This Must Be The Place


Siete andati al cinema a vedere Drive? [LINK] Beh se non siete andati provvedete quanto prima, perché secondo me è uno dei film più fichi di quest'ultimo periodo.

Adesso parliamo di Paolo Sorrentino. Mi domando: ma cosa spinge un regista italiano piuttosto apprezzato, a girare un film in america, interamente in lingua inglese e con attori americani? È la voglia di fare esperienze nuove? Ricerca di fama? Desiderio di stringere tra le mani un Oscar? Bho, forse dovremmo chiederlo a Muccino...
Comunque questo This Must Be The Place, super film acclamato da pubblico e critica, a me non è piaciuto per niente e sarei felice di sentire i commenti di quelli che invece lo hanno apprezzato.
L'impostazione è quella del classico road movie; dove uno Sean Penn troppo simile ad Edward Mani di Forbice, decide di riconciliarsi con il padre ormai morto, cercando il suo aguzzino in giro per l'America e così facendo non solo chiuderà il conto in sospeso del padre, ma ritroverà anche se stesso. Punto fine.
Quanti altri film con questa trama abbiamo visto? Ok, la ricerca di se stessi è un po' il leitmotiv di tutti i film on the road e c'è anche da dire che Drive mi ha insegnato a non giudicare solo leggendo la trama, perché ci sono tanti modi per raccontare una storia e un film può essere bello anche partendo da un soggetto ormai trito e ritrito e però non è questo il caso di This Must be The Place. Perché Sorrentino si perde in inquadrature e dettagli e primi piani di persone e per carità; la fotografia è bella e anzi, direi bellissima (è di Luca Bigazzi), ma fa troppo documentario sull'entroterra americano e la mia impressione, è che Sorrentino da bravo italiano sbarcato negli Stati Uniti, sia rimasto affascinato da quei paesaggi così diversi dalla nostra Italia e da quei piccoli centri abitati tipici di un'America che sta sparendo e da quelle case degli anziani con gli interni a fiori e il chellophane per proteggere il divano e dagli incontri stravaganti che si possono fare dentro il bar di un distributore di benzina ed è un po' come se stessimo guardando l'album di fotografie di un amico molto bravo a fare le foto. Da New York al Michigan, dal New Mexico allo Utah, Paolo Sorrentino non perde un dettaglio di questi straordinari posti, ma con l'ansia di voler raccontare un luogo, perde completamente di vista la narrazione del film. Roba che la ricerca dell'aguzzino passa così in secondo piano, che sembra solo la scusa per viaggiare di città in città. Praticamente una puntata di Turisti Per Caso.
E Sean Penn mani di forbice? Beh, lui è bravo e se il film si regge quel poco, è solo grazie a lui e alle sue facce e le sue stranezze e il trolley che porta sempre dietro come fosse il fardello del passato e il cerone che ha sul viso come per paura di mostrare il vero se stesso (e tutto si svela nella scena finale) e però solo Sean Penn mani di forbice non basta a tenere in piedi un film che perde continuamente pezzi per strada e, dopo due ore, riesce solo a dare l'impressione di aver parlato di tutto, senza però aver detto nulla di interessante.

Siete andati a vedere Drive? Beh, provvedete quanto prima...
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2 commenti:

  1. si abbastanza soporifero....vero Gae e Ale?..:**

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  2. io credo di aver fatto un sonnellino lo ammetto per fortuna che c'eri tu sir a darmi gli schiaffoni per svegliarmi. A parte Sean Penn che a ragione è ritenuto uno dei più bravi attori del nostro tempo, del film rimane ben poco da dire...se non: menomale che con la tessera 3 non si paga..ops sorry lord

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