Gay Pride 2013


Gay Pride nuovo, ma discussioni vecchie. Che poi arrivato a trentaquattro anni dico basta polemiche; ognuno è libero di pensarla come gli pare e se alcuni gay continuano a credere che i pride siano solo baracconate che denigrano la figura dell'omosessuale io non posso farci nulla. Basta discutere rimanendo ognuno fermo con la propria opinione; se la pensate così rimanete a casa e lasciate scendere per le strade chi invece ci crede e vuole manifestare.
Dici: - Manifestare? Le manifestazioni sono cose serie, nessuno prenderà mai sul serio un finocchio in perizoma e con i brillantini spalmati sulle spalle!
Il nodo della questione forse è proprio questo e ovvero che alcuni gay pensano (forse inconsciamente) che esistano omosessuali di serie A e finocchi di serie B e se tu sei femminile e ti piace uscire con gli hot pants rosa di Hello Kitty, allora non puoi pretendere altro che prese per il culo e se invece sei maschile e vestito bene, allora puoi fare una manifestazione, ma ovviamente senza carri e musica, perché quelli distolgono l'attenzione dal messaggio.
Ebbene, io invece penso che ormai viviamo in un periodo in cui la parola omosessuale si sente quasi tutti i giorni e si parla di diritti per gli omosessuali quando gli altri paesi approvano il matrimonio gay e noi rimaniamo a guardare e se ne parla nelle campagne elettorali e se ne parla nelle trasmissioni alla tv e ormai i gay non sono più i truccatori delle dive, ma finalmente si è arrivati al concetto di famiglia omosessuale e in un certo senso tutto l'anno si discute di leggi e omofobia e a mio avviso il gay pride non è più la manifestazione per chiedere i diritti. Le battaglie si combattono tutto l'anno e ogni giorno in cui decidiamo di non rimanere più nell'ombra. Credo che finalmente possiamo sollevare il gay pride dalla responsabilità di cui in questi anni è stato caricato e considerarlo come una semplice parata per non dimenticare. In attesa che questi diritti arrivino. Ma ormai i politici stanno messi talmente alle corde che non potranno più tergiversare ancora per molto e qualcosa dovranno tirarla fuori dal cilindro.
Lo so, chi è contro il pride continuerà a rimanere della sua idea e adesso starà dicendo: - Tanto è la solita baracconata fatta per spogliarsi e mettersi in mostra e se lo facessero in inverno, non ci sarebbe tutta questa gente! - e arrivato a trentaquattro anni dico che è inutile discutere con chi non vuole ascoltare. Si può anche avere idee differenti e convivere insieme sotto lo stesso cielo senza mettersi i bastoni tra le ruote gli uni con gli altri. Il gay pride di sicuro non risolverà nulla e su questo siamo tutti d'accordo, ma è comunque bello vedere quanta gente abbia partecipato e una volta ogni tanto è bello anche ricordarsi che essere gay non significa solo andare alle serate, ballare Britney Spears e scopare con i maschi.
E quindi riversiamoci per le strade e facciamogli vedere quanti siamo!
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18 commenti:

  1. Totalmente d'accordo! Siamo sempre pronti a stigmatizzare chi categorizza, adotta luoghi comuni, fa sfoggio di assoluta ignoranza, percula... e poi molto spesso facciamo esattamente la stessa cosa a noi stessi, arrivando persino al paradosso di "dare manforte" proprio ai comportamenti che più ci danno fastidio quando ci sono rivolti contro. Rivendichiamo una libertà di esprimerci in tutte le nostre sfumature e diversità quando spesso siamo i primi a reprimerle, limitarle, chiuderle in recinti di convenienza. Applausi Lord

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    1. Ma infatti quest'anno la riflessione sul gay pride era un'autocritica. Non rivolta dunque agli etero che non ci accettano, ma rivolta a noi gay che combattiamo noi stessi e le nostre varianti nelle quali non ci riconosciamo.

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  2. "Si può anche avere idee differenti e convivere insieme sotto lo stesso cielo senza mettersi i bastoni tra le ruote gli uni con gli altri".

    Questa frase è per me un punto cardine per comprendere il perchè in italia gli omosessuali non hanno raggiunto obiettivi come quelli delle altre nazioni.
    Non riusciamo a fare delle alleanze tra gruppi diversi, tra diverse associazioni per far sentire la forza dell'unione alla politica quando si fanno delle richieste.
    In questo siamo molto simili alle donne anche loro non riescono a fare alleanze a termine tra gruppi diversi una cosa che invece i maschi eterosessuali sono campioni, il potere politico si basa proprio sul fare alleanze che poi possono essere disfatte velocemente quando si sono raggiunti gli scopi comuni.

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    1. Ho notato che questa cosa del non fare alleanze si ripresenta in molti campi; dalla semplice apertura del nuovo locale e tutti che lo snobbano perché nessuno ama le novità, allo stringersi attorno ad un'unica ideologia e marciare insieme con tutte le sfumature possibili e invece tendiamo sempre a delineare confini e dividerci in noi e loro, anche quando siamo tutti sulla stessa barca.

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  3. Io ho fatto tante manifestazioni soprattutto da studente per qualsiasi mio ideale ma non ero mai stato al gay pride...da quando ho incominciato a vivere la mia sessualità sono sempre voluto andare ma per 2 anni i miei ragazzi non volevano accompagnarmi a questa baracconata, quest'anno me ne sono fregato, i miei amici non potevano perchè in tempo di esami ed io sono venuto da solo. Sono stato bene. Non è una baracconata, mi sono divertito, ho conosciuto altri ragazzi , ho riso, pensavo di vedere cose assurde, strane e invece niente. Io che sono (mi atteggio) uno di quegli omosessuali di serie A sono stato bene perchè finalmente tutto era normale. perchè quel giorno siamo stati tutti uguali facendoci una passeggiata. chi non viene non capisce, far parte di una minoranza non vuol dire nn avere pregiudizi, criticare da casa è un pregiudizio.

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    1. Io lo dico sempre, il gay pride va vissuto prima di essere giudicato. E raramente chi vi partecipa lo considera una brutta esperienza.

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  4. Premesso che ritengo il Pride un'occasione per far uscire, almeno una volta l'anno, una parte di sè che magari non può emergere in una società in cui per ogni cosa che fai devi essere visto come diverso e quindi discriminato. Il mio timore ( un po' a ragion veduta) è che per molti esiste quasi esclusivamente il pride, come esistono quasi esclusivamente le serate in discoteca, e che se vai a sensibilizzarli con questioni più importanti come possono essere i diritti, questi alzano le spalle dicendo che a loro non riguarda. Quindi sì, partecipazione in tutte le sfumature, ma che la bilancia non penda da un solo lato.

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    1. Questa cosa del tirare fuori almeno una volta l'anno una parte di se mi convince poco, nel senso che dovremmo imparare ad essere noi stessi senza vergognarci, ma anche senza essere per forza eccessivi, altrimenti scadiamo nel teatrale e nell'artefatto.
      Sul discorso che invece la gente preferisce una serata in discoteca al gay pride, questo è fuori discussione. Purtroppo.

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  5. Interessante punto di vista. Non avevo mai considerato il pride come una manifestazione oramai vetusta e "inutile" per reclamare i firitti. In effetti, non penso sia sbagliato questo concetto perché analizzando la società odierna, come dici tu, l'omosessuale è stato sdoganato (più o meno). Quindi il pride perde la forza iniziale a favore di lotte più mirate e costanti durante tutto l'anno.
    Lo trovo davvero un ottimo spunto.

    PS: ovviamente io non penso che il pride sia una baracconata e, anzi, l'ho difeso strenuamente contro chi invece lo pensava in altro modo.

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    1. Ogni anno il gay pride è motivo di riflessioni diverse e ogni anno i volti delle persone che vi partecipano danno adito a nuovi spunti. Può essere che nelle mie riflessioni dica cazzate, non dico che debbano essere necessariamente condivise, ma mi fa piacere sapere che qualcuno trova i miei spunti interessanti.

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  6. Io la penso in questo modo..
    Il Gay Pride è un momento in cui una fascia di persone non solo manifesta per ricordare al mondo i propri i diritti ma si incontra per ribadire a tutti la propria identità..
    Questo spaventa, terrorrizza e scatena l'odio di tutte quelle persone che o non hanno una loro identintà o vivono in una forma di malatà superficialità la loro esistenza.
    Io sono etero ma quando posso ci vado lo stesso, non tanto per lottare per dei diritti, cosa che come dici tu, si fa ogni giorno. Io ci vado per imparare, si imparare ad evere coraggio di essere noi stessi fino in fondo. Per me il Gay Pride è un punto di partenza per arrivare un giorno forse all'orgoglio di sè stessi e manifestare o meglio mostrare tutti quanti il nostro essere.

    Lavinia

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    1. Credo che negli anni il gay pride stia abbracciano una fetta sempre maggiore di persone e non riguardi più solo i gay. Tu ne sei una testimonianza, ma basta parteciparvi per vedere come sempre più spesso si vedano amici di omosessuali, genitori e parenti. Del resto è un'argomento che non riguarda più solo i gay. E i gay non sono più invisibili.

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  7. Concordo su tutta la linea. Il Pride di Roma era in concomitanza con il 100 Harley, e quindi ci ho fatto un salto. Potrebbe essere un impressione mia, ma mi è parso più "dimesso". Il mio timore più grande è che tutto 'sto gran parlare (appunto, solo "PARLARE") di diritti dei gay, matrimonio omosessuale, omogenitorialità etc... abbia innescato quello strano fenomeno, molto presente in Italia, dove una cosa molto discussa la si considri come fatta, come già successa, come avvenuta. Mentre fatta, successa, avvenuta, proprio non è.
    Rocco

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    1. Non credo che sia stato un pride "dimesso", forse più morigerato, forse meno dispendioso in go go boys, stelle filanti e coreografie, ma penso che gli obiettivi siano sempre lì davanti e che l'intento è sempre e comunque quello di raggiungerli. Però come scrivevo nel post, credo che il gay pride non debba essere il momento di chiedere, ma il momento per ricordare e che le richieste vadano fatte nei giusti contesti politici.

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  8. Davvero hai 34 anni!? ahahahha :P

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  9. d'accordo su tutta la linea, ma non sul fatto che "non risolverà nulla". il pride "ha risolto" e continuerà a risolvere. nel mondo e in italia. lo farà allo stesso modo in cui lo hanno fatto le donne in altre fasi della storia, a dispetto di chi le considerava eccentriche, inadeguate, "strane" (non glitterate, ma comunque non aderenti allo stereotipo sessista, esattamente come la "checca"). lo farà perchè il diritto ad esistere, in qualunque modo, è un dato di fatto che va imposto, non richiesto. il pride non è una richiesta di consenso: é una manifestazione d'esistenza. in questo senso la strategia dell' "essere sobri per essere accettati dai benpensanti" è una retorica insostenibile (oltre ad essere un meccanismo di difesa degli omosessuali con una forte omofobia interiorizzata).

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  10. Da una parte credo che vada fatto SEMPRE, dall'altra, pensando alla mia povera Italia penso che non serva a nulla. Se un americano legge 'sto post con tutti i commenti gli sembrerà di essere negli anni '70 in America! Intanto nel 2013, in ambito lavorativo, continuo a ricevere commenti omofobi da persone grandi, apparentemente mature (sicuramente non aperte) e ovviamente bigotte. Che fai? Ti difendi per risultare il cagacazzi e peggiorare le cose e magari rischiare di perdere il lavoro che è già oro colato?

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