Lucio Dalla e la scomparsa di un omosessuale silente


Se fossi un fan di Lucio Dalla, direi che tutto questo chiacchiericcio sulla sua presunta omosessualità ha un po' rotto il cazzo e che sta offuscando la figura di quel grande artista che ci ha donato capolavori immortali come Caruso e Quanto è profondo il mare e poi boh, sinceramente non so che altro abbia scritto. La verità è che io non sono un fan di Lucio Dalla e anzi, con tutto rispetto parlando, a me di Lucio Dalla non è mai fregato un cazzo e continua a non fregare nulla anche adesso che il mondo piange la sua scompara.
Probabilmente non ne avrei neanche parlato, se non fosse spuntato più rapido di una vescica sul tallone con le scarpe senza calzini, questo Marco Alemanno.
Che Dalla fosse gay lo si vociferava da tempo; come del resto lo si diceva di Tiziano Ferro e come lo si dice tutt'ora di Renato Zero e Ron e però Tiziano ha poi fatto il coming out con un comunicato stampa che sembrava il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica e però chapeau: tutto i pettegolezzi sono stati messi a tacere e lui continua a vivere serenamente la sua vita.
Lucio Dalla invece, non ha mai parlato della sua sessualità e ha sempre fatto una vita molto riservata e non ha mai neanche smentito le voci e forse proprio per questo motivo, adesso i giornali hanno parlato di Marco Alemanno in modo piuttosto ambiguo: per Repubblica è la persona più vicina a Lucio Dalla; per il Corriere della Sera è l’amico più intimo, per Avvenire il corista (se vabbè, Avvenire è sempre molto divertente) e nessuno ha dato un nome preciso a questa figura.
Apriti cielo; il popolo omosessuale subito sull'attenti e pronto a criticare questo o quel giornale che non è riuscito a dire la parola "compagno" e subito si accusa l'Italia per essere costantemente serva della Chiesa e a dire il vero su questo mi trovano sempre molto d'accordo, ma questa volta mi domando anche: - Ma se Dalla non ha mai parlato di Marco Alemanno come del suo compagno, i giornalisti dovrebbero inventare una notizia in base a voci, ipotesi o gossip che circolano nell'aria? -. Ok il discorso che Marco ha fatto durante il funerale, sembrava quello di un ragazzo ferito e rimasto vedovo, ma se un giornalista non ha la certezza della notizia, può spacciare per vero quello che tutti suppongono?
Lucio Dalla non ha mai parlato delle sue preferenze sessuali, come se l'argomento fosse una cosa così privata da non dover essere condivisa con il grande pubblico. O più probabilmente come se non fosse giusto parlare di quest'argomento, per mantenere in piedi i rapporti con il pubblico e con la Chiesa. Che poi, alla fine proprio grazie a questo suo essere una silente velata, è riuscito ad accaparrarsi il probabilmente tanto desiderato funerale in chiesa.
Non sono mai stato un fan di Lucio Dalla e nel mio iPod non ho neanche una sua canzone e proprio per questo penso: - Sticazzi di Lucio, sticazzi di Marco, sticazzi del funerale in chiesa e dei giornalisti che giocano a smascherare i VIP o a fare i finti tonti quando tutti sanno -.
Ma non posso dire sticazzi anche sull'essere sinceri. È facile fare i froci con il culo degli altri e forse sono solo un ingenuo che non capisce nulla della vita, ma ritengo che nell'essere onesti riguardo alla proprie preferenze sessuali, si evitino questi inutili gossip scandalistici che producono solo chiacchiere. In una società dove ancora in molti pensano che l'omosessualità sia una malattia curabile o una patologia assimilabile alla pedofilia. Io sono per dire la verità. Soprattutto quando alle spalle c'è una carriera così consolidata come quella di Lucio Dalla. Soprattutto quando si può far capire che gli omosessuali sono solamente persone che amano altre persone.
Tiziano Ferro farà anche canzoni che sono due palle micidiali, ma quantomeno ci ha dimostrato che si può essere onesti e allo stesso tempo felici e che la vita, può essere privata anche senza mentire sul proprio essere gay.
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23 commenti:

  1. Per la verità ci fu una secca smentita da parte di Dalla sulla sua omosessualità, non ricordo se prima o dopo l'adesione all'Opus Dei. Questo mi è sufficiente per provare un modestissimo rimpianto per la perdita dell'artista.

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  2. Beh, devi considerare che Dalla è di un'altra generazione. Non era facile - e ancor meno "normale" - dichiararsi omosessuali anni fa.

    Ma sulla certezza dei suoi gusti sessuali, beh, se vivessi al Nord (e io c'ho pure mia moglie che è per metà bolognese) sapresti di sicuro che era gay, così come lo sapevano tutti. E senza scandali, direi.

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  3. lucio e marco vivevano insieme a bologna da dieci anni.non hanno mai negato il loro rapporto e in città tutti sapevano e non facevano una piega.Questo fa di lui un omosessuale reticente? Sembra che la possibilità del coming out ormai sia diventata un obbligo,non una scelta personale...
    max to

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  4. mah... ho varie idee in proposito...
    si parla di scelte sessuali, si riduce tutto al sesso ma l'amore non è solo quello...
    poi... io penso sempre che un essere umano non debba necessariamente sbandierare cosa fa in camera da letto. ci sono "perversioni" che all'omosessualità gli fanno un pippa e non è che qualcuno te le viene a raccontare o lo mettono in copertina su Vanity Fair perché "adoro farmi frustare a sangue e incatenare alla gogna"... oppure "mi scopo mia maoglie solo se si veste da clown"...
    Per me ognuno può fare quello che vuole nel suo privato e fare ciò che si vuole include anche il riserbo sulle proprie scelte.
    Forse l'unica cosa che mi resta un po' oscura è l'ossessione che hanno taluni per la chiesa cattolica.
    Sei gay? la chiesa non ti vuole. Punto. Perché insisti?

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  5. Vabbè, io non sono per il coming out a tutti i costi, ma allo stesso tempo credo che per i personaggi pubblici il discorso sia un po' diverso. Non sto dicendo che siano obbligati a farlo, ma proprio perché TUTTI SANNO non vedo perché si debba nascondere la propria omosessualità a tutti i costi come se fosse qualcosa di sbagliato. Se non sono personaggi come Dalla (famosi e soprattutto amati) a dare il giusto peso ad un coming out, allora è inutile proprio parlarne!

    Mr.Mez

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  6. ma se per Dalla la sua omosessualità non era un problema, perché diventare un vostro problema? Avete il pride di cui andare orgogliosi, non basta? Fortunatamente anche tra gli omosessuali non siamo tutti uguali e di quelle mascherate molti se ne vergognano. Quindi come vedi siamo tanti e vari e di cazzi in giro ce ne stanno tanti per tutti, perciò ciascuno potrebbe farsi i cazzi propri e lasciar stare quelli degli altri, ti pare? Sai, magari anche Lucio o Marco direbbero Lord? sticazzi! fallo anche tu, ma fallo a 360 gradi: non parlarne proprio.

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  7. >>>Macsi
    Io non ricordo nessuna nessuna presa di posizione né in un senso, né nell'altro. Ma direi anche che la vita di Dalla non mi ha mai interessato, quindi forse me la sono persa.

    >>>Filo
    >>>max to
    Al nord sapevano tutti che lui era gay, come a roma lo sapevamo tutti di Tiziano Ferro. Ma l'Italia non si limita ai confini comunali. Io penso, che personaggi del genere, abbiano l'obbligo morale di rispondere con sincerità a certe domande. Adesso spunta questo Marco e tutti vogliono che i giornali lo chiamino compagno; ma scusa, Lucio Dalla lo ha mai presentato come il suo compagno? No e allora si beccasse il "collaboratore". La colpa non è dei giornalisti, ma di Lucio Dalla.

    >>>Il cinefilante
    (con la frase "mi scopo mia maoglie solo se si veste da clown" hai vinto. Sappilo.)
    Per me la gente può fare quello che vuole riguardo al dirlo o il non dirlo. Penso che nessuno debba sbandierare nulla, ma se la domanda viene posta in modo preciso, mi piacerebbe la la gente rispondesse in modo sincero. Se tutti facessero così, questo sarebbe di sicuro un paese migliore.
    Poi vabbé, riguardo al discorso chiesa stiamo proprio fuori con l'accuso e condivido il tuo pensiero.

    >>>Mr.Mez
    è quello che intendevo dire anche io nelle righe finali del post.

    >>>Anonimo 05 marzo 2012 14:20
    Ho capito che sei stupido dalla frase "Avete il pride di cui andare orgogliosi, non basta?"
    Ma sono abituato a rispondere a tutti e quindi risponderò anche a te. Parlo di Lucio Dalla e di Marco perché è un argomento attuale. Uno ha taciuto per anni del suo essere omosessuale, l'altro è spuntato dal nulla sbandierando il suo dolore. E' normale chiedersi chi sia questo tipo e che voglia da noi.
    Ma il discorso è più ampio, perché
    se avessi letto tra le righe del post che ho scritto, avresti capito che la mia riflessione non si limita solamente ai due protagonisti di questa vicenda, ma è una critica nei confronti di tutti quelli che decidono di vivere nascondendosi. Di Lucio Dalla Non me ne frega un cazzo, ma il suo comportamento fa sì che il nostro paese non compia mai passi avanti. Ecco perché non dico sticazzi, ma ne parlo.

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  8. ot: la tua foto non se po' vede'! O senza maglietta, o vestito!
    Carlo

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  9. tra le righe del tuo post c'è solo il pressappochismo militante dei gay italiani che sono sempre pronti ad indicare questo che quello e quell'altro non hanno fatto per la causa senza pensare che ci sono sclete che ciascuno fa ed è libero di fare e che tu, non conoscendole, non hai nessun diritto di criticare. E nessuno è tenuto a far da esempio a te ed alla folcloristica schiera che sfila al gay pride in cannottiera e jockstrap, mettendo bene in chiaro quali sono i veri interessi che gli fannop girare la testa e piegare a 90 la schiena.

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  10. per inciso, che tu lo creda o no, non ce l'ho conte. Solo abbastanza alterato perché dove ti giri vedi solo stupide riflessioni sul perché dalla abbia deciso di viversi la SUA vita senza dare tre palmi di culo per renderci facile vivere la nostra. Ognuno è libero di fare le sue scelte. poi possiamo condividerle o meno, ma senza giudizi. Stavano assieme da 8 anni, immagino sapessero bene come volevano regolare le loro cose. Tradotto in gayese: saranno cazzi loro? E poi, tutta questa morale dpv'era quando era in vita? perché tutto 'sto scorno adesso? Se ti ho offesso, aggredendoti ti chiedo scusa - e mi rendo conto che nella foga ho tralasciato i concetti e abbondato di sarcasmo e magari insulti - ma i gay la devono smettere di pietire sempre il coming out dei vips. Si facessero le loro vite in serenità, anche perché nelle piazze quando c'è davvero da manifestare i gay non ci sono - non dico tutti, so che tu partecipi - ma penso ti renderai conto da solo che se davvero quei famosi "diritti" li volessimo, baterebbe organizzarsi ed "andarseli a prendere" in democrazia e mettendoci la propria faccia. Io dopo anni di manifestazioni da 4 gatti e poi leggere fiumi di commenti di milionate di persone pronte a prole a far la rivoluzione mi sono un tantinello rotto il cazzo e mi faccio la mia vita in una società che premia il mio silenzio più della mia sincerità, e qualsiasi gay medio italiano prima di notare la mia "ipocrisia" farebbe bene a ripulirsi dalla propria, che è ben nascosta sotto uno spesso strato di vigliaccheria.

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  11. scusami, sono in piena foga logorroica, se del caso bannami. Chi ci dice che proprio il modo in cui Dalla si è vissuta la sua omossessualità non sia un esempio assai più efficace di certe pagliacciate colorate nel difendere un'idea di "normalità" nell'omosessualità? perché la discrezione, la riservatezza dovrebbero essere antitetiche ed in disvalore? Io non conoscevo Dalla ma conoscevo Juni Russo. Lei anche era molto cattolica si incazzava se le parlavi di equilibrio rtra fede e sessualità perché non ne aveva mai misurato distanze o ontraddizioni. Superava la mediazione dei simbolismi, la sovrastruttura ASSAi terrena della chiesa. Lei onorava una Fede, la celebrava non per il tramite di qualche porporata ma con se stessa e per se stessa. Era praticante, ed osservava i rituali come momenti per relazionarsi con la SUA fede, senza mediazioni, l'ostia era l'Ostia, il prete che la porgeva poteva anche non esserci, e di fatto non c'era. Io non sono credente, son proprio lontano da qualsiasi religione, ma credo che le persone e le loro scelte vadano rispettate,e credo che francamente sapere che ibrahimovic succhi la fava di ambrosini non aiuti particolarmente nessun genitore a dire al figlio: "bravo! fallo pure tu!!", mentre esempi di COERENZA e riservatezza diventino sinonimi di normalità molto più facilmente e molto più facilmente generino dei dubbi. Ed il dubbio, meglio della contrapposizione, è il miglior punto di partenza. E come ti dicevo prima, sono battaglie isolate, perché non esiste un movimento ma non perché non ci siano capi: mancano proprio le truppe. Nelle ultime manifestazioni anti-omofobia ci si contava sulel dita di due mani. Poi però c'è gente che prende le ferie da oggi per nadare al concerto di madonna o di punto in bianco parte per andare a fare una caccia al tesoro di idizi per incontrare il suo idolo rockettaro. Sono tutte cose lecite e pure belle, sarebbero migliori se non fossero un "solo" ma un "anche". Invece li leggi il giorno dopo dirti "ah! se potevo venivo pure io..." E certo...

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  12. Ci sono domande che non andrebbero poste perchè le risposte rientrano nella sfera piu' intima del soggetto e non è certo la qualifica di "personaggio pubblico" o di "artista dalla fama indiscutibile" che possa giustificare l'ingerenza degli estranei nella vita privata dei singoli.
    Il coming out non è dovere, a nessun livello. Non esiste un diritto di nessuno a conoscere le "tendenze" sessuali degli altri... Mi spiace. Ma sta storia del coming out, sembra una caccia alle streghe...

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  13. oh... posso?
    malimortaccivostra.... quando c'è un post sul fico di turno tutti che intervengono col loro nome... mo TUTTI ANONIMI!?

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  14. scusa, cinefilante è il tuo nome vero?

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  15. La mia considerazione parte dalla tua domanda e in qualche modo concordo: visto che Dalla e Alemanno (non il sindaco di Roma, vero?) non hanno mai ufficializzato pubblicamente la loro relazione (e per pubblicamente intendo ai media, visto che nella vita sociale cittadina pare non fosse un segreto) perchè i giornali avrebbero dovuto riferire qualcosa che di ufficiale non era?
    Lo leggo piuttosto come un atteggiamento di attenzione ad una discrezione richiesta (poi che sia discutibile o no ciascuno esprima la sua).
    Mi trovo naturalmente in disaccordo, perchè lo leggo come una critica che sento sulla mia pelle (ma non è un problema essere in disaccordo ed è sacrosanto il diritto di critica), quando dici nei commenti che ciò che ti infastidisce sono tutti quelli che decidono di vivere nascondendosi e causa loro (causa nostra, di quelli come me) il paese non progredisce. Non lo so, forse è vero, mi metto in discussione, ma come sempre voglio sottolineare quanto è differente il cammino di ciascuno e su questo credo che un po' di "solidarietà" da parte di chi c'è riuscito a fare coming out ma ha provato simili paure sarebbe d'aiuto e forse farebbe progredire pure noi. O forse no, chissà. Semmai ciò che ci smuove può essere un semplice "datevi una mossa, cretini".

    Il mio "compagno" (come definire così chi vive a 250 km di distanza ma col quale ho una relazione da 16 mesi?) mi ha appena inviato a mezzo e-mail questo link.
    Può essere un ulteriore e interessante spunto di discussione.
    Scusa la prolissità.

    http://www.internazionale.it/opinioni/claudio-marcelli/2012/03/05/povero-marco/

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  16. >>>Carlo
    Grazie per l'intervento molto intelligente.

    >>>Anonimo 05 marzo 2012 18:56
    Continuo a non capire cosa c'entri il gay pride in tutto questo discorso. Mi sembri un politico di destra che qualunque cosa fanno i gay, tirano in ballo il gay prde definendolo una carnevalata e perdonami, ma che cazzo c'entra?!?

    >>>Anonimo 05 marzo 2012 19:05
    Vorrei sia chiaro che io vivo la mia vita felicemente alla luce del sole e che il coming out di questo o quel personaggio dello spettacolo, non migliora né peggiora la mia vita. Non mi aspetto che qualcuno si immoli per la causa. Non ne ho bisogno. Io ho già fatto la mia scelta anni fa e il mio coming out non ha meno valore di quello di un cantante solamente perché sono meno noto o meno conosciuto.
    Come dici tu, io mi faccio la mia vita e mi sono accorto che la società premia la mia sincerità più di quanto tu possa credere.
    Ci sono tanti motivi del perché alcune persone arrivino a fare coming out e altre no. Non giudico le scelte personali, ma sono fermamente convinto che nell'essere sinceri, si viva più felicemente.

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  17. >>>Anonimo 05 marzo 2012 19:38
    All'ultima manifestazione anti-omofobia fatta a Roma, ci si contava sulle dita di una mano. Eravamo talmente pochi che probabilmente se potessi vedere il tuo volto, ti direi se anche tu eri lì o meno. Posso forse prendermela con chi non c'era? Sticazzi. Io stavo lì e questo è quello che mi interessa.
    E dico sticazzi anche di Lucio Dalla che non ha mai ufficializzato ai media il suo essere gay. Non so se hai inteso, ma la mia vita va avanti a prescindere. Ma non posso non pensare che se tutti vivessimo con serenità la propria omosessualità alla luce del sole, non esisterebbe più un "noi" e un "loro".

    >>>>>>Anonimo (Salvo)
    Mi sa che non hai inteso bene quello che ho scritto se dici che la ricerca del coming out è una caccia alle streghe. L'idea di scrivere questo post, è venuta solamente perché tutti hanno iniziato a parlare di questo Alemanno. Non ci fosse stato Alemanno e l'opinione pubblica che prende le posizioni dell'uno o dell'altro, non me ne sarebbe fregato veramente nulla dei gusti sessuali di Lucio Dalla. Vedila così, non è una caccia alle streghe, ma un semplice un cercare di capire quale sia la verità.
    E come ho detto a tutti, ritengo che se tutti facessero coming out, non staremmo di certo a parlare di queste cose.

    >>>Il cinefilante
    Oh, io oggi ti adoro.

    >>>Anonimo 05 marzo 2012 20:37
    Cinefilante non è il suo vero nome, ma dietro quel nick c'è una persona che ha deciso di mostrarsi in qualche modo. Dietro un anonimo invece, il più delle volte c'è solo un rompicoglioni che sa solamente criticare senza ascoltare.

    >>>(In)consapevole
    Se certe volte esagero con le parole, forse è semplicemente per far passare un concetto; ci vuole molto di più di un coming out di massa per far progredire il nostro paese.
    Sono consapevole che dietro ogni persona si celi un cammino differente e so bene che l'esperienza di uno non può valere anche per un'altro, ma mi piace pensare che il coming out di noi "anonimi", contribuisca a smuovere l'opinione della gente. E probabilmente lo fa anche di più di quanto non lo faccia il coming out di un VIP. E' per questo che vorrei dire a tutti quelli che non lo hanno ancora fatto "datevi una mossa, cretini", ma so anche che ognuno ha il proprio percorso da compiere.

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  18. Purtroppo non basta un coming out di massa per annullare un "noi" e un "loro".
    Basta guardare il razzismo: i neri non possono nascondere la propria identità, ma non è per questo che il razzismo è scomparso. I transessuali lo stesso.
    Penso che accanto al coming out sia necessaria una crescita culturale, e per questa crescita culturale il cominq out di personaggi famosi non è obbligatorio, è vero, ma sarebbe di sicuro un aiuto.

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  19. ma che risposta speravi da uno che è la collezione vivente e vestente degli stereotipi che i gay hanno di loro stessi. Balla, va.

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  20. Quando muore qualcuno di famoso io mi spavento sempre. Tutte le volte.
    Non tanto per la cosa in se: siamo in 7 miliardi, c’è la crisi e sempre meno risorse quindi se qualcuno si leva dalle palle ben venga.
    Mi spavento perchè d’improvviso, appena morti, tutti diventano buoni, pieni di amore verso il prossimo e ogni difetto, meschinità o vigliaccheria viene cancellata.
    Così come se i 21 grammi potessero portar via con loro anni e anni di mediocrità umana.
    Ora io non ce l’ho con Lucio Dalla, mi è sempre stato simpatico e l’ho sempre trovata una persona arguta e intelligente.
    Mi fa solo ridere e anche abbastanza senso pensarlo barbuto e peloso che dispensa amore e petali di rosa saltellando in quel di Bologna come na cretina che non c’aveva niente di meglio da fare che amare il prossimo.
    Perchè questo concetto è passato attraverso i commenti dei media tradizionali e della rete.
    Quando toccò a Moana Pozzi me la volevano far passare come una premio Nobel dall’intelligenza sopraffina e invece era na povera scema che azzeccava due congiuntivi e siccome non aveva sfondato nel cinema s’era fatta sfondare bene bene per sfondare a sua volta nei sottoboschi dello showbiz.
    Invece no! Moana era solo piena di amore verso il prossimo, il fatto che riuscisse a darlo, l’amore, solo a 90 probabilmente era dovuto a una qualche forma di scoliosi e mica gliene potevamo fare una colpa, soprattutto da morta.
    Mj, che erano 20 anni che non se lo inculava nessuno, se non quei due batocchi che si portava a letto coi genitori consenzienti, d’un tratto è diventato l’icona delle icone, la più grande popstar al mondo e ci scommetterei quei pochi euro che mi son rimasti in banca che se qualcuno avesse dette che gli piaceva MJ il giorno prima che schiattase lo avrebbero preso per un poraccio che ascoltava musica di merda.
    Invece no! E’ schiattato e quindi era buono e pieno d’amore per il prossimo.
    Il fatto che rinnegasse la razza negroide a cui apparteneva non va visto come una cosa deprecabile e fascista.
    Mj era felice di essere negro, gli dispiaceva solo che gli altri fossero così bianchi, perchè si sa che un po’ di colore fa salute, e quindi buono e pieno d’amore si sbianchettava per non farli sentire diversi da lui.
    Witney era una donna forte e volitiva, non era succube di un machismo dilagante che vi vuole o sante o puttane ma mai persone.
    Non si strafaceva di droghe perchè era na povera pazza depressa, era solo piena d’amore per il prossimo e quindi in cuor suo pensava che più spippettava roba meno ce ne era in giro da far cadere gli altri in tentazione.
    Bobby non l’ha mai gonfiata come un tamburo era lei che si offriva volontaria come sacco da boxe perchè così durante le sessioni di allenamento il marito non avrebbe comprato i pungiball che si sa, sono cuciti da quelle manine d’oro dei bambini del terzomondo…Ahhh cuore di mamma.
    Io nella critica di Busi, discutibile e detestabile come sempre chi esce dal coro riesce ad essere, c’ho letto questo… tra le righe.
    Non diventerò mai famoso, ma se mai succedesse e un giorno schiattassi lascio qui quello che mi piacerebbe si dicesse di me.
    Gli giravano sempre le palle, ha amato molto qualche persona ma la maggior parte le avrebbe prese a sprangate sui denti. Più volte.
    Con buona pace dei commentatori!

    PS è un commento che ho scritto anche da un'altra parte, non sono per il riciclo ma bho' mi piaceva condividerlo anche qui che è tanto che non scrivo

    G

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  21. Guarda te, se non te ne frega un cazzo di Lucio Dalla come cantante cosa può fregartene se era gay o meno? E poi perché non andavi a chiederglielo di persona quando era ancora vivo? Eh te lo dico io, troppo facile parlarne adesso! Perché non scrivi un bel sermone anche sul suo parrucchino? Credo sarebbe un altro argomento molto interessante, almeno quanto questo! Per favore, evita di criticare i morti, ognuno è libero di vivere la propria vita come meglio crede, finché non fa male a nessuno! Vedi, tu non devi mica sbandierare ai quattro venti se sei omosessuale o eterosessuale, perché doveva farlo Dalla? Dove sta scritto?

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  22. >>>Sandro Roccia
    Concordo con te caro Roccia, nessuno obbliga nessuno, ma dei piccolissimi (microscopici) cambiamenti dell'opinione pubblica, potrebbero avvenire con il coming di gente conosciuta e stimata.

    >>>Anonimo
    Se parli di me, ti sbagli di grosso.

    >>>Gianguido
    Ovviamente hai ragione. In Italia c'è l'idea che i morti non si toccano neanche con il pensiero e basta un niente per diventare amatissimo da tutti.
    Su una cosa ti sbagli però: io Michael Jackson me lo ascoltavo anche quando stava nell'occhio del ciclone, sulla sedia a rotelle e con la faccia sfigurata dagli interventi (ovviamente fatti per farlo respirare meglio...). Credo di essere stato uno dei pochissimi ad aver comprato il suo album Invincible stroncato da tutti solo perché uscito in un periodo sfortunato. A me piace e a Michael ci ho sempre voluto bene anche se dormiva con i bambini (era molto solo e loro gli facevano compagnia e gli leggevano le favole della buona notte).

    >>>michele
    Parlo di Lucio Dalla perché la sua morte è diventata argomento di cronaca. Ne parlo perché ho qualcosa da dire e la tua riflessione è stupida e senza senso. Critico i morti se hanno condotto una vita degna di essere criticata. Ognuno è libero di vivere come meglio crede come dici tu, ma il non fare male a nessuno, non significa che automaticamente si faccia del bene. Io non vado a sbandierare ai quattro venti la mia sessualità, ma se me lo chiedono rispondo perché non c'è nulla di male e infatti i miei famigliari lo sanno, a lavoro lo sanno, i miei amici lo sanno; non sono famoso e quindi non c'è nessun giornalista interessato alla mia storia, ma se un giorno qualcuno me lo chiedesse, non potrei mentire.

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  23. Un paio di elementi per insaporire la riflessione iniziata da Lord (interesting blog !)

    1979, Dalla si dichiara sessualmente libero e amante ortodosso, cioé coerente coi propri sentimenti, in un'intervista per Lambda

    Più recentemente, 2007, Lucio ha scritto una canzone in cui mi sembra dichiari il personale conflitto tra l'essere tradizionalmente cristiano e, al contempo, amante del suo compagno, Marco (con cui firma il video della canzone). Il brano si intitola I.N.R.I.


    In fin dei conti la storia di Lucio si conclude con ironia: lui che faceva fatica perfino a dichiararsi comunista ha probabilmente finito col (con)fondere le due dichiarazioni: non omosessuale ma compagno...

    Cheers,
    radar

    PS
    Dear Lord, faccio coming out: sono un fan di Lucio, dai tempi in cui frequentavo il LunEUR :p

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