La rinascita di Ground Zero


Da sei gironi il canale Discovery sta trasmettendo un documentario sulla rinascita di Ground Zero e il documentario è stato curato da Steven Spielberg e io non conosco una persona più patriottica di Steven Spilberg e quindi immaginate discorsi alla Independence Day dove tutto è tagliato e montato ad arte per onorare il passato e raccontare la rinascita del futuro e toccare i cuori della gente; ma nonostante questo Rising: La Rinascita di Ground Zero è uno splendido documentario in sei episodi, dedicato alla ricostruzione del cuore pulsante di New York, che oggi festeggia il decimo anniversario dell’attacco terroristico dell'11 settembre.
Ecco, gli americani sono un popolo molto strano e ricco di contraddizioni e soprattutto New York è una città molto particolare, perché è composta prevalentemente da immigrati provenienti da tutte le parti del mondo e  per esempio mi viene in mente che fu un inglese ad esplorare per primo l'isola di Manhattan e molti di noi hanno avuto bisnonni che si son trasferiti in america e ancora oggi non è difficile imbattersi in americani con cognomi italiani.
Magari è una scemenza, ma magari no e penso ai nostri immigrati in America e gli immigrati conoscono bene le difficoltà del cavarsela da soli in una terra completamente sconosciuta e forse non tutti sanno che tra i fondatori della Bank of America c'è il nome di Amadeo Giannini, che aveva i genitori liguri e insomma; quello che voglio dire è che per tanti anni New York è stata la città dei sogni, dove chiunque rimboccandosi le maniche poteva vedere realizzate le proprie aspirazioni e ancora oggi è così e gli americani non guardano in faccia nessuno e sei sei una persona che vale allora vai avanti e se non hai voglia o non ne hai le capacità. allora rimani indietro e può sembrare un sistema spietato, ma è così che funziona e poi penso al nostro paese dall'altra parte del globo e il nostro nepotismo e le nostre raccomandazioni e la nostra politica dell'infrangere le regole perché tanto fanno tutti così ed è una realtà sotto gli occhi di tutti e con la quale conviviamo tutti i giorni e troppo spesso ad andare avanti non sono i più meritevoli, ma quelli con il calcio in culo più grosso e quando a trainare il paese ci sono moscerini anziché buoi, allora l'aratro non si muove e infatti il nostro paese è fermo agli anni '50 e '60, ovvero a quando ancora l'Italia aveva delle persone capaci e dei cervelli che venivano valorizzati e l'economia si muoveva e la cosa più divertente è che all'estero ci adorano e gli americani parlano dell'Italia come di una terra meravigliosa e poi però li senti che ci descrivono come fossimo all'interno de La Dolce Vita e l'andare in giro su una Vespa e la Fontana di Trevi e "Marcelo, come here!!" e noi però non siamo più quel paese. Ma siamo un paese che è peggio di come lo era cinquant'anni fa. Siamo un paese che in cinquant'anni ha avuto pochissime cose da dire e che adesso è aggrovigliato nei suoi problemi interni e nella sua politica inesistente e nel suo debito che cresce e cresce e noi restiamo a guardare senza muovere un dito.
La ricostruzione di Ground Zero è una ricostruzione soprattutto simbolica e ormai gli americani li conosciamo bene e loro devo essere sempre così teatrali e credono di dover dimostrare qualcosa al Mondo e adesso si sentono gli occhi di tutti puntati addosso e si erano prefissati di ricostruire la piazza di Ground Zero, con le due fontane e il monumento alle vittime, entro il decimo anniversario della distruzione e tanto hanno detto e tanto hanno fatto, che oggi la piazza sarà inaugurata. Un melodramma tipico degli americani, ma che però rappresenta una rinascita reale e che fa capire ancora una volta, che in America volere significa potere. E dall'altra parte del globo invece, sentiamo sempre le solite chiacchiere alle quali i nostri politici italiani ormai ci hanno abituato e per capire come funzionano le cose nel paese della pizza e del mandolino, credo non sia necessario ricordare come è andata a finire la storia della ricostruzione di l'Aquila...

Rising: La Rinascita di Ground Zero
Domenica 11 settembre dalle 16:00 alle 22:00 la maratona dei 6 episodi 

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8 commenti:

  1. Grazie della news, non sapevo di questa cosa!

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  2. Io ci sono stato ormai cinque anni fa e solo dalle foto noto tutti i progressi che son stati fatti, nonostante tutti i problemi e i ritardi di questi anni. Questa caratteristica tipica americana, di voler fare tutto in grande per dimostrare qualcosa al resto del mondo credo sia allo stesso tempo uno straordinario collante per tutti gli americani e che forse a noi questo sentimento di unità manca, anche in questo tipo di manifestazioni.

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  3. sono in accordo con te su tutto il post...

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  4. meglio non mettere a paragone le due parti del globo, troppo diverse non solo per la mentalità... anche se tutto sommato anche con tutti i suoi difetti l'Italia mantine comunque i suoi pregi...

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  5. Non è poi sempre così.. tutto bianco o tutto nero, via!
    Noi dall'Italia vediamo e appreziamo i pregi degli americani, ma siamo anche troppo distanti per vedere i difetti. La politica e l'amministrazione americana non è poi così tanto differente a quella Italiana ed a quelle di tutto il mondo occidentalizzato. Non facciamo l'errore di demonizzare solo "casa nostra", basta vivere all'estero un paio d'anni per rendersi conto che "tutto il mondo è paese" (ricordiamoci che la politica americana è una delle più corrotte su questa terra e che corruzione non significa esclusivamente "mafia").
    Togli di qua, metti di là, queste bilance non pareggiano mai.
    Vero che il senso di "nazione", di gruppo, di "cosa comune", in America è più sentito che non da noi e questo gioca un ruolo importantissimo sull'ottimizzazione delle capacità e quindi sul raggiungimento dei risultati. Aihnoi! (non so se si scriva così...)

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  6. >>>Miky
    Immagino che avrai sentito un milioni di telegiornali parlare di questo... ieri non si sentiva altro!

    >>>Signor Ponza
    Se avrai modo di vedere il documentario "Rising", vedrai anche tutti i problemi che hanno avuto in quest'ultimo anno e soprattutto l'inverno rigido che ha rallentato i lavori, ma gli americani non si perdono d'animo, figuriamoci!

    >>>*NatoStanco*
    Ti ringrazio

    >>>Majin79
    >>>Aleberto
    Il paragone è ovviamente forzato, ma forse poi neanche così tanto.
    L'Italia è un paese meraviglioso e capisco che in un discorso così generale come quello che ho fatto possa non uscirne bene. In verità volevo porre l'accento solamente su due fattori:
    - il senso di unione che hanno gli americani (e che probabilmente deriva dal loro essere immigrati) che forse a noi italiani manca e lo abbiamo tirato fuori per la ricostruzione di l'Aquila, ma poi non c'è stato alcun governo a sostenere lo sforzo dei cittadini e quindi c'è gente che ancora sta nei container e il centro della città ancora fatica a rinascere.
    - La capacità che hanno gli americani di andare avanti, saper creare eventi e in quanto modo rendere unito il paese che si sente realmente partecipe anche perché molto più che da noi le persone meritevoli sono apprezzate e vengono ripagate e quindi (mi ripeto) si sentono partecipi della crescita del paese mentre da noi pare ci siano sempre le solite facce a trainare il paese.

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  7. @Lord

    No, mi era sfuggita. Ieri ho evitato la TV, ho preferito rifugiarmi nelle foto...

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  8. 305 parole senza un punto... Nuovo record?? :-))

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