True Detective 2 [recensione]


La prima stagione di True Detective (trasmessa nel 2014) è stata una vera sorpresa e ha portato le serie televisive ad un nuovo livello qualitativo e però quando si fanno cose troppo sofisticate, c'è il rischio che la gente non le capisca, anche perché quando torni a casa stanco da una giornata pesante, non hai voglia di seguire trame troppo complesse e strambi intrecci polizieschi e questi che sparano tutti quei nomi che io non capisco mai di chi stanno parlando e la gente da casa vuole vedere polizieschi scontati alla CSI, dove ti spiegano tutto come se fossi un bambino di cinque anni e non a caso è arrivato alla quindicesima stagione e continua ancora a fare ascolti impressionanti e True Detective invece lo guardano in pochi (siamo intorno ai due milioni e mezzo contro gli otto di CSI), ma nonostante questo, secondo me è un telefilm pazzesco.
La seconda stagione è una storia completamente rinnovata e ha un cast di superstar e c'è Colin Farrell che interpreta il classico poliziotto deluso dal sistema e scusatemi, ma io ormai quando sento il nome Colin Farrell penso sempre al sex tape con la modella Nicole Narain e il gatto bianco che gira per casa e le riviste per terra e quel pisello che dio santo Colin se ti prendo ti spolpo come le alette di pollo del Kentucky Fried Chicken.
Al fianco di Colin c'è Rachel McAdams che potrà fare tutti i film che vuole, ma per me rimarrà sempre la cattivissima Regina George, protagonista del film culto degli anni duemila Mean Girls insieme ad una ancora sana di mente Lindsay Lohan e credo che Mean Girls sia una delle mie commedie preferite in assoluto della vita e penso di averla vista intorno alle venti volte e tutte le volte rido ancora come un deficiente.
A chiudere il trio di poliziotti che si ritroveranno insieme per indagare su un complicato caso di corruzione c'è Taylor Kitsch che io lo amo da quando faceva lo sbandato Tim Riggins nel telefilm Friday Night Lights e lui non lo sa, ma io ho versato fiumi di lacrime mentre lo vedevo giocare a football mezzo ubriaco e poi le storie d'amore travagliate e vabbé; io sono pazzo di quel telefilm e ogni volta che vedo un attore che ha fatto quella serie mi prende un colpo al cuore dall'emozione. 
Vince Vaughn è l'ultimo volto noto di questa serie e lui non ha bisogno di presentazioni e se non avete visto 2 Single a Nozze rimediate subito e poi Vince mi è simpatico perché anche se gira nel circuito di Hollywood, ha sempre problemi di ciccia in eccesso proprio come noi comuni mortali e se gli chiedi di accompagnarti al Burger King secondo me ti dice sicuro di sì e quindi ciao Vince, potremmo essere ottimi amici.
Se la prima stagione vedeva i due agenti alle prese con un serial killer, True Detective 2 è un'intrecciatissima storia di corruzione, che mette insieme tre poliziotti molto diversi tra loro e cerca di immergerti nei complicati affari di una piccola cittadina, tra giri di droga, prostituzione, terreni in vendita e chi più ne ha più ne metta. Come nella prima serie, i protagonisti sveleranno i loro caratteri piano piano, puntata dopo puntata e alla regia questa volta abbiamo colui che ha diretto ben quattro capitoli della saga di Fast And Furious e il ragazzetto sa come creare scene d'azione spettacolari e sequenze mozzafiato e però dimenticate gli inseguimenti al cardiopalma, perché qui tutto scorre lento, pacato, ponderato e sono spettacolari quelle panoramiche sulle autostrade della California, che con quei cavalcavia intrecciati come auricolari appena tolti dalla tasca, quasi rappresentano una metafora di questa stagione: un quantità di storie che si intersecano e si sovrappongono e sembrano non portare da nessuna parte, ma che inevitabilmente porteranno ad un (tragico?) epilogo. 
Io ve lo dico, sono pazzo di questa serie.
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