Lucy [recensione]


Si dice che l'uomo utilizzi solo il 10% delle proprie capacità celebrali, ma cosa accadrebbe se fossimo in grado di utilizzare il 100%? Da questa premessa nasce il nuovo film di Luc Besson e io lo capisco che stiamo parlando di fantascienza e finzione, ma è bene specificare che questa storia del 10% è una leggenda metropolitana smentita dalla scienza. Se fosse vero infatti, significherebbe che il restante 90% di cervello potrebbe subire danni senza nessun effetto collaterale e invece qualunque danno produce gravi conseguenze. Poi ci sono gli studi termografici che dimostrano che perfino durante il sonno tutte le parti di cervello sono attive e ok, lo so che tutto questo sproloquio scientifico è inadeguato, ma è giusto sottolineare che il film di Luc Besson parte da una premessa falsa. Altrimenti poi uscite dal cinema e provate a spostare gli oggetti con il pensiero. Ecco, no.
Una volta assodata questa cosa, vi dico che Luc Besson prova a confezionare un film ambiziosissimo, che sembra una via di mezzo tra una puntata di Superquark e Matrix. Dal primo ruba le spiegazioni sull'evoluzione e i filmati dei leoni nella savana (i leoni non mancano mai in Superquark); dal secondo sottrae l'idea dell'eletto che acquisisce sempre più poteri fino a diventare "ovunque" e mi viene in mente la celebre frase: "Matrix è ovunque". I fratelli Wachowski ci erano arrivati quindici anni prima di Luc Besson. C'è perfino una scena in una stanza completamente bianca con le persone sedute sulle poltrone e voglio dire, Sig. Besson, ma crede veramente che non siamo capaci di fare uno più uno e accorgerci che ha fatto copia e incolla?
Insomma, il film avrebbe avuto un potenziale molto alto, ma si perde in spiegazioni senza senso che nessuno capisce e che forse non ha capito neanche Luc Besson e un finale frettoloso che sembra tagliato con una forbice e io lo so che per moltissimi anni i fatidici 90 minuti sono stati il tempo ideale per l'intrattenimento cinematografico e c'è persino una frase di Alfred Hitchcock che dice: "È sconveniente che un film duri più del tempo medio di riempimento di una vescica", ma questo è uno dei pochissimi casi in cui una sceneggiatura più ricca e una durata maggiore avrebbe semplicemente giovato alla storia e invece chi sa per quale motivo hanno preferito chiuderlo in fretta e furia e farlo durare quanto La Sirenetta.
Che poi, un tempo Besson era quello che lanciava attrici semi sconosciute e le faceva diventare icone ed è stato così per Nikita o Léon con la piccolissima Natalie Portman o Il Quinto Elemento e Giovanna d'Arco che hanno lanciato Milla Jovovich, ma questa volta a Luc Besson gli piace vincere facile e si limita a prendere come protagonista una delle attrici hollywoodiane più bone e quotate, la butta davanti all'obiettivo e il film è fatto. Poco importa se tutto attorno nulla funziona o se lei ha la faccia da pesce lesso, perché siamo seri: con quelle chiappe conta veramente l'espressione del viso?
Anche i grandi geni arrivati ad un certo punto della loro carriera perdono "il tocco", eppure gli sarebbe bastato usare anche solo il 10% delle sue capacità celebrali, per capire che il film faceva acqua da tutte le parti...
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2 commenti:

  1. Peccato, ci speravo tanto. Non mi aspettavo un nuovo The Abyss o altre perle miliari della fantascienza, ma la tua recensione mi fa pentire di aver detto sì ad alcuni amici che vogliono vederlo. Non dubito che sarà come dici tu nella recensione. Purtroppo.

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  2. La cosa allucinante è che le droghe bruciano il cervello, mentre qui invece lo fanno evolvere... pessimo messaggio

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