Il nuovo Stadio Franco Sensi




Lo Stadio Olimpico era gremito di tifosi e erano ancora gli anni ottanta e probabilmente erano posti più sicuri rispetto ad adesso e non vi erano tornelli all'ingresso e neanche le perquisizioni e non domandatemi quale partita fossimo andati a vedere, perché francamente per me poteva essere anche Lazio contro Venusiani e mi portò mio padre, ansioso di mostrarmi questo luogo assurdo dove andava quasi tutte le domeniche. Mio fratello era avvolto in una sciarpa dai colori bianco-celeste e gridava ai giocatori di passare la palla e mio padre che si agitava ogni volta che il pallone si avvicinava alla porta e come lui, molti altri signori trattenevano il fiato e nonostante ci fossero i seggiolini, pareva che nessuno avesse intenzione di stare seduto e mio fratello per vedere meglio si era piazzato in piedi sul sedile e qualcuno chiedeva a mio padre chi fossi e lui con orgoglio rispondeva che ero il più piccolo di casa e gente sconosciuta mi dava buffetti sulle guance e poi tornava a gridare ai giocatori di passare la palla o tirare con più decisione e eravamo così lontano dal campo che distinguere i giocatori era per me impossibile e invece tutti continuavano a chiamarli per nome che non son mai riuscito a capire come ci riescano a riconoscerli da quella distanza che sembrano dei puntini tutti simili tra loro e è inutile spiegarmi per l'ennesima volta che ad ognuno è assegnata una precisa posizione, perché quelli sono sempre in movimento e si mischiano in continuazione e io proprio non capisco. E mentre le bandiere sventolavano e il suono dei fischietti e le urla delle persone riempivano l'aria e tutti si agitavano nervosamente al mio fianco, io mi accovacciavo sul mio piccolo sedile azzurro e mi addormentavo come un bambino nella culla e quella fu la mia prima e ultima volta allo stadio. No, in verità dire che è stata l'ultima volta allo stadio non è esatto, perché ci tornai molti anni dopo in occasione del Golden Gala, ma quello era per vedere le gare di atletica leggera e la corsa e il salto in alto e tutte quelle cose lì. Poi ci tornai ancora una volta per un concerto di Eros Ramazzotti, ma ci tengo a specificare che io facevo solo la parte dell'accompagnatore di una mia amica che si era trovata improvvisamente ad andare da sola e fu anche abbastanza imbarazzante perché tutti continuavano a cantare e io ero lì a muovere le labbra sbagliando tutte le parole, perché le uniche canzoni che conosco sono tipo Terra Promessa e Più Bella Cosa. Uhumm. Questo non è del tutto vero, ne conosco anche qualche altra, ma non ammetterò mai di aver cantato come un'adolescente al concerto di Eros Ramazzotti. L'ultima volta che sono entrato allo stadio Olimpico poi, credo sia stato per il concerto di quella pazza di Madonna, quando ha fatto quella cosa con i remix delle canzoni e la palla da discoteca e la croce di Swarovsky e sono tornato a casa con la schiena decisamente distrutta per il troppo zompettare e le scarpe inzozzate di fango.
E adesso invece, leggo questa notizia che vogliono costruire un nuovo stadio addirittura di cinquantacinquemila posti in quella ridente cittadina che è Trigoria che, a dire il vero, io non so neanche dove sia questa Trigoria ma deve essere un posto da qualche parte vicino al Raccordo e pare che questo stadio sarà con gli spettatori a soli 9 metri dal campo senza la pista da corsa dell'atletica che gira tutt'attorno e quindi forse riuscirei a riconoscere i giocatori anche io che non li conosco e si chiamerà lo stadio Franco Sensi e ci si potrà allenare solo la Roma, nel senso che sarà lo stadio ufficiale della Roma e conterrà anche un piccolo museo del club, come lo stadio di Madrid che io figuriamoci se ci sono mai stato, ma mio fratello che invece è cresciuto a pane e calcio, mi ha chiesto se ci avessi fatto una scappata adesso che sono andato a Madrid e io neanche ho risposto e mi son limitato a guardarlo alzando un sopracciglio. Insomma, per parlare un po' di architettura e ricordare a tutti che sotto sotto io ho anche una laurea, questo dello stadio Franco Sensi, è un progetto avveniristico dall'architetto Gino Zavanella, senza barriere architettoniche e con spazi anche per l'accoglienza delle famiglie, con servizi perfino di 'babysitting' e lo stadio diventerà un'occasione d'incontro e non di scontro e ammetto che quest'ultima frase ho fatto copia-incolla dal suo sito.

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6 commenti:

  1. utente anonimo9 novembre 2009 12:17

    Secondo me quella è l'astronave dei Venusiani fresca fresca di atterraggio

    Max

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  2. Questo stadio è di una tristezza assoluta....

    No, ma aspetta.... della Lazio? :)
    Ero convinto che solo Alemanno tifasse per quella squadra lì...

    Anche perchè la Roma ha giocatori decisamente più belli....te li devo far vedere.

    Matt

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  3. Sembra un cellelulare ipertrofico.

    Ma lameno gli oneri di urbanizzazione siano a carico loro o li scaricano sul Comune con la scusa che è un luogo destinato al pubblico?

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  4. oggi sono disgrafico:
    lameno = almeno
    siano = sono
    ho fatto altri errori?

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  5. ...senti a me piace..
    Sir

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  6. solo a me pare una grossa tavoletta del cesso?

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