Birdman o (l'Imprevedibile Virtù dell'Ignoranza) [recensione]


Birdman è uno di quei film che non sai se ti sta prendendo per il culo o se dice sul serio; nel senso che fin dal principio fanno vedere il protagonista Michael Keaton in meditazione sospeso a mezz'aria, e allora tu dici "Uh, ma questo ha dei super poteri!" e invece poi ti fanno capire che certe cose succedono solo nella sua testa e non sai mai cosa accade veramente e cosa invece è frutto di una sua distorsione mentale e ti ritrovi a domandarti: "A cosa dobbiamo credere?".
Ecco, Birdman è un film non facile e probabilmente non piacerà a quelli che sono abituati alla trame semplici e le esplosioni e anche se parliamo di un supereroe, dimenticatevi i The Avengers, perché questo è completamente l'opposto e ci sono dialoghi complicati e colpi di scena e tutto il film è stato pensato proprio per scardinare i meccanismi dei grandi blockbuster e prendere in giro il pubblico che va a vederli. Sì, Birdman è un film proprio presuntuoso, che se non avesse funzionato bene sarebbe venuta voglia di andare a casa del regista a dare fuoco alle ortensie nel suo giardino e invece il film è bello e ha perfino vinto l'Oscar come miglior film e miglior regia e sceneggiatura originale e fotografia e quindi ce lo mette un po' in quel posto.
C'è poi un altro elemento di presa per i fondelli e sta nel fatto che il film parla di un attore che ha raggiunto il successo interpretando un supereroe dalle sembianze di uccello e guarda caso Michael Keaton ha raggiunto il successo dando il suo volto all'uomo pipistrello diretto da Tim Burton e per tutto il film si allude chiaramente al fatto che certi film di supereroi sono di serie B e anche Edward Norton ha recitato in un film di supereroi interpretando Hulk e perfino Emma Stone è stata Gwen Stacy in The Amazing Spiderman e non ditemi che è un caso che nel film parlino male dei film di supereroi e poi i tre attori principali hanno recitato tutti e tre in pellicole di supereroi.
I film d'azione hanno un montaggio serrato e frenetico? E di contro questo Birdman non ha proprio montaggio, nel senso che tutto il film è girato come se fosse un unico piano-sequenza, il che significa che la telecamera non stacca mai l'immagine ed è un po' come se fosse un unico ciak, un po' come se gli attori stessero recitando a teatro per intenderci (anche se questo è un piano-sequenza finto, ricreato digitalmente) e la cosa è piuttosto figa, ma si rischia un poco l'effetto mal di mare.
E quindi ecco a voi Birdman: un film dove si passa con estrema fluidità da un'assurda scena in perfetto stile Marvel con Keaton che vola sulla città e sconfigge un paio di mostri giganti a una durissima critica nei confronti dell'era moderna, tutta concentrata su internet e il digitale e i media che strumentalizzano le persone e praticamente ci dice velatamente che siamo una massa di coglioni perché ci appassioniamo a inutili e vuoti film di supereroi e passiamo le ore davanti a youtube a vedere video di gente sconosciuta che suona la nona di Beethoven scorreggiando.
Birdman è un film diverso da quello che ci si aspetta e lascia spiazzati e costringe il pubblico a ragionare sul fatto che siamo diventati il pubblico del "mi piace" su Facebook e sentirselo dire così duramente fa un po' male.
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3 commenti:

  1. Anche in Gravity c'erano dei piani sequenza infiniti. E anche in quel caso dietro la macchina da presa c'era un regista messicano che si è portato a casa l'Oscar. Coincidenze?

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