Fratelli (prima parte)

Quando nacqui io, mio fratello si fece venire l'asma.
Cioè, non è che si svegliò e decise di punto in bianco di soffocare ad ogni respiro, però ho un ricordo di lui che per tutta l'adolescenza continua a spruzzarsi quel coso in bocca e il medico disse che era tutta una cosa psicosomatica causata dalla mia nascita. Voglio dire, ancora non sapevo riconoscere un piede da una mano e già mi stavano accusando di qualcosa? Se solo avessi saputo pronunciare parole differenti da "Unghè! Unghè!", probabilmente gli avrei buttato nel cesso quel flacone di Ventolin e gli avrei detto di smettere la recita, "Potrai impressionare mamma e papà, ma io proprio non ci credo che riesci a respirare solo dopo due spruzzi di quel coso; è il mio turno adesso, fatti da parte e fammi ricevere un po' di attenzioni che Cristo!". Invece lui era magrolino e gracilino e pallidino e si ammalava ogni soffio di vento e tutti subito a correre attorno al suo capezzale dimenticandosi del bambino che scoppiava di salute e mi avevano anche soprannominato il piccolo Buddha; ovviamente quando vidi chi fosse questo Buddha... bhé, diciamo che non la presi proprio benissimo.

Abbiamo solo due anni di differenza mio fratello ed io e io sono praticamente il suo opposto e state pur certi che se io penso una cosa, lui nello stesso momento starà pensando l'esatto contrario.
In 31 anni di vita, non abbiamo mai avuto un amico in comune. Mai.
Dato che lui era il primogenito, mio padre lo scelse come prediletto e iniziò a fargli il lavaggio del cervello con il calcio e lo iscrisse a scuola calcio che ancora non sapeva neanche farsi il fiocco agli scarpini e lo portava agli allenamenti e andava a vedere le partite e lo portava allo stadio con se. Con me ci provarono a mettermi un pallone tra i piedi, ma io ci inciampai sopra e mi ruppi un dente. Fine della mia carriera da calciatore. In fin dei conti il calcio è uno sport così popolaresco che sono veramente contento di non trovarlo affascinate. Eppure, ancora oggi mio padre, continua ad avere questo legame fortissimo con mio fratello e magari litigano e magari si mandano a quel paese, ma la partita di pallone la guardano sempre insieme. Uno al fianco dell'altro, pronti ad abbracciarsi ad ogni gol della loro squadra del cuore. E io li guardo dall'esterno, con un po' di invidia...

Per me scelsero il nuoto. Presi tutti i brevetti e feci anche qualche gara, si, si, però l'acqua non è mai stato il mio ambiente e mentre mio fratello accumulava trofei, targhe e coppe, io vinsi solo un paio di medaglie; quelle in metallo finto oro che distribuivano a tutti i partecipanti, perfino a quelli che affogavano dopo la prima bracciata.
Appesa cuffia e costume al chiodo, mio padre (non chiedetemi il motivo), decise che ero portato per la ginnastica artistica e quindi mi prese e mi portò in una palestra stile Tana delle Tigri dove l'istruttore, un greco ex vincitore di non so quale titolo europeo, ci allenava tenendo tra le mani un bastone di legno. Credo sia superfluo dire quante volte quel bastone ha incontrato la mia schiena. Dopo tre anni di ginnastica artistica, gare e competizioni varie, fu proprio il proprietario della palestra a convocarmi e dirmi che forse, e sottolineò il forse, la ginnastica non era proprio la mia specialità e mentre mio fratello continuava ad accumulare trofei e fare provini per le migliori squadre della capitale, io ero appena stato buttato fuori dalla Tana delle Tigri. Sapete, mio fratello giocò anche nella primavera della Lazio e quando hai un padre laziale, bhé, son soddisfazioni.

Quando hai solo due anni di differenza con tuo fratello, devi metterti tutti i vestiti che a lui non vanno più. È una sorta di legge non scritta contro la quale non si può fare nulla ed è inutile piangere ed è inutile strillare. A lui venivano comprati vestiti nuovi e io dovevo indossare quello che gli era divenuto piccolo. C'è stata un periodo della mia vita, durante la quale ho indossato pantaloni di velluto a zampa d'elefante, mentre tutti i miei compagni di scuola portavano i Levi's 501.
Sì, ho sempre odiato l'idea di avere un fratello. Se me lo avessero chiesto, avrei detto che io non lo volevo. Non potevamo essere solo amici? Dividere le mie cose con lui, era la cosa più snervante. Dividere la stanza, dividere i giocattoli, dividere i vestiti, dividere le attenzioni dei genitori, dividere i libri di scuola, dividere tutta una vita. Quando hai un fratello che ha due anni più di te, il concetto di "mio" e "tuo" è decisamente vago e una delle parole che impari subito, ancora prima di Chanel e ancora prima di cazzo, è: "nostro".

Ho passato i primi anni della mia vita a cercare di ricavarmi uno spazio e farmi notare, ma invece qualunque cosa facessi, mio fratello l'aveva già fatta prima di me. Il primo dentino caduto, la prima parolina, il primo compleanno e poi il primo giorno di scuola e la prima fidanzatina e qualunque cosa era già stata fatta da lui. Potevo anche appendermi al lampadario a testa in giù, ma state pur certi che mio fratello ci era arrivato prima, togliendo ogni interessa ai miei gesti. Ci misi sette lunghi anni per riuscire a ricavarmi uno piccolo spazio e crearmi un equilibrio e quando finalmente iniziai ad avere una sorta di stabilità, a mia madre iniziò a crescere la pancia.
Noooooooohhhhhh!!!
Non so dirvi quante volte ho pregato il bambino Gesù, sperando che quel pancione fosse dovuto ai bignè alla crema e delle lasagne col ragù.
E invece dopo nove mesi, arrivò quel mostro tutto rosso e che strillava come un falco.
Sapete, sette anni di differenza, sono un periodo abbastanza lungo per azzerare il contatore e ripartire da capo e quindi tutti nuovamente a stupirsi per il primo dentino caduto e la prima parolina e il primo compleanno e il primo giorno di scuola e la prima fidanzatina e il primo che cavolo ne so io. Non esagero dicendo che lo avrei tranquillamente soffocato con l'orsetto carillon della Chicco.

(...continua).
Share on Google Plus

About Lord79

Se Lord79 non vi piace, sappiate che mi chiamo Emilio.
    Blogger Comment

21 commenti:

  1. utente anonimo28 maggio 2010 10:54

    Quindi, riassumendo l'essenziale: il più grande è venuto su a psicofarmaci, per colpa tua. Il più piccolo ha passato l'infazia temendo aggressioni mortali, da parte tua. E ti lamenti che ti volessero regalare scarpe di plastica?

    Max

    RispondiElimina
  2. Fortuna mia che ho avuto una sorella maggiore. Questo mi ha permesso di sviluppare un guardaroba tutto mio!

    RispondiElimina
  3. mmm
    io ho un fratello più grande di 3 anni, e mi pare funzioni meglio come distanza.
    e una sorella più grande di 9 anni, e funziona bene.
    e una sorella più grande di 13 anni, e funziona bene anche con lei.

    ecco, nel caso sfuggisse, sono il più piccolo, e tranne i problemi dell'avere una trinità materna in casa, mi sembra sia funzionato tutto a dovere.

    RispondiElimina
  4. utente anonimo28 maggio 2010 13:29

    Io ero il prediletto essendo il secondo, pero' mia sorella mi ha sempre voluto bene e diciamo che ci vado abbastanza d'accordo, specialmente da quando si è sposata e mi sono impossessato della sua camera prima che traslocassimo.HIHIHI

    daniele

    RispondiElimina

  5. come al solito incipit folgorante!!!
    un mio amico diceva sempre che essere il centrale di tre è una fregatura incredibile..." state buoni che siete i due più grandi!" oppure ""voi non potete che siete i due più piccoli"... insomma quello centrale se la prende sempre in quel posto! comunque c'è solo da rallegrarsi di non prendere parte alla follia calcistica!!!

    RispondiElimina
  6. nessuno è mai contento.. io avrei voluto essere figlio unico, oppure avere un fratello più piccolo da viziare e plasmare a mia immagine e somiglianza, oppure che ci fossero meno di quattro anni a separare me e mio fratello maggiore. 

    RispondiElimina
  7. utente anonimo28 maggio 2010 15:07


    Io ho solo una sorella maggiore, per cui non ho avuto problemi di divisione di guardaroba e quant'altro. Per quanto, tuttavia, io e mia sorella (che abbiamo due anni di differenza) siamo sempre stati davvero legatissimi al punto da proteggerci a vicenda l'un l'altro anche adesso, e per quanto i miei siano sempre stati assolutamente esemplari nel non fare preferenze, mia sorella (che da piccoli addirittura picchiava chiunque osasse anche solo guardarmi storto, senza peraltro che nessuno glielo avesse mai chiesto), a partire dall'adolescenza ha sofferto molto di gelosia nei miei confronti. Questo perchè lei è stata una vera testa calda, un'artista che ha fatto l'accademia di belle arti e che è stata impulsiva e ribelle come pochi, mentre io, che caratterialmente sono l'opposto, ero quello tranquillo, riflessivo, che non dava troppi problemi e che a scuola andava bene.
    Poi, però, crescendo si è tutto risolto - lei si è parecchio calmata, e sono io quello che ovviamente ha riservato "qualche sorpresa" - e siamo tornati ad essere l'uno indispensabile all'altro.
    Barone 

    RispondiElimina
  8. Ben ti sta'. Cosi' impari a far venire l'asma a tuo fratello !! Ma se c'ha l'asma come cavolo fa a giocare a calcio?

    Parola di verifica sos (aiutoooo) Teo

    RispondiElimina
  9. utente anonimo28 maggio 2010 17:07

    ...ora capisco questa tua personalità molto alla Cristiano gemello...
    SIR

    RispondiElimina
  10. utente anonimo28 maggio 2010 17:46

    Fratelli coltelli...
    Carlo

    RispondiElimina
  11. utente anonimo28 maggio 2010 20:13

    In uno degli innumerevoli film con cenni storici, come la maschera di ferro, ti avrebbero dato come ruolo, quello del fratello cattivo segregato!
    Probabilmente anche nel cartone georgie avresti fatto la fine di arthur oppure quando bart scopre il suo fratello gemello nascosto in soffitta. continuo!?
    daniele

    RispondiElimina
  12. utente anonimo28 maggio 2010 20:59


    purtroppo sono figlio unico.. e ribadisco purtroppo... magari i tuoi si stupivano poco.. i miei si stupisono troppo.. a volte penso di essere autistico.. fatto sta che essere figlio unico è una gran rottura di palle se hai dei genitori apprensivi... che confidano in te.. non dico tutto.. anzi sì.. dico tutto e di più. se poi sei pure gay... brividi..

    ps. per lo meno i tuoi si saranno stupiti quando hai portato a casa un maschio! o tuo fratello ti ha battuto pure in quello?? :P

    efy

    RispondiElimina
  13. utente anonimo28 maggio 2010 22:02

    Io avrei voluto un fratello maggiore che mi facesse da apripista in famiglia e che mi desse sicurezza per il modo esterno, una sorta di modello da emulare e su cui poter fare affidamento, invece ho dovuto fare tutto da solo con risultati spesso catastrofici.

    ho un fratellastro più piccolo, ormai siamo grandi ma purtroppo non ci siamo mai frequentati e la cosa mi dispiace parecchio perchè da quel poco che ho potuto vedere sembra un ragazzo in gamba, ironico e sveglio.

    che poi fratellastro è un termine proprio brutto, ha un tono dispregiativo che mi mette quasi a disagio, ma non saprei trovare un equivalente più accettabile, fratello al 50 % come uno sconto ? boh non so, magari ditemi voi.

    Desaparecido

    RispondiElimina
  14. se avevi ancora dei dubbi confronta il numero di commenti a questo post con quelli lasciati per l'orrida scarpetta plasticosa...

    RispondiElimina
  15. Le cose che abbiamo in comune: un fratello più grande di me (5 anni) che si fece venire l'asma esattamente come il tuo alla mia nascita. Il nuoto con tutti i brevetti e le medaglie sfigate. Nessun amico in comune. Mutua socialità ridotta ai saluti, fin dalla nascita e perdura tutt'oggi.
    Vedendo tali analogie, e non soltanto con te, sono sempre più convinto che negli anni '70 quando siamo nati una nube tossica ci ha colpiti ma nessuno ce l'ha detto.

    RispondiElimina
  16. Jimmuzzu:
    Io un fratello più piccolo ce lo ho... ma non si è fatto plasmare manco per il cazzo.

    cinefilante:
    Il tuo amico aveva incredibilmente ragion!
    Comunque a breve la seconda parte del racconto.

    byb1980:
    Tu sei il più piccolo mi pare di capire. Quindi ti odio a prescindere e fidati che ti odiano anche i tuoi fratelli, te lo dico io.

    Dejavu73:
    Almeno non vi scambiavate le scarpe... è già qualcosa.

    Max:
    Si, si, facciamo della facile ilarità su questa mia situazione si svantaggio...

    RispondiElimina
  17. Provocazione?!?
    Hai il codone di paglia: era una semplice constatazione.

    RispondiElimina
  18. AtenaGlaukopis:
    Ma no, era per dire: Non faccio caso a queste cose. Tutti i post sono ugualmente importante e non ci sono quelli di serie a e quelli di serie b. Ecco, mi son spiegato meglio? Mi sa di no...

    RispondiElimina
  19. utente anonimo31 maggio 2010 15:57


    AHAHAH, no Lord, non direi proprio. E poi dico, vuoi fare stramazzare i miei genitori definitivamente??? E' solo che quando eravamo piccoli nei miei confronti era persino più protettiva di mia madre.
    Barone

    p.s.: comunque occhio a non trattarmi troppo male, perchè te la aizzo contro sai ;))   (...povera la mia sorellina)

    RispondiElimina
  20. Ma no... i tuoi post sono tutti di serie Z

    Ti lovvo

    RispondiElimina