Liceo


La scuola superiore, ha segnato senza alcun dubbio il mio passaggio dalla pubertà, all'età adulta.
Certo a pensarci adesso, mi rendo conto che mi sarei potuto divertire molto di più, ma a 16 anni non lo avevo capito che potevo studiare e contemporaneamente divertirmi..
Scelsi di andare al liceo artistico perché tutti continuavano a dirmi che disegnavo veramente bene e la mia professoressa di arte delle medie mi adorava e effettivamente ero proprio bravo a disegnare e mi convinsi che sì, forse valeva la pena iscriversi ad una scuola dove il voto in disegno era considerato più importante di quello in italiano.
Effettivamente i miei voti furono per la prima volta da quando avevo iniziato a frequentare i banchi di scuola, i più della classe. Se non fosse che il primo anno di liceo fu divertente e interessante con tutte quelle materie nuove e l'entusiasmo di conoscere persone diverse da quelle che avevo frequentato alle medie e poi invece, iniziai ad odiare quella scuola di ignoranti dove si dava importanza solo alle materie artistiche e si snobbava tutto il resto.
Per arrivare a scuola impiegavo 45 minuti, qualche volta anche 60 a seconda del traffico e in definitiva non mi pesava neanche troppo. Di licei artistici non ce ne sono molti a Roma e quindi ecco spiegato il motivo di tutto quel tempo trascorso sull'autobus per arrivare a destinazione e se all'inizio era una vera scocciatura, alla fine cercai di far girare a mio favore quest'inutile perdita di tempo e allora cominciai a smettere di fare i compiti di pomeriggio e presi a studiare direttamente sull'autobus in quel lasso di tempo che mi separava dalla scuola. Spesso uscivo con qualche minuto di anticipo e arrivavo fino in fondo alla strada dove c'era il capolinea degli autobus e mi mettevo direttamente seduto. I posti migliori erano quelli dietro dietro, sulla così detta "pancaccia". Lì nessuno veniva mai a scocciare e non si avvicinava mai nessuna vecchietta che guardava con occhi tristi e stanchi tipo cucciolo bastonato e alla quale bisognava per forza cedere il posta prima che cominciasse ad elencare ad alta voce tutti i suoi dolori e io non ho mai capito perché gli anziani che hanno tutto il giorno libero, devono andare al mercato proprio quando ci sono gli studenti che prendono l'autobus; voglio dire, ma non possono uscire di casa alle dieci?!

I 10 ricordi più vividi delle scuole superiori:

Studiare sull'autobus durante il tragitto da casa a scuola con la gente accanto che guarda incuriosita e l'autobus pieno come un vagone per Auschwitz e gli ombrelli bagnati che gocciolano tra le pagine dei libri.. 

Il diario, sul quale anziché scrivere i compiti, facevo i ritratti e le caricature dei miei compagni di classe e dei professori (ovviamente questi diari li conservo ancora gelosamente sulle mensole della mia camera da letto e guai a chi li tocca).

L'attrezzatura da studente del liceo artistico, con il tubo di plastica a tracolla tipo bazooka e i fogli 50x70 e il carboncino che sporca le mani di nero e la "gomma pane" che appiccica e puzza. 

Il primo sciopero dei professori; le cinque ore passate in una classe senza regole con il delirio che si scatena e le partite di calcio improvvisate con una palla di carta e scotch e una guerra di cancellini imbevuti di gesso. 

La prima occupazione con le classi ridotte a dormitori e le scritte sui muri che aumentano giorno dopo giorno e la sensazione che nessuno sappia realmente perché si sta manifestando. 

Le ore di educazione fisica passate a correre sui campi di atletica e le ragazze sedute sugli spalti che guardano noi maschi sudare e loro che avevano il ciclo sempre nelle ore di educazione fisica e noi maschi sudati che facciamo la doccia negli spogliatoi tra tanta vergogna e curiosità. 

I compagni di banco, quelli con i quali rimarrai amico per tutta la vita e con i quali hai riso come non ti era mai capitato e che un giorno che ancora non puoi immaginare, non rivedrai più. 

Le interrogazioni durante le quali fai scena muta e ti guardi attorno sperando in un suggerimento, ma invece sei lì da solo con la tua umiliazione. 

Il bagno con l'odore di fumo e i disegni osceni alle pareti e le bidelle che fanno irruzione trascinando fuori dai cessi le coppie che si sono appartate per pomiciare. 

Il primo caffè bevuto per rimanere sveglio durante la notte che precede l'esame di maturità e le ore passate a ripetere Montale e Leopardi e il primo sole che filtra tra le fessure della serranda e la sensazione che ormai quel che è fatto è fatto...
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    10 commenti:

    1. A Roma c'è il fuso orario, a me segna le 03.23!!


      Quanti ricordi, e che bello! Anche io ricordo le ore passate con i compagni che credi siano amici per sempre, poi uno si sposa e manco fa la fatica di venire a vedere i miei lavori matrimoniali, adducendo come scusa che sono troppo caro (ahbbello, te faccio pure lo sconto amici, meno di me trovi solo le macchinette fototessere) e un altro ti passa di fianco per strada e manco ti saluta. Poi vabbeh c'è il figo incontrato all'ikea proprio mentre il tuo ragazzo ti sta chiedendo come starebbe nudo su letto SVAGGRYRB...

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    2. Alla fine mi sa che i ricordi delle superiori sono molto simili per tutti; solo che, a differenza di voi, io già sapevo che parecchi compagni di classe non li avrei più rivisti (o se li avessi rivisti, non ci saremmo manco musati) perché erano troppo snob... Mentre con altri usciamo insieme tutt'ora!


      "...rischiando più di una volta di essere buttato fuori dalla classe"?? Quando entrava la professoressa di diritto, io uscivo di classe automaticamente!! :-D


      E se i professori ti avessero preso il diario? A una mia compagna di classe è successo, solo che non era il diario ma era un foglio, e non c'erano i ritratti dei prof ma delle scritte ben più volgari... O_o

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    3. che tempi...a volte vorrei tornare indietro per rifare il liceo cn il carattere forte e sicuro di oggi... tutto sommato la mia classe era troppo sfigata x divertirsi..tutti super secchioni che gareggiavano tra i loro 8 e 9.., tutti ancora da oratorio fino a 20 anni e cessiii ...mentre io già bazzicavo discoteche..divertimento..alcool.....mantenedo pure una buona media del 7.e mezzo!!! ahahah

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    4. Un mio compagno di liceo non studiava mai di pomeriggio, l'indomani mattina si alzava un'ora e mezza prima e a mente fresca apprendeva tutto e poi prendeva sempre voti che gli consentivano di essere promosso.

      Forte il tuo metodo!



      daniele

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    5. Io mi ricordo che durante la ricreazione sceglievnao un motorino a caso e lo nascondevano o nel bagno della palestra o nel bidone all'ingresso della scuola.

      Poi mi ricordo le partite di pallavolo durante l'ora di educazione fisica.

      Chi perdeva pagava i cornetti caldi del forno per la squadra avversaria l'indomani mattina.

      E ancora un mio compagno che all'ultima ora spesso faceva suonare prima la campanella oppure si alzava fuori dalla porta e guardava dalla finestra dentro l'aula e tutta la classe rideva mentre la prof spiegava.



      daniele

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    6. Io del liceo ricordo tante cose:

      la mia prof di storia e filosofia Giovannona coscia lunga che passò tutte le sue lezioni a parlare di sesso, sesso anale e delle mille pratiche sessuali da lei svolte giornalmente! Ti dico solo che un giorno si presentò in classe con un gilet peruviano che prontamente si sfilò per farci vedere come venivano allattati i bambini e che una mia compagna trovò in un libro prestatole da questa folle una sua foto in topless che io ebbi la prontezza di duplicare in formato poster e che ancora ho in camera


      Le corse al banchetto del paninaro per richiedere un pezzo di massa con i peli


      Lo spegnimento dei computers tramite il sistema “Giannina”, da me stesso brevettato, che consiste nel tirare un forte calcio alla cassa del pc e spegnere il monitor come se nulla fosse


      L’odio profondo per 5 anni con la prof di religione che prendevo per il culo e lei se ne accorse ( ma solo perché trovò il mio libro pieno zeppo di sue caricature nelle versioni più disparate tipo: Donatella Disco Stu, Don La Sfinge e Donatella Cowgirl) e che fui l’unico studente nella storia dell’istituto ad essere sbattuto fuori da lei!

      P.S. se ricordo bene tu avevi detto qualcosa del tipo: “chi si diploma con 100 è un genio!”, beh allora io sono un genio!

      Gentucco Grovacca

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    7. "la gomma pane serve per schiarire le ombre"


      Ecco, io la usavo per cancellare. Capirai la mia estrema sofferenza nel fare le scuole medie, che erano annesse ad un istituto artistico. Se torno indietro vado dai gesuiti anzichenò.

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    8. utente anonimo1 ottobre 2009 00:57

      Ah, ecco a cosa serviva la gomma pane oltre che ad essere impastata per trastullo! Il corredo del perfetto scolaro ne prevedeva sempre l'acquisto ma non ho mai capito perché non cancellasse una cippa.

      Io sul diario registravo puntualmente le cavolate involontarie dette da compagni e prof: un blob che veniva poi riletto durante le assemblee di classe.
      Fauntleroy
      @Gentucco: unpezzodeché? O_o

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    9. Io non dimenticherò mai la fortuna di avere (quasi) solo professori e compagni meravigliosi.

      Questo ha significato che non mi è mai pesato troppo varcare la soglia della scuola: anche quando c'erano dei problemi, pensare di stare in compagnia dei compagni/amici era già motivo di sollievo. Di certo le migliori risate me le sono fatte a scuola :)


      Lord Vi

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    10. utente anonimo12 ottobre 2009 23:00

      diciamo che quest'anno ho l'esame...e devo dire che la vedo TOTALMENTE tragica..spero di riuscire a trattenere ricordi belli e poco traumatici come i tuoiXD

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