2.10.09

District 9

 

A guardare distrattamente il trailer, si potrebbe pensare all'ennesima pellicola fanta-catastrofica tipo Independence Day, con gli invasori spaziali che approdano sulla terra minacciando la popolazione. Le locandine con il segno di divieto e anche i grandi adesivi che decorano gli autobus con la scritta "L'accesso a questo autobus è vietato ai non umani" e addirittura la forte somiglianza di questi alieni con il Dottor Zoidberg di Futurama, fanno un pò sorridere e perdere di credibilità a questo District 9 che invece grazie al cielo, non è la solita americanata dove gli alieni sono visti come pericolose creature assetate di sangue, quanto piuttosto sono rappresentati come scomodi profughi dei quali non si sa cosa fare e i riferimenti allo storico District Six di Città del Capo sono più che evidenti. Del resto, che questo non fosse la solita vaccata americana, lo si capisce fin da subito quando ci dicono che la navicella aliena non si ferma sopra Washington né tantomeno su New York, ma bensì a Johannesburg in Sudafrica cosa impensabile per una qualunque pellicola simil-spilberghiana e tra interviste, riprese che sembrano provenire da telecamere nascoste e finti servizi giornalistici, il film si sviluppa come fosse un documentario, conferendo realismo a un'assurda vicenda fantascientifica avente come protagoniste degli alieni dalle sembianze di crostacei giganti. Eppure, sebbene tremendamente surreale nella forma, i contenuti risultano essere molto più realistici di quanto si possa immaginare tra rifugiati in una baraccopoli e sciacalli costretti a rubare per vivere e sebbene le tematiche siano più che profonde, la trama non si aggroviglia attorno ad un polpettone sentimentalistico degno della miglior scena strappalacrime di ET che alzi la mano chi non ha pianto quando i militarli lo strappano dalle mani del bambino in una sequenza slow-motion con il crescendo della musica che accompagna il phatos, no questo District 9 è confezionato con massicce scene d'azione, adrenalina e risvolti che sfiorano lo splatter; una pellicola di puro entertainment dove alcune sequenze ricordano i game sparatutto alla Halo, ma dove tuttavia non si dimentica mai un intelligente messaggio antirazzista. E considerato che lui, Neill Blomkamp, ha la mia stessa età e che questo è in assoluto il suo primo lungometraggio di cui ha curato sceneggiuatura e regia, bhé, io direi che non gli è andata male per niente, soprattutto perché c'è già chi guarda agli incassi milionari e valuta la possibilità di un seguito...

5 commenti:

  1. Beh dire che tutto il film è girato in stile documentaristico non è corretto. Ci sono solo alcune parti in quel registro, specie nella parte inziale.


    Comunque la cosa bella è che può piacere o meno, ma è raro che uno sceneggiatore utilizzi in manierà così intelligente mollusconi alieni ed esoscheletri meccanici per parlare di tematiche credibili e interessanti.

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  2. utente anonimo03 ottobre 2009 01:15

    Non sono riuscito ad arrivare nemmeno a metà del film.

    Splatter è quasi riduttivo...


    Forse l'idea di ET in bicicletta rimarrà per sempre nel mio cuore... :-)


    Comunque quoto in toto che la storia degli alieni sia semplicemente una similitudine sulla vita dei profughi che che di questi tempi, soprattutto in Italia, è molto en-vogue


    Poto

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  3. utente anonimo03 ottobre 2009 14:41

    A me ha ricordato molto cronenber. Mi ha lasciato piacevolmente entusiasta pero' si poteva lavorare un po' di piu' sulla sceneggiatura.

    Penso che faranno almeno un prequel per approfondire meglio tutta la storia.


    daniele

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  4. utente anonimo03 ottobre 2009 14:42

    Cronenberg, sorry.

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  5. daniele:
    Il prequiel non è male come idea.

    Poto:
    Ma daiiii!
    Se questo è splattera allora non andarti a vedere Drag Me To Hell.
    Sto pensando a quale sia stato il film sugli alieni che è mi è piaciuto di più, ma non mi viene in mente. Appena elaboro te lo dico.

    AtenaGlaukopis:
    Ok, il film non è girato tutto in stile documentaristico, ma la maggior parte si.
    Questa volta però è proprio una precisazione inutile.

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