Roma Pride 2012


Gay Pride passato. Polemiche messe da parte. Si torna alla vita di sempre.
Dici: - Vabbè ma quindi a che cazzo è servito 'sto gay pride? -.
Non sono così ingenuo da pensare che ora che siamo scesi in strada mano nella mano, daranno a tutte le coppie fru fru riconoscimenti e diritti e leggi e la possibilità di avere figli senza doverli rapire in Malawi. Con il world pride del 2000 abbiamo creduto fosse giunto un momento di svolta e invece da quel giorno abbiamo fatto dei passi avanti, ma anche alcuni passi indietro. Partecipare ogni anno al gay pride probabilmente non produce risultati immediati, ma fa sì che la gente non dimentichi. E anche se all'italiano medio non frega una minchia, c'è una realtà sotto gli occhi di tutti che cerca di andare avanti e penso sia giusto di tanto in tanto smuovere l'opinione pubblica e ricordare che ci sono alcune persone chiamate gay, che sperano un giorno di essere chiamati famiglia. 
Dici: - Ma perché conciarsi come ad un carnevale e non chiedere diritti e leggi in modo più serio? -.
Il problema della carnevalata è una falsa scusa che usano le persone che vogliono contestare il pride e non sanno a cosa appigliarsi. La usano i politici per sminuirne il valore di questa manifestazione e la usano gli stessi gay per giustificarsi del fatto che non vi prenderanno parte. Quegli stessi gay che poi magari se ne vanno a fare il pride e le feste a Madrid, perché lì non hanno paura di essere ripresi dalle telecamere e non hanno paura di essere visti dai genitori o dai colleghi o dai vicini di casa. La verità è che noi italiani ancora ci vergogniamo di essere gay. E che senso ha marciare in strada e chiedere le leggi e riconoscimenti e magari anche il matrimonio omosessuale, se poi ci si vergogna di essere finocchi? Quando otterremo la possibilità di sposarci che faremo, lo diremo solo ai pochi amici intimi e adotteremo un bambino e lo terremo chiuso in soffitta per non farlo vedere a nessuno? Partecipare al gay pride è un atto di coraggio e io stimo chi decide di andare e non mi interessa se lo fa vestito di piume, con mutande di pelle, un perizoma glitterato o in t-shirt e pantaloncini. Quello che conta è riempire le strade per fare vedere quanti siamo. 
Dici: - Tanto poi i giornali fotografano sempre le solite trans. -.
Vero. Se guardi la gallery del Messaggero viene da chiedersi se sia il carnevale di Rio o il gay pride romano. Eppure vi assicuro che non ho mai visto un pride sobrio come quello di quest'anno. C'erano facce come quelle che si vedrebbero al mercato e gli eccentrici a tutti i costi si perdevano nella folla e quasi sparivano e se volete farvi un'idea reale di cosa sia stato questo pride romano, guardate questa bella galleria fotografica che non so chi abbia fatto ma che dimostra come il pride non sia una manifestazione di pazzeh svitateh, ma che i gay sono il vicino di casa e il collega di lavoro e il meccanico in fondo alla strada [Gay Pride Roma 2012 Gallery] e fin quando rimarrete comodamente seduti sulle vostre poltrone a giudicare la parata dall'esterno, non capirete mai. 
Dici: - Ma tanto tutte le associazioni omosessuali sono in mano ai politici e guardano solo i propri interessi. -. 
Il gay prde non deve essere visto come il giorno in cui poter essere liberi di scendere in strada e camminare a viso scoperto. Il pride non è il giorno della resa dei conti. Ogni giorno dovremmo mostrare il nostro orgoglio (pride significa proprio orgoglio... guarda che coincidenza!), perché solo in questo modo si riuscirà a smuovere veramente l'opinione della gente. Ma se non abbiamo fiducia nelle associazioni gay, possiamo sempre organizzare una manifestazione via internet e scegliere un giorno a caso nel calendario e chiamarlo con un altro nome o metterci d'accordo mediante twitter e non servono carri, go go boys dagli addominali scolpit e unicorni con la criniera arcobaleno; quello che conta è che ci siano le persone.
Che poi, l'Istat dice che il 63% dei cittadini italiani è favorevole alle unioni civili e addirittura il 44% al matrimonio gay. Quindi o l'Istat dice cazzate, oppure qualcosa sta veramente cambiando in questo paese per vecchi.
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13 commenti:

  1. Bisognerebbe avere più persone che la pensano come te, bisognerebbe clonarti.:)

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  2. Sono d'accordissimo! questo è stato il mio primo pride ed è stato davvero molto bello e molto più sobrio di quello che avevo immaginato.

    Sono d'accordo anche col dire che non bisognerebbe sfilare un solo giorno ma mettersi d'accordo e andare, pure per un flash mob!

    Un solo giorno non cambia però aiuta. Il silenzio invece no! Trovo che molte persone usano la scusa del carnevale per non andare. Io non ci trovo niente di male. Anzi. Se aiuta a farne parlare, meglio! E' poi è bellissimo vedere tanta gente così diversa e particolare *__*

    Cmq ho scritto un post sul mio blog dove ho descritto le mie sensazioni...se ti va, puoi andare a leggerlo ;)

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  3. condivido tutto ciò che hai detto. il pride è un bellissimo momento di aggregazione, l’espressione della libertà di essere sé stessi (con parrucche e lustrini o senza, non importa nulla) in una società che si ostina a remarci contro. chi non c’è mai andato non può permettersi di giudicarlo.

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  4. Sul resto dell'articolo posso essere più o meno d'accordo, ma contesto quanto segue:
    "Il problema della carnevalata è una falsa scusa che usano le persone che vogliono contestare il pride e non sanno a cosa appigliarsi. La usano i politici per sminuirne il valore di questa manifestazione e la usano gli stessi gay per giustificarsi del fatto che non vi prenderanno parte. Quegli stessi gay che poi magari se ne vanno a fare il pride e le feste a Madrid, perché lì non hanno paura di essere ripresi dalle telecamere e non hanno paura di essere visti dai genitori o dai colleghi o dai vicini di casa"
    A parte che un'analisi del genere mi sembra quantomeno parziale e abbastanza superficiale...

    Ora, spero che sia chiaro a tutti noi che l'essere omosessuali non si identifica, non comprende e non implica l'utilizzo di suppellettili (parrucche, trucchi, orecchini e quant'altro) né alcun atteggiamento specifico (effemminatezza, acidume, signorilità o machismo esagerati). L'eventuale scelta in tal senso sta al singolo, perciò mi sembra fuori luogo, in un momento di rappresentanza, ricorrere a tutto ciò.
    Quanto sopra non lo vedo strettamente necessario per rivendicare l'uguaglianza. Personalmente non chiedo di essere libero di vestire in modo succinto e in abiti sadomaso (come sinceramente chiedo di non farlo ad un eterosessuale chiaramente); io voglio essere riconosciuto in quanto omosessuale, voglio che la gente mi veda per quello che sono: un ragazzo normalissimo che non veste fuori dall'ordinario e che ha una vita praticamente identica a quella dei miei corrispettivi eterosessuali, se di questo si può parlare. Voglio essere libero di camminare per strada mano nella mano col mio ragazzo e di baciarlo, NIENTE DI PIU' di quello che viene concesso alle coppie etero, senza il timore di essere aggredito (se poi si evitasse anche l'additamento sarebbe il massimo), ma questo non lo ottengo ostentando stravaganza e trasgressione, al contrario il messaggio dev'essere che quella "normalità" che tanto rassicura chi ci rifiuta permea anche noi, che non siamo una minaccia ai costumi e alla decenza (anche se qui si potrebbero spendere moltissime parole) se veniamo riconosciuti.

    Finché ci mostreremo vestiti in leather e coi frustini in mano faremo paura, soprattutto ad una popolazione in cui la moralità, di matrice fondamentalmente cattolica, si tramanda e non fa i conti con l'esperienza. Ma soprattutto, il messaggio che passa, e che a chi ci contesta conviene leggere visto che crea distanza, è che a perpetrare pratiche "perverse" siamo praticamente solo noi omosessuali.

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  5. "Quando otterremo la possibilità di sposarci che faremo, lo diremo solo ai pochi amici intimi e adotteremo un bambino e lo terremo chiuso in soffitta per non farlo vedere a nessuno?"

    Temo proprio di sì.
    Diciamocelo senza troppe ipocrisie: quanti di quelli che hanno cliccato/cliccheranno "mi piace" su questo post si sono dichiarati a lavoro, in famiglia etc.?
    Quanti senza arrivare a Madrid sfilano al Pride di Roma perché tanto chi vuoi che li scopra, ma se fossero al loro paesello...

    Lo so, è una domanda da bastardo, ma qualcuno deve pur farla...

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  6. >>>loran
    Sai che palle avere un esercito di Lord bacchettoni e primedonne!?
    Comunque apprezzo il complimento nascosto all'interno della tua frase, veramente.

    >>>xander
    Grazie. Ho letto il tuo post e ovviamente lo condivido.

    >>>Teo
    TVBAI

    >>>Anonimo 28 giugno 2012 17:43
    Dovremmo convincere sempre più persone a parteciparvi. Io per esempio non ho mai chiesto a mia madre di venire. Magari se glie lo chiedessi ci verrebbe... boh.

    >>>4lf4
    Anzitutto grazie per aver lasciato il commento.
    Ovviamente la mia era un'analisi parziale ,in primo luogo perché volevo affrontare vari argomenti senza però scrivere un post lungo e troppo noioso e poi perché è normale che la questione non si può esaurire in così poche righe.
    Ovviamente condivido tutto quello che hai scritto. E infatti io sono uno di quelli che partecipa al gaypride in t-shirt e pantaloncini. Al massimo posso mettere una canottiera se fa veramente caldo come in questo caso a Roma, ma di sicuro non mi troverai su tacchi altri e con in testa una parrucca. Io sono dell'idea che il vero gay pride di vive ogni giorno. Se andiamo a tradurre la parola, scopriamo infatti che gay pride significa orgoglio omosessuale e io fortunatamente riesco a vivere la mia finocchiagine tutti i giorni alla luce del sole. Lo sanno i parenti e gli amici e i colleghi di lavoro. Questo è il mio gay pride e si svolge tutto l'anno. Il gay pride romano invece, non è altro che una manifestazione come tante. Gli agricoltori non sfilano forse a bordo dei trattori? CGIL CISL e UIL hanno sfilato con bandiere, palloncini, cappelli rossi di ogni tipo e fischietti durante la loro manifestazione (ci sono centinaia di foto a testimonianza). Non è per certi versi anche questo un senso di trasgressione? I gay (molti gay), hanno un abbigliamento eccessivo tutti i giorni dell'anno. I transessuali si travestono, i leader usano pelle e catene per i loro incontri d'amore. Durante il gay pride non si vestono in maschera, ma fanno vedere alla gente la loro realtà. Ed è brutto che proprio noi che dovremmo capirli, ci ritroviamo a criticare il loro comportamento perché ci rovina la sobrietà della manifestazione. Penso che ognuno deve presentarsi per quello che è; gli eccessi non piacciono neanche a me, ma mi fa piacere che queste persone dicano: "Io sono fatto così, vorrei essere accettato".

    >>>Sandro Roccia
    Ovviamente se scrivo certi post e mi prendo la briga di "bacchettare" certi comportamenti, è perché io sono uno di quelli che si è dichiarato a casa e sul lavoro e credo che ormai perfino gli amici delle elementari lo sappiano.
    Nel post ho detto che gli italiani si vergognano di essere gay e sono qui a dire che probabilmente sono fortunato, ma forse la vita da dichiarato, non è poi così complicata come si può pensare.

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  7. Beh, spero fosse chiaro che mi rivolgevo a "quelli che hanno cliccato mi piace" non a chi ha scritto il post...

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  8. >>>Sandro Roccia
    Sì, sì era chiaro, la mia era una risposta generale, per chiarire il concetto a tutti e non solo chi come te, mi conosce meglio.

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  9. Per dare man forte al tuo ragionamento, ripeto quello che ho scritto sul mio blog:
    Oltre all'esempio della CISL, pensiamo ai trattori, ai "forconi", alle "scope verdi" del post-sputtanamento di Bossi, ai leghisti con elmetti vikingi e facce colorate di verde tipo braveheart, all'Isola dei Cassintegrati, ai ricercatori sui tetti, agli operai sulle gru...
    Come ho scritto, tutte le manifestazioni hanno una quota di eccentricità. Le trombette e i fischietti servono proprio per attirare l'attenzione, non si può pretendere il silenziatore.
    Ognuno poi attira l'attenzione come più gli è congeniale: noi con la Carrà e quattro palestrati in boxer, e gli allevatori con le mucche in mezzo all'autostrada.

    E concordo pienamente con te quando dici che questo non significa dare libero sfogo agli eccessi. Il fatto che sia legittimo suonare la trombetta non significa che è lecito produrre onde d'urto che fracassano i vetri.

    Infine, mi unisco alla tua testimonianza: io sono contrario al "devo dirvi una cosa". Comunico la mia omosessualità in modo spontaneo, naturale, e lo faccio tutti i giorni. E concordo con te: la vita da dichiarato non è poi così complicata come si possa pensare.
    S spero che qui sul tuo blog, sul mio e in ogni posto possibile in tanti raccontino la loro quotidianità da dichiarati, il loro vivere alla luce del sole in modo semplice. farebbe bene a tutti, in primis ai gay che hanno paura di esserlo.

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  10. Volevo dire rapidamente due cose:
    1 - riguardo al matrimonio tra persone omosessuali, mi viene sempre in mente una volta che Aldo Busi disse "ma lo capite che gli omosessuali si vogliono sposare solo perché glielo impedite? Se fosse lecito non ci penserebbero neanche!"
    Magari non c'entra un cazzo, però mi faceva ridere.

    2 - curiosità mia: ma tu hai visto anche eterosessuali (magari in coppia) partecipare a questo Gay Pride? Mi interesserebbe saperlo.

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  11. >>>Sandro Roccia
    Grazie del sostegno.

    >>>Filo
    Riguardo al primo punto... vabbè, Busi è un uomo molto intelligente, ma spesso troppo provocatorio. Ci rido su e punto.
    Riguardo al secondo punto ti rispondo tranquillamente di si. Anche coppie con carrozzine. C'è veramente ogni tipo di realtà. Provare per credere...

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  12. L'anno scorso all'inizio del Pride ho osservato la sfilata da solo dato che i miei amici mi avrebbero raggiunto più tardi, bene quando ho cercato di attaccare bottone con una coppia (etero) settentrionale con prole mi hanno guardato storto senza fiatare come se fossi un alieno e vi assicuro non avevo detto nulla di sconcio o immorale. (tipo: 'mazza chissà quanto c'avrà messo a costruire tutto il vestito!) Mi aspettavo di avere almeno un sorriso di "condivisione" dato che si erano fatti le foto con tutti i "travestiti" del pride, poi ho pensato che per loro i gay non esistono e che quella era solo una "carnevalata".

    Finchè ci sarà il Papa a Roma, in Italia non ci saranno matrimoni gay.

    In ogni caso io sono sempre del parere che se la società non farà passi in avanti, noi ne dobbiamo fare uno indietro: ad esempio, mettere per un giorno da parte i lustrini invece che ostentarli.
    E cmq lottare quotidianamente durante le piccole battaglie di ogni giorno.

    Con i miei non sono dichiarato dato che mi renderebbero la vita impossibile (non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere) in compenso tutti i miei amici stretti sanno del mio oientamento sessuale e chi non lo conosce, spero sempre se lo immagini, perchè quando una ragazza ci prova con te, è sempre imbarazzante!

    Una mia conoscente ieri faceva illazioni sul mio essere gay e dato che lo faceva con pregiudizio e un mezzo sorriso misto a ghigno io sono rimasto sul vago facendo intendere quello che sono per non sbroccare dicendo: " Sì, sono gay per quale ca**o d motivo me lo chiedi ridendo? Non c'è un ca**o da ridere, ti pare che io rido perchè sei etero? ..ed è una che si vanta di essere "elastica".

    Ok, mi sono sfogato. =P

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