La La Land [recensione]


E quindi niente, La La Land alla fine si è aggiudicato sette statuette su quattordici candidature e poi però glie ne hanno tolta una, perché dicono ci sia stato un errore e quando sono saliti tutti sul palco per festeggiare, è arrivato uno che ha gridato: "scherzone!" e gli hanno tolto l'Oscar. Che poi se ci pensate è un po' come quando ci hanno fatto credere che sarebbe stato un film d'amore e poi però "scherzone!" li hanno fatti lasciare.
Giustizia è fatta.
Che poi La La Land avrebbe tutte le carte in regola per essere un bel film e ci sono gli attori belli e ci sono le canzoni orecchiabili e ci sono i vestiti dai colori fluo e ci sono... boh che altro c'è ah ecco no, non c'è più niente.
Ok ammetto che sono uscite dal cinema saltando sulle macchine e cantando come in Singin' in The Rain e facendo piroette e probabilmente lo scopo di un musical è proprio questo, ma allo stesso tempo sono uscito dal cinema con il cuore pesante come un macigno, ché io in questo mondo dove la gente preferisce la carriera all'amore mica lo so se ci voglio vivere. Praticamente ci sono questi due che boh non si capisce bene in che epoca vivano, perché sono conciati come negli anni '50 e però poi tirano fuori dalla tasca l'iPhone e io un po' mi sento preso in giro, perché non puoi usare il fascino vintage della Hollywood di un tempo e poi ci schiaffa dentro anche tutti i confort dei giorni nostri ed è un po' come volere la botte piena e la moglie ubriaca.
Comunque.
Ci sono questi due che si incontrano e si incontrano e si incontrano e alla fine finalmente si innamorano e quando ci appassioniamo alla loro storia d'amore, lei decide che le ambizioni professionali valgono più di una travolgente passione e quindi ciao, vattene per la tua strada che io vado per la mia.
No dico, ma stiamo scherzando?
Ok che noi italiani siamo molto drama queen e gli stranieri invece sono molto più distaccati nelle relazioni, ma se mi lasci perché devi fare sei mesi di attrice concettuale a Parigi, io vengo lì e ti infilo su per il culo i souvenir della Torre Eiffel, cara la mia roscetta stronza.
Quindi mettetevi l'anima in pace: questo non è un film sull'amore, ma un film che parla di quanto sia importante continuare a credere nei propri sogni e fare di tutto per realizzarli e poco importa se devi calpestare i sentimenti delle persone e caro il mio Damien Chazelle, non so che delusioni tu abbia avuto nel corso della vita, ma morirai da solo nella tua casa vista LA, seduto su un pazzesco divano Cassina.
A fare da cornice a questa storia d'amore senza happy ending abbiamo una Los Angeles dalle mille luci colorate al neon e se non siete mai andati nella città degli angeli potreste anche cascarci, ma fidatevi di me quando vi dico che LA è una città orrenda, enorme, dove sembra di stare perennemente in periferia e i tramonti sono ingrigiti dallo smog e le strade perennemente intasate dal traffico. Ché questi vogliono spacciartela per una città romantica come Parigi o Roma, ma invece è un posto dove ognuno pensa per sé e non esce mai al di fuori del suo giardino con piscina.
Rimangono le musiche e quelle sono belle per davvero. Certo per un film che dura più di due ore io ci avrei messo qualche canzone in più e invece c'è sempre lo stesso tema che si ripete per ogni occasione, ma per essere belle sono belle e meritano l'Oscar che hanno vinto.
E ora per favore, visto che io sono un romanticone, datemi un La La Land 2 nel quale Ryan e Emma si incontrano di nuovo, capiscono di aver fatto una cazzata e si fidanzano per sempre.
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2 commenti:

  1. Un musical sull'egoismo ��

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  2. Bella Lord! Io non l'ho visto e non so che lo vedrò... non mi piace né "spalle calate" Ryan Goslin, un cesso che ha fatto body building fino a imbottirsi di muscoli ma che gli rimane la faccia da scemo, né Emma Stone, che pià la guardo e più mi sembra che abbia la faccia di una lucertola!
    A presto! e rivediamoci sooner or later!
    Stupendo il souvenir della tour Eiffel!

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