12 Anni Schiavo


Quella degli schiavi negri è una realtà che a noi europee ci riguarda un po' da lontano e la conosciamo perché l'abbiamo studiata sui libri, ma più che altro sappiamo che i neri cantano bene il rhythm and blues, che hanno il cazzo grosso, che gli piacciono le collane d'oro, che hanno il ritmo nel sangue... che hanno il cazzo grosso l'ho già detto?
Voglio dire, indubbiamente quella di 12 Anni Schiavo è una storia super drammatica che non lascia indifferenti, ma alla fine ne abbiamo sentite centinaia di queste vicende e il film di Steve McQueen non aggiunge nulla di nuovo e dunque: che senso ha stare per oltre due ore seduti in poltrona a vedere per l'ennesima volta schiavi negri che raccolgono cotone e si prendono frustate?
La risposta è che Steve McQueen ha voluto confezionare un film senza eroi e senza alcuna morale, esclusivamente per mettere sotto gli occhi di tutti una realtà che per anni si è scelto di non guardare. La lunghissima sequenza dell'impiccagione è forse un po' il riassunto dell'intero film, ovvero un uomo che cerca di puntare i piedi in terra per non soccombere mentre la corda gli stringe il collo e attorno bambini che giocano indisturbati, compagni schiavi che lavorano la terra e la padrona che guarda da lontano come se nulla fosse. Per anni si è preferito volgere lo sguardo altrove e dare la situazione per assodato, ma adesso è giunto il momento di guardare e dire basta.
Non vorrei addentrarmi in considerazioni troppo personali pilotando il senso del film, ma credo che potremmo sostituire il negro con l'ebreo e raccontare la pagine nera del fascismo europeo o potremmo metterci un omosessuale e raccontare l'assurda situazione che stiamo vivendo in questi giorni tra Russia, Uganda e diritti civili in Italia. Non guardare e continuare a fare il proprio lavoro è più semplice, ma è arrivato il momento di sostenere lo sguardo sulle atrocità che stanno avvenendo e fare una buona dose di autocritica domandandosi se non siamo forse noi stessi a permettere questa situazione.
È solo la mia interpretazione, ma vista in quest'ottica direi che il film ha una carica drammatica enorme; ma a conti fatti è probabilmente anche la pellicola più fiacca di Steve McQueen e se non fosse per l'eccelsa interpretazione di Michael Fassbender, direi che è anche a tratti noiosa. Anche perché non venitemi a dire che Chiwetel Ejiofor era calato bene nel personaggio, perché io non ho visto né dolore né orgoglio nel suo sguardo e Brad Pitt invece da bravo produttore si è preso l'unico personaggio buono e positivo, ma l'unica cosa che è riuscito a fare è una versione Vento di Passioni vent'anni dopo: stessa acconciatura e colpi di sole, ma pelle sensibilmente più invecchiata e sguardo da pesce lesso. Discorso opposto per Michael Fassbender che invece è in stato di grazia e pare che McQueen l'abbia preso come musa ispiratrice dato che lo ha scelto come protagonista dei suoi tre film e in Hunger lo ha spogliato per le scene del carcere e in Shame lo ha spogliato senza motivo regalandoci un full frontal che io ancora ho le guance rosse e in 12 Anni Schiavo non lo ha mai spogliato, ma gli ha messo un paio di pantaloni in lino bianco che se avesse usato la carta velina sarebbe stata più coprente e lo so che per tutto il tempo prende a frustate gli schiavi e gli squarcia la pelle mentre loro gridano di dolore, ma io sono una persona orrenda e superficiale e il mio sguardo è stato sempre puntato sul suo pacco e la sagoma del pisello che si scorge in ogni istante attraverso il pantalone. E scusate se son stato distratto e non ho trovato il tempo per commuovermi, vuol dire che andrò all'inferno, ma tant'è. 
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7 commenti:

  1. Sottoscrivo. Oltretutto pare che qui il grosso del problema non sia tanto la schiavitù in sé (per certi versi, da questo punto di vista, è quasi più rappresentativo Django Unchained di Tarantino) quanto il fatto che il protagonista era un nero 'libero' all'inizio e per ben 12 anni sia stato trattato da schiavo. Che dire, allora, di tutti gli altri, che nemmeno hanno mai saputo cosa significasse vivere liberamente? Vogliamo forse credere che chi era nato schiavo ha vissuto con meno orrore la sua condizione?

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    1. Perfettamente d'accordo, per questo credo che il tema fondamentale del film non sia la schiavitù in se, ma l'orrore di una discriminazione. Poi boh, il vero Steve McQueen secondo me è quello di Hunger e Shame, questo mi sembra un versione per scolaresche.

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  2. Io sono in una fase che proprio non mi va di vedere orrori (e ovviamente non mi riferisco a ciò che traspare dai pantaloni di lino bensì a impiccagioni e schiavi ecc.) quindi penso che ripiegherò sul romanticissimo storia di un inverno. lo so che ti ha fatto schifo ma io già percepisco lacrime di commozione a fiumi! :-)
    pensavo che potremmo andare a vedere insieme nymphomaniac e poi ne facciamo uscire una recensione col botto, che dici? :-D

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    1. No dai, quella cagata di Storia d'Inverno noooo!!!
      Vabbè so che non riuscirò a farti desistere, quindi confido in una tua recensione assolutamente massacrante.
      Approvato invece Nymphomaniac, quando te pare.

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  3. ah ci ho messo una cifra ma sono pure riuscita a registrarmi a quel cazzo di tumblr. ora seguo Gente della palestra!

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  4. Ok, lo guardo, ti giuro che lo guardo, ma per favore dimmi le dimensioni (lunghezza x larghezza x circonferenza) del tuo arnese dell'amore, sto impazzendo perchè me lo voglio un casino immaginare come è realmente! E giá che ci sei, dimmi se hai il cespuglione selvatico o se te lo rasi alla prato inglese (spero la prima)...

    Un bacio

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  5. in effetti il film non è commovente...ma come diavolo ho fatto a non notare il pacco nei pantaloni di Fassbender?!

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