HIV+

Lo spettacolo che preparammo alla fine della quarta elementare, fu una trasposizione rivista e corretta di Canto di Natale, la celebre fiaba di Charles Dickens. Io ero uno dei ragazzi più alti per quell'età e quindi mi affibbiarono il ruolo dello Spirito del Natale Presente e il mio scopo era quello di portare in giro il vecchio Scrooge e mostrargli le diverse realtà e allora lo portavo nell'abitazione di alcuni poveri disgraziati intenti a mangiare attorno ad una tavola miseramente imbandita e poi lo portavo in mezzo a un gruppo di minatori che intonava canti natalizi e avevo il viso e i capelli ricoperti di farina a simulare il pallore di un fantasma e all'epoca il mio unico pensiero, era quello di non sbagliare le battute e non avevo il tempo per capire quello che stessi realmente facendo e poi, con il passare degli anni e l'avicinarsi del natale, le canzoni farcite di campanellini e cori di bambini e i film natalizi, fanno riaffiorare certi ricordi e ti rendi conto che una semplice recita di natale, può insegnarti a vedere le cose da punti di vista differenti. Angolazioni diverse dalle quali spesso non siamo abituati a guardare.

Il primo dicembre, è stata la giornata mondiale contro l'AIDS. La Capitale ha messo a disposizione test gratuiti per l'HIV e le associazioni per il sostegno dei malattia spuntano come funghi e gli sms per le donazioni e il contagio e l'astinenza e la fedeltà e la prevenzione e rapporti a rischio, profilattico, sangue, sperma, culo, vagina, bocca, pompini. Tutto per un giorno sembra indirizzato in un'unica direzione e i medici snocciolano statistiche e numeri per niente rassicuranti e spesso si pensa che a noi queste cose, non capiteranno mai e che certa gente se l'è andata a cercare e invece vi assicuro che io ho alcuni amici sieropositivi e loro sono reali e non sono affatto percentuali o semplici numeri da telegiornale e non sono neanche il tipo di compagnia borderline, alla continua ricerca di emozioni forti e anzi, sono tutti personcine a modo che danno il posto alle vecchiette sull'autobus e ridono mangiando una pizza attorno ad un tavolo e quando la televisione trasmette i classici spot di sensibilizzazione recitati da personaggi più o meno famosi che ripeto come studenti la lezione imparata a memoria pronunciano la parola AIDS con tono triste e impostato, l'impressione è quella di assistere all'ennesima recita, distaccata, dell'ormai noto, Canto di Natale.

Il fantasma del natale passato.
Stavo con uomo più grande di me ormai da qualche mese e le cose sembravano andare bene e lui mi fece capire di sentire il bisogno di fare quel passo in più e avere rapporti non protetti e dopo qualche istante di perplessità, mi feci convincere dalle sue parole e "...stiamo assieme ormai da un po' di tempo ed è più bello e più naturale e il profilattico mi inibisce e toglie poesia..." e io gli chiesi quando aveva fatto il suo ultimo test e lui mi disse di stare tranquillo che stavo "in una botte di ferro!". Già, di ferro e come il ferro, stavo per affondare in una fossa che in confronto quella della Marianna per una cunetta scavata con la paletta nella sabbia. Dopo neanche un mese emerse la verità: che lui era sieropositivo e lo sapeva già dalla storia precedente. Avete presente quando nei film ad alta quota, improvvisamente il portellone dell'aereo salta via e tutto inizia ad essere risucchiato fuori e la gente si aggrappa a quello che può per non essere inghiottita dal nulla? Ecco. Io ricordo il senso di vuoto e la sensazione che tutto stesse andando in frantumi e il sangue caldissimo che picchia nelle tempie e lui davanti a me che piange e mi dice di aver mentito per cercare di dimenticare quella sua condizione, perché non voleva quella condizione e non accettava di essere quello che era. La dottoressa mi spiegò che non era detta l'ultima parola e che prima di trarre conclusioni, bisognava aspettare i risultati delle analisi e io aspettai quei risultati come se nient'altro attorno a me avesse importanza e la faccia scura della dottoressa anticipò quello che lessi nel referto. Game over. Forse non esiste un modo o un luogo giusto per ricevere una notizia simile, ma io ricordo quella stanzetta anonima per le visite e una parte di me che rimaneva per sempre lì. Ero solo un ragazzo, neanche trent’anni. Ed ero sieropositivo. Non sarei morto di lì a breve, questo lo sapevo e magari sarei campato anche più di alcuni miei coetanei a rischio obesità e infarto e senza contare tutti quelli che si sarebbero schiantati contro un muro, correndo con la macchina a tutta velocità e insomma, razionalmente provavo a rassicurarmi in ogni modo, ma l'angoscia dentro mi logorava e ricordo di aver passato mesi in preda agli incubi e mi vedevo con un fisico affetto dalla lipodistrofia causata dai farmaci e di morire solo e di soffrire. Non volevo dirlo ai miei, perché gli avevo parlato da poco della mia omosessualità e ancora erano troppo presi a festeggiare scuoiando gatti e mangiando le loro viscere incolpandosi a vicenda, per ricevere una notizia simile e poi diciamo la verità, il dialogo con loro negli ultimi tempi era... diciamo... pari a sotto zero. Sono gli amici che mi hanno sostenuto, supportato e sopportato. Eppure ero solo. A fare i conti con queste situazioni ci sei solo tu.

Il fantasma del natale presente.
Sono alla lezione di yoga e mentre cambio posizione, sbatto il piede con forza in terra e l'unghia del mignolo inizia a sanguinare e mentre il maestro si affanna per medicarmi la ferita, io cerco di tenerlo lontano, ma lui continua ed è così volenteroso, che devo sussurragli nell'orecchio quelle tre semplici paroline pesanti come macigni "Scusa sono sieropositivo". Il senso di disagio e vergogna alle volte mi fa piangere. Ho l'impressione di essere come un pericoloso serpente e che se permettessi a qualcuno di avvicinarsi, potrei morderlo con il mio veleno e allora inizi a tenere lontano le persone, perché così nessuno rischia di prendersi un brutto virus. Ma il bisogno di tenerezza e intimità, quello non si sostituisce neanche con una scorta a vita di cioccolata e Nutella e allora lasci che qualcuno si avvicini e il sesso ovviamente è un discreto problema perché, se glie lo dici subito, questi tagliano la corda perché nessuno vuole sobbarcarsi questo peso per uno che hai conosciuto da trenta secondi; e se lo dici dopo, si sentono traditi e raggirati e immediatamente esposti al pericolo; e ogni momento sembra quello sbagliato e la sensazione è sempre quella di sentirsi sporchi e quelli che 5 minuti prima ti guardava con gli occhi colmi di romanticismo ora ti guardano con paura e una delle risposte più frequenti che ho ricevuto, è un pacato ed educato "Arrivederci e grazie.". Pochissimi affrontalo la cosa e portano avanti la conoscenza e, nonostante uno provi in tutti i modi di viverla serenamente, arrivano sempre quei momenti in cui sei costretto a dire cose del tipo "Scusa, ma lavandomi i denti le gengive hanno sanguinato e non sognarti minimamente di darmi un bacio”. È in queste situazioni che provi a tenere tutto in piedi come fossi un'acrobata del Cirque du Soleil, ma non occorre essere svitate come Britney Spears per lasciarsi andare e il terrore dei farmaci e ogni 4 mesi aspettare i risultati degli esami e la visita di controllo periodica e allora per un attimo allenti la presa e è in quel momento che fai cose idiote e magari fai sesso con altri positivi perché tanto chi se ne frega siamo tutti nella stessa barca e magari poi ti prendi anche l'epatite e scopri che ci sono sempre modi nuovi e inaspettati di far affondare ancora più velocemente.

Il fantasma del natale futuro.
Il futuro è domani. I nuovi farmaci e le terapie e fortunatamente io vivo nella parte giusta dell'emisfero che quelli che muoiono laggiù, ormai quasi non li contano neanche più e vorrei proprio sapere come faceva quella stronzetta di Pollyanna a trovare sempre la forza e l'ottimismo per andare avanti e vedere qualcosa di buono in tutto quello che le capitava e si, quanto mi è successo forse non sarà una tragedia, ma di sicuro mi ha cambiato. Se penso al domani, sento solo paura e fin quando riesci a tenere la tua vita sotto controllo, la gente ti ammira e ti applaude spalancando la bocca in un'espressione di ammirazione e sussurrando sottovoce "Io non so se al posto suo ne sarei capace...!" e se anche io un giorno scoprissi di non esserne capace? Nella testa risuonano solo domande e forse dovrei scrivere a Topo Gigio dato che lui è così saggio che è riuscito a spiegare a tutta Italia cosa sia questa influenza A e magari, riuscirebbe anche a trovare qualche risposta per me e vorrei chiedergli se riuscirò a trovare una parvenza di serenità, se farò pace con la condizione di sieropositivo e troverò la forza di perdonare lui che mi ha fatto questo e perdonare me stesso e dirmi che vado bene anche così e se troverò qualcuno in grado di amarmi senza esserne spaventato e se vivrò per sempre con la paura che possa attaccare questo virus a qualche altro e se invece, riuscirò mai ad esser felice anche senza un uomo accanto, perché nella vita non bisogna cercare delle stampelle a cui appoggiarsi ma delle persone con le quali crescere assieme. Forse Topo Gigio sa darmi queste risposte, e magari sta anche preparando uno spot televisivo per me, ma intanto che aspetto un altro primo dicembre e che il modo si ricordi per un giorno di questa HIV, qualcuno là fuori, ha almeno una risposta per me?

Ringrazio la persona che mi ha aiutato a scrivere questo post, perché aprendosi e raccontando la sua storia e le sue paure, mi ha permesso di guardare da un altro punto di vista quei problemi quotidiani troppo spesso dimenticati e mai ricordati nei comunicati televisivi. Scusa se ho modificato e forse storpiato le tue parole. Un sincero Grazie.



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44 commenti:

  1. A volte mi dimentico perchè sei speciale.

    Grazie di avermelo ricordato pubblicando questo post.

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  2. utente anonimo7 dicembre 2009 19:45

     non ho capito se stai parlando di te stesso o hai trascritto la lettera di un altro..
    cioè il lord è sieropositivo? Se cosi fosse sei in forma ..bello..e sano..ma non ti nascondo che ci son rimasto un pò male...forse perchè ti ho sempre visto diverso da tutti i soliti gay...un ragazzo con la testa,  serio , fedele , con amici di sani principi , lontano dai gay che fanno orge , scopano come animali, che fan le cose a tre ...lontano da tutto quello schifo...però forse son solo dei pregiudizi verso chi ha hiv+ e in verità sei quella persona splendida e unica , che è stata un poco sfortunata..( io avrei ammazzato il tuo ex cazzooooo)
    Che tranvata.....Ma poi scus...il ragazzo ce l hai che ti sta accanto quindi...non hai bisogno di cercare qualcun altro ( oltre a me ahahahahah scherzo) ahahg

    no asp..rileggo il post...magari ho capito male..

    Riletto...e che dire...se cosi è mi piaci ugualmente x quel che sei ..( in senso amichevole...x tranquillizzare il sir)...e spererei di conoscerti  veramente...ed oltre un semplice " ciao"

    Madam bovary with u

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  3. utente anonimo7 dicembre 2009 19:47

    Bellissimo post, Emi, davvero.

    E trovo così appropriato che arrivi in un momento come questo, così vicino alle feste natalizie, in cui tutti pensano ai cenoni, a come spendere soldi in regali e addobbi. Mentre poi c'è chi, propro in questo periodo, capisce ancora meno certi messaggi di speranza cari a chi riesce a credere in qualcosa di Altro. E chi, tra un cenone e l'altro, è proprio solo.

    Max (che vorrebbe pure scrivere tante cose, su tutti quelli che danno gratuitamente del cinico agli altri, solo perchè guardano così poco in là. ma rimando ad altri post)

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  4. utente anonimo7 dicembre 2009 19:50

     MA NO SE LEGGI IL COMMENTO SOTTO PRECISA CHE LA STORIA GLI è STATA RACCONTATA ..NON è SUA...
    IN EFFETTI PER UN'ISTANTE MI è PRESO UN COLPO PURE  A ME


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  5. io ho perso un amico. sono stato il primo a cui ha detto l'esito dell'esame. ormai 4 anni sono passati e lui da un anno e mezzo è sparito per tutti. so che è vivo e che sta bene. ha lasciato la sardegna ed ora vive in una città del nord. sono anche andato a trovarlo. ha cominciato a sparire piano con gli altri.. mi ritenevo fortunato.. ero duro a morire.. poi sucse su scuse. ti ho tolto da msn perché devo rifarmi il profilo e tanto ora non lo sto usando. ho cambiato numero di telefono. questo è il numero per pochi. è sceso in sardegna col nuovo ragazzo e ed è venuto a trovarmi. quella è l'ultima volta che l'ho visto e sentito. ho pensato di lasciare spazio.. tutti hanno dei periodi no.. il suo periodo no non è ancora finito. gli auguro tutto il bene del mondo ma il suo allontanamento mi ha decisamente buttato giù. ha sempre saputo di poter contare su di me nonostante il mare ci separasse. spero solo che nessuno gli stia facendo un lavaggio del cervello. buona fortuna

    eFY

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  6. utente anonimo7 dicembre 2009 19:56

    non me l aveva caricato il commento sotto...
    ah quindi è una lettera che hai trascritto di un malato di hiv?!!
    bhe cmq sia..sempre un colpo m è preso
    cazzarolaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa


    madam bovary  post - infarto

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  7. Il post è stupendo, peccato che la storia sia  dannatamente triste.
    P.s. Senza voler fare polemiche, ma alcune persone pensano ancora che se sei HIV+ tu debba avere per forza un aspetto emaciato e malaticcio?
    Gentucco Grovacca

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  8. utente anonimo7 dicembre 2009 21:01

    o peggio.. che sia una colpa? o che sia appannaggio di quelli che fanno orgie?  credo che l'unico modo per fare un pò "nostre" queste giornate in memoria (l'hiv come i fantasmi dei natali passati e persi) sia quello di immaginarci dentro, e capire che non sono storie lontane da noi.
    ben scritto.
    oscar

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  9. Tanto di cappello per il post, Emily, mi ha emozionato e commosso, davvero.
    poi l'incipit con la vita lordica...(io invece facevo Gesù bambino perchè ero biondo e ricciolino).
    Io ci son passato vicino a quete brutte faccende, un giorno ti racconterò.

    Solo una nota: Madam Bovary il tuo commento è stato di uno squallore tremendo, ti giuro. Non mi sono nemmeno arrabbiato. Ho solo provato tanta pena.

    Matt

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  10. utente anonimo7 dicembre 2009 21:21

    Ottimo post Lord. Non penso si possa scrivere meglio. E ringrazia il tuo amico da parte nostra, è sembre un dono prezioso che qualcuno ti apra il cuore per farti vedere un po' di quello che sta vivendo dentro.

    RispondiElimina
  11. utente anonimo7 dicembre 2009 21:45

    MATT che mai ho scritto di strano nel mio commento...mi ero solo preoccupato pensando al lord... poi il riferimento a orge altro ecc. non era x far di tutta un erba un fascio..ma ti assicuro che  ne ho viste molte...e ti devo dire che purtroppo moooolte persone se la sono cercata...... tante altre son solo vittime...( un pò ingenue..ma vittime...)..e può succedere a tutti..me compreso..
    Quindi nn capisco che problema hai...forse son più realista di te Matt

    madam bovary

    RispondiElimina
  12. utente anonimo7 dicembre 2009 22:01

    Ok, mò nella mischia mi ci butto pure io. Pur non conoscendolo per niente, e senza averci mai parlato, credo che Matt con il suo commento intendesse sottolineare che lo squallore sta, nel caso il Lord fosse sieropositivo, nell'averlo giudicato e condannato: se si è ammalato è perchè è un coglionazzo che se l'è andato a cercare e ha frequentao i peggio giri possibili. Se la storia fosse autobiografica, tra l'altro, avrsesti colto che la malattia è stata contartta per un atto di amore e di fiducia. Non per l'aver preso parte a festini e orge.

    Max

    RispondiElimina
  13. utente anonimo7 dicembre 2009 22:15

     DI Sicuro hiv nn te la manda lo spirito santo....
    cmq tanti auguriiiii

    RispondiElimina
  14. utente anonimo7 dicembre 2009 22:24

    MAX  A parte che ho scritto alla 5 riga " son solo pregiudizi"..e quindi non ho giudicato nessuno...
    Ho colto la questione dell " atto d amor"...però è cmq da ingenui ..parliamoci chiaro...oggi come oggi la gente pur di scopare a pelle si inventerebbe pure di esse il figlio di madre teresa... 

    mad.bov

    RispondiElimina
  15. utente anonimo7 dicembre 2009 22:47

     Lord, perchè non vai a fare l autore dalla de filippi..visto che sai trovare sempre dei temi molto interessanti e soprattutto che suscitano grandi dibattiti.. (giusto x sdrammatizzare un poco)

    Fab.

    RispondiElimina
  16. AtenaGlaukopis:
    Son contento ti sia piaciuto. Ci tenevo che venisse fuori un post intelligente.

    Madam bovary:
    Ammetto che anche io, nel leggere il tuo primo commento, son rimasto parecchio perplesso, perché quelli che definisci come "i pregiudizi verso chi è hiv+", sono proprio i comportamenti che volevo combattere con questo racconto. L'ignoranza di pensare che certe malattie si possano contrarre solo conducendo una vita sregolata e poi sinceramente bella per loro se scopano come animali e fanno le orge, insomma, l'importante è essere felici e stare bene e si può avere la testa sulle spalle anche mentre si scopa con tre contemporaneamente.
    Non lo so, forse hai fatto un po' di confusione nello scrivere il commento e non si è capito quello che volevi dire... almeno spero che sia così.
    E scusa se puntualizzo, ma questa non è la lettera di un malato di hiv, ma la lettera di un amico.

    Max:
    Ti ringrazio, spero di avervi fatto provare le stesse emozioni che ho sentito io nello scriverlo.
    E comunque voglio scriverti un pezzo di racconto che avevo tagliato fuori dal post, perché mi sembrava non filasse con il resto del discorso, ma che mi ha molto colpito e mi sembra giusto inserirlo adesso alla luce di queste discussioni:

    "Qualche volta la mente torna a quella scena di Philadelphia. Siamo al processo e uno degli avvocati della difesa sta interrogando una persona dello studio sieropositiva a causa di una trasfusione fatta durante il parto e vuole dimostrare che è sempre stata trattata bene e con rispetto
    (invece Tom Hanks è stato licenziato nrd), sottintendendo che lei è migliore del protagonista che invece ha contratto il virus tradendo il proprio compagno con uno sconosciuto in un cinema porno. Eppure questa donna dice una cosa che mi ha sempre commosso e fatto riflettere (vado a memoria più o meno): non sente alcuna differenza tra se stessa e chi ha contratto il virus in modo differente. Perché la malattia, la sofferenza, le difficoltà, le discriminazioni, la solitudine rendono le persone uguali. Non esiste un dolore più nobile ed uno più meschino. Uno da compatire e l’altro da giudicare con riprovazione.

    utente anonimo (IP: a2de120bb7681d4) #4:
    Già, è la storia di un mio amico che io ho solo interpretato come un attore.

    eFY:
    Credo solo e in certe situazioni bisogna saper rispettare gli spazi delle persone... poi è ovvio che ogni vita ha una storia a se e credo che tu abbia fatto il tuo dovere di amico.
    PS.
    Ma se tu quello con la felpa rossa che tira la monetina nella Fontana di Trevi?

    Gentucco Grovacca:
    Apprezzo il fatto che non abbia voluto far polemica... anche se ce ne sarebbe stato buon motivo.

    oscar:
    Felice che sia piaciuto. Grazie.

    Matt:

    Ok, ti confesso una cosa... ma non dirla a nessuno. Questa volta l'incipit della vita lordica è stato un po' romanzato per far si che si adattasse meglio con il il tema del post... non ero io quello della recita di Canto di Natale, ma mio fratello. Ecco. L'ho detto.

    utente anonimo (IP: 5cad280b8cb51dd) #10:
    I ringraziamenti vanno al mio amico che ha scritto la maggior parte del post, io mi son limitato solo di rimettere insieme i pezzi.

    utente anonimo (IP: a2de120bb7681d4) #13:
    Ho l'impressione ch eil tuo sia un po' un commento del cazzo...

    Fab:
    Mi pare che la De Filippi se la cavi molto bene anche senza di me... C'è Posta per Te fa degli ascolti record ogni anno... cacchiarola. (Giusto per continuare a sdrammatizzare...)

    RispondiElimina
  17. utente anonimo8 dicembre 2009 02:52

    Si, direi che alla luce della discussione innescatasi, il pezzo "tagliato" può solo aggiungere qualcosina su cui riflettere.

    Max

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  18. utente anonimo8 dicembre 2009 03:01

     a parole siam bravi tutti......

    RispondiElimina
  19. Questo è davvero difficile da commentare, perché è una cosa seria, non possiamo fare i soliti cazzoni. Si dice che c'è chi se la cerca, chi ha fatto uno sbaglio, chi era promiscuo, chi innamorato, ma alla fine cosa conta, sono parole vuote, che però feriscono chi ha ben altri problemi, e sofferenze, da affrontare. Vorremmo che la medicina facesse passi da gigante, più di quelli che ha fatto finora, e vorremmo che pure la mentalità comune li facesse.  ci verrebbero spontanei i commenti pessimisti sul fatto che sia più facile credere nei progressi della scienza che dell'animo umano, ma meglio evitare.
    Un abbraccio al tuo amico, e a te che hai scritto un post così intenso.

    Valerio & Chris

    RispondiElimina
  20. Grazie del post: molto bello.

    RispondiElimina
  21. utente anonimo8 dicembre 2009 10:54

    Una domanda: quanti di voi usano il profilattico nei rapporti orali?

    RispondiElimina
  22. Io non ho rapporti orali con gli sconosciuti direttamente...

    RispondiElimina
  23. Caro amico di Lord, non sono Topo Gigio ma provo lo stesso a risponderti. No, non hai motivo di perdonare chi ti ha contagiato sapendo cosa stava facendo ma non devi nemmeno passare il resto dei tuoi giorni rimproverandoti per l'errore commesso. Finchè non scopriranno una cura, l'HIV sarà una parte di te, condizionerà la tua vita e quella delle persone che ti stanno accanto. Ma sarebbe lo stesso se avessi un tumore, il cuore che non funziona o qualche altra brutta malattia. Quella che hai tu è un po' peggio delle altre perchè ci spaventa. Ci spaventa soprattutto l'idea che per amarti, prima o poi, saremo costretti a guardare in faccia quegli stessi fantasmi che tu vedi ogni giorno e non solo a Natale. E quindi, quando finalmente troverai qualcuno disposto ad amarti, di sicuro sarà anche molto spaventato. Non so come si comporterebbero gli altri, ma se mi trovassi in una situazione del genere vorrei che tu mi avessi informato fin dal primo momento, e poi vorrei parlare col tuo virologo, col mio medico, col mio migliore amico e con tutti quelli che conosco. E poi cercherei un modo per volerti bene senza farmi male, stabilirei con te delle regole e prenderei coscienza di tutti i limiti al nostro rapporto e di tutti gli ostacoli che dovremo affontare. Detto così potrà sembrarti un po' freddo, un po' clinico, però è ciò che farei. A questo vorrei fartela io una domanda: il giorno in cui troverai qualcuno capace di amarti e di vincere le sue paure, sarai pronto ad accontentarti di ciò che lui sarà in grado di offrirti? Perchè le cose, lo sai, non saranno mai più come erano prima... Un abbraccio.

    RispondiElimina
  24. utente anonimo8 dicembre 2009 20:25

     ,,,,ci sei solo tu!
    In bocca al lupo.

    Carlo

    RispondiElimina
  25. Non so come commentare... Se non dando un caloroso abbraccio al tuo amico, per ringraziarlo di aver condiviso con noi la sua storia!!

    RispondiElimina
  26. Non volevo commentare.
    Poi ho letto i commenti. Che non volevo leggere. E avrei fatto bene a farlo.
    A volte basterebbe tacere: ma il valore del silenzio nella nostra cultura è estremamente sottovalutato (in parte giustificabile con una problematica molto italiana come quella dell'omertà, che è cmq una cosa differente), e allora bisogna dare fiato alle bocche pur di dire qualcosa che suoni carino o incoraggiante, o peggio ancora per dar voce alla propria profondissima inutile stupidità.
    Fossi in Lord io mi sarei arrabbiato e offeso per certe cose scritte, ma lui è un Lord anche in questo.


    La consolazione, come diceva Pasolini, è una parola vuota, e l'eclissi totale non posso sapere se passerà, posso solo sperarlo profondamente.

    The night is so much darker;
    The wind is so much colder;
    The world I see is so much bigger
    Now that I'm alone.


    RispondiElimina
  27. utente anonimo9 dicembre 2009 16:56

    scusa.. dimentico che eia è sardo.. vuol dire "sì" :)
    quello è il mio flickr.. cmq ho buttato male la moneta.. so già che mi porterà iella! :°


    efy

    RispondiElimina
  28. Fammi capire... quindi i rapporti con gli sconosciuti li hai indirettamente? Ah bé... effettivamente per chat prendersi qualche malattia è estremamente complicato...

    'Direttamente' nel senso di 'senza mezze misure' mi sembrava fosse ovvio, forse volevi solo fare una battuta sagace.

    RispondiElimina
  29. Klaud:
    Ovvio che fosse una battuta... ma non so quanto sia venuta fuori sagace...

    efy:
    Me ne sono accorto che la monetina l'hai tirata da tutt'altra parte... si può essere più goffi?

    RispondiElimina
  30. in realtà ho fatto il tiro della monetina facendola ruotare in aria.. ma visto che l'ho sollevata praticamente in verticale.. allora l'ho aiutata -.-

    e cmq la monetina nella fontana è per tradizione "il ritorno a roma" quindi anche se è uscita male.. al max vuol dire che non ci torno.. e stop!

    pps. come sei critico! malefico!

    efy

    RispondiElimina
  31. efy:
    Ehehehehe...
    ma quale critico... ho solo spirito di osservazione. Uh Uh...

    RispondiElimina
  32. beh.. gli occhi ci sono.. quindi perché non usarli.. :P
    cmq lord sei tr bello barbuto! maschione che non sei altro! lol

    x la persona hiv+.. almeno hai denunciato il ragazzo che ti ha contagiato? capisco benissimo che ci sono cose più importanti di recarsi in questura a compilare moduli.. ma la salute.. quello è stato un grandissimo vigliacco perché sapeva e ti ha arrecato danno. è doppiamente colpevole. io studio medicina quindi in reparto mi è capitato di sentire le storie di pazienti sieropositivi.. spesso e volentieri le persone che si ritrovano sieropositive non sanno dire chi le ha contagiate e ancora più pauroso e che chi contagia a sua volta non lo sa. a quel punto c'è poco da fare.. però dopo il danno anche la beffa? non è il caso! un bacio grande!

    efi dall'isola di Lost

    RispondiElimina
  33. Il mio tenore di vita negli ultimi mesi,è stato un pò......disordinato....ero uscito da un pò da una brutta depressione,e mi sno consolato,da imbecille,divertendomi,senza dare importanza alle mie azioni e soprattutto nel NON rispetto del mio corpo e della mia VITA.....La mia intelligenza improvvisamente è rinsavita, ho ricominciato a pensare a me,nel rispetto di me stesso....sono tornato più o meno alla mia vita,ma con una paura,quella di aver sbagliato,e forse quella di aver commesso degli sbagli che potrebbero senza dubbio intralciare una vita che fine poco fà era comunque una vita tranquilla......io ho sbagliato senza dubbio,però ho anche vissuto quello che per anni reprimevo.....quello che sto imparando è che nella mia situazione bisogna solo incrociare le dita,sperando che qualcuno da lassù ha deciso di salvarti e di darti una seconda opportunità!
    FABIO

    RispondiElimina
  34. FABIO:
    Bhè, direi che fare un test, sia un buon punto di partenza.

    RispondiElimina
  35. E con questo post vinci il premio Post più bello dell'anno.

    Mi hai commosso. Sono al lavoro e fatico a conternere le lacrime.

    Grazie

    RispondiElimina
  36. Il commento di Madame Bovary mi ha molto intristito. Si capisce da come l’ha scritto che Lord l’aveva quasi deluso/a, come se l'essere sieropositivo potesse cambiare qualcosa nel fatto che fino a quel momento lo trovasse simpatico/intelligente/divertente/piacevole/bono... Come volevasi dimostrare, spesso le persone associano questa condizione a qualcosa di sporco e riprovevole o comunque “sbagliato”. Ammetto di non aver intravisto cattiveria nelle sue parole... però non è una bella sensazione lo stesso. Una sensazione che mi è capitata più volte quando mi son trovato a dover fare la "rivelazione" alle persone che conoscevo o che frequentavo in quel periodo. E a voler esser un po’ cattivelli, come mi ha scritto qualcuno, “sembrava tanto la delusione di una bambina che scoprire che il suo idolo Riccardo Scamarcio, è fidanzato con la commessa della Standa”.
     
    Anche il commento di itboy76 mi ha lasciato perplesso.. cosa intendeva quando ha scritto "il giorno in cui troverai qualcuno capace di amarti e di vincere le sue paure, sarai pronto ad accontentarti di ciò che lui sarà in grado di offrirti? Perchè le cose, lo sai, non saranno mai più come erano prima"? Che non si può avere un rapporto autentico, profondo e sincero solo perché non si può scopare senza preservativo? è questo quello a cui si riferisce? al fatto che mi posso "accontentare" di scopare solo “safe”?
    Lo so bene che le cose non sono più come prima, caro itboy76. Ma, oltre alle ovvie complicazioni per quanto riguarda la salute, la ferita più grande da rimarginare è la paura di essere pericoloso per la persona che un giorno amerò e quella bastarda difficoltà di riuscire a fidarmi nuovamente di qualcuno.
     
    Grazie all’acume di Pescochan: in fondo ha centrato il punto. Le persone sono bravissime a parole e con le frasette di circostanza (molte delle quali scritte o pronunciate con sincerità, non lo nego). Ma poi, quando si trovano catapultati nel bel mezzo del problema e devono gestirlo, la musica cambia decisamente....
     
    Un ringraziamento anche a Roccia per le sue parole. "In fondo lo spettro di una malattia (visto che siamo in tema di fantasmi...) spaventa un po' tutti. Succede sempre così: la paura fa diventare meschini. E razzisti." Non sai quanto è vero ciò che hai scritto.
     
    Vorrei ringraziare ognuno anche solo per aver letto con attenzione questo post. Spero che vi faccia riflettere su alcuni argomenti. Capisco che all’interno di un rapporto consolidato sia prassi abbastanza comune arrivare ad avere rapporti non protetti. Siate però consapevoli che questo vi espone sempre e comunque a una percentuale (per quanto piccola) di rischio. A voi poi la scelta, condivisa col vostro partner.
     
    Grazie anche a Lord, che mi ha trascinato in mezzo alla mischia e mi ha scosso per un attimo dal torpore esistenziale nel quale ogni tanto ricasco. Ogni giorno è un giorno in più. E troppo spesso me ne dimentico anche io.
     
    Baci e abbracci a tutti.
     
    Il ghost writer del blog, una persona sieropositiva da 5 anni
    Anzi... un amico di Lord

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  37. E io ringrazio te, per la testimonianza, e per il coraggio.

    Max

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  38. Ciao Amico di Lord, per amore di sintesi ho scritto una cosa che forse si poteva fraintendere quindi l'argomento meglio. Non mi riferivo alla questione del profilattico (quello do per scontato che ci sia sempre perchè -tu mi insegni- la fiducia non basta e l'amore ti garantisce solo quando entrambi si sceglie la più assoluta fedeltà). Ho un amico (si dice sempre così, vero?) che ha una storia con un ragazzo HIV+. Stanno insieme da un paio d'anni, si vogliono un bene dell'anima eppure... Eppure il mio amico ammette di avere paura. Paura di contagiarsi. E' ovvio: parliamo di lattice, non di acciaio inox e quindi il rischio, per quanto remoto, rimane. Ma questa paura in fondo ce l'abbiamo tutti. Ciò che lo spaventa davvero è il pensiero che il suo compagno si possa ammalare e morire. Lo spaventa l'idea di poterlo perdere e di restare solo dopo tanto impegno e tanta fatica. Ecco, era questo che volevo dire: quando troverai qualcuno disposto a mettersi in gioco per te, tu non dovrai solo guadagnarti il suo amore ogni giorno (il post sulle mani fredde lo spiega molto bene) ma dovrai farti carico anche delle sue paure e dei suoi dubbi sul futuro (come se non bastassero quelli che -forse- hai già tu). E lo so che nessun rapporto offre garanzie per l'eternità e anche la persona più sana domani può uscire di casa e finire sotto un camion. Ma in quanto esseri umani tendiamo a essere creature spensierate e a non considerare certe possibilità.

    Spero che la toppa non risulti peggiore del buco. Non volevo dire nulla di scortese. Forse ho posto una questione che per te è ovvia e scontata ma che a me sembrava importante. Baci e abbracci anche a te. E grazie.

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  39. Nella sfortuna si può anche essere fortunati, ad esempio vivere in una città grande, avere un lavoro, avere un amico come Lord.

    Perchè i miei amici (tra l'altro i più stretti) al solo lontano pensiero che io potessi essere hiv+ han preso l'argomento durante un aperitivo ad hoc e han cominciato a farne una barzelletta lanciando illazioni su abitudini sessuali che sapevano benissimo non avessi mai avuto e commenti fini e taglienti come la lama di un rasoio, lasciandomi basito, imbarazzato, solo. ...per poi meravigliarsi e sentirsi quasi offesi (per via dei sensi di colpa) al vedermi andare via di corsa con una scusa dell'ultimo momento! E pensare che mi sarei aspettato tutto il contrario e tuttora invano aspetto una mezza lettera o un sms di scuse.

    Quello che cmq mi son chiesto è stato "da dove tutta questa cattiveria?" Poi son arrivato alla semplicistica conclusione che la gente è cattiva e sadica e che "pensare che il mondo non ti travolga perchè sei buono è come pensare che il toro non ti attacchi solo perchè sei vegetariano" e dato che ci sono aggiungo pure "la vita è l'unica maestra che prima ti fa l'esame e poi ti spiega la lezione"

    ...Ma il bisogno di affetto e condivisione, quello non si sostituisce neanche con una scorta a vita di cioccolata e Nutella.

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  40. >>>Anonimo 03 maggio 2011 23:22
    Ti dico questa cosa, che qualche giorno fa parlavo con un amico di come ci siano molti pregiudizi stupidi nei confronti delle persone positive e mi aspettavo che mi dicesse che avevo ragione e che questa società è marcia e invece ho scoperto di avere davanti l'ennesimo esempio di stupidità.
    E è anche mio amico!
    Sto scrivendo un nuovo post riguardante l'essere positivo e spero di pubblicarlo presto, per tutti quelli che non capiscono quanta normalità ci sia dietro la parola HIV+.

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  41. Sto leggendo questo blog al contrario, come un gambero, arrivo solo ora. Quando ho letto il post ho creduto che Lord parlasse in prima persona e mi sono detto:"ecco perché mi piace! Ecco perché è così maturo 'sto bambino!" (Ho 39 anni e un fratello più piccolo di 33 che considero "un bambino"), porcaputtana, a lui sì che la vita gli si è parata davanti.". Penso a quanto ho letto, ho il groppo in gola, le lacrime agli occhi, un dolore allo stomaco e continuo a ripetermi la vita è bella! LA VITA E' BELLA! Nonostante le sfide, le avversità, il dolore!!! Mi ripeto la vita è bella, DEVE ESSERE BELLA, se non è bella, non è vita e se non è vita è morte e tutto questo è un "non senso", non è possibile che siamo a questo mondo per un "non senso", non esiste religiosamente parlando, non esiste filosoficamente parlando, quindi non esiste!
    La vita è bella! Punto! Cazzo!
    Il dolore più grande che mi ha colpito è stata la morte di mio papà a soli 54 anni (era un figo da monte, come si dice), improvvisa, io avevo 23 anni, studente universitario. Dopo il fatto, una sera dopo aver lasciato gli amici (che sono come l'oro), tornando a casa mi fermo alla stazione di servizio per far benzina, scendo, e sto male, comincio a piangere, mi fa male ogni muscolo, non vedo una soluzione, sono disperato eppure mi sento pieno di vita, vivo, attore della mia vita, padrone di me e del mio ruolo in questo mondo.

    A Te amico di Lord, non posso nemmeno permettermi di immaginare il tuo stato d'animo, la tua sofferenza, il tuo dolore ma sono convinto di quanto scritto prima, il dolore ti fa capire che sei vivo e ti obbliga a fare quel cammino che ti fa apprezzare cosa significhi vivere, che ti fa crescere e che la gran parte di noi non riesce neanche ad immaginare vivendo nella completa apatia.

    Non la voglio fare semplice, non lo è. E' una tragedia, lo so! Ma tu sei vivo e devi VIVERE e vivere bene e con tutta la forza ed il coraggio che hai e io te ne prego! e io ti ringrazio! per le tue parole, per la tua testimonianza.
    Grazie amico di Lord, Ti stimo.

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  42. >>>Alberto
    Bhe, io non ho nulla da dire se non che sono felice ti abbia colpito questo post. Ecco. E' stato scritto in modo sincero e so che si capisce...

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  43. "Sto scrivendo un nuovo post riguardante l'essere positivo e spero di pubblicarlo presto, per tutti quelli che non capiscono quanta normalità ci sia dietro la parola HIV+"

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