25.7.12

La tresca estiva


Un'altra estate è alle porte. Qualcuno è già partito, qualcun'altro aspetterà agosto, qualcun'altro ancora rimarrà a casa.
Che poi, in questi giorni tutti quelli che incontro per strada mi domandano: - Come mai non sei abbronzato? Ma rimani a Roma quest'estate? - ecco, diciamocelo; la domanda è fastidiosa quasi quanto quelli che già i primi di novembre iniziano a chiedere cosa farai a capodanno. State tranquilli, tra un po' partirò anche io e farò uno dei miei soliti road trip, che io a stare troppo tempo fermo sempre nello stesso posto mi annoio.
E invece sento di amici che anche quest'anno andranno in vacanza a Barcellona e qualcuno è già partito per Mykonos e poi c'è la sempre gettonatissima Torre del Lago e qualcuno mi domanda se a ferragosto starò a Gallipoli e cristosantissimo; ma possibile che noi finocchi non abbiamo altre aspirazioni, se non quella di sbracarci al sole in qualche luogo di villeggiatura tra i più froci d'Europa?
Che poi intendiamoci, io a Mykonos non sono mai stato ed effettivamente ho sempre sentito commenti positivi e mi hanno detto che è un luogo molto fico e poi però,quando chiedo: - Ma avete fatto qualche escursione? No. Visitato le isole vicine? No. Avete fatto Snorkeling? No. - ma allora scusate, ma che minchia ci arrivate a fare fino in Grecia, se poi dovete stare tutto il tempo sotto una pensilina a bere mojito e parlare con altri italiani?
Cioè, vabbè, lo so perfettamente per quale motivo i finocchi scelgono luoghi di villeggiatura tipo Torre del Lago, piuttosto che andare a fare escursioni sulle Dolomiti circondati solo da abeti, scoiattoli e stelle alpine. Come disse Christina Aguilera in una delle sue ultime raffinatissime canzoni: "Dámelo duro, me tienes tan mojada!" (e non credo ci sia bisogno di alcuna traduzione).
Un tempo tornavamo dalle vacanze e facevamo vedere ai nostri amici pacchi di fotografie con monumenti e musei e adesso invece torniamo e gli facciamo vedere le foto dei pacchi che ci siamo fatti. - Questo ha un cazzo grosso come una lattina di Coke, qui sono io insieme ad una coppia che mi son scopato il terzo giorno e questo è uno che vado a trovare a settembre. -
Passano gli anni, ma siamo ancora quei ragazzini che l'estate si innamoravano e l'ultimo giorno promettevano con le guance bagnate di lacrime: - Giuro che ti scrivo... sei troppo importante per me! - e poi la macchina guidata dai nostri genitori si allontanava e noi rimanevamo sul sedile posteriore a stringere un foglio con un indirizzo e una dedica: TVTTB!!.
Siamo ancora così. Solo che adesso abbiamo vent'anni di più e abbiamo perso il romanticismo e l'illusione dell'amore e non cerchiamo più la storia struggente che ci accompagnerà fino all'inizio della scuola, ma ci accontentiamo di una scopata. Poi un'altra. Poi un'altra ancora. E quando riprendiamo l'aereo, controlliamo sul cellulare se il tipo ha già accettato la nostra amicizia su Facebook. Passano gli anni, cambiano le tecnologie, ma molti gay collezionano ancora tresche estive. Come fossero eterni diciassettenni.
E io mi ricordo ancora di quando avevo veramente diciassette anni e con i compagni di scuola organizzammo una vacanza in Puglia. L'animatrice del villaggio continuava a farmi gli occhi dolci e io all'epoca ero un ragazzetto pelle e ossa, timido e impacciato e ben diverso dal maschio barbuto che sono ora. Stare con lei mi faceva battere forte il cuore e una mattina andammo a fare il bagno insieme e nuotammo fino alla boa e poi andammo oltre e nuotammo fino a rimanere senza fiato e poi ci fermammo a galleggiare vicini sorreggendoci l'un l'altro. Poi ci avvicinammo così tanto da toccarci con la punta del naso e poi le nostre bocche si unirono in un lungo bacio e guardammo la riva così lontana da far sembrare le persone delle minuscole formiche e poi ci baciammo ancora. Lei era più grande di me. Io ero fidanzato con una ragazza che era andata in villeggiatura con i genitori (il mio passato etero) e quel giorno mi resi conto di essermi preso la prima cotta estiva della mia vita.
Ovviamente non la rividi mai più. Ma avevo diciassette anni, e fu bello così.

21.7.12

Operazione Mateus Verdelho #5


Si vabbè, come se fosse vero che Mateus Verdelho mangia quel piatto di pasta, uh uh credici.
E sappiate che odio profondamente quelli che - Io ho un metabolismo rapido e posso mangiare tutto quello che voglio e anzi, vado pazzo per i dolci e il mio sogno nel cassetto è scoprire la cura per il cancro... -.
Anche io un tempo ero così, poi sono arrivati i trenta e adesso anche se mangio una mentina mi sento gonfio per ore. E comunque l'età c'entra poco, perché per mantenere un fisico muscoloso, bisogna farsi il culo come un secchio e punto. E spesso questo neanche basta e allora ecco che molti ricorrono a degli "aiutini" esterni. Solo che poi, quando gli chiedi cosa si sono presi, loro rispondono anche un po' stupiti: - Scherzi? Seguo una corretta alimentazione, mangio riso integrale e petto di pollo questo è il mio segreto! -. Sì, certo, come no, e Moana Pozzi era timida.
Ce ne fosse uno che ammettesse di aver preso anabolizzanti o essersi fatto un ciclo di non so cosa e invece tutti santi che cadono dalle nuvole. Anche io mi imbottisco di petto di pollo, ma chi sa per quale motivo quello che mangio io non mi fa diventare enorme. Che poi siamo siamo seri, un grandissimo sticazzi a quello che vi prendete, però quantomeno non trattatemi da coglione dicendomi che è tutto naturale, anche perché i fisici "ciclati" si riconoscono. Soprattutto se l'estate prima eravate dei Barbapapà e quest'anno bronzi di Riace.
Comunque la mia bilancia oggi segna 89.9Kg.
Ciò significa che da quando è iniziata la mia Operazione Mateus Verdelho, praticamente non sono cambiato di una virgola e come ero a gennaio, così sono adesso. Avevo preso ad esempio il modello brasiliano nella speranza che mi spronasse a diventare magro e bono come lui e invece sto ancora combattendo con le maniglie dell'ammore. Che poi, ci avete fatto caso che tutti i modelli più fighi vengono dal Brasile? Nelle favelas se la passeranno anche male, ma quantomeno hanno un sacco di materiale con il quale rifarsi gli occhi.
Quando non si ottengono i risultati sperati, subito uno inizia a pensare: ma dove ho fallito? Cosa è andato storto? Perché cazzo non sono magro e tirato come Geri Halliwel nel video di It's Raining Men? Ebbene, tanti reality sugli obesi mi hanno insegnato che le diete non si fanno a parole e non basta bere la coca zero al posto di quella normale o fare colazione con gli special K. Un bel fisico si costruisce giorno per giorno, a suon di sacrifici, sudore, dieta bilanciata e soprattutto usando il cervello. Fin quando non saremo convinti dell'obiettivo da raggiungere, non otterremo alcun risultato. Le diete si fanno soprattutto con la testa. E il vero problema è che a me fottesega di dimagrire e non ho alcun'intenzione di diventare come qualcuno che conosco, che pur di avere gli addominali disegnati e i pettorali sodi come le tette di Pamela Anderson, si son ridotti a leggere anche le etichette dell'acqua per vedere se è oligominerale o meno. Voglio dire, l'acqua è acqua perdio!
Anche io vorrei essere fico come un modello di Abercrombie, ma poi mi rendo conto che sono tanto contento quando mi abbuffo di schifezze che farebbero impallidire anche Willy Wonka e tutta la sua fabbrica di cioccolata e quindi non ci penso più. La salute viene prima di tutto, ma la felicità sta di sicuro al secondo posto, e io sono felice così. Almeno fin quando non realizzo che anche per quest'estate, i miei addominali rimarranno celati sotto una bella panzetta puccettosa.

18.7.12

Tipi di ubriachi


Estate, tempo di mare, feste sulla spiaggia e serate alcoliche tra amici. Che poi, alzi la mano chi non si è mai preso una bella sbronza, di quelle che la stanza non smette di girare e vorresti schiacciarti la testa tra lo stipite e la porta.
Ecco, l'altra sera sono stato ad una di queste feste; di quelle dove se c'è una bottiglia con un liquido trasparente dentro, stai sicuro che sull'etichetta c'è scritto vodka e non Rocchetta. E così, mentre la gente attorno a me pian piano si accasciava al suolo priva di sensi (ne resterà soltanto uno!),  mi son messo a guardare con occhio clinico le persone che si ubriacavano e ho notato che quando alziamo il gomito, ci riduciamo ad avere sempre i medesimi comportamenti, facilmente catalogabili.
Io per esempio mi ubriaco di rado, ma quando mi capita, passo dalla fase sobria a quella troia a quella letargo. E voi di che categoria siete?

L'ubriaco dal pianto isterico.
Non tutti sono capaci di perdere il controllo; ci sono quelli abituati ad organizzare qualunque cosa, che quando si rendono conto di essere brilli allora s'impanicano e iniziano a piagnucolare in modo isterico: - ...e adesso cosa penseranno gli altri?! Dimmi la verità, sono lo zimbello della festa, vero? -. E da lì gli sale una botta di tristezza che cominciano a ritirare fuori tutti gli insuccessi dal primo giorno dell'asilo fino ai giorni nostri. - E poi mi ha lasciato... e mi ha detto che non mi amava più... ti rendi conto?? - e giù a piangere singhiozzando.

L'ubriaco troia.
Che poi, in fin dei conti tutti diventiamo un po' zoccole quando beviamo. È grazie all'alcol se troviamo il coraggio di andare a parlare con quel bono lì giù. Ed è per colpa dell'alcol se pomiciamo tutta la sera con quel ragno che normalmente non avremmo toccato neanche con un bastone lungo due metri. Ed è per via dell'alcol se ad un certo punto della serata ci togliamo la maglietta. E iniziamo a ballare a petto nudo. E infiliamo le mani nelle mutande al nostro amico. Ed il principale obiettivo è finire la serata a ciucciare qualcosa e le troie ubriache non si danno pace fin quando non hanno la bocca piena. O la testa dentro il cesso.

L'ubriaco che nega di essere ubriaco.
Che praticamente hanno la faccia sfigurata come l'Urlo di Munch e camminano solo appoggiandosi al muro e poi ti dicono: - Ma chi, io? Ma scherzi? Non sono ubriaco, ho bevuto solo un bicchiere. - e non appena finiscono la frase, inciampano sui loro stessi piedi e dicono: - Ma c'è sempre stato quel gradino? -.

L'ubriaco che parla a raffica.
E mentre parla ti mette le mani ovunque e ti abbraccia e - Bella fratello, tu devi dare retta a me, questo è il party più spettacolare dell'anno e... ci sei mai stato a Mykonos? Devi andarci perché d'estate si riempie di gente giusta e praticamente sono tutti arrapati e... ma ti ho mai detto di quella volta che mi son fatto il dj della disco? Cioè, praticamente una figata... - e in quel preciso momento, inizi a cercare con lo sguardo qualcuno che ti venga in soccorso.

L'ubriaco che cade in letargo.
Un attimo prima ci stai parlando e state sorseggiando insieme un vodka non so cosa e un attimo dopo li vedi riversi su di un divanetto con la bocca aperta e la bava che gli cola sul mento. O li trovi sdraiati sul pavimento che dormono beati o in una posizioni a caso che sembrano non avere più la spina dorsale e all'inizio un po' ti preoccupi, ma poi pensi che se dormono non romperanno le palle e l'unica cosa che devi fare, è controllare di tanto in tanto che respirino ancora e che non soffochino nel loro stesso vomito.

L'ubriaco per finta.
Che poi li riconosci subito, perché sono gli unici che vanno a dire in giro: - Cioè, non puoi capì quanto sto storto! - e continua a ripetere questa frase a tutti e ogni volta che ti incontrano ti si buttano addosso e dicono - Oddio mi gira tutto, sto proprio fuori come un balcone! - e fin quando hai quattordici anni allora va bene, ma poi direi che basta eh. 

L'ubriaco dalla risata isterica.
Loro ridono per tutto. Qualunque stronzata esca dalla tua bocca, loro ridono come fosse la barzelletta più divertente del mondo. E passano ore a darsi pacche sulle spalle e raccontarsi episodi che li fanno tagliare in due dalle risate.  Il problema però, è che alla fase "risata isterica", di solito segue quella del "pianto isterico".

L'ubriaco rissoso.
- Che cazzo c'hai da guardà? -. Per il rissoso ogni momento è buono per fare a botte. Non puoi sfiorargli la spalla o pestargli un piede per sbaglio, che subito ti imbruttisce. E anche se un secondo prima stavano ridendo tranquilli, un secondo dopo ti sbroccano come se gli avessi sgozzato il gattino preferito. - Tu me sa che non hai capito, io ti spacco il culo e te manno a casa a rate... -. Il più delle volte sono solo chiacchiere. Ma se non stai attento una capocciata la rimedi veramente.

16.7.12

Madonna e il video di Turn Up The Radio


- La festa è finita adesso, allacciati la cintura... stronzetta! - è solo l'epilogo di questo nuovo video di Madonna, che più lo guardo e più mi viene da pensare WTF? che per chi non lo sapesse, è un'abbreviazione americana del nostro "Ma che cazzo è??"
Ma andiamo per ordine.
L'inizio del video è chiaramente ispirato a Drowned World/Substitute For Love, con Madonna che esce dall'albergo e ci sono i paparazzi ad assediare la strada (ma l'ossessione per i paparazzi non ce l'aveva Britney Spears?) e lei ha una valigia in mano che ovviamente si porta da sola, certo; come se non sapessimo che di solito c'è un esercito di schiavi del Malawi a fare i lavori sporchi al suo posto.
Su tutto domina il filtro Earlybird di Instagram, che fa un po' vintage un po' voglia di fare un video glamour senza spenderci troppi soldi.
Per un nanosecondo appare anche la scritta Repubblica TV in alto a sinistra e mi domando quanto il quotidiano abbia dovuto sborsare per apparire nel video della "divina".
Quello che segue, sono solo scene random di lei che va in giro per la toscana a dare mazzette e convincere gente figa a caso a salire sulla sua macchina per cantare insieme Turn Up The Radio. Sullo sfondo italiani vestiti anni sessanta come nel telefilm Mad Man (???) cassonetti, impalcature e poi fan pazze che gridano il nome di Madonna e lei che va in giro con una fascia nera in testa, che sembra di quelle con i capelli incorporati che compri dai cinesi a quattro euro e cinquanta e poi Madonna favolosa e strizzata in un toppino che starebbe stretto perfino alla figlia e che proprio per questo motivo, le fa due bocce come due meloni; così giusto per non rimarcare troppo il fatto che lei ha cinquant'anni suonati, ma è sempre una figa come se ne avesse venticinque.
La canzone sarà pure fresca e gioiosa, ma è già tanto se durerà il tempo di un'estate. Madonna mia, sei in caduta libera.

14.7.12

Biancaneve e il Cacciatore


Dici: - Ma com'è che prima nessuno se la cagava e adesso invece chiunque si sveglia al mattino decide di fare un film su Biancaneve? -. La risposta è presto data: la Disney aveva acquistato i diritti d'autore sulla favola dei fratelli Grimm e nessuno poteva pronunciare il nome di Biancaneve invano; ma adesso dopo oltre settant'anni questi diritti sono scaduti e la Corte Suprema americana ha stabilito che la favola è libera di essere utilizzata da chiunque ne abbia voglia.
Che poi, tutti conoscono la storia di Biancaneve e mi pare chiaro che se decidi di riportarla sul grande schermo, allora devi anche trovare il giusto modo per intrattenere lo spettatore e condurlo al "Tutti vissero felici e contenti." in modo spettacolare e coinvolgente. E così, quel simpaticone del regista, deve aver pensato che la favola originaria fosse troppo noiosa per diventare un mega blockbuster americano e deve aver deciso di scopiazzare un po' qui ed un po' lì, per rendere la storia più interessante. Ché tanto noi siamo stupidi e non ce ne accorgiamo che hai fatto copia e incolla da altri film.
Quello che viene fuori è più o meno questo: Charlize vuole rimanere per sempre giovane e imprigiona Rapunzel nella torre del castello. A lei però i capelli non crescono e quindi è costretta a scappare usando le fogne come una tartaruga ninja. Una volta fuori salta in groppa ad Artax e finisce nella palude della tristezza dove il cavallo bianco viene risucchiato dalle sabbie mobili. Nel bosco Bella incontra Thor, ma i cavalieri neri inviati da Saruman li trovano. Dall'altra parte del regno Robin Hood scopre che Giulietta è ancora viva e senza perder tempo decide di cercarla. Intanto però i sette nani hanno portato Bella nel mondo di Pandora dove incontra un cervo bianco con il quale ha subito l'imprinting. Ma la regina cattiva la scova e le fa mangiare la mela avvelenata. Il principe azzurro la bacia, ma deve essere mezzo finocchio perché Biancaneve non si sveglia. Per fortuna c'è quel pezzo di manzo di Thor a tira fuori la mazza e fare l'uomo della situazione. Tutto è pronto per l'epica battaglia finale e Giovanna D'Arco salta in sella al suo prode destriero e affronta la regina cattiva. I volturi sono sconfitti, il regno è salvo, tutto ci fa intendere che Bella questa volta sceglierà Jacob. Fine della storia.
Che poi intendiamoci, il film si lascia guardare tranquillamente. Però gli elementi più tipici della favola come ad esempio la mela, lo specchio e il bacio del principe azzurro, succedono così velocemente da passare quasi in secondo piano e quello che rimane sono solo battaglie epiche, ma simili a tante altre.
E poi non puoi mettermi un pezzo di gnocca come Charlize Theron, che per imbruttirla in Monster hanno dovuto tenerla nove ore al trucco e parrucco, contro una Kristen Stewart che invece pare appena uscita da un rave party di Berlino anche quando calca il tappeto rosso. Voglio dire, tra le due io tifo senza dubbio per la regina cattiva. Tutti gli occhi sono solo per Charlize Theron ed è subito j'adore, la vita è oro.

12.7.12

Il London World Pride


Lo scorso anno l'organizzazione spettò a noi romani e, tra litigi interni e organizzazione manchevole, portammo a casa questo EuroPride che se non fosse stato per la presenza di Lady GaGa confermata tipo cinque minuti prima della parata, l'evento sarebbe passato abbastanza in sordina.
Quest'anno la patata bollente è passata nelle mani dei londinesi e da EuroPride si è trasformato in WorldPride.
Che poi io non lo sapevo, ma a Londra puoi partecipare alla parata solo se sei una delegazione registrata e questo significa che loro sfilano e tu li guardi dal marciapiede. Un po' tipo il Carnevale di Rio o la parata di Jebediah Springfield nei Simpson. Tu stai sul marciapiede. Loro in strada. Non puoi unirti alla parata. Al massimo puoi camminare al suo fianco. Loro ordinatamente divisi in categorie, tu in mezzo al caos, tra curiosi, gente che fa shopping e macchine che sfrecciano a tutta velocità.
E adesso vi dico anche la seconda grande differenza tra il gaypride londinese e quello che conosciamo noi italiani e ovvero a Londra le varie comunità del mondo lgbt, sfilano divisi in categorie, dimostrando come si possa essere omosessuali in qualsiasi contesto quotidiano. E quindi ecco passare i marinai gay nello loro tipiche divise bianche (vi amo) e poi i militari e gli assistenti di volo della Britih Airwais e poi quelli di Google e gli impiegati della banca Barclays e tutti sfilano ordinatamente e mostrandosi a viso scoperto e senza timore e ci sono gli omosessuali del mondo politico inglese (categoria fantasma nel nostro paese) e il gruppo di Stonewall (che è la principale organizzazione lgbt inglese) e la rappresentanza di Amnesty International e i leather vestiti di pelle nera (oh, questi non mancano mai) e gli sportivi (sportivi gay?) e i rugbisty che mi hanno fatto innamorare un paio di volte e i calciatori (calciatori gay?? Saranno state comparse pagate per fare presenza...) e i nuotatori in costume da bagno e poi quelli che all'inizio avevamo scambiato per supereroi mascherati, ma che invece si son rivelati essere feticisti di non so quale pratica sadomaso. Abbiamo preso il corteo dalla fine e non siamo riusciti ad arrivare alla testa per quanti gruppi differenti  hanno riempito quella strada. Zero musica. Niente carri. Solo una marcia di protesta politica che chiedeva a gran voce il riconoscimento di diritti come il matrimonio egualitario anche alle coppie gay e una severa lotta contro il bullismo omofobico e la depenalizzazione al livello mondiale nei riguardi di omosessuali e transessuali.


Vista in questo modo verrebbe da pensare: - Vedi come sono civili loro, che non confondono il gaypride con il carnevale! -, ma la verità è ben diversa. All'inizio era stato pensato un pride che fosse una grande "celebration" chiassosa e baraccona e con la musica a palla e i carri folcloristici e probabilmente anche le trans a tette di fuori. Invece poi gli hanno tagliato i fondi e li hanno costretti in strada senza bloccare la regolare viabilità e gli hanno raddoppiato il costo dell'affitto di Trafalgar Square (dove è stato montato il palco per il raduno finale) e li hanno obbligati a finire tutto entro le 18:00 con il conseguente spostamento dell'orario di inizio dalle 13:00 alle 11:00 del mattino. Cioè, io alle undici di mattina ho ancora le cispe negli occhi.
Il risultato è che hanno dovuto ridimensionare tutto l'evento. Figuriamoci che non c'è stata neanche una guest star d'eccezione e io pensavo spuntasse da un momento all'altro una Kylie Minogue affiancata da cento modelli a petto nudo e invece non si è fatta viva neanche una Kelly Rowland qualunque, così per dire.
Mi pare di capire che questo WorldPride non fosse proprio ben visto dalle autorità locali.
Eppure è stato ugualmente un successo e la comunità ha dimostrato di saper far fronte ai problemi con grande spirito collettivo e organizzandosi in modo che i contenuti non fossero tagliati insieme ai fondi.
Ora chiedetemi: - È stato un pride spettacolare? - beh, no.
Il quartiere di Soho completamente invaso di gente che sembrava di stare in discoteca il giorno di capodanno è stato uno spettacolo sicuramente fuori dal comune e la creatività, le stranezze e i colori che da sempre caratterizzano i gaypride di tutto il mondo, quelli non sono mancati e però l'organizzazione ha fatto acqua da tutte le parti, con orari in continuo slittamento e modifiche dell'ultimo secondo e l'intero evento mi è parso estremamente sottotono. Insomma, tutto molto fico, ma sembrava una cosa organizzata da noi italiani... non so se mi spiego.

Che poi ci sarebbe da analizzare anche l'aspetto ludico del WorldPride e sto parlando di tutte le feste che gli orbitano attorno e i locali tirati a lucido e le finocchi inglesi neanche troppo diverse da quelli italiani e i turisti che con la scusa del pride, si chiudono negli afetr per poi riemergere quattro giorni dopo con una faccia che sembra quella di un vampiro e non sto di sicuro parlando dei vampiri di True Blod, ché quelli sono tutti boni e muscolosi. Comunque direi che per oggi vi ho annoiato abbastanza, magari di tutto questo parlerò in un altro momento...

5.7.12

The Amazing Spider-Man


Impossibile parlare di questo nuovo Spider-Man senza prima chiedersi: - Ce ne era veramente bisogno? -. La risposta la conosciamo tutti ed è ovviamente no.
Eppure è divertente vedere come tutta questa smania per i cine-comics (nata proprio grazie allo Spider-Man di Sam Raimi), dopo aver inghiottito qualunque personaggio uscito dalla penna Marvel e averci sbomballato i coglioni con pilot su pilot per poi sfociare nel noiosissimi The Avengers, sia tornata al punto di partenza e abbia riportato sul grande schermo un nuovo uomo ragno, ricominciando la storia da zero. A soli cinque anni dall'ultimo episodio. Da pazzi.
Che poi, avrei capito la rivisitazione moderna se i precedenti film fossero stati un flop tremendo, ma invece la trilogia di Sam Raimi è stata più che apprezzata e come dimenticare gli sguardi persi nel vuoto del nerd Tobey Maguire o le smorfiette di Kirsten Dunst o la frase "Da grandi poteri derivano grandi responsabilita"?
Il pazzo che si è cimentato nell'assurda impresa di resuscitare le vicende di Spider-Man, è il semi esordiente Marc Webb che, dopo aver passato una vita a girare video musicali più o meno inutili, decide di confezionare un blockbuster milionario da primo posto in classifica e la cosa più assurda, è che ci è riuscito alla grande.
Intento a far dimenticare il supereroe di Raimi, questo nuovo Spider-Man parte da presupposti completamente diversi e per la prima volta si analizzano aspetti inediti, come ad esempio il rapporto tra Peter Parker e i suoi genitori e poi c'è una bella evoluzione che porta questo ragazzetto mezzo sfigato e con la faccia da nerd a diventare il supereroe e si dà ampio spazio a quei personaggi secondari, come per esempio gli zii di Peter. E proprio riguardo a questo argomento, scopriamo che la nuova Zia Mary è la Sally Field di Brothers & Sisters ed è subito cazziatoni e facce stupite e abbracci amorevoli e mi aspetto di vedere da un momento all'altro Kevin e Scotty (...che poi Brothers & Sisters per tre stagioni è stato una figata colossale, ma verso la fine era diventato peggio di Beautiful).
Supera l'esame a pieni voti anche Emma Stone, che nei panni di Gwen Stacy ha il compito di far innamorare il giovane Spider-Men e gettare nel film quel tocco di teen-movie con un pizzico di Twilight che tanto piacerà agli adolescenti e dici: - Ok, tutto bello e tutto molto romantico, ma l'azione vera, quando si scatena? -.
Ecco, questa è probabilmente l'unica pecca della pellicola. Infatti, forse a causa del basso budget messo a disposizione dalla Sony o forse per distanziarsi quanto più possibile dal capitolo precedente, qui i combattimenti tardano ad arrivare e gli amanti dell'azione ne rimarranno forse delusi.
Il film è come spezzato in due parti e mentre la prima è divertente ed emotiva come una commedia di Jennifer Aniston, la seconda è ricca di azione e a tratti anche spaventosa e per vedere un po' di scene che Uhaoh! dobbiamo aspettare oltre la metà del film e vi assicuro che il film dura veramente una cifra (quasi due ore e mezza).
Insomma, questo nuovo The Amazing-Spiderman è un film al quale non avrei dato una lira e invece è proprio ben fatto e tiene testa in modo egregio al lavoro di Raimi, superandolo anche per certi versi. Intendiamoci, l'effetto deja-vu qualche volta è si fa sentire e il villain di turno è leggermente sottotono e passa dall'essere super buono a super cattivo in troppo poco tempo per essere credibile e c'è anche da dire che il lucertolone è francamente realizzato peggio di quanto non lo fosse l'Hulk degli Avengers (e quello era veramente brutto eh), ma direi che viste le premesse iniziali, questo nuovo Spider-Man può iniziare alla grande una nuova saga dedicata all'uomo ragno.

4.7.12

Tipi da spiaggia #01


L'Italia è invasa da un'ondata di caldo e chi può fugge al mare.
Dato che questo è un blog di forte denuncia sociale, colgo l'occasione per ricordare a tutti che il sole fa male e bisogna sempre proteggere la pelle con creme e lozioni, soprattutto se ci si espone durante le ore più calde.
Che poi, io al mare mi annoio e quindi mi piace guardare la gente e dato che mi piace anche fare liste e catalogare le cose, allora ho fatto un elenco mentale dei vari tipi da da spiaggia e il modo che hanno per incremarsi.
Che poi, io sono uno di quelli che odia la sabbia e dopo aver messo la crema, vorrei chiudermi sotto vuoto come il prosciutto Rovagnati pur di rimanere intonso e invece, capita sempre che non appena mi sdraio, arriva il coglione di turno che cammina accanto all'asciugamano alzando una quantità di sabbia pari ad una tempesta nel Sahara e lasciandomi impanato come una cotoletta alla milanese. Beh io vi avviso, quando è così, è inutile provare a sgrullarsi i granelli di dosso, perché l'effetto è lo stesso della mosca nella ragnatela: più ci si muove e più si rimane fregati.

Quello che con l'occasione, si fa fare il massaggio sexy.
- Ti va di spalmarmi la crema sulla schiena? - Quante volte abbiamo sentito o detto questa frase e spalmare la crema implica un minimo di confidenza con l'altra persona e io sono uno di quelli che odia spalmare la crema, che il rischio è sempre quello di ritrovarsi davanti una schiena piena di pustole o pelosa come un cinghiale e insomma; in questo caso per me potete anche bruciare vivi sotto i raggi UVB. Ma quando invece c'è una certa complicità, allora vedi questi che si sdraiano e gli altri che gli si siedono sopra ad altezza culo e gli schizzano la crema sulla schiena e iniziano a spalmarla tipo massaggio tailandese e le mani scivolano sulle spalle e poi giù fino ai glutei e poi sulle scapole e quello sotto che intanto emette gemiti di piacere e poi inevitabilmente arriva il momento del fatidico: - Ma hai già finito? -.

Quello che se la spalma da solo.
Le nostre braccia sono state pensate per piegarsi solo in una direzione. Questo significa che fin quando dobbiamo metterci la crema su viso e pancia, non c'è alcun problema, ma alzi la mano chi non ha provato a spalmarsi da solo la protezione sulla schiena, facendo quei gesti goffi tipo tartaruga capovolta sul guscio che tenta invano di rimettersi dritta. Che poi il più delle volte, arrivi alle sette di sera e ti ritrovi pezzato come la Pimpa, perché ovviamente non sei riuscito a raggiungere tutte le zone della schiena.

Tizio con lo spruzzino.
Verso la fine degli anni '90 qualcuno ha deciso che se andavi al mare con la crema tradizionale, allora eri uno sfigato e i veri fighi utilizzavano gli spruzzini. Acqua solare, acqua bronze e chi più ne ha più ne metta; la spiaggia si è riempita di questi tipi che si spruzzano addosso questi prodotti, come una domestica rumena farebbe con il Glassex sui vetri. Il risultato è che sul loro corpo vanno tipo due gocce, mentre tutto il resto dello spruzzo viene trascinato dal vento e sparso per la spiaggia, che porcatroia: non c'è mica bisogno di conoscere le fasi lunari e il moto delle maree, per capire che se c'è vento e ti spruzzi da un metro di distanza, fai la doccia a tutti quelli che ti stanno attorno.

Quello a pois.
Quelli che preferisco sono quelli che la crema proprio non la spalmano. La lasciano lì. Ad evaporare al sole. E li vedi che vanno in giro con questi puntini bianchi sul corpo o strisciate sul naso o addirittura con una bella chiazza sulle spalle messa lì, e in attesa che si assorba da sola. Ora, dico io... ma se usi uno schermo totale, non sei forse protetto ugualmente anche se non vedi quella ridicola sgommata lì sul tuo corpo?