Somewhere

 

Somewere è stato proiettato venerdì alla Mostra del Cinema di Venezia e quindi sono troppo sul pezzo a parlarvene così tempestivamente.
Nella prima scena la telecamera è fissa su un circuito automobilistico e si sente il rombo di un motore e per tipo sei minuti, una macchina entra e esce dall'inquadratura e entra e esce e ancora entra e ancora esce e per un attimo ringrazio il cielo che non siano venuti i miei amici, perché già li immaginavo alzarsi indignati e andare a comprare i biglietti per lo spettacolo nella sala accanto. Qualunque fosse stato. Il fatto è che il film è molto bello e questo ve lo voglio dire subito, però... come dire... per novanta minuti non succede praticamente nulla e quindi se il vostro genere è i Transformers o Shrek, bhè, allora ci sono buone possibilità che non vi piaccia.
Sofia Coppola è una di quelle che ci sarebbe da dire "Ti credo che è diventata famosa, con il padre che si ritrova!" e probabilmente c'è del vero in quest'affermazione, ma tra l'essere figli d'arte e lo sfornare un successo dopo l'altro, bhé ce ne passa e Sofia nel corso degli anni, ha saputo imporre il suo punto di vista non sempre popolare. Questo Somewhere è un film lento e spesso la telecamera si sofferma in delle sequenze terribilmente lunghe, come quella della lap dance dove due goffe gemelline bionde si arrampicano e volteggiano sui pali, per tipo otto minuti di orologio che poi le due ragazze sono nientemeno che le nuove fidanzate di Hef il magnate di Playboy e questo ve lo dico per sfoggiare la mia cultura a 360° e il film è pieno di queste scene a telecamera fissa che durano una quaresima e ad un certo viene da chiederti "Ma che razza di storia sta tentando di raccontare, ché siamo arrivati a metà film e ancora non è successo nulla!!". Eppure non riesci a togliere gli occhi dallo schermo. 
Anche perché la storia c'è eccome. Solo che bisogna saperla ascoltare con un po' più di attenzione rispetto a come ci hanno abituato anni di film hollywoodiani e forse per la prima volta sul grande schermo, vedo raccontata la routine della vita quotidiana e la monotonia di alcune giornate, tanto che ad un certo punto mi domando se stiamo ancora parlando di Johnny Marco famoso attore americano che si gode la fama in una albergo di L.A., o se sto guardando uno dei miei noiosi pomeriggi passati a giocare a Guitar Hero. Perché in definitiva, la noia è uguale per tutti. E solo vedendolo in quest'ottica, allora il film assume un carattere completamente differente e la routine diventa interessante e quelle lunghe sequenze noiose diventano la trama di un racconto intimo e coinvolgente e io vi dico che sarei rimasto a guardare per ore quella routine tra padre e figlia e Sofia Coppola realizza un piccolo gioiellino che stimola lo spettatore e gli fa domandare "Ma cosa sto facendo della mia vita? dove sto andando?" Somewhere.

E ora un po' di curiosità divertenti.

La bambina protagonista del film è Elle Fanning, nientemeno che la sorellina minore dell'ormai famosa Dakota e devo ammettere che dopo quest'interpretazione a dir poco perfetta, la famiglia Fanning si rivela una fabbrica di talenti. 

Il protagonista maschile invece è il sexy e sempre imbronciato Stephen Droff volto celebre soprattutto negli anni novanta, ma poi improvvisamente snobbato da Hollywood. Forse qualcuno lo ricorderà per aver interpretato il fidanzato di Britney Spears nel video Everytime, quello dove Britney si tagliava le vene tanto per intenderci. 

A Los Angeles, le scene sono state girate all'interno del Chateau Marmont, uno dei più famosi Hotel di L.A., spesso frequentato da star e tristemente noto perché in una delle stanze hanno trovato il cadavere di John Belushi (ok, questa forse non è una curiosità troppo divertente). 

Sofia coppola nel 2004 ha partecipato con il padre alla notte dei Telegatti. In Somewhere ricorda quest'esperienza ricostruendo alla perfezione lo show milanese e piazzando Simona Ventura come presentatrice e Valeria Marini come soubrette scatenata di un balletto ridicolo ma tristemente realistico e se noi italiani siamo ormai assuefatti a questo tipo di show, mi piacerebbe sapre con che occhi lo vede il resto del mondo. 

La colonna sonora è affidata ai Phoenix e guardacaso il leader del gruppo Thomas Mars, è nientemeno che il compagno di Sofia. E comunque a me i Phoenix piacciono molto e il loro ultimo album Wolfgang Amadeus Phoenix, lo ho praticamente consumato.
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    7 commenti:

    1. Stephen Dorff ha girato piu' di 50 film e molti se lo ricorderanno di sicuro nel film horror anni 80 " Non aprite quel cancello". Cmq era anche nel video degli Aerosmith " Crying".
      Il film mi interessa molto e lo andro' a vedere.

      daniele

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    2. Siamo a Los Angeles, in un posto riconoscibile e leggendario, ma i luoghi del film sono fondamentalmente "non luoghi", ambienti senza radici, che, allo stesso tempo, assumono il ruolo di deposito di emozioni forti ma taciute.

      L'affetto, per manifestarsi, non ha bisogno di fare rumore. Il cinema della Coppola, ancora una volta, predilige l'omissione alle dichiarazioni esplicite.      Mi fa piacere che tutto sommato ti sia piaciuto, alcun volte parli di certi films che non andrei mai a vedere, neanche gratis.

      (Stephen Dorff non è Gerard Buttler, ma mica male...) 

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    3. sirlionhard
      Ma dai che nella loro discografia ci sono un sacco di bei brani!

      Alfiere111
      E che dirai allora quando parlerò di Resident Evil 4 - 3d!? Son quasi certo che quello non lo guarderesti neanche se venisse direttamente milla jovovich a casa tua con il dvd in mano.
      E comunque si, questo Somewhere mi è piaciuto molto, puoi toglierci il "tutto sommato".

      Stephen Dorff non è Gerard Buttler, ma mica volendo due botte non gli si negano. Ehehehee...

      daniele
      Ecco, che fosse nel video degli Aerosmith non lo ricordavo proprio.
      Sempre caruccio comunque...

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    4. Mi baserò sulla tua recensione per proporre una Serata Abbastanza Importante :)


      Paolo/ugualiamori

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    5. Oh finalmente qualcuno a cui è piaciuto! E siccome ho stima di questo qualcuno, mi sento in ottima compagnia..

      Mi ero innamorato di Stephen Dorff in un film del 94, Backbeat, in cui interpretava Stu Sutcliff ed era affiancato da Sheryl Lee (Laura Palmer)

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    6. Se avrà vinto il Leone d'Oro, un qualche merito dovrà pure averlo questo film (cattiveria gossip: la Coppola è l'ex di Tarantino, presidente di giuria). Ma davvero non riesco a trovarne di pregi a riguardo.
      Nella sala in cui l'ho visto io, tutti distoglievamo gli occhi, altro che "impossibile".

      Nino Frassica il momento migliore del fim, e ho detto tutto.

      Leo

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    7. un gioiellino da maneggiare con cura!

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