Vorrei essere etero? (prima parte)

Qualche tempo fa, mi son imbattuto in una discussione di quelle un po' surreali. Una disquisizione che si potrebbe intavolare durante un pigiama party, quando ormai anche l'ultimo tubo di Pringles è stato svuotato e si è già data risposta a domande del tipo "Con chi andresti a letto se sapessi che il mondo finisse domani?" e l'interrogativo centrale di questa discussione era più o meno: "Se esistesse la possibilità, vorresti diventare etero?". All'inizio mi son fatto una risata e ho pensato a una risposta divertente da dare. Poi, solamente più tardi ascoltando le risposte degli altri, mi son reso conto di come quello fosse un quesito tutt'altro che banale.

Il fatto è che io una domanda del genere non me l'ero mai posta e forse, guardandomi allo specchio, mi son chiesto come sarei stato da biondo o come sarebbe stata la mia vita se fossi stato grasso o... non lo so, come sarei stato se fossi nato a Milano. Ma mai mi son chiesto cosa sarebbe stato di me, se fosssi stato etero. Magari sono un po' scemo a non essermi posto un simile quesito e da un certo punto di vista son convinto che a farsi poche domande e vivere una vita da stupido, si riesca ad essere più sereni rispetto a chi invece si interrogano sempre su tutto e sta ore a rimuginare sulle cose e sì, forse sono come una di quelle cheerleader bionde dalla risata a nitrito, che hanno come unica preoccupazione quella di fare colpo sul quarterback più fico della squadra o cosa indossare al ballo di fine anno; però io una domanda del genere non me la sono mai posta.

Ecco. Arrivato a trent'anni, ho deciso che un po' per gioco e un po' sul serio, voglio rispondere a questa domanda.
Effetto Sliding Doors.
Cosa sarebbe successo se dieci anni fa non avessi baciato quel viso barbuto e se quindici anni fa non avessi visto quella pubblicità di Versace decidendo che Stallone era decisamente più fico della Schiffer e se vent'anni fa non si fossero mai formati i Take That e se trentun'anni fa non fossi nato gay?
Da etero sarei stato più felice di quanto non lo sia adesso?

Io la risposta me la sono data, ma dovrete aspettare il seguito di questo post per conoscerla perché prima, vorrei sentire cosa hanno da dire a riguardo i miei lettori fru fru e non. Se aveste potuto scegliere al momento della nascita, avreste preferito una vita da etero?
Share on Google Plus

About Lord79

Se Lord79 non vi piace, sappiate che mi chiamo Emilio.
    Blogger Comment

27 commenti:

  1. utente anonimo17 maggio 2010 11:11

    Riadattando un minimo Ovidio: "ignoti nulla cupido", cioè non si può desiderare ciò che non si conosce. Quindi, mi vien proprio difficile desiderare di essere diverso da ciò che sono, da ciò che ben conosco.

    E desiderare di essere etero (e non curioso, con la voglia di provare, tanto per.....ma etero etero) mi sembra un pò sintomo di non accettazione, di un malessere, magari celato e latente, ma pur sempre malessere di ciò che si è.

    Poi la mia è pure stata una situazione fortunata. Accettazione facilissima, famiglia che dopo il primo comprensibile sbandamento non si è fatta problemi. Amici idem (loro senza sbandamento). E poi vita di coppia, quella si, quasi da etero (considerando gli stereotipi, e la media, omo).

    Più felice da etero? non saprei. Alla fine è tutto un lavoro di fantasia. Potrei anche essere padre per aver fatto una cazzata a 16 anni, e non so quanto ciò potrebbe avermi reso felice. O a 32 avere già alla spalle un divorzio. Stesso risultato, felicità = 0.

    Quindi, no, sto proprio proprio bene così.

    Max

    RispondiElimina
  2. utente anonimo17 maggio 2010 12:47

    Beh, ho sempre pensato che sicuramente sarebbe stato diverso...

    Non avrei paura di leggere delusione negli occhi di mio padre, che magari spera di aver un nipotino che porta il suo nome e cognome...
    Non avrei paura di perdere le persone a cui tieni, solo perche forse non capiscono.
    Non avrei paura di dire "minchia che bona quella".
    Non soffrirei perche la persona di cui stupidamente ti sei innamorato, è etero e fidanzato (grazie anche a te), con una che non gli mette i piedi sopra, "ma gli balla il tip tap" (cit.) ... E non avrei paura di dirgli "senti litigare per averla svegliata con un sms è una scusa  per litigare e farsi mollare da te...." senza il timore che pensasse che lo faccio perche sono geloso.

    Sono a momenti... Adesso forse direi di "si, avrei voluto essere etero"; fra 5 minuti ci ripenso e direi "no, in fin dei conti sto bene cosi".

    Ed è vero, in fin dei conti sto bene cosi, sto bene nel vedere piccole cose che un etero non è capace di cogliere, sto bene a non aver problemi di dire come mi sento e cosa provo in ogni momento... Sto bene come sono, ma sicuramente la MIA vita sarebbe stata più facile.

    Gerry

    RispondiElimina

  3. Hai scritto bene, è una domanda da fine di pigiama party. Le domande importanti che ci possiamo fare sulla nostra vita non sono mai oziose ed inutili, mentre questa lo è; perdipiù pericolosa, nella sua apparente profondità.

    Paolo/ugualiamori


    RispondiElimina
  4. utente anonimo17 maggio 2010 13:10

    Domanda molto insidiosa e, forse, un po' fuorviante. Non penso che il problema sia realmente se sia meglio essere etero o gay in sè, ma se sia meglio avere un percorso di crescita personale più o meno facile. Cerco di spiegarmi meglio: ciò che rende "faticoso" essere gay è il percorso che devi affrontare per vivere appieno quello che sei, a partire dall'adolescenza fino ad arrivare all'età adulta.
    Se uno ti chiedesse: prenderesti una pillola che servisse solo per eliminare le angherie, le difficoltà e le discriminazioni che hai subito / subisci, ma che ti faccia restare assolutamente gay la prenderesti? Fuori da ogni ipocrisia, risponderemmo tutti di sì, perchè quello è il vero problema non l'orientamento sessuale di per se stesso. E difatti la risposta al quesito che hai posto tu a mio avviso cambia a seconda dell'età di chi risponde e di come ha vissuto e superato (o non superato) le difficoltà che ha incontrato.
    Del resto se uno ti chiedesse: se fosse esistita una pillola che ti avrebbe consentito di arrivare al punto in cui sei arrivato nella tua professione senza farti il culo a capanna, e senza tutte le difficoltà che tu, e non altri, hai dovuto superare per ragioni indipendenti dalla tua volontà, l'avresti presa? Cosa risponderesti? Certo uno direbbe subito che farsi il culo serve a renderti migliore, ad essere orgoglioso di te stesso e di aver ottenuto tutto ciò che hai con le sole tue forze, ecc., ma anche qui, fuori da ogni ipocrisia, non risponderesti di sì pur senza voler cambiare professione?
    In definitiva, oggi ti direi che non la prenderei, perchè mi piace quello che sono diventato, ma non ti nascondo che qualche difficoltà me la sarei molto volentieri risparmiata.
    Barone

    p.s. scusa per la lunghezza, ma è molto difficile essere sintetici in certi casi. E a te, Sir, e tutti commentatori... buona giornata contro l'omofobia!!! 

    RispondiElimina
  5. utente anonimo17 maggio 2010 14:43

    premetto che per una volta cerchero di essere serio e dire qualcosa di sensato.. MA LA VEDO DURA!!...


    io la domanda alcune volte me la sono posta... ovviamente io essendo cresciuto in sicilia .. ho dei termini di paragoni che riguardano proprio la mia bell isola... cosi facendo prendo ad esempio mi fratello che a 33 anni ancora vive con i miei... prendo ad esempio alcuni dei miei amici.. che hanno lasciato il loro percorso formativo per andare a fare un qualsiasi tipo di lavoro manuale..pur di nn studiare.. e prendo ad asemio altri che volevano e nn ci son riusciti... OVVIAMENTE nn esiste solo questo.. ho anche amici etero che sono riusciti nel loro intento e fanno il loro lavoro anche molto bene... ma la maggioranza nn gode della mia stima viste le loro scelte... col beneficio del dubbio mi piace credere che fossi stato etero nn sarei qui dove sono e nn farei quello che faccio.. e sinceramente credo di essere molto fortunato.. il riferimento ad un film mi esce spontaneo.. " UN MILIONE DI RAGAZZE UCCIDEREBBE PER IL MIO POSTO"... e anche se in alcune circostanze son triste perche credo che il mondo gay pecchi di superficilita' io son fiero di essere quel che sono.. GAY.. FASHION.. PSEUDO-MUSCOLOSA o quel che sia...  e porto la bandiera con ONORE!!...

    bla bla bla....BIagina

    RispondiElimina

  6. Io me la sono posta spesso questa domanda e la risposta che mi sono dato in realtà non è nemmeno una risposta.
    Se potessi rinascere, vorrei rinascere etero?
    Beh... immagino do si, perché con ogni probabilità avrei una vita più semplice e più comoda e a me, onestamente, mica me l'ha prescritto il dottore di sbattermi il triplo degli altri solo perché sono gay.
    La conclusione a cui sono arrivato, però, è che l'essere gay o etero non ha nulla a che vedere con le probabilità che si hanno di raggiungere la felicità, quindi l'eventuale scelta sarebbe di per se ininfluente.
    Credo comunuqe che sia una parte fondamentale dell'accettazione di sè il capire che la propria omosessualità non costituisce in nessun modo un ostacolo al raggiungimento della felicità.

    RispondiElimina
  7. Mmmm.... domanda interessante e non banale, forse - come hai detto - da pigiama party, ma anche in linea con quelle nottate passate a rimuginare davanti ad una camomilla sulla propria vita, quando si tirano un poco le fila del discorso e si cerca di capire dove si era, dove si è e dove si vuole andare.

    Io me la sono fatta questa domanda, sinceramente, e devo dire che non ho trovato risposta.

    Io credo che la sessualità sia abbastanza marcata in ognuno di noi e sia fondamentale, seppur non limitante. Io sono indubbiamente gay perchè mi piacciono i ragazzi e provo attrazione per loro, ma un domani potrei innamorarmi di una persona di sesso femminile (anzi direi che la probabilità che questo accada è assai alta vista la disparità numerica tra donne e uomini!) sperimentando di fatto l'eterosessualità manifesta (maschio + femmina in un rapporto). D'altro canto un'eventuale relazione/matrimonio con una donna non farebbe di me un individuo "meno gay" (almeno intimamente), perchè - come ho detto - è mia opinione che essere gay voglia dire "provare attrazione per il proprio sesso" e non "farci sesso"... altrimenti dovrei dire che ci sono stati periodi di castità (voluta o meno) in cui non ero gay e neanche eterosessuale... nevvero?!

    Se fossi nato etero come sarei stato..?! Non sarei stato io, l'essere gay è una parte troppo importante di me, non è certo un accessorio!

    Un palazzo senza un balcone può certo essere costruito, ma una costruzione che defici di uno dei muri portanti la vedo dura che riuscirebbe a rimanere in piedi, no?!

    Semplicemente se fossi stato etero o se dovessi rinascere tale sarei un altro individuo, non potrei dire "sono Andrea, ma etero"...
    non credi anche tu, Lord?!

    Un bacio,

    André

    RispondiElimina
  8. utente anonimo17 maggio 2010 18:19

    Bella domanda... io con tutto il rispetto della vita di oggi...sceglierei la strada eterossessuale.... anche se dio mio...quando vedo certi manzi...son proprio felice di essere gaio..ma fidanzato però ( ahhaha spero di nn finir fuori casa cn le mie valigette luis vuitton).Innanzitutto.. voglio una vita di coppia normale..che possa esternare amore ovunque..pure in un paese leghista come il mio ... anche se ammetto che a volte è più eccitante il senso del nascondersi... quel arraparsi in pubblico a vicenda senza darlo a vedere perchè in un mondo un pò .." vietato"..
    Poi invidio quanto amore vedo nelle coppie etero.( x carità c è pure tanto schifo anche )....e quanta superficialità...e menzogna c è nelle coppie e ambiente gay.,...lo soo..che nn devo generalizzare..ma è cosi..l ambiente gay come dice la tua amica biagina..è superficiale..e nn di poco..!!!!!!!
    Vorrei esser padre... marito FEDELe... E UN giorno nonno.. invece mi trovo ..gay.. "maritato fedelmente"...cn amici che a 40 ancora mi chiedono se voglio andare a ballare cn loro a torso nudo..impasticcarmi..e scopando in multiplex... in un mondo in cui la sindrome di peter pan nn finisce mai...oltrepassando la soglia del ridicolo...
    Me ne vergogno..da gay..me ne VERGOGNO!
    Se conoscete la fata turchina...portatemela vi prego.. ( senza offesa x il mio lui..)


    P.S = nn rispondere dicendo che nn devo generalizzare..che ci son anche coppie e valori sani tra i gay...xkè è vero...e lo so...ma son una razza RARA..., esistente , ma RARA!



    favolosamente-io

    RispondiElimina
  9. utente anonimo17 maggio 2010 18:43

    Nella mia giornata lavorativa assolutamente vuota, mi son trovato a pensare una cosa: se il mio ragazzo scrivesse che si, preferirebbe essere etero, in un certo qual modo vivrei la cosa un pò sul personale. Come a dire che il nostro amore, tutto sommato non basta.....che un altro, di amore, sarebbe stato "migliore"....

    Max

    RispondiElimina
  10. @Max: Scusami se mi permetto di risponderti, ma io non penso che sia questione di amore che è qualitativamente migliore o peggiore, quanto piuttosto di tutto il resto...

    ... non si può vivere di solo amore e se è vero che questo sentimento è in grado di far prendere un altro sapore ad un'intera vita, non sempre è sufficiente a farci andare giù un'intera esistenza vissuta nella sofferenza.

    Quando si va a tracciare una linea per ottenere un risultato si deve tenere conto di tutto e se c'è qualcuno che dice che vorrebbe rinascere etero, anche se ha avuto la fortuna di avere un ragazzo che ama e che lo ricambia, è perchè, evidentemente, tutto il contorno lui lo ha vissuto in maniera particolarmente sofferente.

    Non voglio mettermi a fare l'avvocato del diavolo insomma, anche perchè - come ho detto - io non cambierei il mio orientamente sessuale, però ognuno ha i propri trascorsi ed i propri modi di vivere e ricordare la propria vita, non credi?!

    Scusa ancora l'intrusione,

    André

    RispondiElimina
  11. utente anonimo17 maggio 2010 19:06

    @ Tarak: intendiamoci, io non volevo sindacare sulle scelte, le storie, i desideri di nessuno. Anche perchè solo le singole persone (neppure i fidanzati, neanche quelli che stanno loro accanto da anni) conoscono intimemente il proprio vissuto,e quanto possa essere costato arrivare sino ad oggi.

    E ho anche detto che per me dare un opinione (sulla mia, di situazione) è stato molto facile, perchè il mio percorso non ha avuto particolari difficoltà. Come per il Lord qualche presa per il culo c'è stata, ma c'è stata pure perchè nel giro di un'estate ho messo su gli occhiali. Quindi, tutto veramente trascurabile, sulla mia pelle.

    Quindi,veramente, non volevo ne polemizzare, ne sindacare. Riflettevo solo "a voce alta" su come vivrei io un simile desiderio se espresso dal mio ragazzo.

    Max (che risponde dal lavoro, e un pò di getto, quindi si augura di non essere risultato polemico, perchè - per una volta - non ne aveva intenzione)

    RispondiElimina
  12. @Max: si si figurati, non sei risultato polemico, almeno ai miei occhi, anche io riflettevo ad alta voce ;)

    RispondiElimina
  13. utente anonimo17 maggio 2010 20:16

    Ma proprio di Lunedì devi porci questi interrogativi?? :)
    Carlo

    RispondiElimina
  14. utente anonimo17 maggio 2010 20:25

    Non sarei semplicemente stato più io. Non disdegno di pensare al "e se..." ma solo per gli avventimenti che stanno sulla linea del tempo e dello spazio; per il resto non accetterei di non essere me stesso con i miei limiti e miei pregi.
    alexp

    RispondiElimina
  15. (ecco perchè mi provenivano un sacco di contatti da questo blog... :)

    la domanda/provocazione che lord ha riportato qui non voleva essere uno spunto per riflettere sulla Vita e sull'Amore, né voleva essere qualcosa di particolarmente profondo.

    Più semplicemente era un quesito terra-terra: con tutti i cazzi e le rotture di cog*ioni SUPPLEMENTARI che, da omosessuali, abbiamo VINTO alla ruota della fortuna (che si sommano cioè ai vari disagi quotidiani che tutti hanno) e con prospettive sul futuro non esattamente rosee (qualcuno qui, ha scritto "ci son anche coppie e valori sani tra i gay...xkè è vero...e lo so...ma son una razza RARA..., esistente , ma RARA!"), perchè non dovremmo prendere la miracolosa pilloletta? E' vero, l'essere etero non solo cambierebbe radicalmente quello che siamo (per cui è vero che la domanda è in effetti mal posta), e soprattutto non ci sarebbero comunque garanzie su eventuali "miglioramenti". Ma non pensate anche voi che tutto sarebbe - se non meglio - almeno più semplice?

    Un'amica ha scritto sul mio blog il seguente pensiero, col quale vi saluto, ringraziando per l'ospitalità

    "se esistesse le pillolina la prenderei e la farei prendere pure alla mia ragazza che amo con tutta me stessa. tanto saremmo amiche comunque. Velies io sto con te.
    perchè? perchè l'italia ancora non è pronta e io d'altro canto non sono pronta per l'italia, ma il non poter camminare mano nella mano con lei mi ferisce ogni giorno, e non c'è storia! la prenderei."

    I miei rispetti
    Velies Thyrrens

    RispondiElimina

  16. Io, da buon segaiolo mentale, questa domanda me la sono posta più di una volta.

    E se da una parte direi la solita cosa del "mi vedrei bene padre, con una bella famigliola" che comunque coincide col mio unico rimpianto dell'essere fru-fru (essere padre, dico), penso che sarei stato una persona decisamente più mediocre. Più normale. Insomma: famiglia - moglie - lavoro - figli. Che palle !
    Forse cado nello stereotipo, però credo che grazie al mio essere ho più attitudini nel lavoro che faccio e che farò e soprattutto grazie a come sono ho cementato amicizie, ma di quelle vere che si contano in una mano, grazie a momenti passati insieme e a grandissime confidenze che, da etero, non avrei potuto mai fare e ricevere.

    Matt

    RispondiElimina

  17. La pillola la prenderei. O meglio, l'avrei presa a partire dai 6 anni.
    E' dalle elementari che ho ricordi di discriminazioni e insulti, il fatto di prenderla adesso non cancellerebbe certi traumi e sofferenze che ho provato e che rimarrebbero sempre in me. Probabilmente prendendola adesso potrei spianarmi la strada per i prossimi anni, del resto da quando l'ho detto a mia madre, e in generale a tutti quelli che contano per me, è ancora più difficile tenermi certe cose dentro, perchè ormai non ho paura di ciò che potrebbe cambiare nelle relazioni con chi conta veramente per me. Ma questo è abbastanza pericoloso nella società italiana in cui viviamo oggi.
    Inoltre se la prendessi adesso dovrei cambiare troppo il mio mondo, e probabilmente sarebbe troppo snervante. Ma non dovrei tratenermi nel tenere per mano il mio ragazzo, baciarlo per strada o esprimere liberamente dei gesti affettuosi in luoghi pubblici. Sicuramente se un giorno riuscirò a coronare il sogno di stare assieme a una persona che amo e che ricambia il mio amore, tutto questo reprimersi non sarà di certo piacevole.

    A 6 anni l'avrei presa. Non avrei ricevuto:"frocio di merda" da uno o più compagni delle elementari, e una serie di "femminuccia" dagli stessi individui. Non sarei stato etichettato "ricchione" dai miei vicini di casa per decenni. Per non parlare di tutte le cose che ho dovuto sopportare nei primi anni di liceo. Non dovrei sentirmi accoltellato ogni volta che un collega universitario fa battute tristissime sui gay, al massimo lo ignorerei o, con estremo distacco tipico di una terza parte, potrei anche controbattere, anche se non ne vale la pena vista l'idiozia di certi individui.

    Una pillola che cancella via tutto questo? Chiunque la prenderebbe, la vita sarebbe stata decisamente più facile.

    RispondiElimina
  18. utente anonimo18 maggio 2010 07:56

    il dubbio di poter essere etero è qualcosa che mi spaventa...sono poco più che un ventenne e ho passato buona parte degli ultimi anni a costruire la mia identità intorno alla consapevolezza e all'orgoglio di essere omosessuale. Mi ritengo migliore di tanti etero incapaci di vedere il mondo come lo vedo io, e ormai ho superato (o quasi) la frustrazione che mi creava non riuscire a stringere amicizie con i maschi etero. Ce ne è voluto ma alla fine ho capito che se non riesco a partecipare a  tutto quello che fanno e dicono è perchè non mi appartiene e perchè soprattutto non mi interessa. Spesso per cercare di essere accettato cerco di prendere parte a ciò che fanno, ma è solo una finzione e dietro alle risate troppo spesso c'è la noia e la voglia di stare da un'altra parte. Alla fine è solo la voglio di non essere escluso che mi spinge a farlo, ma in realtà non mi piacciono e spesso gli trovo stupidi. Ce ne è voluto per capire che io sono diverso da loro (con molta suberbia direi migliore) e se nel loro mondo mi trovo male non è perchè sono io ad essere sbagliato ma perché è un mondo costruito con parametri che non mi appartengono. A farmelo capire sono state le amicizie intense e meravigliose che invece ho costruito negli anni con alcune donne. Sono state loro a darmi una base su cui poter finalmente iniziare a costruire un mio percorso personale, diverso da quella pessima imitazione di etero che invece perseguivo.
    Tutto questo per dire invece che non vorrei mai essere come loro,perchè ritengo che buona parte di ciò che sono io deriva dalla mia omosessualità ed è questa a rendermi speciale e unico…senza sarrei un qualunque e scialbo ragazzo chiuso rispetto alle tante emozioni che sono in grado di provare senza paura

    BabyFace

    RispondiElimina
  19. utente anonimo18 maggio 2010 12:41

    Io, potessi scegliere, rinascerei gay, ma sotto forma di Sir, così adesso starei con te!!! :D

    RispondiElimina
  20. Lord, non sono io l'anonimo #21 eh? 
    Non sono il solo a corteggiarti, vedo. Però troppa concorrenza mi scoraggia (faccina che piange) 

    RispondiElimina
  21. utente anonimo18 maggio 2010 15:59

    ...bambine, vi spezzo le gambine!!...

    SIR

    RispondiElimina
  22. Beh dato il percorso di crescita credo che per tutti sia meglio essere etero, non c'è dubbio. E' tutto più semplice, più scontato. Probavbilmente si soffre di meno anche se l'adolescenza in sé può essere altrettanto insidiosa.

    Insomma è facile essere etero (e non me ne vogliano gli etero per quel "facile" ma insomma ci siamo capiti...).

    E poi non è trascurabile il fatto di poter avere dei figli propri ed una famiglia nel senso tradizionale del termine (per quanto abominevole questo possa essere per tanti etero ed omo)

    RispondiElimina
  23. utente anonimo18 maggio 2010 17:01

    .. no dai.. non spezziamo le gambine a nessuno.. :)

    io non vorrei essere diverso da come sono.
    se fossi nato etero non sarei "io".
    sapete cosa vorrei?
    vorrei il vaticano in Groenlandia ad evangelizzare i pinguini!

    se pensate che sono acido avete ragione.. 
    del resto il mio ex ha deciso di "tornare" etero, 
    per la gioia della sua famiglia e di molti suoi amici.
    e sto ancora elaborando il lutto..

    Mat

    RispondiElimina
  24. Ho letto i vostri commenti e le vostre esperienze e non mi sento di rispondere a nessuno di voi, perché mi rendo conto che tutte le risposte che avete dato, sono frutto del vostro percorso personale.
    Avete detto cose che non condivido e cose che ritengo sacrosante, ma non mi metterò a spiegarvi i come e i perché.
    Leggendo il prossimo post, capirete da soli come la vedo io su questo argomento.
    Grazie comunque a tutti quelli che hanno lasciato un proprio commento, perché conoscere altre realtà rispetto a quello che si è vissuto, è sempre molto interessante.

    L.


    RispondiElimina
  25. utente anonimo18 maggio 2010 22:52

    Chissà chi mai ci sarà tra quelli che nn condividi.mah chissàààààà... ahahah...mi ci giocherei .....vabbè meglio nn rischiare ahah

    favolos-io

    RispondiElimina
  26. Anni fa avrei risposto di sì, ora neanche morto

    RispondiElimina
  27. Cito una frase di Michael Cunningam rilasciata in un'intervista mi pare su Vanity Fair di qualche mese fa che più o meno diceva così: "Se non fossi gay, mi piacerebbe esserlo!"

    Mone

    RispondiElimina