Macbeth [recensione]


C'è questo ragazzetto australiano di 36 anni che dopo un bel po' di gavetta, decide di girare un film sul disagio dei giovani dal titolo Snowtown e il film gli viene fuori un capolavoro e addirittura la critica dice che è uno dei film più belli e appassionati della storia del cinema australiano e vorrei dire un bel "mortacci vostra" alle case di produzione italiane, ché i film di Checco Zalone devi cavarti gli occhi dalle orbite per non guardarli e i bei film stranieri un po' di nicchia, li devi scaricare illegalmente perché altrimenti col cazzo che li vedi.
Comunque. Dopo averlo ricoperto di premi, questo ragazzetto che si chiama Justin Kurzel compie 40 anni e decide di dirigere un secondo film e non sapendo cosa fare prende dalla libreria il primo libro che gli capita e toh' guarda Macbeth di William Shakespeare, ma dai sì, che Shakespeare piace sempre a tutti e fa molto regista intellettuale e quindi ecco che arriva nei cinema questa nuova versione di Macbeth.
Questo nuovo Macbeth inizia con una battaglia in slow motion, talmente curata che sembra un servizio fotografico di moda e subito capiamo quale sarà il tenore del film, perché dal punto di vista visivo è tutto impeccabile e si passa dai paesaggi cupi e nebbiosi dell'Irlanda, agli interni freddi del castello, al gran finale con l'incendio e il filtro tramonto usato all'ennesima potenza per rendere rosso qualunque cosa, come se l'inferno si fosse materializzato sulla terra e visivamente il film è da Oscar e dobbiamo ringraziare il direttore della fotografia Adam Arkapaw per l'eccellente lavoro e lui lo avevamo apprezzato anche nella serie tv True Detective, dove pure lì ci eravamo spellati le mani dagli applausi. Se vogliamo fare gli intellettuali a tutti i costi e non parlare di quanto è bono Michael Fassbender vi dico anche che è molto bello il racconto metaforico della follia, che si insinua nella testa di Macbeth minuto dopo minuto e le immagini dei morti che continuano ad apparirgli davanti agli occhi e l'idea che la morte e la guerra possa cambiare per sempre la mente delle persone sia ieri come oggi. Ma tolta la fotografia e tolto questo sottotesto metaforico, questo Macbeth versione 2016 è una noia terribile e secondo me il regista troppo inesperto non sapeva dove andare a parare e quindi ha puntato tutto sulle immagini,  mettendo da parte il libro di Shakespeare. Quello che viene fuori è che il film sembra durare il doppio di un film normale, ché con tutte le immagini a rallentatore e i silenzi e i dialoghi in prosa; portatevi al cinema una cassa di Redbull per combattere il sonno perché ne avrete bisogno.
Che poi, pure io se dovessi fare un film sceglierei come protagonista quel grandissimo figo di Michael Fassbender e ovviamente anche io metterei una scena con lui nudo in mezzo all'acqua e le mutande bianche bagnate che diventano trasparenti e mi sa che quella scena la girerei proprio molte volte, per essere sicuro che venga fuori bene. Sarei molto meticoloso come regista, già. 
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5 commenti:

  1. Sempre fantastico e ormai unico punto di riferimento per qualsiasi film. Ma rivedere la sintassi? Qualche frase coordinata in meno e un maggiore utulizzo del punto faciliterebbero la lettura...Specialmente il sabato mattina a quest'ora.

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    1. Diresti a Dante che utilizza un linguaggio troppo obsoleto o a Leopardi che scrive cose da sfigato?
      No.
      Quindi non lamentarti dei miei periodi lunghi e prendi un bel respiro prima di iniziare a leggere.

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    2. Bravo. Noto già che sta migliorando!

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  2. ciao :-)
    quindi mi devo scaricare Snowtown perchè non lo troverei mai in dvd e mi devo scaricare Macbeth perchè vale la pena per la fotografia e poco altro, ma al cinema mi addormenterei e invece a casa posso mettere pausa e guardare una puntata di Mom per svegliarmi, giusto?

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    1. Hai afferrato il concetto, sei un tipo sveglio. Ma non si dica in giro che siamo a favore della pirateria!

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