Madonna cover story: Like a Prayer


1989 - Like a Prayer. Quarto album di studio per Madonna e ennesimo successo. La titletrack è anche il primo singolo estratto e quando esce crea un vero putiferio a causa del video con croci che vanno in fiamme, la statua di un santo dalla pelle nera e Madonna che riceve le stigmate come per magia. Il mondo religioso si infuria e la Pepsi annulla il contratto di sponsorizzazione del tour. Madonna è sulla bocca di tutti. Ormai stra-conosciuta e in costante ascesa, può permettersi di fare un disco dove non compaia il suo faccione e dici: - Cosa avrà messo mai in copertina, l'immagine di un cucciolo di labrador? - No, la foto della patonza. Ok, stiamo parlando solamente di un paio di jeans sbottonati e poi i Rolling Stone nel 1971 avevano fatto di peggio mostrando il birillone che spinge da sotto i pantaloni [FOTO], ma Madonna si supera improfumando vinili e musicassette con l'odore di incenso. Il risultato è che se chiudi gli occhi, immagini di stare in chiesa durante la messa di Pasqua, se li apri vedi una ragazza che sta per mostrare la passerotta.
Nonostante questo, la cover del disco fa un po' cagare e punto.
Ma Madonna dimostra di non essere solo una cantante scema e bramosa di successo, inserendo all'interno dell'album una piccola guida riguardante il sesso sicuro e i pericoli relativi dell'AIDS; lei stessa ammetterà di aver perso alcuni amici a causa di questa malattia e forse si sente coinvolta in prima persona. Sono gli anni in cui l'AIDS è considerata la malattia degli omosessuali e Madonna si rivela essere anni luce avanti rispetto alla mentalità del periodo.

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4 commenti:

  1. Album secondo me bellissimo, più maturo rispetto ai precedenti e primo lavoro intimistico di Madonna. Che poi la sciura Ciccone non ha mai fatto l'oca scema, né la sua immagine forte e risoluta ha mai fatto pensare a una "Valeria Marini" americana.. tutt'altro direi, ogni suo lavoro discografico ha rappresentato una crescita e si è rivelato qualitativamente superiore al precedente. Anche i testi sono quasi sempre impegnati e abbracciano temi importanti. La copertina di Herb Ritts, come hai detto tu, fa l'occhiolino a "Sticky Fingers" dei R. Stones ed è uno dei tanti messaggi femministi che si appresterà a lanciare. Dal punto di vista estetico può non piacere ma in quello scatto nulla è casuale, a partire da quelle dita peccatrici in primo piano che nell'immagine degli Stones non si vedevano. Bon, ora me ne sto zitto e vado ad accendere il moccolo sull'altarino che ho allestito per Lei in ufficio.

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  2. disco stupendo e quanti ricordi! ero alle medie e iniziavo a darmi da fare con le ragazzine, nell'89 ero etero! son cose.

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  3. Tra l'altro, è da poco passato il 23° compleanno di questo disco meraviglioso! Tanti auguri LAP!

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