Roma Pride 2010

Non capisco come facciano ogni volta ad organizzare il Gay Pride romano, nella giornata più calda e più umida dell'anno. Oh!, pare ci si mettano di impegno e questa volta avevano deciso di farlo il 12 giugno, ma poi devono aver pensato "...ma sarete mica matti?! A giugno fa ancora troppo freddo e se fa freddo le trans non possono coprirsi con un filo interndentale su per le chiappe e poi se fa freddo anche i boni muscolosi non possono togliere la maglietta e se vanno tutti vestiti normale, poi i giornali di cosa parlano?!". Detto fatto, hanno spostato questo pride al 3 luglio e oltre al caldo quello torrido che i medici consigliano di rimanere chiusi dentro casa e bere molta acqua, ci siamo pure beccati il temporale estivo quello con le gocce grosse come gavettoni.
Che questo gay pride romano sia nato tra mille polemiche, questo lo sappiamo tutti e se non lo sapete ve lo dico io. Il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli che per molti anni ha organizzato la manifestazione romana, si è fortemente scontrato con il Di’Gay Project, Arcigay Roma, Gaylib Roma e Azionetrans che hanno fatto parte del coordinamento di questo Roma Pride 2010 e la rottura è stata talmente forte da vedere addirittura il ritiro del Mieli. Motivo del contrasto, sono state soprattutto questioni politiche e organizzative che il Mario Mieli (e le altre associazioni aderenti), riassumono con una lettera dal semplice titoli Noi Non Ci Saremo. A leggere la loro spiegazione, viene subito da schiararsi dalla loro parte e gridare con il dito puntato verso un ipotetico cattivo "Si! Giusto! Non ci saremo!!".
Però poi penso che forse sarebbe giusto non ricondurre sempre tutto alla politica e che in fin dei conti io partecipo in quanto persona. Tanto diciamoci la verità, ormai tra destra e sinistra non c'è più differenza e anzi, la sinistra ci prende in giro tirando fuori l'argomento unioni e riconoscimenti solamente durante le campagne politiche e poi puntualmente li ammucchia nel polveroso scaffale delle cose da fare. Dunque decido di partecipare come singolo, senza un portavoce che mi rappresenti, senza una bandiera, un colore e niente di niente, solo io e la voglia di far vedere che io ci sono e non sono un invisibile.
Certo quello slogan Ogni Bacio Una Rivoluzione, sa veramente di trovata da bambini delle elementari che sembra si siano persi di vista i veri obiettivi e le vere lotte. A pensarci bene, sono dieci anni che ci trasciniamo dietro sempre gli stessi discorsi; da quel lontano World Pride del 2000, organizzato nell'anno del Giubileo e durante il quale una moltitudine di gente inaspettata, attraversò le strade della capitale e forse fu l'euforia del momento e forse l'inconsapevolezza di partecipare a qualcosa di grande effetto prima edizione del Grande Fratello, quando tutto era ancora nuovo e incontaminato e fu una partecipazione talmente sincera che fu un'inequivocabile vittoria e mostrò per la prima volta come le persone omosessuali siano capaci di unirsi e diventare solidali per il loro unico scopo. Questo pride di oggi invece, puzza di decima edizione del Grande Fratello. Tutto già visto e tutto già sperimentato e quello slogan dei baci pare un vero passo indietro come se si fossero dimenticate le lotte perseguite in passato. Un bacio dovrebbe essere una cosa normale, non una rivoluzione! Ok, niente polemiche, decido di partecipare per me stesso, ma la svogliatezza forse si percepisce cronometrando il tempo che trascorro al bagno per prepararmi. Tre minuti e mezzo e un "Tu che ti metti? Io i bermuda quelli con le tasche e la prima canotta che trovo che oggi fa caldo...". Il tempo che trascorro al bagno è sempre indice dell'importanza dell'evento e questa volta ci ho messo veramente poco a prepararmi.
Sapevamo che sarebbe stato un pride in sordina, sapevamo che forse saremmo stati così pochi da non riuscire ad organizzare neanche un torneo di scopone, ma abbiamo deciso ugualmente di andare.
Effettivamente alla fine la partecipazione è stata scarsa, anche se Imma davanti ai microfoni dei telegiornali ha parlato di una grandissima affluenza, "Addirittura maggiore di quella dello scorso anno!" ha detto e ovviamente non è che poteva dire che aveva organizzato un pride di merda. Mettiamoci poi che la metà delle finocchie romane era andata al pride di Madrid a zompettare davanti a Kylie Minogue e che l'altra metà era al mare a prendere la tintarella e poi mettiamoci quelli del Mieli che si sono tirati fuori e quelli che hanno preferito approfittare dei saldi e ecco spiegato tutto.
E poi sono sincero, quello che non mi è piaciuto di questa manifestazione, è stato vedere tanti cartelli contro la chiesa e contro Ratzinger, come se lui fosse il vero nemico da combattere e come se fosse lui a decidere delle sorti del nostro paese. Intendiamoci, lui è il diavolo vestito di bianco, ma fino a prova contraria a capo dello stato italiano non c'è il Papa; però immagino che con i Gay Liberali di Centrodestra come organizzatori, scrivere un cartello contro il governo sarebbe risultato troppo stridente e quindi meglio fare una finta polemica verso la Chiesa che tanto ci sta sempre bene.
E poi tutti i finocchi sono stati a guardare l'enorme pacco di Mister Gay Roma esibito senza vergogna dentro un paio di mutandine bianche bagnate tipo sexy car wash, figuriamoci se si sono accorti che mancavano i cartelli contro questo governo che non alza un dito.

Io vi giuro, ero armato di buone intenzioni e avevo portato anche la macchina fotografica con lo scopo di fare qualche ripresa e realizzare un bel video riassuntivo di questa giornata, ma poi mi è preso un po' lo sconforto e ho pensato che in fin dei conti un bel video lo avevo fatto già l'anno scorso e di fare una mediocre fotocopia non ne avevo proprio voglia. No, non sono pentito di essere andato a questo Roma Pride 2010, ma mi sono reso conto di come questo fosse un pride organizzato tanto per esserci e non per dimostrare qualcosa.
La mia scelta di andare come individuo non rappresentato dalle associazioni, a mio avviso può non essere stata sbagliata, ma rifletto sul fatto di come l'essere gay sia un problema soprattutto sociale e non individuale. Io la mia vita da finocchio la vivo alla grande. Tutti quelli che vanno al pride vivono serenamente la propria omosessualità, ma organizzare un pride fatto di persone singole, è come far pascolare delle pecore. Questo non è stato un evento ideato da un movimento unito, non è stato un evento corale e di massa, non il frutto di un movimento politico. Solo un'aggregazione di persone smarrite che hanno pensato, magari ingenuamente, di appartenere a qualcosa.
...e probabilmente in quelle stesse ore, davanti alle vetrine di Gucci, c'era molta più gente unita da uno scopo comune molto più valido.
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27 commenti:

  1. utente anonimo5 luglio 2010 10:13

    Ma prima del pride ti sei pucciato nella candeggina? Cioè, dalla foto.karaoke all foto-pride 1000 toni di abbronzatura in meno.


    Max 

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  2. Max:
    No, vabbé, ma secondo te potevo essere di quel color cuoio  lì?
    Ma chi so un tronista di Maria?

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  3. utente anonimo5 luglio 2010 11:43

    Beh ma io le vostre abitudini marinare mica le conosco. Magari appena esce il sole voi vi fate tutte le 48 ore del weekend al mare. Cioè, io con un soggetto del genere ci sto, quindi.....

    Max

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  4. Ma che c*zzo di foto mi metti?!?
    Non capisci che così ci rovini il progetto della vendita di tue foto autografate?!?
    Io ho l'affitto da pagare!

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  5. utente anonimo5 luglio 2010 16:30

    Caro LORD,
    se è stato sgangherato quello di ROMA.................allora non hai visto quello organizzato a Milano...........sembrava tipo quattro sciure che si ritrovavano per prendere un te in San Babila e tutto ad un tratto decidono invece di slifare come GAY PRIDE....................beh però in Lombardia non ci siamo fatti mancare nulla...............................abbiamo avuto anche il TREVIGLIO GAY PRIDE............dove tutte le ciabattone che si sono trasferite da Milano in provincia hanno sfilato.

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  6. L'unica cosa decente del pride erano le tue spalle.

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  7. iconegay:
    Ma perché c'eri pure tu e mi hai visto?

    utente anonimo #5:
    Oggi non ho avuto tempo, ma aspetta di sentire il racconto e soprattutto le mie impressioni generali.

    AtenaGlaukopis:
    Ma secondo me son venuto caruccio...

    Max:
    Io dico no al color cuoio.

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  8. Bene, così mi risparmi un post... :))

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  9. Facciamo in modo che quelle per il nostro business siano migliori, eh?

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  10. utente anonimo6 luglio 2010 04:55


    vabbè però partecipare a due eventi mediatici con la stessa canotta fa più Sara Ventura che Simona.
    alexpf

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  11. utente anonimo6 luglio 2010 10:35

    E cmq complimenti a tutti e due per la dedizione. Per la volontà, dopo 10 anni, ancora di esserci e partecipare.

    Poi, secondo me, (anche se comprensibilmente) prendersela col papa proprio proprio non aiuta.....

    Max

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  12. utente anonimo6 luglio 2010 12:07


    Parole amare le tue, che però condivido in pieno e che - a parte Napoli - mi pare accomunino i pride di un po' tutte le città quest'anno (almeno per Milano è stato certamente così). E sono totalmente d'accordo con le tue riflessioni sull'infruttuosità di partecipare a qualcosa solo come individui e non come gruppo: in manifestazioni come il pride è il gruppo, l'aggregazione, la coesione sociale, il senso di partecipazione collettivo che fa la differenza.
    Barone 

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  13. utente anonimo6 luglio 2010 13:33


    Credo che questo anno di Apocalisse per le associazioni sia un bene per tutti perchè alla fine si saranno pure accorti di quanto infruttuoso sia il loro operato. E' vero che dipende anche dall'impegno dei singoli ma loro hanno il dovere, appunto, di aiutarci a essere gruppo anche riorientando, se neccessario, i bisogni della comunità oggi a troppe velocità. Ma purtroppo gli stessi improvvisati rappresentanti delle associazioni non sembrano culturalmente preparati e il loro obiettivo primario è quello di diramare ad ogni ora comunicati stampa. Credo per questi motivi che le associazioni debbano necessariamente "morire" per poi risorgere come l'araba fenice.
    Alexpf.

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  14. Sì, c'ero, ti ho visto in lontananza, poi per non farti sfigurare ho deciso di non avvicinarti.

    Rettifica: semmai sfiguro io al tuo cospetto.
    Rerettifica: avrei pure voluto salutarti, ma poi ti ho perso di vista e amen, il pacco del tizio mi ha ipnotizzato!

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  15. utente anonimo6 luglio 2010 15:08

    Slippino bagnato...??  .....da cosa???????mmmm
    E il tuo slippino era asciutto invece?
    oggi son proprio arrapato!!
    ahahah


    favolos.io

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  16. che dire... mi sento sempre molto in sintonia con ciò che scrivi... quindi non posso fare a meno di complimentarmi per il bell'articolo e le considerazioni interessanti!

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  17. utente anonimo6 luglio 2010 15:28

    Noi di Latina ci siamo divisi: alcuni a Napoli il 26,  altre a Roma sabato scorso.
    io sono andato a Napoli e nel timore di perdere l'energia positiva che avevo acquisito li, vista la situazione di guerra intestina, a Roma ho dato forfait.

    CMQ alla fine di tutto vedendo anche il Pride Napoletano e paragonandolo con gli altri europei capisco sempre di più perchè non riusciremo mai a raggiungere niente...
    IL PROBLEMA SONO I GAY ITALIANI, NON I POLITICI, NE IL VATICano.

    Quando si sentiranno di scendere in piazza per i propri diritti almeno 500.000 persone (vere non i "150.000 secondo gli organizzatori") forse qualcosa si smuoverà.....
    Umberto - LatinaGaia

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  18. Bel post.

    Ma quante volte ti ho detto "Niente foto dall'alto che ti fanno le braccia lunghe da orango e le gambe corte da nano!"?

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  19. Rimanda a fra due anni Madrid, l'anno prossimo c'è l'EuroPride a Roma, potrebbe essere che succeda qualcosa di sorprendente anche qui da noi (sempre che Imma Battaglia non faccia riesumare la salma di Mario Mieli per far un test genetico e dimostrare che era eterosessuale....).

    U. Latina Gaia

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  20. utente anonimo6 luglio 2010 23:13

    Ti rispondo qui, e anche sul mio blog. Prendo atto della testimonianza, l'ennesima che parla di una delusione nei "contenuti" di questo pride. Ti faccio notare però che quando dici che la tua non è una partecipazione politica secondo me commetti un errore di valutazione. Partecipare a un momento di visibilità è sempre un atto politico. Dire, col proprio corpo e con la propria presenza, che si è in quel luogo perché si esiste è un gesto molto forte e, se vogliamo, anche molto bello.

    Non sono per niente d'accordo, invece, sulle critiche alle critiche al papa (scusa il bisticcio). Se la chiesa riesce a far cadere il governo per una leggina orrenda come i DiCo, forse quel papa qualche responsabilità politica - con relativo peso sulla nostra libertà - ce l'ha... non pensi? :)

    Ad ogni modo, ti ringrazio per la segnalazione e spero tu voglia ritornare  a commentare. Un abbraccio!

    ElfoBruno

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  21. ElfoBruno:
    Ma certo che credo che Papa, chiesa e tutti i santi i cielo, abbiano il loro peso!
    Ma non vedere neanche uno striscione (neanche uno!) contro questo governo immobile nei confronti delle realtà omosessuali e vedere invece tanti cartelli tutti uguali tra loro (probabilmente stampati dalle associazioni che hanno organizzato il Pride) contro chiesa e Papa, mi sembra veramente un non voler guardare il vero problema.
    Fossimo uno stato realmente laico, prenderemmo atto delle volontà vaticane e poi ci faremmo le nostre leggi a nostro piacimento come fanno in Spagna e in tutti i paesi europei più sviluppati. Siamo gli unici che si fanno mettere i piedi in testa dallo Stato Pontificio. E per questo non possiamo incolpare solamente il Papa che non perde occasione per dire la sua.

    U. Latina Gaia:
    Ahahahah... non far venire strane idee ad Imma!!

    AtenaGlaukopis:
    Anche troppo direi...

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  22. utente anonimo7 luglio 2010 03:48

    ED IO RISORTO DAL FUOCO DELL INFERNO.. un po come cita il mio TATOO!!

    chiudo la mia giornata con questa massima..

    GUCCI è SEMPRE GUCCI!!.. e  l orrore di questo pride romano è arrivato persino fino a qui...


    notte a tutti
    Biagina

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  23. Mi è molto piaciuta la risposta, condivido pienamente, che hai dato a ElfoBruno. Non capisco, ho meglio capisco troppo bene che questi nostri governanti, hanno il terrore di non ricevere l'appoggio della chiesa, destra e sinistra, senza alcuna differenza...  

    Perchè gli altri paesi europei  vivono meglio di noi pur essendo cattolici, ma poi anche laici nella pratica di governo, ed è così che dovrebbe essere, attuando e promulgando leggi, che servono alle persone, alla gente e non ad accattivarsi il potere temporale.  

    La chiesa pensi alla salvezza delle anime, mentre i governi alla salvezza del popolo.

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  24. Facevate la vostra bella figura li in mezzo, fisicati, con le canotte e la barba incolta! :p :p :p ... mmmm ...eheh

    IMSOGUY

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  25. utente anonimo8 luglio 2010 03:46


    mi piace tantissimo la tua maglietta.. e i grossi lacci rossi! <3

    efy

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  26. Volevo dirti che dopo la lettura di questo tuo post la mia stima per me è molto aumentata.

    Paolo/ugualiamori

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  27. Oddio :(

    Volevo scrivere "la mia stima per te è molto aumentata", ma un pomeriggio in ufficio senza aria condizionata non mi ha aiutato.

    Paolo/Ugualiamori

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