molto lo slogan che hanno scelto per questa campagna: "Da vent'anni sfidiamo i pregiudizi a viso aperto" e ok, a dire il vero suona un po' come fosse una pubblicità di cucine: "Da vent'anni arrediamo le case degli italiani" e però tralasciando questo piccolo dettaglio, il termine "a viso aperto" mi piace veramente tanto, perché non ha senso chiedere diritti e manifestare e poi tenere la propria sessualità nascosta. Lo so che l'argomento coming out è un sempre un discorso spinoso e molto personale, però sono arrivato a 35 anni e vivo ancora in un paese che tratta i gay come fossero un fenomeno da baraccone e sinceramente mi sono un po' stufato.
Ho detto ai miei genitori di essere gay ormai tipo dieci anni fa e lo sanno i miei amici e lo sanno tutti quelli che me lo chiedono e la mia vita procede serena e non ho mai avuto nessun tipo di problema a riguardo ed è per questo che voglio parlare del gay pride, non come l'ennesima occasione per scendere in piazza e urlare ai politici la nostra necessità di avere diritti, ma come l'opportunità di far vedere a tutti chi siamo veramente. La storia del "Quello che faccio in camera da letto è una cosa che riguarda solo me" è una bugia che ci raccontiamo per trovare una giustificazione e io la tollero con sempre maggior fatica e poi ci sono quelli che "Non l'ho ancora detto ai miei perché sono anziani e non sopporterei di vederli soffrire" e sinceramente mi sono un po' rotto le palle di questi gay che chiedono a gran voce i diritti e poi però sono indulgenti con se stessi e trovano mille giustificazioni per non venire allo scoperto. Essere gay non è un segreto da custodire gelosamente e credo che fin quando non lo capiremo, non andremo proprio da nessuna parte. La gente ha bisogno di vedere quanti omosessuali esistono e quanto sono normali le loro vite e solo in questo modo smetterà di temerli o ritenerli una minaccia o non so io quali problemi frullano in testa agli omofobi. È arrivato il momento di scendere in strada a viso aperto, prendersi le proprie responsabilità e smettere di pensare che tanto ci pensano gli altri a combattere per i diritti omosessuali. Quando gli afroamericani combatterono la loro battaglia contro gli schiavisti, non poterono nascondersi, perché il colore della loro pelle era troppo evidente per essere coperto. Quando le donne chiesero gli stessi diritti degli uomini, lo fecero mostrando il seno e non coprendosi. Quando nel 1969 la polizia irruppe nel bar gay chiamato Stonewall Inn, fu la transessuale Sylvia Rivera a scatenare la rivolta. I gay hanno la fortuna di potersi confondere tra la gente senza essere riconosciuti e questa è la loro forza, ma anche la loro più grande debolezza; perché la storia ci insegna che le battaglie non si vincono nascondendosi, ma mostrandosi con fierezza a viso scoperto.
Io ai gay pride romani ci son sempre andato, perché ritengo che bisogna far vedere quanti siamo e non mi interessa nulla dei colori politici che organizzano la manifestazione o delle beghe che ci sono tra le varie associazioni, perché la parola gay pride significa "orgoglio gay" e non "associazioni che organizzano la parata nella speranza di ricavare qualche soldo"; al gay pride bisogna andarci sereni, a viso scoperto, senza avere la stupida paura di essere inquadrati dalle telecamere dei telegiornali e l'ansia che se viene a saperlo zia, poi muore di crepacuore. Io domani vado al gay pride perché sono orgoglioso di quello che sono e invito tutti ad andare al pride organizzato nelle proprie città e scendere nelle strade a viso aperto, perché non abbiamo niente da nascondere e non ha senso essere gay solo la sera quando andiamo in giro per locali, o quando stiamo in camera da letto con l'erezione nelle mutande. Essere gay è una cosa che fa parte di noi, tutto il giorno, tutti i giorni e se ci vergogniamo di esserlo, non saremo mai ascoltati da nessuno e non so voi, ma io sogno di vivere in un paese che mi giudichi per quello che faccio e non per quello che sono.