20.5.15

Taylor Swift e il video di Bad Blood


Lasciatemi dire che Bad Blood è un video geniale e che cavalca alla grande la presunta rivalità tra le due popstar Katy Perry e Taylor Swift.
Praticamente succede che nel 2013 Taylor era in giro per il mondo con il suo The Red Tour e improvvisamente cinque dei suoi ballerini l'avrebbero abbandonata per entrare a far parte del corpo di ballo del Prismatic World Tour dell'amica Katy Perry. Secondo le voci di corridoio Katy avrebbe sganciato qualche mazzetta per convincere i ballerini a lasciare la biondina campagnola e seguire lei e da quel giorno si è scatenata l'apocalisse e le due hanno iniziato ad odiarsi tipo Israele e Palestina. Che poi Taylor è giusto un pelo permalosa e quindi ha pensato di scrivere una canzone per sputtanare l'ormai ex amica e far uscire quella canzone come singolo, nonostante non fosse proprio uno dei pezzi migliori del disco.
Per l'occasione ha creato un video con una storia abbastanza palese e ci sono Taylor e Selena Gomez che sono tipo due spie che lavorano insieme e però una volta recuperata una preziosa valigetta Selena tradisce Taylor rubandole il malloppo e scappando via.
Katy ruba i ballerini a Taylor.
Selena ruba la valigetta a Taylor.
Voglio dire, bisogna essere cretini per non cogliere le assonanze.
Quindi niente, Taylor per vendicarsi tira su un esercito di amiche gnocche tra cui le attrici Jessica Alba, Lena Dunham, Hailee Steinfeld, Ellen Pompeo e Mariska Hargitay, la cantante Ellie Goulding e le supermodelle Cindy Crawford, Cara Delevingne, Karlie Kloss, Gigi Hadid e Martha Hunt.
Dici: "Ma Taylor non ce l'ha un'amica che fa la panettiera o la segretaria o che ne so, la dentista?" No. A quanto pare no. Solo supermodelle. Del resto è ormai chiaro a tutti che questo video è stato pensato esclusivamente per far rosicare Katy Parry e farle vedere quanto sono fighe, ricche e famose le sue nuove amiche e non bisogna mai mettersi contro la Regina George della musica. 
A questo punto ci mancava solo che chiudeva il video con la scritta "Io ho vinto 7 Grammy e tu neanche uno." e poi il capolavoro era concluso.

18.5.15

Britney Spears e il video di Pretty Girls


Il suo show a Las Vegas è quasi in dirittura di arrivo, la linea di intimo, mutande e sottovesti è stata promossa con un tour mondiale e perfino il nuovo profumo è stato lanciato. Probabilmente avrebbe preferito trascorrete il tempo rimasto a bere frappuccino e giocare con i figli, ma qualcuno deve averle ricordato che ha un contratto da rispettare e quindi eccola alle prese con un nuovo singolo. Non stiamo ancora parlando di un disco intero, per carità per quello ci sarà tempo, ma intanto ecco Pretty Girls, il nuovo pezzo che dovrebbe farci dimenticare l'era Britney Jane che francamente è stata molto deludente sia in fatto di canzoni che di video.
Pretty Girls è un pezzo un po' scemo, una canzoncina leggera che rimane in testa, ma che probabilmente non rimarrà nella storia e non lo ricorderemo neanche come il duetto del secolo, come invece fu la collaborazione con Madonna. Il fatto è che il nome di Iggy Azalea in questo momento è abbastanza forte e le due riescono bene a spalleggiarsi a vicenda per scalare le classifiche. Ok, il debutto in Billboard non è stato proprio eccitante dato che hanno esordito alla posizione 29, ma in questi tempi di magra meglio di niente.
Se la canzone molto probabilmente non arriverà a Natale, il video è decisamente riuscito e finalmente abbiamo una Britney che fa una specie di coreografia insieme a dei ballerini e ok siamo lontani anni luce dalle cose tipo Slave 4 U, ma Britney messa al fianco di Iggy Azalea sembra agile e snodata come una danzatrice del ventre, ché non chiedete alla spilungona di ballare che lei è scoordinata pure mentre cammina.
Che poi la carriera di Britney Spears sarà pure in parabola discendente, ma in questo video asfalta la collega Iggy Azalea con le sue mossette e le sue facce decisamente simpatiche e quell'altra invece deve aver confuso la parte dell'aliena con il ruolo di Super Vicky.
Brava Britney e ottima anche l'esibizione live ai Billboard Music Awards, dove per live ovviamente si intende che era viva e respirava e non che ha cantato dal vivo. Figuriamoci. Speriamo veramente che la sua carriera si riprenda come sembra essersi ripreso il suo umore.
Io sarò sempre team Spears.

29.4.15

Avengers: Age of Ultron


Il primo film degli Avengers è stato un vero e proprio fenomeno di massa, che è andato ben oltre il pubblico di nerd con la maglietta di Capitan America e il cappellino di Iron Man appassionati del genere, ma ha trasformato il cine-comic in un film per tutti; tanto da diventare la terza pellicola più vista al mondo (Avatar è al primo posto e Titanic al secondo). Detto questo a me il primo Avengers non era proprio piaciuto, ma tipo che credo di aver sbadigliato per metà film e lo ammetto, con il cinema io sono un po' come una ragazza con il sesso: per farmi godere non mi basta un cazzo grande, ma devo essere coinvolto emotivamente e il problema degli Avengers è che ti sbattono in faccia i loro enormi effetti speciali e spingono duro senza un minimo di sentimento e io in questo modo freddo e meccanico non riesco a venire.
Questo Age of Ultron in parte riesce a rimediare portando nella pellicola le paure dei supereroi e analizzando meglio i caratteri dei protagonisti, ma ha il difetto del deja-vu nella trama e nei combattimenti e se vogliamo dirla tutta, l'incipit del film con il super cattivo di turno creato da Tony Stark è proprio scemo. Nel senso che se Stark quel giorno si guardava un porno anziché armeggiare in laboratorio, non c'era neanche bisogno di fare questo film.
Poi vabbè, gli effetti speciali sono fighi e i combattimenti spettacolari e c'è tutto quello che ci si aspetta di vedere da un film Marvel di questa portata, ma il regista Joss Whedon fa un po' fatica a tenere insieme tutti i pezzi e ogni tanto si perde qualcosa. 
Iron Man. Tony Stark sbruffone e tagliente come al solito, ma le sue battutine facevano più ridere nel primo capitolo e Robert Downey Jr. ormai è troppo incastrato nel personaggio per riuscire a farlo evolvere. Voto: 4
Thor. Chris Hemsworth che prende sulle sue spalle il ruolo del bagna mutande e ogni volta che lo inquadrano si sentono le ragazze in sala (e me) sussultare. Inutilissimi ma divertenti i 10 minuti di pellicola con la gara di chi riesce a sollevare il martello. Poco credibile la svolta tormentata. Voto: 10 solo perché è bono, ma avrebbe meritato un 6. (Non pervenuta Natalie Portman e voglio dire: avete speso 270 milioni di dollari e non avete trovato due spicci per farle fare una comparsata?)
Hulk. Mark Ruffalo interpreta il miglior Hulk di sempre e finalmente il conflitto interiore tra lo scienziato e il mostro è messo in primo piano. Voto: 8
Captain America. Chris Evans bambolotto gonfiato, sempre più preso dal senso del dovere, invincibile nei combattimenti e pronto a correggere i colleghi sboccati come fosse il presidente del Moige. La noia. Voto 5.
Black Widow. Scarlett Johansson torna ad essere la sexy vedova nera, che oltre ad essere sexy non si capisce che potere abbia e infatti nel super scontro con l'esercito di robot inquadrano tutti gli Avengers tranne lei, perché giustamente sarebbe morta dopo un secondo. Voto: 4
Occhio di Falco. Jeremy Renner interpreta l'Avengers più umano di tutti, con il cuore perennemente diviso tra il servire il Paese e lo stare con la famiglia e la scena strappalacrime in cui abbraccia i figli e uno dei momenti migliori del film. Note per la direzione: tenete d'occhio il numero di frecce, perché quella faretra pare non avere fondo, come la borsa di Mary Poppins. Voto: 9
Quicksilver. New entry che prende il volto di Aaron Taylor-Johnson, il ragazzetto con due chiappe d'acciaio che recitava in Kick-Ass e, anche se l'attore è molto più bagna mutande del Pietro Maximoff comparso in X-Men. Giorni di un futuro, risulta proprio poco convincente. Voto: 5
Scarlet Witch. Seconda new entry interpretata da Elizabeth Olsen, sorella minore delle due gemelline Mary-Kate e Ashley Olsen. Il personaggio di Scarlet è interessante, ma la svolta da super cattiva a super buona è veramente troppo repentina. Voto 6.
Vision. Una specie di Superman che per farlo sembrare ancora più Superman gli hanno fatto il vestito blu e rosso anziché verde e giallo come nel fumetto. A questo punto potevano chiamare come attore Henry Cavill anziché Paul BettanyVoto: 4.
Ultron. Intelligenza artificiale super avanzata e costruito con lo stesso materiale indistruttibile dello scudo di Captain America. Vuole distruggere gli umani per salvare la Terra e lo fa a suon di scazzottate come fosse un ragazzetto di borgata che ha fatto sega a scuola, anche se possiede armi di qualunque tipo. Boh. Mi sa che così intelligente non deve essere. Voto: 4.

22.4.15

IGBA 2015


Tornano gli Italian Gay Bloggers Awards, ovvero il concorso che premia i blogger gay che per un motivo o per un altro si son distinti per la loro attività sul web.
Possono essere candidati al concorso tutti i blog a tematica LGBTQ.
Effettuare la candidatura è semplice; basta andare sul sito italiangaybloggers.blogspot.it cercare la categoria per la quale si intende candidare il blog e lasciare un commento scrivendo il nome e il link del blog. Oppure molto più semplicemente potete cliccare sui link qui sotto già suddivisi per categoria. Le candidature saranno aperte dal 20 aprile al 20 maggio 2015.
Allo scoccare delle mezzanotte del 20 maggio, tutte le indicazioni arrivate sul blog, verranno valutate da una commissione che ne determinerà l’idoneità procedendo a delineare le cinque candidature che si scontreranno nella fase finale del concorso che avrà inizio il 25 maggio 2015 e si concluderà il 10 giugno 2015. I vincitori verranno resi noti il 15 giugno 2015.
Dici: "Ok io mi candido, ma cosa si vince?". La missione del concorso è essenzialmente una: far conoscere il più possibile il lavoro svolto dai bloggers LGBTQ sul web e far girare le notizie che riguardano il mondo omosessuale in tutte le sue sfaccettature e quindi i vincitori riceveranno il logo ufficiale del concorso come GIF, da inserire sul proprio blog e un’intervista sul blog Glogger -italiangaybloggers.blogspot.it.
Candidate i vosti blog preferite e portateli alla vittoria!
Per maggiori info cliccare qui.

Così giusto per memoria storica, vi ricordo che i vincitori dell’edizione 2014 sono stati: 
Attualità: Gayburg
Gossip: Jimi Paradise
Fotografia: Mouse Trip
Disegni & cartoni: Gente della palestra
Moda: M on stage
Umorismo: Trash italiano
Adult +18 The Gay Drawer

17.3.15

Birdman o (l'Imprevedibile Virtù dell'Ignoranza) [recensione]


Birdman è uno di quei film che non sai se ti sta prendendo per il culo o se dice sul serio; nel senso che fin dal principio fanno vedere il protagonista Michael Keaton in meditazione sospeso a mezz'aria, e allora tu dici "Uh, ma questo ha dei super poteri!" e invece poi ti fanno capire che certe cose succedono solo nella sua testa e non sai mai cosa accade veramente e cosa invece è frutto di una sua distorsione mentale e ti ritrovi a domandarti: "A cosa dobbiamo credere?".
Ecco, Birdman è un film non facile e probabilmente non piacerà a quelli che sono abituati alla trame semplici e le esplosioni e anche se parliamo di un supereroe, dimenticatevi i The Avengers, perché questo è completamente l'opposto e ci sono dialoghi complicati e colpi di scena e tutto il film è stato pensato proprio per scardinare i meccanismi dei grandi blockbuster e prendere in giro il pubblico che va a vederli. Sì, Birdman è un film proprio presuntuoso, che se non avesse funzionato bene sarebbe venuta voglia di andare a casa del regista a dare fuoco alle ortensie nel suo giardino e invece il film è bello e ha perfino vinto l'Oscar come miglior film e miglior regia e sceneggiatura originale e fotografia e quindi ce lo mette un po' in quel posto.
C'è poi un altro elemento di presa per i fondelli e sta nel fatto che il film parla di un attore che ha raggiunto il successo interpretando un supereroe dalle sembianze di uccello e guarda caso Michael Keaton ha raggiunto il successo dando il suo volto all'uomo pipistrello diretto da Tim Burton e per tutto il film si allude chiaramente al fatto che certi film di supereroi sono di serie B e anche Edward Norton ha recitato in un film di supereroi interpretando Hulk e perfino Emma Stone è stata Gwen Stacy in The Amazing Spiderman e non ditemi che è un caso che nel film parlino male dei film di supereroi e poi i tre attori principali hanno recitato tutti e tre in pellicole di supereroi.
I film d'azione hanno un montaggio serrato e frenetico? E di contro questo Birdman non ha proprio montaggio, nel senso che tutto il film è girato come se fosse un unico piano-sequenza, il che significa che la telecamera non stacca mai l'immagine ed è un po' come se fosse un unico ciak, un po' come se gli attori stessero recitando a teatro per intenderci (anche se questo è un piano-sequenza finto, ricreato digitalmente) e la cosa è piuttosto figa, ma si rischia un poco l'effetto mal di mare.
E quindi ecco a voi Birdman: un film dove si passa con estrema fluidità da un'assurda scena in perfetto stile Marvel con Keaton che vola sulla città e sconfigge un paio di mostri giganti a una durissima critica nei confronti dell'era moderna, tutta concentrata su internet e il digitale e i media che strumentalizzano le persone e praticamente ci dice velatamente che siamo una massa di coglioni perché ci appassioniamo a inutili e vuoti film di supereroi e passiamo le ore davanti a youtube a vedere video di gente sconosciuta che suona la nona di Beethoven scorreggiando.
Birdman è un film diverso da quello che ci si aspetta e lascia spiazzati e costringe il pubblico a ragionare sul fatto che siamo diventati il pubblico del "mi piace" su Facebook e sentirselo dire così duramente fa un po' male.

12.3.15

Madonna - Rebel Heart [recensione]


Madonna gira nella scena musicale da oltre trent'anni; ha all'attivo 13 album di studio e se si è guadagnata la nomea di regina del pop, non è stato certo per un colpo di fortuna. Anche perché senza talento non ci sarebbe proprio arrivata a 13 dischi. Ma come tutti gli artisti che stanno in circolazione da tanto tempo, ci sono stati momenti in cui ha cavalcato la cresta dell'onda e momenti in cui è stata travolta dall'acqua e sbattuta sulla spiaggia e dopo il suo ultimo fiacchissimo disco MDNA, direi che ora sta tutta insabbiata e con le alghe tra i capelli, alla ricerca di una nuova onda (non so se la metafora è abbastanza chiara).
Questa volta torna sulla scena e decide di giocare d'astuzia con una promozione che la vede apparire contemporaneamente in più parti del Globo, che prima di lei solo la Madonna di Fatima ci era riuscita.
Cinque le versioni dell'album disponibili e questo già fa capire quanto Madonna stia puntando su questo suo nuovo progetto, realizzato per grandissima parte insieme al DJ americano Diplo che ha 36 anni e insieme ad una serie di altri collaboratori tipo MoZella 33 anni, Natalia Kills 28 anni, Avicii 25 anni, Delilah 24 anni e praticamente Madonna per confezionare questo album ha tipo aperto un asilo d'infanzia e mi domando come mai si sia circondata di persone che neanche messe insieme raggiungono la sua età. La ricerca spasmodica di un sound che piaccia ai giovani? Dare lavoro alle nuove generazioni, in un periodo per niente semplice? Mangiar loro il cuore e impossessarsi della loro giovinezza? Boh. Fatto sta che Madonna dice di offendersi molto quando le danno della vecchia e di ostentare la sua femminilità di donna quasi sessantenne, per combattere il bullismo dello star-system che vorrebbe le donne tutte giovani e belle, mentre gli uomini possono invecchiare e rimanere sex symbol. Discorso che condivido pienamente, ma allora per quale motivo si ammazza di palestra per rimanere tonica, si avvale di evidenti ritocchi chirurgici per apparire sempre fresca e consente un uso ridicolo di photoshop nelle foto pubblicitarie?
Il suo tredicesimo disco si compone di 14 brani che diventano 19 nella versione deluxe. Decisamente un bel numero di tracce, ma tanto ormai glie le avevano sputtanate quasi tutte su internet e quindi tanto valeva metterle tutte nel disco (faccio finta di credere alla favola che glie le abbiano rubate) e poco importa se alla fine l'album suona come due dischi diversi, uno dance/pop e l'altro introspettivo/elettronico, messi insieme senza nessun criterio apparente. E così in questo bailamme musicale si alternano tracce piuttosto buone come Ghosttown a cagate colossali come Bitch I'm Madonna. Perfino il primo singolo Living for Love convince veramente poco e sembra una scelta esclusivamente commerciale che non rappresenta l'album, ma fatta per competere in radio con le altre popparole che scalano le classifiche. Francamente perfino Selena Gomez è riuscita a fare meglio e divertire di più. Se togliessimo dall'album tutte le porcate commerciali messe dentro per compiacere un pubblico di giovanissimi che non comprerà mai il disco, Rebel Heart sarebbe probabilmente un buon lavoro; privo di una traccia veramente potente che ricorderemo anche tra molti anni, ma comunque un disco ben fatto e con un suo carattere, ma quello che invece è venuto fuori è un album che non diverte e non raggiunge mai il giusto equilibrio e suona un po' come l'ennesima occasione persa. 

Living For Love. Gli anni novanta sono tornati di moda e lei come tanti altri decide di sfruttare questo filone e tirare fuori una canzone che ricordi il buon vecchio Haddaway (quello di What is Love, per capirci) e faccia ballare le giovani generazioni scalando le classifiche. Sbaglia completamente il colpo e rimane nella classifica hot 100 di Billboard per il tempo di uno starnuto. Kiesza sarà probabilmente una meteora nel panorama musicale, ma è riuscita a fare molto meglio, scrivendo due canzoni assolutamente migliori di questa. ★★
Devil Pray. Ascolti questo pezzo e dici: "Cazzo c'entrava Living for Love?". Se avesse usato questa Devil Pray come primo singolo, probabilmente avrebbe fatto più scalpore e non avrebbe dovuto far finta di cadere dalle scale per far parlare di sé. ★★
Ghosttown. Terzo brano e si inizia a ben sperare per la qualità dell'album, ma il featuring con Nicki Minaj purtroppo non è lontano e pende sulle nostre teste come una spada affilata. ★★
Unapologetic Bitch. Madonna che fa la giovane e usa la parola Bitch come fosse una ragazzina sull'autobus che torna a casa con le amichette è uno dei momenti più bassi del disco. Mettiamoci anche il sound mezzo raggae e il danno è fatto e finito. ★★
Illuminati. Kanye West che scrive per se le canzoni belle e lascia agli altri quelle brutte. ★★
Bitch I’m Madonna (feat. Nicki Minaj). Non siamo ai livelli di schifo di Give Me all Your Luvin', ma poco ci manca. L'ululato che sembra rubato alla canzone Barbra Streisand dei Duck Sauce è il picco di orrore. ★★
Hold Tight. Il pezzo mediomen del disco, nel senso che scorre senza divertire o emozionare. Praticamente una traccia inutile. ★★
Joan of Arc. Brano che sarebbe potuto stare all'interno di Music e, sebbene suoni un po' come qualcosa di già sentito, è piacevole e ha un bel testo. ★★
Iconic (feat. Chance The Rapper & Mike Tyson). Ennesimo pezzo coattato che avrebbe potuto cantare Kesha e che poco si amalgama con la precedente Joan of Arc. Sopportabile fin quando non intervengono i due rapper. ★★
HeartBreakCity. Dopo il brano elettronico "getto style" si passa ad una ballad delicata e con un coro che quasi ricorda il suo vecchio successo  Like a Prayer. Comunque hanno deciso la scaletta dei brani tirando i dadi, sono ormai sicuro. ★★
Body Shop. Madonna che fa la voce da teenager non è la mia preferita, mi piace di più quando tira fuori la voce profonda. Comunque questo pezzo colonna sonora delle profumerie The Body Shop non è malaccio. ★★
Holy Water. Natalia Kills è una cantante britannica che ha fatto due dischi niente male e, nel corso della sua carriera, ha scritto un paio di canzoni memorabili tipo Wonderland e Saturday Night (splendidi anche i video). Ha la sua grande occasione di collaborare con Madonna e un po' la butta nel cesso scrivendo per lei questa Holy Water che ricorda il periodo American Life e che in questo disco passa abbastanza inosservata, se non fosse per la citazione di Vogue★★
Inside Out. Altra ballad e altra traccia che funziona abbastanza bene, ma che come per le precedenti non lascia assolutamente il segno. Inside Out di Britney Spears era meglio ed è tutto dire. ★★
Wash All Over Me. Una roba lenta che ricorda Lana Del Ray. E non credo sia un complimento. ★★
Best Night. Una delle tracce firmate Diplo, tutta bassi e niente sostanza. Si può skippare sena rimpianto. ★★
Veni vedi vici (feat. Nas). Per quanto mi riguarda Madonna che fa la rapper ha funzionato bene solo in American Life e la parte cantata da Nas sembra aggiunta cinque minuti prima di stampare il cd. ★★
S.E.X. Una canzone che avrebbero potuto cantare le Pussicat Dolls. Voglio dire, a voi non sembra una versione brutta di Bottoms★★
Messiah. Scritta insieme ad Avicii già dal titolo si propone di essere una specie di preghiera e infatti suona molto solenne, ma lascia ben poco il segno. ★★
Rebel Heart. Appare decisamente strano che la title track compaia solo nella versione deluxe del disco E oltretutto è anche un buon pezzo! Credo che con un buon video potrebbe attirare nuovamente l'attenzione su Madonna e risollevare le sorti del disco. Continuo a non capire in che modo abbiano scelto la sequenza dei brani. ★★

7.3.15

Selma - La strada per la libertà [recensione]


Probabilmente ognuno di noi ha avuto una nonna che ha dovuto fare i conti con il periodo del fascismo e quasi sicuramente ogni famiglia italiana ha avuto un parente o un amico ebreo che è stato preso, messo su un treno e non è più tornato e invece dubito che abbiate avuto un familiare che ha lavorato nei campi di cotone o che cantava gospel o al quale hanno privato il diritto di voto a causa del colore della pelle. Voglio dire, tutti questi film che parlano di negri sono un bel po' distanti dalla cultura di noi europei; ne conosciamo gli avvenimenti storici e ne prendiamo atto, ma non fanno parte di noi e forse c'è un motivo se i rapper italiani più famosi che abbiamo avuto sono stati gli Articolo 31. Semplicemente certe cose non fanno parte della cultura europea.
Quando Martin Luther King iniziava le sue prediche non violente affinché il pregiudizio etnico della società americana degli anni '50 venisse debellato, in Europa ci leccavamo le ferite inferte dal genocidio della Germania Nazista e tentavamo di dimenticare l'Olocausto del Terzo Reich e quindi forse è normale se ci viene la pelle d'oca al pensiero dei campi di concentramento o ricordando la povera Anna Frank chiusa dentro una soffitta o ascoltando la storia del bambino con il pigiama a righe e se non ci appassioniamo così tanto alle vicende degli abitanti di Selma ai quali veniva continuamente rifiutato il diritto di voto e che sono stati più volte massacrati. Oppure non ci appassioniamo alla loro storia semplicemente perché la regista Ava DuVernay ha fatto un film fiacco e che racconta la vicenda didascalicamente e senza emozioni, tanto da lasciare lo spettatore impassibile perfino durante le violente scene dei pestaggio.
Che poi poco tempo prima avevo visto il film Pride e anche lì si parla di una marcia non violenta, ma in quel caso erano gli omosessuali del Regno Unito a richiedere i diritti violati e però Pride ha una regia attenta e coraggiosa e racconta le vicende con estrema forza e intelligenza e Selma invece è un film che scorre per oltre due ore liscio e senza troppe emozioni. Una sorta di documentario romanzato che narra di una vicenda interessante, ma che si discosta ben poco dai tanti film sul razzismo verso gli afroamericani che abbiamo visto nel corso degli anni.
Poi vabbè, nel doppiaggio italiano Martin Luter King ha la voce di Ross Geller quello di Friends e quindi niente, ogni credibilità dei suoi discorsi è andata a puttane.